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Red Hat CloudForms 4 estende la gestione dell’Hybrid Cloud con il supporto di Microsoft Azure, la gestione avanzata dei container e il self service potenziato

Red Hat CloudForms 4 estende la gestione dell’Hybrid Cloud con il supporto di Microsoft Azure, la gestione avanzata dei container e il self service potenziato

La major release della piattaforma hybrid cloud di Red Hat offre funzionalità self service avanzate e capacità operative estese per una gestione completa del ciclo di vita dei dati


Milano, 14 dicembre 2015 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4, la più recente versione della propria soluzione di hybrid cloud management. Basato su una piattaforma aperta, Red Hat CloudForms 4 va al di là del self service e offre una gestione complete del ciclo di vita su molteplici piattaforme, dalla virtualizzazione, al cloud privato, passando per il cloud pubblico e i container.

“CloudForms 4 rappresenta una pietra miliare nella gestione dell’Hybrid Cloud”, ha commentato Joe Fitzgerald, vice president, Management, di Red Hat. “L’aggiunta della gestione dei container consentirà a CloudForms di dare un’esperienza di unified management agli utenti di un sempre maggior numero di piattaforme Cloud. Siamo inoltre contenti di continuare a far crescere il rapporto strategico di Red Hat con Microsoft e soddisfare le richieste dei clienti grazie all’aggiunta di funzionalità di gestione per Microsoft Azure. Con Red Hat CloudForms 4, i clienti hanno a disposizione la più ampia soluzione di gestione del Cloud ibrido basata su tecnologie open source”.


Supporto di Microsoft Azure e gestione estesa dei container
Con il lancio di Red Hat CloudForms 3.2 aveva fatto il suo debutto la prima piattaforma open source di gestione del cloud per gestire l’infrastruttura e i carichi di lavoro di OpenStack da un singolo punto di controllo. Ora con CloudForms 4, Red Hat continua ad aggiungere funzionalità per le piattaforme e gli strumenti che sviluppatori e operatori richiedono.
  • Supporto di Microsoft Azure – A seguito del recente accordo di partnership fra Red Hat e Microsoft, Red Hat CloudForms ora estende il numero di piattaforme gestite andando a includere Microsoft Azure, consentendo la gestione di risorse e carichi di lavoro di Azure all’interno di CloudForms.
  • Supporto dei container – Al crescere del numero di imprese che prevede di utilizzare container per i propri carichi di lavoro, cresce anche l’esigenza di controllare quel che succede all’interno di queste nuove configurazioni. CloudForms 4 aggiunge la gestione delle architetture container, dando visibilità dei carichi di lavoro elaborati da OpenShift Enterprise by Red Hat e dall’infrastruttura che ospita OpenShift. In questo modo, CloudForms può gestire le relazioni dal container attraverso il livello PaaS (Platform as a Service) fino al livello IaaS (Infrastructure as a Service) o all’host fisico.
  • Self service e operazioni migliorati – dashboard e schede migliorate all’interno di CloudForms consentono agli utenti di avere una migliore visione delle relazioni fra le diverse piattaforme cloud e gli host dei container in produzione.
Red Hat CloudForms scopre costantemente nuove risorse, ispezionandole automaticamente e fornendo una visione operativa dell’interno delle piattaforme, comprese: Amazon Web Services; Hyper-V; Microsoft Azure; OpenShift by Red Hat; OpenStack; Red Hat Enterprise Virtualization e VMware. Red Hat CloudForms applica inoltre policy automatizzate per gestire la compliance e la governance delle risorse da una singola interfaccia operativa.

Andamento della community ManageIQ
Red Hat CloudForms 4 è la quarta release basata sul progetto open source ManageIQ, lanciato da Red Hat nel giugno 2014 e basato su codice proveniente dall’acquisizione di ManageIQ, Inc. La comunità di ManageIQ riunisce sviluppatori, service provider, system integrator, ricercatori e utenti per collaborare e portare innovazione alla gestione unificata di ambienti Hybrid Cloud. Dall’ultima release di CloudForms, la comunità ha esteso il proprio raggio d’azione con contributi da:

  • Booz Allen Hamilton, ha fornito codice per il Progetto Jellyfish, is suo broker open source, con ManageIQ. Booz Allen ha lanciato il progetto Jellyfish nel 2014 con l’obiettivo di rendere più “intelligente” e intuitiva la gestione dei servizi nel Cloud, e il brokering maggiormente disponibile. Il progetto Jellyfish forma la base della nuova interfaccia utente self service di Red Hat CloudForms.
  • Nuage Networks, sta creando un provider per CloudForms per gestire le reti software defined (SDN), in programma per una futura release di CloudForms.
  • Produban, l’organizzazione IT di Grupo Santander, sta contribuendo a ManageIQ con un nuovo supporto alla fatturazione e un chargeback migliorato.
Disponibilità
Red Hat CloudForms 4 è immediatamente disponibile e può essere scaricato dai clienti che hanno una regolare licenza.

