0

Rilasciato DraftSight V1R5.2, nuova release di manutenzione del CAD multipiattaforma

Dassault Systemes ha rilasciato DraftSight V1R5.2 una nuova release di manutenzione del suo CAD gratuito multi piattaforma disponibile per Windows, Mac OSX e Linux (in comodi pacchetti DEB ed RPM).
DraftSight V1R5.2
Come già accennato questa nuova release è da considerarsi come quality release in quanto non va ad introdurre nessuna nuova funzionalità ma soltanto a correggere gli errori presenti nel precedente rilascio.
Potete scaricare DraftSight V1R5.2 all’indirizzo http://www.3ds.com/products-services/draftsight/download-draftsight/
Come sempre, in caso di errori durante l’installazione del pacchetto DEB su Ubuntu e derivate vi suggerisco di installare il tutto tramite GDebi.
Gli utenti Ubuntu che fanno uso di sistemi a 64bit fate riferimento al wiki di Ubuntu http://wiki.ubuntu-it.org/Grafica/DraftSight (sinceramente non ho provato la guida avendo installato la 32bit, se qualcuno ha testato il procedimento con successo e può lasciare un commento farà cosa gradita ai lettori).
Per i più curiosi ecco il changelog completo:
System requirements
No new hardware or graphics requirements. For minimum system requirements, click here.
Note: Outdated graphic drivers might need updating.
Installation Notes
No change.
Activation
No changes. The Activation dialog (free Version *only*) is still displayed at start up.
New Features
  • Quality release, no new functionalities added.
Incorrect results when explode hatch inside   Circle, Arc, Splines.
Points in DraftSight do not print.
-LAYER command (run from command line) with OFF * (All) option doesn’t work in V1R5.1
Insert block does not remember the path set   for Library path
ToolBox> JIS > Hardware > TYPE of   JIS B 1182 : Please delete the unnecessary character of “Square Head   Bolt”.
On Ubuntu machine, the file name saved with   Russian characters shows error when opening it.
LINUX UBUNTU: The License agreement during   installation on Ubuntu in Russian language shows as question marks.
The Find command cannot find parentheses.
P4 ContinueDimension: Dimension value is   wrong when the viewport scale not 1:1.

 

0

openSUSE Factory diventa una distribuzione rolling release indipendente

Svolta storica per tutti i susini in ascolto. openSUSE Factory, il ramo in sviluppo di openSUSE, diventa una distribuzione indipendente basata sul modello di sviluppo rolling release.
Con questo nuovo modello di sviluppo gli utenti Factory potranno ottenere gli ultimi pacchetti aggiornati senza dover attendere il rilascio della prossima release o utilizzare repo appositi.
L’altro vantaggio si avrà nel rapporto utenti e collaboratori che potranno testare e apportare le dovute correzioni ai pacchetti in maniera più veloce.
Potete scaricare le ISO di openSUSE Factory direttamente al seguente indirizzo http://download.opensuse.org/factory/
Contenti?
Per maggiori informazioni vi lascio al comunicato stampa ufficiale Factory moves to Rolling Release Development Model

 

0

openSUSE Factory diventa Rolling Release

La versione in fase di sviluppo denominata Factory di openSUSE diventa una Rolling Release, ecco come installarla

openSUSE
Il successo di Arch Linux sta facendo avvicinare a molti developer l’idea di puntare su una release costantemente aggiornata ossia Rolling Release. I developer openSUSE già da diverso tempo consentono ai propri utenti di avere una distribuzione con applicazioni, ambiente desktop, Kernel ecc sempre aggiornati all’ultima versione stabile disponibile grazie ai repository Tumbleweed. Da oggi anche la versione Factory di openSUSE diventa ufficialmente una rolling release includendo quindi applicazioni, ambiente desktop ecc costantemente aggiornati.

Continua a leggere…

 

0

Ubuntu: impostare correttamente il browser predefinito

In questa guida vedremo come impostare correttamente il browser predefinito in Debian, Ubuntu e derivate

Linux
La maggior parte delle distribuzioni Linux vengono rilasciate con Mozilla Firefox, browser open source tra i più utilizzati al mondo. Nei repository ufficiali sono disponibili anche molti altri browser web con caratteristiche ben diverse tra loro, esempio troviamo Chromium (versione open source di Google Chrome), Midori, Gnome Web (chiamato anche Epiphany), Rekonq o Konqueror e molti altri ancora oltre ai  proprietari Maxthon, Opera ecc. Se non amiamo Firefox possiamo impostare come predefinito un’altro browser installato nella nostra distribuzione, basta accedere alla sezione “applicazioni predefinite ed impostare nella sezione browser quello preferito.

