Aggreghiamo le notizie italiane sull'Open Source
Non è stato scelto come default, ma è probabile che lo diventi nel corso dello sviluppo di “Jaunty Jackalope“: l’ho provato sul netbook e devo ammettere di avere opinioni “altalenanti”, sull’argomento.
Come ho anticipato – e con mio sommo rammarico – Opera 10, già disponibile (in fase di sviluppo) per il download, sfrutterà ancora le librerie Qt 3. In compenso, presenterà un engine aggiornato e supera il test Acid3.
Diversi test prestazionali pongono il browser Open Source di Google in testa su Firefox e Opera. Di Explorer si perdono le tracce
Ho confrontato Google Chrome con la versione beta del nuovo Firefox 3.1, che include l’aggiornamento del motore di rendering (Gecko) e l’introduzione della tecnologia TraceMonkey.
SI tratta in sostanza un compilatore particolarmente ottimizzato per Javascript che velocizza l’esecuzione di tutte quelle applicazioni web che ne fanno uso: tutti i siti di social network (tipo facebook) e [...]
Da quando è stato annunciato lo “switch“ per il backend di Epiphany, in molti si sono cimentati nel tentativo di compilarlo (e anche io), prima del rilascio ufficiale. Soltanto alcuni, però, hanno effettivamente provato il test dell’Acid3: ovviamente, ho fatto altrettanto, ma il mio risultato è stato sensibilmente diverso. Credo d’avere la spiegazione, ecco il motivo di questo mio post… che, ovviamente, resterà (e le richiedo esplicitamente) aperto a ogni feedback.
Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall’aria contenta. L’origine del nome Tux, suggerito da James Hughes, è un acronimo, in puro stile Unix, derivato da Torvalds UniX
D’accordo, si tratta pur sempre di una versione di sviluppo (tanto del noto browser di Mozilla, quanto del nuovo engine), eppure c’è qualcosa che non mi convince: preciso che non riguarda soltanto i risultati del “famigerato” Acid3, un test che - a detta degli stessi produttori - è stato creato ad hoc per non essere superato. Ne è indice una nota (relativa alla versione precedente), che spiega il perché dell’utilizzo di codice deliberatamente “invalido” per la riuscita dello stesso.