 

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Ricerca Red Hat: il 90% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti nello sviluppo di mobile app nel 2016

Ricerca Red Hat: il 90% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti nello sviluppo di mobile app nel 2016

Le aziende abbracciano gradualmente collaborazione in mobilità, tecnologia MBaaS, open source e linguaggi leggeri di programmazione 

Milano, 1 dicembre 2015 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha reso noti i risultati di una recente ricerca sulla maturità del modello mobile, che ha rivelato come il 90% degli interpellati preveda di incrementare i propri investimenti nello sviluppo di applicazioni mobili entro i prossimi 12 mesi. La ricerca sulla mobile maturity condotta da Red Hat evidenzia anche come gli stessi prevedano per gli investimenti condotti dalle loro organizzazioni nello sviluppo di applicazioni mobili cresceranno in media del 24% lungo lo stesso periodo.

La ricerca sulla mobile maturity condotta quest’anno da Red Hat segue uno studio analogo, effettuato due anni fa dal provider di piattaforme per lo sviluppo di app FeedHenry, poi acquisito da Red Hat a ottobre 2014. Secondo la ricerca FeedHenry del 2013, solo il 7% dei partecipanti – tra aziende inglesi di mille dipendenti e oltre – diceva che la sua organizzazione aveva implementato in modo definito una strategia dedicata alle mobile app. Oggi, il 52% dei partecipanti alla survey di Red Hat dichiara di avere una strategia ben definita, mostrando così un incremento nell’importanza della mobilità, man mano che la velocità di sviluppo accelera. Inoltre, le organizzazioni di chi ha risposto prevedono di sviluppare in media 21 app personalizzate a testa nel corso dei prossimi due anni, con un incremento del 40% rispetto al numero medio di app personalizzate sviluppate negli ultimi due anni.

Man mano che le aziende investono su strategie mobili, adottano anche un approccio collaborativo, nel quale le linee di business possono giocare un ruolo più rilevante nella scelta delle soluzioni, assieme all’IT. Stanno anche cercando di adottare tecnologie nuove, più agili, per affrontare al meglio integrazione e sviluppo mobile, come Mobile Backend-as-a-Service (MBaaS) e linguaggi leggeri di programmazione.

Red Hat ha incaricato la società di ricerca Vanson Bourne di raccogliere le opinioni dei decisione maker IT di 200 organizzazioni distribuite tra Stati Uniti ed Europa occidentale. Tra i principali risultati:

  • La capacità di trasformazione del mobile è importante con la crescita delle organizzazioni. Un terzo (il 35%) degli interpellati ha spiegato che le app mobile cambiano il modo in cui operano reinventando i processi di business, mentre un altro 37% che le app vengono usate soprattutto per automatizzare i processi esistenti. Infine, il 24% punta a rendere mobili applicazioni web esistenti, mostrando il potenziale per una maggiore maturità nei loro approcci.
  • Più di un terzo (37%) degli interpellati ha istituito un Mobile Center of Excellence (MCoE) collaborativo. Più di metà (55%) tra quelli che hanno una strategia di mobile app implementata e completamente rivista, hanno creato un MCoE. Questo significa una maggior maturità mobile, con la collaborazione tra IT e linee di business per migliorare produttività della forza lavoro e coinvolgimento dei clienti,
  • Le aziende adottano software open source e tecnologie MBaaS. La gran parte (85%) dei partecipanti definisce il software open source importante per la loro strategia di sviluppo delle app. Inoltre, per affrontare l’integrazione col back-end, quasi un terzo (31%) usa tecnologie MBaaS. Si tratta di un numero che si prevede salirà al 36% nei prossimi due anni.
  • E’ arrivata una nuova era di linguaggi leggeri. Un quarto (26%) prevede di usare soprattutto Node.js come linguaggio per lo sviluppo del back-end nei prossimi due anni, mentre il 15% userà soprattutto Java ed il 19% principalmente .NET. Attualmente, il 71% usa soprattutto Java, il 56% principalmente .NET.

“Le organizzazioni comprendono l’importanza di strategie mobile”, spiega Cathal McGloin, vice president Mobile Platforms di Red Hat. “Vediamo un passaggio verso processi più maturi, quali la collaborazione tre team IT e business, oltre al riconoscimento dell’importanza di software open source, tecnologie MBaaS e linguaggi leggeri. Sulla base della ricerca sulla mobile maturity, prevediamo che lo sviluppo di applicazioni mobili aumenti ulteriormente nei prossimi due anni, poiché c’è ancora spazio perché in azienda maturino approcci legati alla mobilità.”

