Category archives: Guide

 

 

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TeamViewer: risolvere l'errore "Non pronto. Verificare la connessione" su Ubuntu 17.10


Chi di voi sta provando Ubuntu 17.10 potrebbe essersi imbattuto in un problema che impedisce a TeamViewer di connettersi e quindi di funzionare correttamente.
L'errore, che in verità mi si è presentato in passato anche su Fedora, è

"Non pronto. Verificare la connessione"

Vediamo come metterci una pezza noi in attesa che venga risolto a monte dai developers di TeamViewer.

Apriamo il terminale e diamo

sudo teamviewer daemon stop

seguito da

sudo teamvier daemon start

Una volta fatto riavviate TeamViewer che ora funzionerà regolarmente (il mio id è stato oscurato per ovvi motivi)


 

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Testare Plasma 5.11 beta su Kubuntu 17.10


Ansiosi di provare la Beta di Plasma 5.11 sulla vostra Kubuntu? Bene, da oggi potete farlo, a patto di utilizzare la versione in sviluppo di Kubuntu ovvero Kubuntu 17.10 Artful.

Il PPA viene fornito con una avvertenza. Artful verrà rilasciato con Plasma 5.10.5 pertanto, qualora vogliate testare il tutto, dovete essere pronti ad usare ppa-purge per ripristinare i cambiamenti.
La versione stabile di Plasma 5.11 verrà rilasciata troppo in ritardo rispetto al rilascio di Kubuntu 17.10 e quindi per questo motivo non sarà inclusa di default su Kubuntu 17.10 ma dovrebbe essere disponibile via backports subito dopo il giorno del rilascio ovvero il 19 Ottobre 2017.

Bene, se volete testare Plasma 5.11 beta su Kubuntu 17.10 prima del rilascio finale vi basterà dare da terminale

sudo add-apt-repository ppa:kubuntu-ppa/beta && sudo apt-get update && sudo apt full-upgrade -y

Lo scopo di questo PPA è quello di testare e segnalare eventuali bug quindi se non siete utenti avvezzi a risolvere problemi vi conviene aspettare il rilascio della versione stabile, sia di Plasma 5.11 che di Kubuntu 17.10.

 

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Ubuntu 17:10: installare la sessione GNOME Shell vanilla

Come ben saprete su Ubuntu 17.10 troveremo preimpostata una sessione di GNOME modificata dal team di Ubuntu con l'aggiunta di alcune estensioni e settaggi atti a conferire alla distro un look familiare (per chi proviene da Ubuntu con Unity) e caratteristico.
Ma se volessi qualcosa di vanilla? Bene, Canonical ha pensato anche a voi utenti desiderosi di usare GNOME Shell come mamma l'ha fatta ed ha dato la possibilità di installare la sessione vanilla di GNOME Shell con un semplice comando. La sessione vanilla conviverà con la sessione Ubuntu, spetterà all'utente decidere quale sessione avviare tramite GDM.

Vediamo dunque come installare la sessione GNOME Shell vanilla su Ubuntu 17.10. Da terminale diamo

sudo apt install gnome-session

Con questo comando vi verranno installati i pacchetti adwaita-icon-theme-full fonts-cantarell gnome-session necessari all'avvio della sessione vanilla.

Una volta fatto vi basterà riavviare la sessione e nella schermata di login selezionare la sessione GNOME

La sessione vanilla di GNOME Shell su Ubuntu 17.10

Ovviamente sarà sempre possibile loggarsi sulla sessione Ubuntu selezionando l'apposita voce al login

La sessione Ubuntu di GNOME Shell su Ubuntu 17.10

Non so voi ma io, dopo averla provata per qualche giorno. ho iniziato ad apprezzare la sessione Ubuntu con la nuova Ubuntu Dock, dock che fra poco dovrebbe anche arricchirsi di nuove funzionalità.