Continua a leggere…

 

0

Google Chrome introduce il nuovo BoringSSL fork di OpenSSL

Google ha annunciato l’introduzione nella versione in fase di sviluppo di Chromium del nuovo BoringSSL fork di OpenSSL.

Google Chrome
I problemi di sicurezza recentemente riscontrati in OpenSSL hanno portato non pochi problemi sia a Linux che alle principali aziende compreso Google.
Stando ad alcuni dari riportati da diversi portali, circa il 50% dei siti web al mondo era stato colpito da Heartbleed, falla per fortuna corretta dai developer delle principali distribuzioni Linux dopo poche ore dalla segnalazione. I problemi con OpenSSL non sono stati ben “digeriti” da Google, azienda statunitense che è corsa ai riparti puntando su BoringSSL progetto basato proprio sul codice sorgente di OpenSSL ma in grado di fornire una maggiore sicurezza.

Continua a leggere…

 

0

DraftSight si aggiorna alla versione V1R5.2

Dassault Systèmes ha rilasciato DraftSight V1R5.2 aggiornamento che corregge diversi bug rendendo più stabile e funzionale il noto software CAD multi-piattaforma.

DraftSight in Ubuntu
DraftSight è un software gratuito per il disegno tecnico CAD 2D (e parzialmente 3D) sviluppato da Dassault Systèmes (azienda sviluppatrice anche di altri software software come Catia e Solidworks) e disponibile per Linux, Microsoft Windows e Apple Mac. Tra le principali caratteristiche di DraftSight troviamo il supporto per la lettura e scrittura di file in formato DWG e DXF, consente di allegare disegni di riferimento esterni oltre alla possibilità di creare pagina multiple in formato PDF, dispone di un sistema di riferimento cartesiano oltre alla gestione dei disegni in livelli, maschere di background per le note, supporto per tabelle stili di stampa CTB e STB e molto altro ancora.
DraftSight ha recentemente rilasciato il nuovo DraftSight V1R5.2, aggiornamento che non include alcuna novità ma semplicemente corregge diversi bug rendendo più stabile e funzionale il software CAD multi-piattaforma.

Continua a leggere…

 

0

MicroxWin eseguire contemporaneamente le applicazioni Android e di Debian o Ubuntu

Gli sviluppatori del team VolksPC hanno presentato il nuovo progetto MicroXwin che ci consente di eseguire contemporaneamente le applicazioni Android e quelle di Debian ed Ubuntu

VolksPC MicroXwin
Molti user si sono chiesti come mai non sia possibile utilizzare le applicazioni Android in Ubuntu, Fedora o qualsiasi altra distribuzione visto che il sistema operativo mobile di Google si basa sempre su Linux. Anche se basato sullo stesso Kernel Linux, Android è ben diverso da Linux rendendo impossibile il supporto per le varie applicazioni, una soluzione però potrebbe arrivare dal progetto MicroxWin del team VolksPC.
MicroxWin è un leggero X Window Server che ci consente di avviare contemporaneamente Android e una distribuzione Linux con la possibilità di passare velocemente tra i due sistemi operativi.

Continua a leggere…

 

0

Non c'è più (il) tempo

Un nuovo format cinematografico si aggira per l’Europa (e, si dice, presto invaderà il mondo). Si tratta delle riprese tipiche del documentario girato in piano sequenza, ma caratterizzate dalla inconsueta durata di diverse ore. Un “assaggio” di questa nuova tendenza ce la fornisce il filmmaker Anders Weberg con le 720 ore del suo “Ambiancé”. Per curiosità, il solo trailer dura 72 minuti!

Se prendiamo a paragone questo “scorrere” del tempo nel mega documentario e nei social media appare ancora più evidente l’incongruenza di questo nostro contesto esistenziale. Da una parte un tempo “lungo” del tutto sovrapponibile allo svolgersi delle azioni così come avvengono in natura, dall’altra una contrazione che tende quasi all’annullamento. La social bulimia di informazioni e di contenuti da rilanciare nel più breve tempo possibile per essere i primi, ha palpabili strascichi anche sui nostri comportamenti quotidiani. La musica raramente si ascolta, si “consuma”, passando compulsivamente da una traccia all’altra senza aspettare mai la conclusione di un brano, e poi la crescente difficoltà a concentrarsi su letture lunghe con la conseguente penalizzazione dell’approfondimento e della costruzione di un senso articolato attorno alle varie questioni.