 

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Microsoft e Red Hat definiscono un nuovo standard per il Cloud enterprise

Microsoft e Red Hat definiscono un nuovo standard per il Cloud enterprise

La nuova piattaforma per l’impresa consente ai client di scegliere fra Microsoft Azure e .NET

Milano, 6 novembre 2015 – Microsoft Corp. (Nasdaq: “MSFT”) e Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), hanno annunciato un accordo che aiuterà i clienti di entrambe le aziende ad abbracciare il cloud computing grazie a una maggiore scelta e flessibilità nell’installare le soluzioni Red Hat su Microsoft Azure. Microsoft offre infatti Red Hat Enterprise Linux come scelta preferenziale per i carichi di lavoro enterprise Linux in ambiente Azure a. Inoltre, Microsoft e Red Hat stanno collaborando per soddisfare le più comuni esigenze di imprese, software vendor e sviluppatori in termini di costruzione, installazione e gestione delle applicazioni su software Red Hat in ambienti cloud pubblici e privati.
Tra i termini della partnership sono previsti:
  • Soluzioni Red Hat disponibili in forma nativa ai clienti Microsoft Azure. Nel corso delle prossime settimane, Microsoft Azure diventerà un Red Hat Certified Cloud and Service Provider e consentirà ai clienti di far girare le proprie applicazioni e carichi di lavoro Red Hat Enterprise Linux in ambiente Microsoft Azure. Gli utenti di Red Hat Cloud Access potranno portare le immagini delle loro macchine virtuali su Microsoft Azure. I clienti di Microsoft Azure potranno inoltre godere appieno del valore della piattaforma applicativa di Red Hat, compresi Red Hat JBoss Enterprise Application Platform, Red Hat JBoss Web Server, Red Hat Gluster Storage e Red Hat OpenShift, l’offerta platform-as-a-service di Red Hat. Nel corso dei prossimi mesi, Microsoft e Red Hat prevedono di fornire le soluzioni “a consumo” Red Hat On-Demand e le immagini Red Hat Enterprise Linux nel Marketplace di Azure, supportate da Red Hat.
  • Supporto enterprise integrato per ambienti ibridi. I clienti potranno usufruire di un supporto inter-piattaforma e inter-aziendale integrato fra Microsoft e Red Hat, a differenza di altre partnership nel cloud pubblico. Collocando team di supporto di entrambe le aziende negli stessi spazi, l’esperienza sarà semplice ed immediata, a velocità di cloud.
  • Gestione unificata dei carichi di lavoro su installazioni hybrid Cloud. Red Hat CloudForm sarà interoperabile con Microsoft Azure e Microsoft System Center Virtual Machine Manager, dando ai clienti di Red Hat CloudForms la possibilità di gestire Red Hat Enterprise Linux sia su Hyper-V sia su Microsoft Azure. Il supporto di Red Hat CloudForms per la gestione dei carichi di lavoro su Azure è previsto per i prossimi mesi, ed estenderà le attuali funzionalità di System Center per la gestione di Red Hat Enterprise Linux.
  • Collaborazione su .NET per funzionalità di sviluppo applicazioni di nuova generazione. Partendo dall’anteprima di .NET su Linux annunciata da Microsoft lo scorso aprile, gli sviluppatori potranno accedere alle tecnologie .NET da diverse soluzioni Red Hat tra cui Red Hat OpenShift e Red Hat Enterprise Linux, supportata congiuntamente da Microsoft e Red Hat. Red Hat Enterprise Linux sarà l’ambiente operativo primario di sviluppo e di riferimento per .NET Core su Linux.

“Questa partnership offre importanti prospettive per ISV e sviluppatori”, ha commentato Scott Guthrie, Executive Vice President della divisione Cloud and Enterprise di Microsoft. “Ci permette inoltre di estendere il nostro impegno verso una flessibilità e una possibilità di scelta senza paragoni negli ambienti Cloud di oggi, il tutto nel rispetto dei rigorosi requisiti di sicurezza e scalabilità che le aziende esigono”.
“Il datacenter è eterogeneo e il cloud è ibrido”, ha dichiarato Paul Cormier, Presidente della divisione Products and Technologies di Red Hat. “Con l’unione tra Red Hat e il leader nel campo dei carichi di lavoro nell’impresa, i veri vincitori oggi sono i nostri clienti. Assieme, infatti, offriamo il più completo accordo di supporto per tecnologie miste a vantaggio dei clienti”.
Ulteriori informazioni sono disponibili presso il blog ufficiale di Microsoft e il blog ufficiale di Red Hat.

