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La più recente versione di Red Hat CloudForms migliora la gestione dell’Open Hybrid Cloud su aree geografiche e settori differenti


La più recente versione di Red Hat CloudForms migliora la gestione dell’Open Hybrid Cloud su aree geografiche e settori differenti
Centinaia di grandi aziende fanno già uso di Red Hat CloudForms per gestione e provisioning dei propri ambienti IT, on-premise e basati su cloud pubblico

Milano, 10 gennaio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4.2, più recente versione della sua apprezzata soluzione di open hybrid cloud management. I team di IT operations si trovano spesso ad affrontare processi lenti e manuali per l’erogazione di servizi internamente, cosa che costa tempo, denaro e competitività. Per risolvere questo problema, i team IT possono fare uso di Red Hat CloudForms per migliorare l’erogazione dei servizi, consentendo ai team stessi di concentrarsi su questioni più critiche e legate al business.

Basato sul progetto open source ManageIQ, Red Hat CloudForms offre un’avanzata piattaforma open source per la gestione di ambienti IT fisici, virtuali e cloud, compresi i container Linux. CloudForms aiuta le organizzazioni IT a offrire servizi modulari attraverso un portale self-service, gestendo l’intero ciclo di vita del servizio, dal suo iniziale provisioning fino al ritiro. Può anche definire e applicare avanzate policy di compliance per ambienti IT nuovi e già esistenti, permettendo così agli operatori di ottimizzare i costi di uno specifico ambiente o sistema.

Red Hat CloudForms 4.2
Red Hat CloudForms 4.2 porta una serie di miglioramenti alle piattaforme basate su public cloud, private cloud e container, migliorando metriche ed eventi per Microsoft Azure e Google Cloud Platform, e aggiungendo un’immagine Amazon EC2, permettendo così ai clienti di operare CloudForms all’interno di Amazon Web Services (AWS). La nuova versione aggiorna anche le funzionalità OpenStack, migliorando il tenant management e introducendo lor storage management per i servizi object e block storage di OpenStack, Swift e Cinder. Infine, CloudForms 4.2 migliora le capacità di chargeback per i container che operano su Red Hat OpenShift Container Platform.

“Non esiste più un ambiente IT universale, perché la gran parte delle organizzazioni cerca di sfruttare le migliori caratteristiche offerte dalle tecnologie fisiche, virtuali e cloud”, spiega Joe Fitzgerald, vice president Management di Red Hat. “Abbinati ai container Linux, la gestione di singoli aspetti di questi ambienti ibridi può portare downtime o rallentamenti. Red Hat CloudForms offre una piattaforma di gestione aperta e flessibile, in grado di supervisionare queste risorse differenti, e ci consente di aiutare le aziende globali a farne uso per gestire le complessità crescenti dei loro ambienti.”

Le aziende globali vanno verso la gestione dell’hybrid cloud
Se gli ambienti enterprise IT diventano sempre più complessi, con l’aggiunta graduale di ambienti fisici, virtuali e cloud-based assieme a container Linux e microservizi, le soluzioni tradizionali di IT management possono rivelarsi non più adeguate. La scarsa flessibilità di molte soluzioni proprietarie di gestione può non rispondere più alla richiesta da parte delle grandi organizzazioni di avere servizi cloud-based o comunque cloud-like, cosa che può spingere queste organizzazioni a cercare soluzioni più flessibili e service-agnostic, come Red Hat CloudForms.

Ad oggi, molti clienti Red Hat – fornitori globali di telecomunicazioni e aziende manifatturiere, fino a istituzioni di ricerca e università – hanno implementato Red Hat CloudForms per gestire i loro ambienti IT ibridi. CloudForms ha permesso a queste realtà di ottimizzare tempi e costi, rendendo le loro strutture IT più efficienti e i loro processi IT più reattivi. Costruito a partire da un framework open source flessibile, Red Hat CloudForms può coprire un’ampia varietà di piattaforme infrastrutturali e può essere adattato alle specifiche necessità di un determinato settore o tipologia organizzativa.

