Aggreghiamo le notizie italiane sull'Open Source
Questi i principi della libertà intellettuale, ovvero il “diritto di poter liberamente comunicare la propria conoscenza ad altri”. Giah, la conoscenza!… Se io conosco il modo migliore per fare una “cosa”, potrei (dovrei!) comunicarlo a qualcun altro; in questo modo, l’indomani, saremo già in due a fare meglio quella “cosa”. Se “l’altro” è d’accordo con me, egli potrà comunicare (”distribuire”) la mia idea ad altri. In pochi attimi, la mia conoscenza si moltiplicherà naturalmente, così velocemente che sarà diffusa in tutto il globo; da questo mio sapere qualcuno potrà trovare nuove soluzioni migliori, a sua volta potrà diffondere nuovamente le sue idee e farle librare nell’IT in modo che tutti possano usufruire della sua scoperta.
È il ciclo della libera conoscenza, un ciclo senza fine; ed è il modo giusto di agire, l’unico modo per portare innovazione in tutti i campi. Pensate semplicemente a Newton (o a qualsiasi altro “libero” scienziato): essi hanno divulgato le proprie scoperte liberamente, hanno permesso ad altri in studiarle e impararle; non hanno fermato l’evoluzione scientifica!
Perché con il software è diverso? Perché è possibile brevettare le proprie scoperte? Giah, perché di scoperte si tratta! Il software non si inventa, si scopre… Se riesco a “trovare” un modo migliore per fare un algoritmo (in generale, qualsiasi cosa) non posso poi dire di averlo inventato io, ma solo di esser stato più veloce (o più scaltro) di altri nel trovarlo. Esso era lì, bastava solo pensarci. Vedi Newton (di nuovo!), lui non ha inventato la forza di gravità, l’ha scoperta… era sempre lì, davanti ai suoi occhi, bisognava solo capire come funzionasse.
Chiunque, quindi, scrivi software e decida di non rilasciare i sorgenti non è un degno sviluppatore, bisognerebbe umiliarlo poiché costui non è interessato né al saper comune, né tanto meno alla libera ricerca di un mondo migliore. Sarà l’unico a conoscere ciò che ha scoperto e, come un pirata (poiché i veri pirati sono loro!) di vecchio stampo, seppellirà “il suo sapere” in una zona sperduta del mondo, senza dare la minima possibilità ad altri di apprenderne le capacità. Questa gente non ci vuole bene, non sono persone “buone di cuore”, a loro non importa di noi, ma solo del loro “tesoro”.
Per rispondere, in definitiva, a una domanda posta da uno sviluppatore opensource (avete capito bene OPENSOURCE, uno di quelli che dovrebbe scrivere software spinto da queste auliche ragioni, e no scrivere solo per soddisfare il proprio ego leggendo il proprio nome in qualche changelog):
“davvero? davvero il danno del software non-open è assimilabile a un evento traumatizzante e violento e brutale — se non addirittura mortale?”
la mia risposta è Sì.
No divulgazione = no crescita intellettuale, no evoluzione = no vita futura.
Leo.
fedmor
ringrazia l'esistenza della funzione di ripristino su OpenOffice.org 3
@Replica
andreaolivato
ci ha messo qualche ora a capire che i gspca non si compilavano perchè sono già compresi nel kernel...
@Replica
su610
Provo easypeasy-1.0 La "nuova" distro per l'Eee pc. La trova graficamente orrenda....
@Replica
andreaolivato
fluxbox power
@Replica
andreaolivato
nota che il dns della gallery si è finalmente aggiornato ... amen!
@Replica