 

 

 

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Red Hat annuncia una nuova offerta di training e certificazione su OpenStack

Red Hat annuncia una nuova offerta di training e certificazione su OpenStack

Due nuove certificazioni a livello engineer per aiutare le aziende a soddisfare le necessità di competenze OpenStack e di esperienza reale sulle soluzioni Red Hat

Milano, 5 ottobre 2015 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato una nuova offerta di servizi firmati Red Hat Training and Certification, focalizzati sul miglioramento delle competenze ed esperienze dei professionisti IT sulle cloud OpenStack distribuite da Red Hat.

Red Hat ha aiutato centinaia di organizzazioni a sviluppare le competenze e conoscenze necessarie ad installare, creare, configurare e gestire cloud OpenStack. Oggi, ci sono migliaia di Red Hat Certified System Administrator (RHCSA) su Red Hat OpenStack, in oltre 40 nazioni al mondo, un numero che Red Hat intende far crescere ulteriormente.

L’offerta di nuovi servizi comprende una certificazione OpenStack di livello IT engineer, chiamata Red Hat Certified Engineer (RHCE) su Red Hat OpenStack, con il relativo esame omonimo (EX310), oltre a un corso ugualmente a livello di IT engineer, Red Hat OpenStack Administration III (CL310).

Questi i dettagli della certificazione RHCE su Red Hat OpenStack:

  • Si ottiene passando l’esame EX310, hands-on e basato sulle performance, e l’esame RHCSA su Red Hat OpenStack (EX210). 
  • Dimostra la capacità da parte di un professionista IT di integrare lo storage Red Hat Ceph nei servizi principali di OpenStack edi utilizzate le funzionalità avanzate di networking di OpenStack Neutron. 
  • E’ disponibile ovunque nel mondo, sotto forma di training in aula o di sessioni di esami individuali. 

Red Hat OpenStack Administration III (CL310) è un corso di proseguimento rispetto al noto Red Hat OpenStack Administration (CL210), che copre i contenuti di OpenStack Administration I e II. CL310 è un corso di quattro giorni, con una forte componente di laboratorio. Questi i dettagli del corso:

  • E’ focalizzato sullo storage Red Hat Ceph e sul networking Neutron 
  • Permette ai Senior Administrator di OpenStack di estendere un proof of concept o progetto pilota di produzione con un focus su cloud storage e networking. 
  • Aiuta a preparare i candidati per l’esame EX310 
  • E’ disponibile ovunque nel mondo, in diverse modalità di erogazione.

Il nuovo corso OpenStack Administration III verrà offerto come training tradizionale in aula, aula virtuale e training self-service attraverso Red Hat Online Learning. Inoltre, questo nuovo corso sarà disponibile attraverso la Red Hat Learning Subscription, un modello di abbonamento annuale lanciato recentemente che permette accesso illimitato al completo portfolio Red Hat di contenuti di formazione, tra cui una grande varietà di training su OpenStack. Questa sottoscrizione è pensata per aiutare i clienti a rendere più semplice e veloce l’inserimento di nuovo personale, l’adozione di nuove release di OpenStack ed il training incrociato su più prodotti in modalità on-demand.

“Nel corso di questi ultimi 16 anni, la qualifica di Red Hat Certified Engineer (RHCE) ha rappresentato uno standard globale di riferimento per le certificazioni a livello engineer su Linux, sulla base di un esame rigoroso e basato sulle performance effettive, in grado di cogliere in modo preciso le capacità di un professionista dell’IT”, spiega Randy Russell, director Certification di Red Hat. “Questa nuova offerta firmata Red Hat Training and Certificaton punta a fare lo stesso per OpenStack, in un momento in cui la richiesta di sviluppatori, ingegneri e system administrator competenti sulla piattaforma è in forte crescita.”

Oltre a questa offerta a livello engineer, Red Hat ha anche lanciato il corso Red Hat OpenStack Technical Overview (CL010). Si tratta di un corso gratuito, della durata di 2 ore, online e on-demand basato su una serie di brevi video che aiutano i clienti a comprendere meglio le basi tecnologiche della piattaforma Red Hat Enterprise Linux OpenStack. Può anche essere utilizzato come preparazione al corso CL210, ed è possibile registrarsi sul sito web di Red Hat.

