Category archives: Guide

 

 

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Installare Budgie Desktop su Fedora 23

Avete installato Fedora 23 ma vi siete stancati di GNOME Shell e volete provare qualcosa di più classico?
La soluzione c’è e si chiama Budgie Desktop, il desktop environment sviluppato in seno a Solus OS. Questo desktop environment. Di questo desktop environment ve ne avevo già parlato qualche tempo fa quando lo recensii per il canale YouTube (trovate la video recensione a questo indirizzo).
Budgie è ufficialmente supportato su Fedora e openSUSE ed è possibile installarlo su Fedora 23 in pochi semplici passi.

Budgie Desktop su Fedora 23

Come prima cosa avremo bisogno di Fedora 23 nell’edizione principale con GNOME Shell.
Il secondo requisito consigliato è quello di aver installato il tema Arc che ci consentirà di godere di un buon supporto visivo al tema (potete anche usare altri temi, però questo è quello che troviamo anche su Solus OS),
Una volta soddisfatti i requisiti vi basterà aprire il terminale e dare i seguenti comandi
spostiamoci nella cartella di Fedora contenente i repository
cd /etc/yum.repos.d/
scarichiamo il repository di Budgie per Fedora 23
sudo wget http://download.opensuse.org/repositories/home:ikeydoherty:solus-project/Fedora_23/home:ikeydoherty:solus-project.repo
aggiorniamo
sudo dnf update
e infine installiamo Budgie Desktop dando
sudo dnf install budgie-desktop
Una volta fatto non ci resta che riavviare il sistema e nella schermata di login selezionare Desktop Budgie.

Se al primo avvio vi compare lo schermo nero (senza sfondo) non preoccupatevi, vi basterà andare nelle impostazioni di sistema e impostare nuovamente il vostro sfondo preferito.

 

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Ubuntu 16.04 LTS: Il launcher di Unity 7 si potrà mettere in basso

Una delle funzionalità più richieste (e mai ascoltata) per Ubuntu è sempre stata quella di aggiungere la possibilità di spostare il launcher laterale di Unity e posizionarlo nella parte bassa del monitor, a mo di pannello inferiore.

In passato, su di Ubuntu 11.10, questa cosa era possibile grazie a Unity Bottom Launcher, un progetto di terze parti che consentiva tale modifica (in pratica aggiungeva a compiz la modalità con il launcher in basso).
Bene, su Ubuntu 16.04 LTS tale modalità sarà attivabile andando a modificare manualmente una voce nei settaggi di Unity 7.4. Mentre vi sto scrivendo non è ancora stato effettuato il merging nel codice principale di Unity tuttavia se siete smanettoni potete farlo fin da subito grazie ai DEB che trovate a questo indirizzo per la versione a 64-bit oppure a quest’altro indirizzo per la versione a 32-bit di Ubuntu 16.04.
Una volta scaricati i DEB vi basterà metterli in una cartella e installarli da terminale dando:

sudo dpkg -i *.deb

Una volta fatto installate Dconf-editor dando

sudo apt-get install dconf-editor

Lanciate ora dconf-editor e andare a modificare la voce com, canonical, unity, launcher, launcher position impostando qui il valore Bottom

Ecco un video che mostra questa modalità in azione

Il tutto sembra funzionare abbastanza bene anche se attualmente non trovo un valido motivo per usare questa modalità visto che troviamo quasi ovunque schermi widescreen. Fa comunque piacere che sia stata aggiunta questa possibilità in più per coloro che vorranno utilizzarla.
Non sappiamo però se questa modalità sarà o meno attivabile dalle impostazioni di sistema o bisognerà attivarla modificando l’opportuno parametro (nel video è spiegato come) con dconf editor.
PS: Volevo postarvi uno screen preso dal mio PC ma non posso perché da qualche giorno è arrivato il Kernel 4.4 che sul mio PC decide di mandare in Kernel Panic il sistema :(
Via Popescu Sorin su Google+

 

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Tantissime novità per quanto riguarda Wine 1.9.2.

Ormai siamo abituati a vedere una stable di Wine una volta all’anno, tralasciando i vari aggiornamenti che vengono apportati una volta alla settimana circa. Nonostante alcuni elementi siano cambiati durante questi anni, l’interfaccia di Wine è rimasta la stessa, non tradendo gli utenti più affezionati.
Come detto sopra, gli aggiornamenti cadono tendenzialmente una volta a settimana, ci si aspetterebbe quindi sempre qualcosa di piccolo, cambiamenti irrilevanti, ma non è il caso di Wine 1.9.2 che segnerà una piccola rivoluzione. Infatti i giochi che verranno implementati con questa nuova versione saranno parecchi, tra i quali possiamo citare: Gyldendal, EasyPal, Castlevania: Lords of Shadow, MSVC 2012, GLFont, Dungeon Keeper FX, Steam, Dirt 3, Cobra 11 – Burning Wheels, GTA IV, J-Link 1.3.0, Warhammer 40k, Wreckfest Server, Alien Shooter, LeapPadExplorer, Worms Armageddon, Cabal II, KeePassX, StarCraft II, EveOnline launcher.
Inoltre Wine implementerà il supporto per GStreamer 1.0 e Shader Model 10, insomma una vera e propria valanga di novità!