Disponibilità
Red Hat CloudForms 4.2 è già disponibile per il download dal Red Hat Customer Portal

 

 

 

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Red Hat migliora scalabilità e usabilità con la più recente versione di OpenStack


Red Hat migliora scalabilità e usabilità con la più recente versione di OpenStack
Basata sulla release ‘Newton’ della comunità, Red Hat OpenStack Platform 10 rinnova l’interfaccia, offre ruoli personalizzabili e supporto di lunga durata

Milano, 16 dicembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità generale di Red Hat OpenStack Platform 10, la sua soluzione cloud IaaS (Infrastructure as a Service) estremamente agile e scalabile. Basata sulla release upstream OpenStack ‘Newton’, Red Hat OpenStack Platform 10 offre nuove funzionalità che migliorano scalabilità, gestione dell’infrastruttura e orchestrazione, potenziando al tempo stesso prestazioni di rete e sicurezza della piattaforma. La soluzione introduce inoltre un nuovo ciclo di vita software, con il supporto opzionale fino a 5 anni.

Sono già centinaia i clienti che si affidano a Red Hat OpenStack Platform per i loro cloud ibridi e privati quali BBVA; Cambridge University; FICO; NASA’s Jet Propulsion Laboratory; Paddy Power Betfair; Produban; Swisscom; UKCloud; e Verizon, e svariati i partner certificati che la supportano tra cui Cisco, Dell EMC, Fujitsu, Intel, Lenovo, Rackspace, e NetApp per il businesses enterprise, e Ericsson, Nokia, NEC, Huawei, Cisco e altro per il settore delle telecomunicazioni. 

Red Hat OpenStack Platform 10 rappresenta una piattaforma cloud affidabile basata su Red Hat Enterprise Linux che offre l’agilità necessaria per scalare soddisfare rapidamente le esigenze dei clienti senza compromettere disponibilità, prestazioni o sicurezza. Compresa nella soluzione c’è Red Hat CloudForms, una piattaforma di gestione e monitoraggio hybrid cloud per controllare non solo i componenti dell’infrastruttura OpenStack, ma anche i carichi di lavoro che girano su un determinato cloud OpenStack. Inoltre, 64TB di storage sono resi disponibili con Red Hat Ceph Storage, permettendo agli utenti di valutare al meglio la scalabilità della nota soluzione Ceph in ambienti OpenStack.

I miglioramenti a Red Hat OpenStack Platform 10 sono: 
  • un’esperienza utente semplificata permessa da un’interfaccia grafica più semplice da usare che facilita installazione e gestione. Pensata per la produzione, la GUI Red Hat OpenStack Platform Director offre svariate funzionalità quali gli aggiornamenti automatici (compreso Ceph), la configurazione di rete avanzata, alta disponibilità, e la possibilità di implementare il file sharing attraverso il servizio Manila, avvalendosi dei driver integrati disponibili da NetApp e Red Hat Ceph Storage. 
  • Maggiore flessibilità per una migliore scalabilità grazie ai servizi e ai ruoli amministrativi personalizzabili con Red Hat OpenStack Platform Director. Gli operatori del cloud possono oggi controllare i loro ambienti OpenStack a livello più granulare personalizzando i servizi OpenStack al fine che scalino in maniera indipendente, soddisfacendo così i requisiti workload di ogni azienda. 
  • Una maggiore data assurance attraverso nuovi miglioramenti alla sicurezza come l’alta disponibilità (HA) per le implementazioni su larga scala. Anche la cifratura object storage e i token di sicurezza effimera potenziano le misure di sicurezza e riducono il rischio di accesso ai dati per furto. 
  • Prestazioni ottimizzate per workload network-intensive grazie al componente data plane developer kit (P^DPDK) di Open vSwitch, mentre la virtualizzazione single-root input/output (SR-IOV) offre una velocità di rete paragonabile a quella bare metal. L’indirizzamento è oggi più flessibile e veloce e i clienti possono scegliere tra routing centralizzato o distribuito. 
  • Un nuovo programma di certificazione hardware “ready-state” basato su OpenStack Ironic. Anche se Red Hat già supporta plug-in certificati per diversi componenti OpenStack il nuovo programma amplierà l’ecosistema di opzioni hardware per la configurazione bare-metal automatizzata. Dell EMC è il primo partner ha essere certificato per Red Hat OpenStack Platform 10. 
Red Hat OpenStack Platform 10 introduce distributed continuous integration (DCI) ai partner chiave quali Dell EMC, NEC e Rackspace. Questo approccio collaborativo al testing può aiutare i partner a prepararsi meglio per le nuove release Red Hat OpenStack Platform e fornire ai clienti maggiore stabilità e soluzioni cloud di qualità testate svariate volte.