 

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Red Hat annuncia i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale 2016

Red Hat annuncia i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale 2016

Fatturato trimestrale a $504 milioni, +13% rispetto all’anno precedente

Fatturato derivante dalle sottoscrizioni a $442 milioni, +13% rispetto all’anno passato

Flusso di cassa operativo a $120 milioni, in aumento del 12% anno su anno

Milano, 22 settembre 2015 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato i risultati finanziari relativi al secondo trimestre del suo anno fiscale 2016, terminato il 31 agosto 2015.

“Una solida capacità operativa in Q2 ha portato a una crescita del fatturato totale che ha superato il 21% rispetto all’anno passato, considerando la valuta costante. Siamo particolarmente soddisfatti dei progressi registrati dalle nostre tecnologie, che rispondono alle implementazioni cloud negli ambiti più diversi. In particolare, nel corso di questo trimestre abbiamo raggiunto un importante traguardo in tema di public cloud nel nostro programma Certified Cloud and Service Provider, con un run-rate annuale di $100 milioni”, spiega Jim Whitehurst, President e Chief Executive Officer di Red Hat. “Siamo anche particolarmente orgogliosi di essere la prima azienda open source a raggiungere con questo trimestre un run-rate annuale di $2 miliardi. Inoltre, crediamo che Red Hat vanti un posizionamento ideale per la seconda metà dell’anno fiscale, continuando ad avvantaggiarsi dalla capacità di portare innovazione ai clienti.”

“Abbiamo superato le previsioni rispetto a numerosi indicatori finanziari. La crescita del fatturato ha portato a un forte incremento dell’utile d’esercizio non-GAAP e dell’utile per azione non-GAAP, rispettivamente del 13% e del 15%. Abbiamo anche continuato a investire sui nostri programmi, tesi a realizzare soluzioni open hybrid cloud capaci di supportare le nostre opportunità di crescita nel lungo periodo”, aggiunge Frank Calderoni, Executive Vice President Operations e Chief Financial Officer di Red Hat. “Il flusso di cassa operativo nel corso dell’anno ha raggiunto $329 milioni, in aumento del 21% rispetto alla prima metà dell’anno fiscale 2015. Abbiamo anche restituito agli azionisti ulteriore valore, sotto forma di un riacquisto azionario di $70 milioni completato nel trimestre.”

Fatturato: Il fatturato totale del trimestre è stato di $504 milioni, in aumento del 13% rispetto al trimestre corrispondente dello scorso anno, o del 21% se considerato a valuta costante. Il fatturato legato alle sottoscrizioni è stato di $442 milioni, in crescita del 13% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, o del 21% se considerato a valuta costante.

Sottoscrizioni e fatturato in dettaglio: Il fatturato derivante dalle sottoscrizioni in ambito Infrastructure è stato pari a $363 milioni nel trimestre, in aumento del 9% rispetto allo scorso anno, o del 17% se considerato a valuta costante. Il fatturato derivante dalle sottoscrizioni in ambito Application Development ed altre tecnologie emergenti è stato di $79 milioni nel trimestre, in crescita del 37% anno su anno, o del 48% considerato a valuta costante.

Utile di esercizio: L’utile d’esercizio GAAP per il secondo trimestre è stato di $76 milioni, in salita del 19% rispetto all’anno scorso. Dopo compensazioni azionarie e ammortamenti e costi di transazione relativi a combinazioni di business, l’utile d’esercizio non-GAAP per il trimestre è stato di $123 milioni, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Nel secondo trimestre, il margine operativo GAAP è stato del 15,2%, il margine operativo non-GAAP del 24,4%.

Utile netto: L’utile netto GAAP per il trimestre è stato di $51 milioni, pari a $0,28 per azione, rispetto ai $47 milioni, pari a $0,25 per azione, registrati nel trimestre precedente. L’utile netto compensato non-GAAP per il trimestre è stato di $88 milioni, pari a $0,47 per azione, dopo compensazioni azionarie e ammortamenti. Questo dato si rapporta a un utile netto compensato non-GAAP di $78 milioni, pari a $0,41 per azione, registrati nello stesso trimestre dell’anno passato.

Cassa: Il flusso di cassa operativo ha raggiunto i $120 milioni nel trimestre, in aumento del 12% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. La disponibilità totale di cassa tra contanti, equivalenti ed investimenti, era di $2 miliardi in data 31 agosto 2015, dopo il riacquisto di azioni comuni per $70 milioni, o circa 895mila azioni, condotto nel corso del secondo trimestre.

Fatturato differito: Alla fine del trimestre l’azienda contava su un fatturato differito di $1,41 miliardi, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente. L’impatto negativo derivante dalle fluttuazioni valutarie sul fatturato differito totale è stato di $91 milioni rispetto all’anno precedente. Calcolato in valuta costante, il fatturato differito totale sarebbe cresciuto del 20% rispetto all’anno passato.