Aggiunta per gli utenti esperti
Dopo l'aggiunta della sessione GNOME vanilla il team di GDM (la schermata di login) resterà quello di Ubuntu (con il tema arancio). Il motivo di questa scelta è spiegato nel post di Didier Roche. Se volete cambiare il tema e applicare quello predefinito di GNOME potete farlo dando da terminale

sudo update-alternatives --config gdm3.css

ed impostando il tema GNOME selezionando il numero corrispondente

In questo caso il numero associato alla sessione GNOME vanilla è l'1 mentre il 2 è quello della sessione Ubuntu
Ovviamente nel caso in cui vogliate tornare al tema Ubuntu di GDM vi basterà ridare il comando di prima oppure

sudo update-alternatives --auto gdm3.css

 

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Ubuntu 17.10: Risolvere l'errore "ERROR: libusb-0.1 is required" durante l'installazione del driver Brother brscan4


In questi giorni sto provando la versione in sviluppo di Ubuntu 17.10, nella fattispecie sto provando Ubuntu MATE. Nel mio consueto giro post installazione, durante l'installazione della mia stampante multifunzione Brother DCP 1512, mi sono imbattuto in un errore relativo all'installazione della parte scanner (il pacchetto brscan4)
L'errore è

ERROR: libusb-0.1 is required

Questo errore comportava la mancata installazione dei driver relativi allo scanner.

Per poter risolvere il problema vi basterà installare il pacchetto libusb-dev che, una volta installato, si poterà dietro il pacchetto che ci interessa.

Da terminale ci basterà dare:

sudo apt install libusb-dev

Una volta fatto procediamo nuovamente con l'installazione del pacchetto brscan4 che questa volta si installerà con successo consentendoci di far funzionare lo scanner.

 

 

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Ubuntu e Chrome: risolvere l'errore GPG


Da circa un giorno gli utenti Ubuntu e derivate che utilizzano Google Chrome sui propri PC stanno ricevendo il seguente errore GPG quando vanno ad aggiornare il proprio sistema da terminale

W: Errore GPG: http://dl.google.com/linux/chrome/deb stable Release: Le seguenti firme non sono state verificate perché la chiave pubblica non è disponibile: NO_PUBKEY 6494C6D6997C215E
E: The repository 'http://dl.google.com/linux/chrome/deb stable Release' is not signed.
N: Updating from such a repository can't be done securely, and is therefore disabled by default.
N: See apt-secure(8) manpage for repository creation and user configuration details.

Questo errore deriva dal fatto che Google ha cambiato le firme GPG (o saranno scadute) e quindi il sistema non è in grado di verificare l'attendibilità delle stesse.
Risolvere è però molto facile, vi basterà aprire il terminale e digitare:

wget -q -O - https://dl.google.com/linux/linux_signing_key.pub | sudo apt-key add -

Una volta fatto vi basterà aggiornare nuovamente e l'errore sparirà.

 

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LibreOffice 5.4 arriva nel PPA LibreOffice Fresh


Il team di Canonical ha rilasciato tramite il PPA LibreOffice Fresh l'aggiornamento a LibreOffice 5.4, l'ultima major release di LibreOffice 5.x uscita lo scorso 28 Luglio. Per sapere le novità di questa release vi invito a leggere il mio precedete articolo.

Aggiornare è facile, vi basterà aggiungere il repository LibreOffice Fresh dando da terminale

sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa

aggiornare la lista pacchetti

sudo apt update

ed infine aggiornare il sistema dando

sudo apt upgrade
        

 

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Virtual Machine Manager


Virtual Machine Manager o anche virt-manager é un interfaccia utente per desktop progettata per gestire le macchine virtuali attraverso libvirt. scritto in Python sviluppato da Redhat e rilasciato sotto licenza GPLv2.