Il nuovo ciclo di vita offre fino a 5 anni di supporto
Per aiutare i clienti a ottenere la stabilità di lungo termine richiesta da determinati workload, Red Hat OpenStack Platform 10 introduce un doppio modello di supporto che offre maggiore flessibilità di sottoscrizione per attività mission-critical. Il nuovo modello offre ai clienti la possibilità di standardizzare su una versione ‘Long Life’ della piattaforma OpenStack con tra anni di ciclo di vita e 2 anni aggiuntivi opzionali (ES – Extended Support). I clienti possono inoltre scegliere di focalizzarsi sull’utilizzo di nuove funzionalità installando gli aggiornamenti alla piattaforma ogni sei mesi.

Le versioni Long Life saranno disponibili ogni tre release, a partire da Red Hat OpenStack Platform 10, e comprenderanno un anno di supporto.

“In pochi anni OpenStack è passato dall’essere un’innovazione per proof of concept e test R&D a costituire la base per implementazioni private cloud mission-critical, adottata da centinaia di imprese e numerosi fornitori di telecomunicazioni per le attività in produzione. Red Hat OpenStack Platform 10 offre una piattaforma stabile, affidabile e aperta per implementazioni cloud, fornendo innovazioni quali i servizi e i ruoli componibili, pur mantenendo il nostro impegno per la stabilità, sottolineato dal modello di supporto Long Life”, conferma Radhesh Balakrishnan, general manager OpenStack Red Hat.

 

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Red Hat lancia OpenShift Dedicated su piattaforma Google Cloud


Red Hat lancia OpenShift Dedicated su piattaforma Google Cloud
OpenShift Dedicated combina la solida esperienza enterprise di Red Hat con l’infrastruttura ottimizzata per container, i data analytics e i servizi di machine learning di Google

Milano, 12 dicembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità generale di OpenShift Dedicated su piattaforma Google Cloud. La nuova proposta offre la piattaforma container di Red Hat come servizio gestito per i clienti aziendali che vogliono realizzare, lanciare e gestire le loro applicazioni su OpenShift Dedicated con Google Cloud Platform come infrastruttura cloud sottostante. Gli utenti potranno così velocizzare l’adozione di container, Kubernetes e schemi applicativi cloud-native, traendo vantaggio dalla profonda esperienza enterprise di Red Hat e dall’infrastruttura globale ottimizzata per i container di Google, potenziando facilmente le loro applicazioni con l’ecosistema di servizi big data, machine learning, compute, network e storage di Google.

Red Hat aveva introdotto OpenShift Dedicated già nel dicembre 2015 per aiutare i clienti che desideravano accelerare l’adozione di container e applicazioni native cloud, spostando però il focus dalle attività di gestione e amministrazione allo sviluppo e all’implementazione applicativa. Con OpenShift Dedicated, Red Hat funge da service provider, gestendo il servizio, offrendo supporto di livello elevato, riducendo il time to value e liberando tempo e risorse dei clienti.