 

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Red Hat annuncia Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7

Red Hat annuncia Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7

Il nuovo tool director rende più semplice l’installazione e la gestione delle attività quotidiane

Milano, 5 agosto 2015 – Red Hat, Inc., (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7, che presenta un nuovo tool di installazione e gestione che semplifica l’installazione e le operazioni quotidiane di gestione, oltre a gettare le basi per gli aggiornamenti e gli upgrade per le versioni successive.
Radhesh Balakrishnan, general manager, OpenStack, Red Hat, ha dichiarato: “Abbiamo alzato gli standard dell’OpenStack production-ready con Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7. Con la crescente adozione di OpenStack, siamo entusiasti di poter affrontare la necessità di ridurre i tempi di sviluppo di soluzioni complete grazie a un approccio aperto che consente installazioni automatizzate e la gestione dei cicli di vita delle infrastrutture”. 
Basata sulla release comunitaria “Kilo” di OpenStack, Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform è una soluzione progettata in collaborazione che parte dalla collaudata base di Red Hat Enterprise Linux e si integra nella tecnologia Red Hat OpenStack per formare una piattafoma cloud pronta per essere messa in produzione. Questa combinazione risolve le dipendenze di OpenStack in ambiente Linux e fornisce una piattaforma altamente scalabile e fault-tolerant per costruire cloud sia privati che pubblici. Originariamente lanciata nel 2013, con questa nuova release Red Hat OpenStack Linux Platform giunge alla quinta versione, consolidando il successo mondiale su mercati verticali quali la pubblica amministrazione, il mercato finanziario e le telecomunicazioni. La versione 7 comprende diverse nuove caratteristiche mirate ad accelerare l’adozione di OpenStack. Tra queste:

  • Installazione e gestione semplificate – Gli operatori del cloud hanno oggi un mezzo più semplice per gestire la quotidianità delle operazioni e il provisioning delle risorse grazie al nuovo Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform director. Questo tool offre l’installazione semplificata e automatizzata nel cloud con un controllo dell’installazione su tutto il sistema. Inoltre, rende più semplice la gestione operativa quotidiana e il provisioning nel cloud, compreso il provisioning “ready-state” delle risorse bare-metal per semplificare il deployment e la riconversione dell’hardware in base alle necessità. Basato sul progetto aperto di OpenStack management TripleO, il nuovo director riunisce in sé molteplici tecnologie in modo da offrire un singolo, potente strumento che stabilisce anche una nuova base per l’orchestrazione live degli aggiornamenti di OpenStack per la versione 7 e le release successive. 
  • Carichi di lavoro tradizionali che richiedono alta disponibilità in OpenStack – Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7 semplifica la migrazione di applicazioni business-critical tradizionali che richiedono elevata disponibilità in OpenStack, introducendo l’alta disponibilità del compute host node grazie a servizi integrati e automatizzati di monitoraggio e failover presi da Red Hat Enterprise Linux. Questa nuova funzionalità effettua il monitoraggio degli host node e comprende la capacità di evacuare automaticamente le virtual machine dagli host, riavviando i carichi di lavoro su host alternativi a disposizione. 
  • Maggiore controllo della sicurezza – i clienti del settore Telco hanno a disposizione un controllo più capillare sulle porte di traffico di rete a livello virtual machine. Questo consente ai clienti di mantenere un maggiore livello di sicurezza sul cloud OpenStack, consentendo al contempo il traffico di funzione di rete virtualizzata (VNF) attraverso ciascuna virtual machine, come richiesto. La versione 7 introduce questa funzionalità attraverso i meccanismi di sicurezza delle porte Neutron modular layer 2 (ML2) e Open vSwitch (OVS) inclusi nella release Kilo. 
  • Flessibilità di rete – le nuove funzionalità di networking Neutron offrono maggiore flessibilità e una migliore ridondanza della rete. Gli operatori di rete godranno inoltre di numerosi miglioramenti sul protocollo IPv6, compresa la capacità di supportare il routing diretto tra i tenant e il gateway esterno. Inoltre, la versione 7 estende l’alta disponibilità ai router Neutron e migliora il monitoraggio e la reportistica del router per aiutare le operazioni di rete a mantenere l’operatività delle macchine. 
  • Backup incrementale – Gli amministratori di storage avranno a disposizione backup di storage di blocco più rapidi con il supporto di backup basati su snapshot. Con il supporto addizionale dei file di sistema NFS e POSIX, questo riduce notevolmente la quantità di storage e di tempo richiesti, grazie al fatto che viene solamente effettuato il backup delle variazioni incrementali avvenute dopo l’ultimo backup completo. 

