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La EUPL è compatibile con l’OSI, ma non è [ancora] in italiano



O, per meglio dire, non lo è “ufficialmente”: ho appreso di questa licenza da Filippo — poiché, colpevolmente, non la conoscevo. Dallo scorso 4 marzo ha ricevuto la certificazione OSI, eppure – oggi tradotta in 22 lingue comunitarie – inizialmente non era stata rilasciata in italiano.

È uno dei tanti paradossi della comunità GNU/*/Linux nazionale: tra le più “folte” e appassionate, è completamente ignorata dalle istituzioni (la EUPL

0.1, in francese/inglese/tedesco, risale al 2005): cerchiamo di capire la sua importanza.Non volendo entrare nel merito – sebbene, a vario titolo, potrei anche “permettermelo” –, di fatto si tratta di una licenza (o, un “sistema” di licenze) compatibile con la GPLv3 e adattata agli ordinamenti giuridici del cd. “civil law“ — tra cui spicca quello italiano.Sì, perché l’originale è indirizzata, piuttosto, al diritto anglo-sassone (ovvero, agli ordinamenti giuridici del cd. “common law“): promossa direttamente dalla Commissione Europea, la EUPL cerca di superare questo “gap“, in favore di quegli Stati che adottano un’evoluzione del diritto romano classico.La “sfida” è quella di convertire i più disparati progetti italiani ed europei a questa licenza, maggiormente compatibile alle leggi comunitarie: in questo senso, ho già proposto l’adozione al team di Siderus e intenderei modificare il CDBS per consentirne l’applicazione.





lunedì, marzo 23 2009
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Scritto da Federico Moretti







CHI E' L'AUTORE?

Uno sviluppatore GNU che non odia Novell — e che non disdegna neppure Microsoft!