Le principali funzionalità di virt-manager sono:
  • creare, modificare, avviare e fermare una macchina virtuale,
  • accedere alla console delle VM,
  • visualizzare le statistiche sulle performance delle VM,
  • usare macchine virtuali KVM, Xen, o QEMU controllandole sia in locale che in remoto,
  • usare container LXC

Nel caso di Fedora, virt-manager si collega alla libreria libvirt per creare macchine di tipo KVM.
Le VM in Fedora vengono lanciate in “Full Virtualization”, cioé utilizzano delle funzionalitá hardware del processore per fornire alle VM un ambiente completamente virtualizzato: Il sistema operativo ospite ha a disposizione tutte le funzionalitá come se girasse su un hardware reale.
Fedora mette a disposizione diversi software per collegarsi alla libreria libvirt. Libvirt é una libreria che permette di collegarsi in maniera indipendente all’hypervisor che si intende usare. I tools che Fedora mette a disposizione per collegarsi a libvirt sono:
  • virsh
  • virt-manager
  • virt-install

Per chi usa GNOME esiste anche un software chiamato gnome-boxes che ha grosso modo le stesse funzioni di virt-manager.

Per installare tutti i software di virtualizzazione Fedora mette a disposizione un gruppo apposito, per avere informazioni a riguardo:
dnf group info “Virtualization”

per installarlo:
dnf group install “Virtualization”

Le macchine installate da virt-manager utilizzeranno una rete privata, se si ha bisogno di esporre i servizi delle proprie macchine su altre reti si puó usare firewalld o iptables per effettuare forward su porte specifiche o creare un bridge come descritto in un mio articolo precedente.

Per creare una nuova macchina virtuale, si deve lanciare virt-manager e fornire la password di root o la propria se si fa parte del gruppo sudoers.
Con virt-manager é possibile anche aprire un hypervisor remoto. Per fare questo é sufficiente prendere dal menu File la voce “Add a connection” e inserire i dati SSH del server che si intende utilizzare. Questo tipo di connessione é veramente comoda per l’utilizzo di macchine virtuali su un server internet.

Per creare una macchina virtuale si puó prendere la voce “New virtual machine” sempre dal menu File o cliccare sul bottone corrispondente. Si aprirá il wizard per la creazione di una nuova VM.

Il percorso consiste di cinque passi:
  1. scegliere il tipo di installazione,
  2. scegliere il media di installazione,
  3. configurare quanta memoria e quante cpu utilizzare,
  4. configurare lo spazio a disposizione della VM,
  5. dare un nome alla macchina ospite (guest), configurare la rete, architettura, e altre impostazioni hardware.

Il wizard inizia con la selezione del tipo di installazione, sceglieremo “Local install media”. É possibile usare un DVD-ROM o una Iso, se si sceglie la iso apparirá una finestra che permette di sfogliare tra le cartelle.

La finestra riconoscerà automaticamente il sistema operativo, se non riesce é possibile selezionarlo dal menu a tendina.

Cliccando su forward si accede alla finestra successiva che permette di configurare il numero di CPU da utilizzare e la quantitá di memoria. Per le mie esigenze io di solito metto tutte le CPU che ho a disposizione e 4GB o 8GB di memoria, ma questo dipende da cosa si intende fare con la macchina.


Adesso si deve configurare lo spazio a disposizione, il tipo di filesystem utilizzato é dinamico, cioé si “allargherà” man mano che inserite dati reali. Quindi dovete pensare alla dimensione massima che pensate di utilizzare, per le mie esigenze di solito 60GB sono piú che sufficienti.
Il successivo passaggio consiste nell'installazione del sistema operativo.

Virtual Machine Manager é un ottimo software per la gestione di macchine virtuali, io l’ho trovato particolarmente utile nella gestione remota. Permette infatti di installare un sistema operativo in remoto e ottenere la sua console.