“Con OpenShift Dedicated, OpenShift opera come layer di astrazione in grado di operare su più cloud differenti”, commenta Ashesh Badani, vice president e general manager OpenShift in Red Hat. Espandendo OpenShift Dedicated ad includere la piattaforma Google Cloud, le app dei nostri clienti che operano su OpenShift Dedicated possono sfruttare anche i servizi Google Cloud, rendendo ancor più concreto il nostro progetto di una piattaforma realmente portabile tra le tante e diverse piattaforme cloud e infrastrutturali.” 

“I clienti ci dicono costantemente che sono alla ricerca di soluzioni aperte che li mettano in grado di utilizzare infrastrutture pubbliche e private; vogliono libertà di scelta”, aggiunge Nan Boden, head of Technology Partners di Google Cloud. “Red Hat si è rivelata un partner fondamentale nel rendere Kubernetes disponibile alle aziende che cercavano il supporto e la flessibilità nella gestione di un cloud ibrido, ed è a partner del genere che rivogliamo il nostro continuo impegno teso ad aiutare i clienti ad operare in un mondo digitale.”

OpenShift Dedicated si basa sullo stesso codice di Red Hat OpenShift Container Platform – piattaforma di livello enterprise, che può essere gestita direttamente dal cliente - permettendo agli utenti di spostare facilmente workload tra cloud pubblici e privati. Per aiutare i clienti a utilizzare al meglio i container, OpenShift Dedicated – assieme al resto dell’offerta OpenShift - offre una piattaforma più sicura basata su Red Hat Enterprise Linux, la nota ed apprezzata piattaforma Linux enterprise di Red Hat. 

OpenShift Dedicated su Google Cloud Platform offre: 
  • Isolamento single-tenant di un pool di risorse di storage persistente basato su SSD di 100GB, 48TB di iops di rete e 9 nodi per implementare applicazioni container. 
  • Controlli amministrativi e di sicurezza, abilitando i clienti a personalizzare e accedere ai loro ambienti cloud con funzionalità VPN e Google Virtual Private Cloud (VPC). 
  • Accesso ai servizi container, all’integrazione e alle capacità di business process di Red Hat JBoss Middleware da applicazioni sviluppare e implementate su OpenShift. 
  • Disponibilità in tutte e cinque le regioni Google. 
  • Integrazione con i servizi Google Cloud tra cui Google PubSub, Big Query e Big Table. 

Oltre a queste funzionalità, Red Hat offre servizi professionali per aiutare i clienti a migrare workload container, adottare processi di DevOps e di delivery continua e realizzare applicazioni basate su micro-servizi con OpenShift Dedicated su Google Cloud Platform. E, con i Red Hat Open Innovation Labs e i workshop Red Hat Consulting, Red Hat permette ai clienti di disegnare una mappa per le iniziative di digital transformation, supportati da un team di consulenti.

Collaborazione upstream Kubernetes: Red Hat + Google
Red Hat è il secondo contributor al progetto open source upstream Kubernetes, collaborando con Google per ottimizzare l’orchestrazione dei container e la gestione dei cluster. Entrambe le aziende stanno lavorando per potenziare scalabilità, disponibilità e multi-tenancy di Kubernetes, alla base di OpenShift. Quest’ultimo offre il livello di affidabilità di Kubernetes e docker container runtime che gli sviluppatori si aspettano, offrendo al contempo maggiore controllo sulla realizzazione e il processo di isolamento per le loro applicazioni. Negli ultimi 4 anni, Red Hat ha ospitato quasi 3 milioni di applicazioni e 4 miliardi di richieste al giorno attraverso le sue piattaforme public cloud OpenShift, OpenShift Dedicated e OpenShift Online.

Valore di business di OpenShift
Un recente studio di IDC sul valore di OpenShift, commissionato da Red Hat, conferma che la piattaforma permette di rispondere in maniera più tempestiva ai requisiti di mercato fornendo più rapidamente applicazioni business-critical basate su microservizi con processi DevOps. Questi vantaggi comprendono un miglioramento del 66% nei tempi di delivery, benefici economici pari a 1,29 milioni di dollari per 100 sviluppatori di applicazioni e un ROI medio del 531% su cinque anni. Con OpenShift Dedicated, i clienti possono beneficiare di tutto ciò con un servizio gestito basato su cloud, operato da Red Hat su Google Cloud Platform.

