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Come si usa il Qmake?
Qt make (comando Linux: qmake)
Un’applicazione Qt è composta dai files sorgenti, dalle librerie, dai files generati dallo UIC e dal MOC e dai files di internazionalizzazione. L’esigenza di mantenere il codice portabile su diverse piattaforme, porta alla creazione di un numero elevato di file e di conseguenza aumenta rapidamente la complessità del makefile.
Lo scopo di qmake è appunto quello di semplificare la gestione di un progetto, nascondendo i dettagli legati al sistema operativo. A titolo di esempio, viene qui di seguito presentata la sequenza di comandi da eseguire per generare il makefile di un semplice progetto Qt.
Per prima cosa occorre portarsi nella directory contenente i files sorgenti della nostra applicazione e da lì digitando il comando qmake-project si richiede al Qt make di eseguire l’analisi di tutti i files contenuti nella directory. A seguito di questa analisi, qmake produrrà il file di progetto con estensione .pro da usare successivamente per la creazione del makefile vero e proprio.
Digitando qmake nome_file_generato.pro si otterrà la creazione del file “makefile” da usare per creare la nostra applicazione, in altre parole, digitando il comando make -f makefile o semplicemente make, avvieremo il nostro make sul file makefile lanciando automaticamente tutti i tools (ad esempio uic, moc, gcc) necessari a generare il nostro eseguibile. Riassumendo, le operazioni da compiere sono:
qmake -project
qmake nome_file_generato.pro
make
martedì, giugno 23 2009
Taggato come C, Linux - Distro, Open source software, Qmake, Qt, Qtsoftware
Scritto da Paolo Sereno
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