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Guida all'installazione del Kernel 4.4 LTS per Linux

Rilascio ufficiale di kernel 4.4 LTS.
Linus Torvalds ha recentemente annunciato il rilascio finale della versione stabile di kernel 4.4 LTS. Linux Kernel 4.4 LTS include, tra le altre cose, il supporto 3D nel driver GPU, permettendo  di visualizzare video in grafica 3D con accelerazione hardware all’interno di macchine virtuali, è stato aggiunto il supporto per Open-Channel SSD via LightNVM e il supporto RAID 5 DM è stato implementato con vari aggiornamenti dei driver e correzioni.

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Lexicon: un dizionario ovunque e comunque, ecco la guida all'installazione!

Lexicon è un dizionario utile e veloce per Linux.
In giro per il web è pieno di dizionari, ovviamente questo vale se si è connessi a Internet. Le estensioni del browser rendono più facile l’accesso a significati troppo astrusi. Tuttavia, in genere, il processo richiede un pò per recuperare tutte le informazioni che stiamo cercando. Lexicon è un dizionario nativo di Linux che rende l’intero processo molto più veloce e non ha bisogno di alcuna connettività.
Ecco tutte le funzionalità di Lexicon:
  • Interfaccia non-intrusive
  • supporto sinonimo
  • Correzione automatica (beta)
  • funziona offline
  • Supporto online
  • Funziona ovunque sul desktop

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Ecco la nuovissima versione di DJ Mixxx e la guida su come installarla!

Dopo tre anni, il software di mixaggio Open Source DJ Mixxx vede una major release con Mixxx versione 2.0.

Mixxx è un cross-platform, software di mixaggio DJ open source che fornisce quasi tutte le caratteristiche di cui si ha bisogno per la creazione di mix. Utilizzato da professionisti e dilettanti, Mixxx è molto in voga per diversi anni.
In Mixxx è possibile utilizzare la libreria di iTunes. Il suo motore di mixing è molto potente e supporta un numero di formati di file. Oltre 85 i controller MIDI DJ sono supportati out-of-the-box insieme a diversi controllori HID. C’è un’opzione Auto DJ e per darvi la possibilità di staccare un po’ dal mixing.

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Rilasciato Telegram Desktop 0.9.18: ecco tutti i cambiamenti e come installarlo.

Telegram Desktop 0.9.18 rilasciato recentemente, è un open-source e cross platform client di Telegram per Linux. 
Telegram è un applicazione di messaggistica con un focus sulla velocità e sicurezza, superveloce, semplice e gratuito. È possibile utilizzare Telegram su tutti i dispositivi allo stesso tempo, con la possibilità di sincronizzazione attraverso uno qualsiasi dei vostri telefoni, tablet o computer.
È inoltre possibile creare gruppi fino a 200 persone, tutto questo in un numero qualsiasi di dispositivi, sia esso un dispositivo mobile o un desktop.
Per gli utenti interessati a ottenere la massima privacy, Telegram offre chat con end-to-end di crittografia per garantire che il messaggio possa essere letto solo dal destinatario.

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Come installare Spotify su Ubuntu

Spotify è un ottimo modo per ascoltare la musica in streaming su computer con sistemi operativi Microsoft Windows, Mac OS X e Linux e dispositivi mobili come Symbian, iPhone, iPad, Android e BlackBerry.
Con Spotify è possibile lo streamare tutta la musica che si vuole, aggiornare e sincronizzare i brani e le playlist online o comprare singole tracce da conservare per sempre.
La buona notizia è che Spotify ha un repository di Linux per una facile installazione dell’applicazione client su Debian, Ubuntu o qualsiasi suo derivato. E questo tutorial vi mostrerà come fare!

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Installare Powerline su Ubuntu


Volete migliorare il look e l’usabilità del terminale di Ubuntu (e derivate)? Una delle possibili soluzioni è quella di usare Powerline, una utility per la riga di comando che supporta vim, zsh, bash, tmux, IPython, Awesome, i3 e Qtile.
Ho deciso di postare questa mini guida per Ubuntu perché negli scorsi mesi molti utenti mi hanno segnalato Powerline dopo averla vista in azione in numerosi video pubblicati da WOGUE.