Allora ci affidiamo allo sconosciuto algoritmo di Facebook che seleziona per noi quello che “lui” ritiene essere rilevante per la nostra bramosia di conoscenza, oppure ci “violentiamo” per far stare nei 140 miseri caratteri di Twitter le nostre “complesse” elucubrazioni. I secondi a disposizione sono pochi, sostituiti da una nuova unita di tempo, gli istanti, e quindi per “bucare” bisogna riuscire a farsi leggere con poche parole, meglio ancora aggiungendo un’immagine che, come si sa, ne “vale più di mille”. Dobbiamo ammetterlo, Marcel Proust non sarebbe stato un buon influencer.

Con la connessione permanente resa possibile dai device mobili, i due tempi (se ha ancora senso chiamare così il tempo online e quello offline) si compenetrano fino alla loro totale diluizione. In qualsiasi luogo o situazione basta uno smartphone per determinare un’unica realtà cognitiva. Dite la verità, non vi capita sempre più spesso di estraniarvi dalla vostra attività corrente (dialogo, lavoro, movimento) appena l’impertinente suoneria vi avvisa dell’arrivo di una mail o di un messaggio? Che lo vogliamo o no, è uno dei tanti segni della vittoria del fluire costante delle informazioni sulla necessità di approfondirle. Non esiste più la distillazione del significato a tutto vantaggio della quantità (più post, più amici, più condivisioni).

I blog che hanno segnato l’evoluzione di internet verso il web 2.0 stanno languendo, per altro verso nemmeno i siti, istituzionali o di altro tipo, sembrano godere di buona salute. Queste crisi sono accomunate dalla stessa causa: la riduzione sistematica di tempo. Perché dovrei consultare la home page di un quotidiano quando ogni minuto i miei feed sfornano un’edizione aggiornatissima dei fatti del mondo? Una quantità tale di informazioni che fa perdere di significato anche il concetto stesso di archivio o, in senso lato, di conservazione. Il flusso continuo di contenuti è un tapis roulant dal quale facciamo sempre più fatica scendere e non abbiamo, anche volendo, più tempo per dedicarci all’archivio. Tornare sul “già stato” ci sembra quasi una perdita di tempo rispetto a quello che è adesso e a ciò che fra un istante succederà.

Forse, è in atto un processo di ibridizzazione dove la social tecnologia (i cosiddetti saperi generativi come il linguaggio e la rete) finirà per essere indistinta dalle architetture biologiche. Non ho bisogno di ricordare perché già oggi lo fa per me, da qualche parte, una cloud. Magari non la consulterò mai, ma è “rassicurante” sapere che questo cervello ausiliario ci sia. Ci basta sapere dell’esistenza di un fantomatico “magazzino della memoria” per essere appagati dal bisogno di conoscere davvero. Come dire, ho cinquemila libri in casa che non ho letto, ma un giorno (ovviamente mai) lo farò!

Ci stiamo ancora riferendo a un tempo che non esiste più. Parliamo di telefonia mobile quando le connessioni sono praticamente già adesso tutte svincolate da un luogo o da un’appartenenza fisica, guardiamo i cyborg come fossero roba da film di fantascienza, mentre in questo preciso momento sono in atto potenziamenti (o recuperi) delle mansioni umane ad opera dell’ingegneria genetica, delle neuroscienze, della biologia sintetica. L’unico limite sembra essere proprio il tempo, vale a dire quello impresso dalle meccaniche celesti.

Tuttavia, se prendiamo per buona la lezione di Schopenhauer, il passo fra la rappresentazione del mondo come fatto segnato dalle esperienze soggettive e un concetto di tempo (o, meglio, di più tempi) accelerato o rallentato in ordine all’immersione individuale nella socialità digitale è davvero breve.

 

 

0

Installare facilmente ownCloud su Linux, Windows e Mac grazie a Bitnami

Bitnami ha rilasciato un nuovo installer che ci consente di installare facilmente ownCloud in Linux, Microsoft Windows e Apple Mac.

ownCloud su Ubuntu
ownCloud è una piattaforma open source che ci consente di creare facilmente un server cloud dotato di numerose funzionalità per poter condividere / accedere da remoto ai nostri file, documenti ecc. A differenza sei vari servizi di cloud storage, ownCloud garantisce una maggiore sicurezza dato che l’intero sistema è installato nel nostro pc e server e saremo solo noi ad amministrarlo, da notare inoltre la possibilità di espanderne le funzionalità tramite add-on dedicati.
Per chi vuole installare facilmente ownCloud su Linux, Windows e Mac è disponibile il nuovo installer creato da Bitnami, che ci consente di installare il servizio di cloud storage open source nel nostro pc con pochi e semplici click,

Continua a leggere…