 

 

 

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Red Hat rende disponibili Red Hat Software Collections 2.3 e Red Hat Developer Toolset 6



Red Hat rende disponibili Red Hat Software Collections 2.3 e Red Hat Developer Toolset 6
Le più recenti innovazioni Red Hat in tema di tool, database e linguaggi open source sono pensate per abbinare agilità nello sviluppo e stabilità in produzione


Milano, 23 novembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat Software Collections 2.3, il più recente set Red Hat di database, linguaggi dinamici e tool di web development open source. Red Hat Software Collections viene offerto con una cadenza più serrata rispetto a Red Hat Enteprise Linux ed è pensato per unire agilità nello sviluppo e stabilità in produzione, in modo da rendere più veloce la creazione di applicazioni moderne che possono poi essere implementate in produzione con maggiore tranquillità.

Parallelamente, viene annunciata la disponibilità di Red Hat Developer Toolset 6, che consente di semplificare lo sviluppo applicativo su Red Hat Enteprise Linux, permettendo agli sviluppatori di accedere ad alcuni dei più recenti e stabili compiler open source C e C++ ed a tool complementari di profilazione di sviluppo e performance. Accessibile tramite il Red Hat Developer Program e le sottoscrizioni Red Hat Enterprise Linux collegate, compresa la sottoscrizione gratuita Red Hat Enterprise Linux Developer, Red Hat Developer Toolset permette agli sviluppatori di compilare applicazioni una volta, per implementarle poi su versioni differenti di Red Hat Enteprise Linux.

Red Hat Developer Toolset 6 è anche accessibile su differenti ambienti di elaborazione, con supporto a server x86 oltre ad architetture IBM, con Red Hat Enterprise Linux for Power e Red Hat Enterprise Linux for z Systems. Inoltre, la versione più recente di Red Hat Developer Toolset sarà disponibile per la prima volta su Red Hat Enterprise Linux Server for ARM Developer Preview, stato recentemente esteso a Red Hat Enterprise Linux 7.3.

Per gli sviluppatori che intendono fare uso di container Linux, molti tra gli elementi più popolari di Red Hat Software Collections sono disponibili come file Docker e immagini formattate Docker, queste ultime accessibili attraverso il Red Hat Customer Portal.

Tra le novità portate a Red Hat Software Collections 2.3 vi sono: 
  • I database open source MySQL 5.7 e Redis 3.2 
  • I linguaggi open source dinamici Perl 5.24 e PHP 7.0 
  • La più recente versione stabile del sistema open source di controllo del versioning Git 2.9 
  • Il tool di monitoraggio della Java virtual machine (JVM) Thermostat 1.6 
  • Eclipse Neon (4.6.1), più recente versione stabile dell’IDE (integrated development environment) di Eclipse - Eclipse Neon è anche disponibile con una propria software collection e non fa più parte del Red Hat Developer Toolset. 

Inoltre, sono state aggiornate molte raccolte specifiche, tra cui: 
  • PHP 5.6 
  • Python 3.5 
  • Ruby 2.3 
  • MongoDB 3.2 

Tra le componenti di Red Hat Developer Toolset 6 che sono state aggiornate: 
  • GNU Compiler Collection (GCC) 6.2.1 
  • GNU Project Debugger (GDB) 7.12 
  • Una sere di aggiornamenti a component toolchain e performance tool 
    • binutils (2.27) 
    • elfutils (0.167) 
    • Valgrind (3.12) 
    • Dyninst (9.2.0) 
    • strace (4.12) 
    • SystemTap (3.0). 