Vediamo dunque come fare per installare e configurare correttamente Powerline su Ubuntu e derivate. Se siete su Ubuntu 15.10 o una delle sue derivate vi basterà installare l’utility dando da terminale

sudo apt-get install powerline

Una volta fatto dobbiamo andare a modificare il file nascosto bashrc presente nella nostra home. Se non l’avete mai generato per personalizzare i colori o quant’altro il file non sarà presente.
In questo caso sarà sufficiente procedere come segue. Recatevi nella vostra home e abilitate i file nascosti.
Create ora un nuovo file e rinominatelo .bashrc (mi raccomando il punto davanti al nome)

Al suo interno incollate quanto segue:

if [ -f `which powerline-daemon` ]; then
  powerline-daemon -q
  POWERLINE_BASH_CONTINUATION=1
  POWERLINE_BASH_SELECT=1
  . /usr/share/powerline/bindings/bash/powerline.sh
fi

Salvate il tutto e riavviate il terminale. Al suo riavvio avremo powerline abilitato.

Se invece siete su Ubuntu 14.04 e derivate o Linux Mint 17.x dovremo procedere in modo diverso in quanto Powerline non è presente nei repository di Trusty. Possiamo farlo seguendo le istruzioni presenti su AskUbuntu all’indirizzo http://askubuntu.com/questions/283908/how-can-i-install-and-use-powerline-plugin

 

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Manjaro: installare le stampanti Brother con il Driver Installer Tool (esempio con la Brother DCP-1512a)

In questa mini guida andremo a vedere come installare una stampante multifunzione Brother su Manjaro Linux sfruttando il Driver Install Tool messo a disposizione da Brother per i sistemi operativi Linux (Brother sempre sia benedetta).
Come esempio vi mostrerò come installare la Brother DCP-1512a che è una delle mie stampanti laser multifunzione (si, ne ho collezionate tante nel corso degli anni, ho anche una Samsung SCX-3200).
L’utilizzo del tool si rende necessario poiché su AUR non sono più presenti i driver per questa stampante multifunzione.
La prima cosa da fare è quella di installare o DPKG o RPM, questo perché l’installer Brother non fa altro che utilizzare i pacchetti DEB o RPM e installarli.
Nel mio caso ho scelto di installare DPKG da AUR dando da terminale:

yaourt -S dpkg
Una volta installato DPKG andiamo a questo indirizzo e scarichiamo il pacchetto Driver Install Tool. Per comodità spostiamo il file appena scaricato in una cartella; questo passaggio è necessario in quanto durante il setup verranno scaricati i driver sulla nostra macchina.
Una volta fatto posizioniamoci all’interno della cartella appena creata e lanciamo il file dando

sudo sh ./linux-brprinter-installer-2.0.0-1

(attualmente, mentre vi sto scrivendo, l’installer è giunto alla versione 2.0.0-1, in futuro potrebbero aggiornarlo e il nome esser differente, quindi attenti al copia incolla selvaggio :D).
Una volta lanciato il Driver Install Tool vi verrà chiesto (la prima riga rossa) di scrivere il nome della vostra stampante:
Immette il nome della vostra stampante Brother
Nel mio (e nostro) caso è la dcp-1512a. Scrivete questo nome e premete invio: l’installer provvederà a trovare i file da scaricare. Confermate con Yes e seguite le istruzioni che compaiono. Durante il setup vi chiederà di accettare la licenza. Ad un certo punto vi chiederà se volete o meno specificare un url specifico per la stampante, se non avete esigente specifiche potete tranquillamente rispondere no a quella domanda.
Bene, ora non ci resta che compiere un ultimo passo. Così come accade su Fedora non potremo utilizzare la parte scanner con il nostro utente. Dobbiamo quindi andare a modificare il file /lib/udev/rules.d/40-libsane.rules aggiungendo alcune righe contenti l’ID della periferica per far riconoscere lo scanner dal sistema. Per sapere come trovare l’ID della vostra stampante Brother potete dare uno sguardo alla mia precedente guida Multifunzione Brother su Ubuntu: Ecco come far funzionare lo scanner.
Una volta trovato l’ID andiamo a modificare il suddetto file con il nostro editor di testi preferito (o direttamente con quello predefinito di sistema, fate come più vi aggrada). Nel mio caso, essendo su Manjaro KDE, ho utilizzato KATE. Da terminale:
 
sudo kate /lib/udev/rules.d/40-libsane.rules
All’interno del file inseriamo la stringa:
# Brother DCP-1512
ATTRS{idVendor}==”04f9″, ATTRS{idProduct}==”02d0″, ENV{libsane_matched}=”yes”
Salvate, riavviate il sistema e provate a scannerizzare normalmente. Lo scanner adesso funzionerà senza problemi.