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antiX 15: Killah P

antiX antiX è una veloce, leggera e semplice da installare distribuzione Linux su Live CD basata su Debian “Testing”. L’obbiettivo di antiX è di rendere disponibile un ambiente leggero ma pieno di funzionalità e flessibilità per utenti nuovi e utenti di esperienza. Può essere usato su computer vecchi (bastano solo 128MB di Ram) ma anche […]

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Linux Mint 17.2 "Cinnamon": la distro perfetta per l'utente alle prime armi

Quale distribuzione consiglieresti ad un utente alle prime armi? Alzi la mano (o l’ala) il pinguino a cui non è mai stata fatta questa domanda.

Gestendo un blog mi arrivano via mail e sui canali social (a proposito, vi ricordo che Marco’s Box è sia su Facebook che su Google+ quindi se volete potete iscrivervi alle relative pagine e aiutarmi a diffondere il verbo) diverse diverse richieste di aiuto e consigli, molti dei quali si riferiscono proprio a quale distro scegliere da affidare ad un novizio.

Nel corso degli anni ne ho provate tante, il mio HD ormai è abituato ad esser piallato almeno una volta alla settimana (e infatti il poveretto sta iniziando a dare segni di cedimento :D).

Al giorno d’oggi bene o male quasi tutte le distro offrono strumenti per semplificare la vita agli utenti ma poche in realtà sono davvero user centriche.

Fra user centriche troviamo distro come Ubuntu, openSUSE e Linux Mint. Di queste l’unica distro che mi sento di consigliare all’utente alle prime armi è senza ombra di dubbio Linux Mint nella sua edizione principale con Cinnamon.

Il mio desktop su Linux Mint 17.2 Cinnamon

I motivi di questa scelta sono vari, di seguito illustrerò alcuni dei punti saliteti.

Il primo punto a vantaggio della distro è l’installer. Il processo di installazione è a prova di novizio e difficilmente ci si ritroverà a far cazzate. Durante il partizionamento e l’installazione del sistema, basterà seguire le semplici opzioni a video (hai capito Fedora? Prendi esempio!) e tutto andrà per il verso giusto.

Una volta completata l’installazione l’utente si troverà dinanzi ad un ambiente desktop tradizionale (alla Windows tanto per capirci), con già tutto quello che è necessario per poter iniziare a lavorare. Basta guardare la mia guida post installazione per Linux Mint 17 per capire che sono davvero pochi gli eventuali programmi aggiuntivi da installare, il default della distro offre infatti tutto quello che serve all’utente casalingo.

Il parco software è quello offerto da Ubuntu e si avvantaggia dei suoi repository e del sistema dei PPA (c’è un PPA praticamente per tutto) che consentono, ove nascano particolari esigenze per installare software nuovi o non presenti nei repository principali, di aggiungere il relativo PPA grazie al comodo tool integrato per la gestione degli aggiornamenti

La base Ubuntu è l’altro punto a favore della distro. A partire dalla release 17, Linux Mint ha deciso di basare i suoi rilasci semestrali sempre sulla stessa base Ubuntu LTS. Questo cambio di strategia consente al team di sviluppo di ridurre lo spreco di risorse e concentrarsi soltanto sullo sviluppo di Cinnamon e delle sue applicazioni collegate.
Le varie minor release semestrali sono in pratica delle ISO che contengono l’ultima versione del Kernel presente nel ramo LTS nonché le versioni aggiornate dei programmi.

Ma torniamo a parlare dell’ambiente desktop.
Cinnamon è pensato per offrire un modello di interazione uomo macchina in stile Windows. Non sarà necessario imparare nuove combinazioni di tasti per gestire il destkop, lanciare applicazioni o quant’altro. L’utente può gestire l’interfaccia grafica così come faceva su Windows. Abbiamo il nostro bel menu applicazioni richiamabile o cliccandoci su oppure premendo il tasto Windows.

Tutte le applicazioni sono divise per categorie ed è facile trovare quella che cerchiamo, in più possiamo cercale per nome.

Il pannello delle impostazioni di sistema è semplice ed intuito ed è possibile trovare subito quello che ci interessa con un semplice colpo d’occhio. Scordatevi dunque impostazioni di sistema troppo minimali (come GNOME) o troppo incasinati (come KDE). Qui è tutto in bella mostra e diviso per categorie.

Volete un esempio? Volete cambiare l’aspetto del sistema? Semplice, andate a Temi e in una sola schermata troverete tutto quello che vi serve per personalizzare il look di Linux Mint, ogni elemento è personalizzabile: bordi finestre, icone, tema generale, puntatori del mouse e tema di Cinnamon.

Tutto in una unica schermata, non dovrete girare qua e la per le impostazioni o peggio ancora installare tool esterni. In più ci sono alcune chicche, primo fra tutti il fatto che Linux Mint offre una serie di temi con diversi colori, in modo da poter andare incontro ai gusti della gente.
L’altra cosa interessane è la possibilità, in stile KDE, di scaricare i temi per Cinnamon direttamente dalle impostazioni di sistema. Linux Mint provvede infatti a raccogliere i temi su di un sito creato ad hoc.

Ma non soltanto la gestione dei temi è semplice, anche la gestione generale della distro segue lo stesso life motive, nelle impostazioni di sistema è tutto a portata di click.

Ma passiamo ora ad analizzare i tool per l’installazione dei programmi e l’aggiornamento della distro.
Per quanto riguarda l’installazione grafica delle applicazioni l’utente ha a disposizione il Gestore Applicazioni (aka mintInstall), tramite il quale potremo installare le nostre applicazioni preferite senza dover ricorrere al terminale.

Come potete vedere dallo screen il programma offre una interfaccia chiara e semplice. E volete sapere la cosa bella di mintInstall? Il programma è leggero (a differenza di quel pachiderma di Ubuntu Software Center) e l’installazione è sempre rapida e indolore (a differenza di Sofware).
Grazie al gestore di applicazioni è possibile installare anche alcuni programmi che normalmente non sono presenti nei repository di Ubuntu come ad esempio Opera.

Per quanto riguarda la gestione degli update di sistema il tutto passa per il Gestore Aggiornamenti, un piccolo applicativo che parte all’avvio del sistema. Il tool è leggero e non impatta minimamente sulle risorse. L’utente saprà sempre se ci sono aggiornamenti da installare grazie ad una piccola icona sempre presente nel pannello inferiore. Se tutto è ok e non c’è nulla da installare apparirà un baffo verde come in figura.

in caso contrario l’icona cambierà e vi verrà segnalato la presenza di aggiornamenti (nuova roba gratis per me)

Cliccandoci su si aprirà il tool vero e proprio e sarà possibile installare gli aggiornamenti proposti

Semplice non è vero?
Gli utenti più smaliziati possono usare mintUpdate anche per altre cose come l’installazione di Kernel più recenti (o più vecchi) o controllare la cronologia degli aggiornamenti in caso di problemi per scoprire l’untore.

Concludendo Linux Mint 17.2 offre all’utente medio tutto quello che una distro dovrebbe essere ovvero facilità di installazione, stabilità di sistema, semplicità di manutenzione, parco software preinstallato completo e un ambiente desktop confortevole da usare.
Se vogliamo dirla tutta l’unico appunto che si potrebbe fare è relativo al look della distro, ma questo è un problema di quasi tutti gli ambienti desktop che non riescono ad offrire un aspetto mediamente piacevole (a me ad esempio non piace il tema di default di Linux Mint e imposto sempre Mint-X-Acqua).

 

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