    Le applicazioni costruite con Red Hat Software Collections possono essere portate in produzione con maggiore fiducia, perché la gran parte dei componenti e delle raccolte software sono accompagnate da un supporto di tre anni, che comprende patch di sicurezza e bug fix. Oltre che su Red Hat Enterprise Linux 6 e 7, le applicazioni costruite con Red Hat Software Collections possono anche essere implementate su Red Hat Enterprise Linux Atomic Host e Red Hat OpenShift Container Platform, dando così maggior libertà di scelta e flessibilità su tutto il portfolio applicativo.

    “Per poter ottenere i vantaggi prospettati dalle applicazioni moderne, i metodi di sviluppo dovrebbero comprendere strumenti nuovi ed avanzati, senza però mettere a rischio la stabilità dell’enterprise IT”, spiega Jim Totton, vice president and general manager, Platforms Business Unit, Red Hat. “Red Hat Software Collection è concepito per abbinare l’innovazione richiesta dal moderno sviluppo applicativo, compresa la possibilità di creare applicazioni native per il cloud, con la stabilità necessaria ai sistemi mission-critical, con tutta la forza del supporto di livello enterprise di Red Hat, e integrati con la nostra ampia offerta di prodotti.”

    Disponibilità
    Red Hat Software Collections 2.3 e Red Hat Developer Toolset 6 sono attualmente disponibili per i clienti dotati di determinate sottoscrizioni attive Red Hat Enteprise Linux, oltre che della sottoscrizione gratuita Red Hat Enterprise Linux Developer.

     

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    Linux, una vulnerabilità può far ‘diventare root’ in pochi secondi!

     

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    Red Hat lancia la prima versione open source di Ansible Galaxy

    Red Hat lancia la prima versione open source di Ansible Galaxy
    La decisione di rendere open source la nota piattaforma intende migliorare l’automazione e consentire agli utenti Ansible di impostare server Galaxy privati

    Milano, 12 ottobre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato il lancio del progetto Ansible Galaxy con la piena disponibilità del code-repository open-source della piattaforma. Ansible Galaxy rappresenta l’hub ufficiale della comunità Ansible per la condivisione degli Ansible Role. Con la trasformazione di Ansible Galaxy a piattaforma open-source, Red Hat mostra ulteriormente il suo impegno verso un’innovazione guidata dalle community e introduce il meglio nella tecnologia di automazione open source.

    Ansible è originariamente uno dei più popolari progetti di automazione open source su GitHub, e vanta una comunità attiva e molto vivace, che conta oltre 2200 collaboratori. Il numero delle aziende Fortune 100 che utilizza Ansible per automatizzare ambienti grandi e complessi di cloud privato è notevolmente cresciuto nel tempo.

    Gli Ansible Role sono directory di contenuti strutturati in modo convenzionale per consentire un riutilizzo semplice, il refactoring e la condivisione dei processi in modi altamente portabili tra team, organizzazioni e ambienti. Gli Ansible Role operano come un “linguaggio comune” di funzionalità Ansible, e possono includere variabili, handler, file, modelli, task e moduli. 

    Man mano che gli Ansible Role vengono maggiormente utilizzati dalle aziende, il progetto Ansible Galaxy è emerso come il modo migliore per organizzarli, cercarli e condividerli. Grazie al progetto Ansible Galaxy open source, le organizzazioni possono impostare un server Galaxy privato, utilizzando il client nativo di Ansible Galaxy, reindirizzato alla propria repository privata Galaxy. Inoltre, utenti e organizzazioni possono ora sottoporre nuove funzionalità e miglioramenti direttamente alla codebase di Ansible Galaxy.

    “Le community open source rappresentano il luogo dove l’innovazione prende realmente forma. La comunità Ansible è particolarmente vivace, e Red Hat conta che rendere open source il code repository di Ansible Galaxy ci consentirà di apportare avanzamenti nella tecnologia di automazione open source, ed in particolare ad Ansible Galaxy, in modi nuovi e interessanti”, spiega Tim Cramer, head of engineering di Ansible in Red Hat.