Alcuni riferimenti:
https://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_Machine_Manager
https://virt-manager.org/
https://docs.fedoraproject.org/en-US/Fedora/25/html/Virtualization_Getting_Started_Guide/index.html

 

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Creare un bridge con Network-Manager

Trattare le macchine virtuali in articoli della lunghezza di due pagine stampate è complicato. L'argomento è vasto e necessiterebbe di continui approfondimenti. Questo articolo non tratta specificatamente le macchine virtuali, in realtà, tratta le reti. Ma dopo aver configurato il bridge in questo modo sarà possibile “agganciargli” sia dispositivi virtuali, sia dispositivi reali a seconda delle proprie esigenze.
Come si è già detto, in primo luogo dobbiamo verificare che il nostro processore supporti la virtualizzazione, questo si può verificare cercando la voce “vmx” in /proc/cpuinfo per i processori Intel e “svm” in quelli basati su AMD.
Il modulo che deve essere caricato dal kernel si chiama “kvm”, c'è un secondo modulo che si chiama "kvm_intel" o "kvm_amd" a seconda del proprio processore. La maggioranza delle distribuzioni carica questi moduli all'avvio o automaticamente.
Per l'utilizzo di questo software è necessario avere i privilegi di root o un utente sudo, è possibile effettuare configurazioni con privilegi inferiori, ma questo va oltre lo scopo del nostro articolo.

Per l'installazione useremo una Fedora 25, in questo articolo installiamo solamente il software necessario, la configurazione delle macchine virtuali verrà trattata in altri articoli. Quindi:

dnf install qemu-kvm libvirt virt-install bridge-utils
systemctl start libvirtd
systemctl enable libvirtd

Adesso andiamo a creare il bridge, useremo nmcli l'interfaccia a linea di comando di network-manager:

# aggiungiamo il bridge
nmcli c add type bridge autoconnect yes con-name br0 ifname br0

significato delle opzioni (man nmcli e man nm-settings):
  • c, con, connection: network-manager salva le configurazioni di rete come “connection”. Le “connection” descrivono come creare o connettersi ad una rete.
  • add: crea una nuova connessione utilizzando le proprietà specificate.
  • type bridge: specifica il tipo di connessione
  • autoconnect yes: la connessione deve essere effettuata automaticamente appena la risorsa diventa disponibile.
  • con-name br0: nome della nuova connessione
  • if-name br0: il nome dell'interfaccia di rete

# impostiamo l'indirizzo IP
nmcli c mod br0 ip4 192.168.10.10/24 ipv4.method manual

significato delle opzioni:
  • mod, modify: aggiunge, modifica o rimuove proprietà nel profilo della connessione. La proprietà è specificata subito dopo, nel caso specifico, br0.
  • ip4, ipv4.addresses: array di indirizzi di rete.
  • method: l'indirizzo viene impostato manualmente.

# impostiamo il gateway
nmcli c mod br0 gw4 192.168.10.1

significato delle opzioni:
  • gw4, ipv4.gateway: gateway

# impostiamo il DNS:
nmcli c mod br0 ipv4.dns 192.168.10.1

significato delle opzioni:
  • ipv4.dns: dns

# cancelliamo le impostazioni attuali della scheda di rete (ho scelto eth0)
nmcli c del eth0

significato delle opzioni:
  • del, delete: cancella una connessione configurata

# aggiungiamo l'interfaccia come membro del bridge
nmcli c add type bridge-slave autoconnect yes con-name eth0 ifname eth0 master br0

significato delle opzioni:
  • bridge-slave: si aggancia al bridge
  • master: nome del dispositivo master

effettuate un reboot e verificate che il bridge sia operativo lanciando “ip addr”.

Network-Manager è un software complesso e di livello molto alto. Ha una montagna di opzioni e quando si comincia a comprenderlo diventa come un coltellino svizzero. Difficile farne a meno.
Con questo articolo spero di aver risposto alla domanda di jboss, se ho dimenticato qualcosa scrivetelo nei commenti diventerà uno spunto per il prossimo articolo.
Non pretendo di essere completo ed esaustivo, anzi, preferisco dimenticare qualcosa e lasciare che la mente di chi legge cominci a lavorare per cercare la soluzione.