Ho già “tessuto le lodi” di Mugshot e sono intervenuto a più riprese sui social network (e loro integrazioni), proprio perché credo nella validità del cd. desktop semantico” e nella condivisione globale dell’esperienza. Un passo in avanti, in questa direzione, arriverà proprio da GNOME Online: il problema è che, per il momento, l’integrazione di quest’ultimo con il DE è ancora in una fase altamente sperimentale!

Tant’è che la suite è composta di tre elementi separati, due più blandi e un core decisamente complesso: se del primo (Mugshot, disponibile anche per Windows e OS X) abbiamo già parlato… oggi analizzeremo il secondo, ovvero la sidebar che consente l’esecuzione dei contenuti online sulla propria scrivania. Si chiama BigBoard e, per i “fortunati” possessori di Fedora, è già pacchettizzata in RPM.

Dal momento che, però, noi siamo dei veri geek e non ci accontentiamo d’installare un pacchetto “alieno”, l’unica soluzione possibile è compilarne i sorgenti da SVN: preciso che, con la procedura che segue (di cui non mi assumo alcuna responsabilità), si giungerà ad avere un’applet per la barra delle applicazioni di GNOME, ma non è sufficiente per avviare l’Online Desktop! Che, poi, sarebbe il reale obiettivo che vorrei raggiungere…

Sì, perché bisognerebbe compilare l’intero GNOME dai sorgenti - sfruttando jhbuild - per ottenere un sistema solo “parzialmente” funzionante: l’utilizzo della versione in linea, infatti, prevedere una sessione separata da quella d’avvio tradizionale del desktop environment e richiede la configurazione di utenti e gruppi differenti da quelli già impostati sul sistema. Quando possibile parlerò anche di questo, ma per il momento preferisco effettuare altre prove, prima di condividerne i risultati.

Partiamo dal presupposto che dovrete abilitare tutti i repository “extra” di Ubuntu/Hardy (dal server centrale, mi raccomando) e, in più, per risolvere tutte le dipendenze sarà necessario aggiungere un unico archivio di terze parti, che contiene i sorgenti di Mugshot. Aprite, quindi, sources.list e aggiungete le seguenti righe:

deb http://www.nighton.net/ hardy main # Mugshot¹
deb-src http://www.nighton.net/ hardy main # Mugshot (Sorgenti)

Ovviamente, dovrete anche scaricare la chiave pubblica per autenticare il repository: personalmente, anziché “esportarla” da shell, preferisco salvarla in locale (qualora dovessi formattare il sistema) e aggiungerla dall’interfaccia grafica. Fatto ciò, potrete installare le molte dipendenze che la compilazione di BigBoard richiederà: ricordate, anzitutto, di risolvere quelle generiche per poter compilare i sorgenti.

$ sudo aptitude install gnome-common intltool libgconf2-dev \
libgnome-desktop-dev libgnome-keyring-dev libgtk2-dev \
libhippocanvas-dev libpanel-applet2-dev mugshot-dev python-gtk2-dev \
python-hippocanvas

A questo punto, sarà sufficiente scegliere un percorso per il download dei sorgenti (che, ricordo, saranno ottenuti via SVN) ed effettuare il checkout dei file.

$ svn co http://svn.mugshot.org/bigboard/trunk bigboard

Ora basterà soltanto compilare i sorgenti dalla cartella specificata, quindi posizionare l’applet sulla barra, dove preferite: tenendo sempre presente che, se non avete già installato il core dell’Online Desktop, non sarà ancora possibile utilizzarla. In pratica, siete a ¾ del lavoro (considerando che state già utilizzando la versione “locale” di GNOME).



[1] Il commento inserito dopo l’indirizzo dell’archivio, per tutti i repository aggiuntivi, sarà mostrato su Synaptic come descrizione.