Integrazione affidabile ed ecosistema 

Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform è sostenuta da uno dei più grandi ecosistemi OpenStack con più di 350 partner certificati per OpenStack compute, storage, networking, oltre alle applicazioni e i servizi degli independent software vendor (ISV). Questa rete di partner offre soluzioni che completano l’ampio supporto e la compatibilità fornite dall’ecosistema Red Hat Enterprise Linux. Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7 estende questa integrazione con i partner certificati, compreso il supporto per NetApp Data ONTAP, 7-mode, e E-Series, incluso il setup iniziale e la configurazione attraverso il nuovo director Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform. Inoltre, Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 7 porta con sé il setup e l’installazione integrati dei server e client Red Hat Ceph Storage 1.3. Le licenze Red Hat Ceph Storage Server sono commercializzate separatamente da quelle per Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform.

 

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Red Hat annuncia Enterprise Linux 6.7

Red Hat combina stabilità e innovazione con la nuova versione di Red Hat Enterprise Linux 6

Red Hat Enterprise Linux 6.7 comprende nuove funzioni di sicurezza, il supporto di analisi operative di tipo collaborativo e un percorso verso un’infrastruttura applicativa basata su container per i carichi di lavoro preesistenti

Milano, 23 luglio 2015Red Hat, Inc., (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Had Enterprise Linux 6.7, la più recente versione della collaudata e prevedibile piattaforma Red Hat Enterprise Linux 6. Come base per grandi e complesse installazioni IT, Red Hat Enterprise Linux 6.7 offre nuove funzionalità che consentono di rinforzare la sicurezza dei sistemi, identificare e risolvere attivamente problemi legati all’IT, e adottare le più recenti tecnologie open source, ad esempio i container Linux, senza sacrificare la stabilità operativa.

“Red Hat Enterprise Linux è la stabile e prevedibile base per le installazioni IT business critical di tutto il mondo e Red Hat Enterprise Linux 6.7 parte da questa base per fornire nuove funzionalità e servizi”, ha dichiarato Jim Totton, Vicepresident e General Manager, Platforms Business Unit di Red Hat. “Inoltre, la disponibilità di un’immagine base Red Hat Enterprise Linux 6.7 consente alle imprese che adottano la piattaforma Red Hat Enterprise Linux 6 come standard di mantenere intatte le loro operazioni mentre effettuano la transizione verso un’infrastruttura di applicazioni container-based”.

Sicurezza dei sistemi
Grazie all’attenzione posta allo sviluppo di sistemi stabili e sicuri, Red Hat Enterprise Platform 6.7 aiuta a evitare le perdite di dati grazie al montaggio “read-only” di periferiche rimovibili. Inoltre Red Hat Enterprise Linux 6.7 comprende oggi il Workbench SCAP (Security Content Automation Process), uno stumento di semplice uso che funziona da scanner SCAP e fornisce funzionalità SCAP personalizzate. Basato sulla funzionalità SCAP già esistente in Red Hat Enterprise Linux 6, SCAP Workbench consente ai clienti di valutare quanto i loro sistemi Red Hat Enterprise Linux rispettino le linee guida e i criteri di sicurezza aziendali.

Red Hat Access Insights
Per migliorare l’affidabilità delle installazioni IT, Red Hat Enterprise Linux 6.7 è compatibile con Red hat Access Insights, un nuovo servizio hosted di Red Hat concepito per aiutare i clienti a identificare e risolvere le problematiche che potenzialmente impattano sull’andamento dell’azienda. Utilizzando le competenze tecniche del team di supporto, Red Hat Access Insights avvisa gli amministratori IT di potenziali problemi, ad esempio legati alla configurazione o a vulnerabilità del sistema, aiutandoli a comprendere e correggere la situazione prima che diventi critica.

Innovazione Linux
Red Hat Enterprise Linux 6.7 comprende numerose delle più recenti e stabili tecnologie open source, consentendo ai clienti di installare con fiducia le più recenti innovazioni in ambienti fisici, virtuali e cloud. Un esempio è clufter, uno strumento per analizzare e trasformare i formati di configurazione dei cluster. Disponibile in anteprima, clufter consente agli amministratori di sistema di aggiornare le configurazioni a elevata disponibilità esistenti per supportare i più recenti tool a elevata disponibilità di RedHat. LVM Cache è oggi pienamente supportata, consentendo agli utenti di massimizzare le prestazioni del loro storage SSD, limitando al contempo i costi. Inoltre un’immagine base di Red Hat Enterprise Linux 6.7 è oggi disponibile attraverso il Red Hat Customer Portal, per consentire ai clienti di trasformare i carichi di lavoro tradizionali in applicazioni container-based adatte allo sviluppo sugli host Red Hat container, compreso Red Hat Enterprise Linux 7, Red Hat Enterpirse Linux Atomic Host e OpenShift Enterprise 3 di Red Hat.

 

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Red Hat punta a un più esteso ecosistema di partner cloud con il suo Certified Cloud and Service Provider Program


Red Hat punta a un più esteso ecosistema di partner cloud con il suo Certified Cloud and Service Provider Program 
Il nuovo programma mette livelli superiori di flessibilità, scelta e scalabilità a disposizione dei partner impegnati nella creazione di open hybrid cloud

Milano, 10 luglio 2015 – Red Hat, Inc., (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato il lancio su scala globale del programma Red Hat Certified Cloud and Service Provider. Andando a sostituire il programma Certified Cloud Provider esistente, il nuovo Certified Cloud and Service Provider Program amplia l’ecosistema cloud di Red Hat con l’obiettivo di includere e supportare al meglio distributori, fornitori di servizi gestiti ed altri partner significativamente coinvolti in tutti gli aspetti dell’implementazione di architetture cloud ibride e non solamente di cloud pubbliche multi-tenant.

Con l’estensione del modello dei cloud provider ad includere implementazioni private cloud, infrastrutture basate su container Linux e soluzioni Platform-as-a-Service (PaaS), viene richiesta ulteriore flessibilità per aiutare questi provider a rispondere alla richiesta dei clienti di tecnologie Red Hat basate su cloud. Il programma Red Hat Certified Cloud and Service Provider risponde a questa necessità non solo ampliando il supporto verso i partner, ma anche espandendo la scelta di soluzioni Red Hat rese disponibili a questi partner, tra cui:

  • Red Hat Enterprise Linux e Red Hat Enterprise Linux per SAP HANA 
  • OpenShift di Red Hat 
  • Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform 
  • Red Hat JBoss Middleware 
  • Red Hat Storage 

Con Red Hat costantemente impegnata a portare l’innovazione dell’open source all’IT enterprise, il portfolio dei Certified Cloud and Service Provider crescerà per comprendere queste nuove tecnologie, pronte per le grandi organizzazioni. Inoltre, le aziende clienti avranno la possibilità di usare Red Hat Cloud Access per implementare sottoscrizioni esistenti ai prodotti Red Hat sulle offerte cloud di Red Hat Certified Cloud and Service Provider in modo integrato ed immediato.

La qualifica di Red Hat Certified Cloud and Service Provider viene assegnata ai partner Red Hat che seguono un percorso di verifica condotto da Red Hat. Ogni fornitore deve rispondere a requisiti di test e certificazione per mostrare di saper realizzare un ambiente sicuro, scalabile, supportato e stabile per le implementazioni enterprise nel cloud. Unificato a livello globale, questo programma offre a clienti, independent software vendor (ISV) e partner la validazione di una determinata soluzione da parte di esperti Red Hat, in modo che le implementazioni possano partire da una solida base.

“Il programma Certified Cloud and Service Provider rappresenta un passo importante per uno dei principali canali di Red Hat”, commenta Mark Enzweiler, senior vice president Global Partners and Alliance di Red Hat. “I nostri partner intendono sviluppare il loro business sulla base di tecnologie open source pronte per l’enterprise, e questo programma globale porta alle diverse categorie di partner che lo seguiranno nuove opportunità per generare fatturati ricorrenti ed espandere le loro attività con Red Hat.”

“Proprio come l’IT enterprise nel suo complesso, il mondo del cloud computing è in continua evoluzione, in particolare per la crescente presenza di approcci hybrid cloud e di architetture basate su container Linux”, spiega Michael Ferris, senior director Business Architecture di Red Hat. “Il programma Red Hat Certified Cloud and Service Provider è pensato per coprire quasi tutti i modelli di service provider, dal public cloud ai servizi gestiti on-site, offrendo ai clienti un ecosistema di partner sicuro, stabile e fidato, su cui costruire i propri progetti IT di nuova generazione usando soluzioni Red Hat.”

Al lancio, tra i Red Hat Certified Cloud and Service Provider ci sono 13 dei 15 service provider inclusi da Gartner nel Magic Quadrant for Cloud Infrastructure-as-a-Service, Worldwide1, con l’intero ecosistema di partner cloud di Red Hat che è cresciuto del 58 % rispetto all’anno precedente.

1 Gartner Magic Quadrant for Cloud Infrastructure as a Service, Worldwide – http://www.gartner.com/technology/reprints.do?id=1-2G2O5FC&ct=150519&st=sb