Category archives: Red Hat

 

 

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Snap e Flatpak: analogie e differenze tra i nuovi pacchetti per Linux

 

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Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)


Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)

La più recente release della piattaforma di cloud management Red Hat semplifica l’automazione e la fornitura di servizi con l’integrazione Ansible


Milano, 30 giugno 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), il principale fornitore di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4.1, la più recente versione della nota soluzione aperta di hybrid cloud management. Grazie a Google Cloud Platform, Red Hat CloudForms 4.1 oggi offre maggiori scelta e flessibilità per i clienti che desiderano avvalersi di workload hybrid cloud su Google Cloud Platform, Microsoft Azure o Amazon Web Services. In aggiunta, Red Hat CloudForms 4.1 estende la gamma di funzionalità di management con il software-defined networking (SDN), offrendo un’esperienza di gestione unificata per data center software-defined. Infine, CloudForms 4.1 semplifica l’automazione di processi IT complessi tramite l’integrazione con Ansible Tower, e offre ai clienti un modello di sottoscrizione cloud-friendly più semplice. 

CloudForms è un’avanzata piattaforma di management open source per ambienti fisici, virtuali e cloud che supporta virtual machine e container. CloudForms abilita le organizzazioni IT a offrire servizi componibili tramite un portale self-service, gestendo l’intero ciclo di vita dal provisioning al retirement. Facilita inoltre il risk management definendo avanzate policy di conformità che possono essere applicate in ambienti greenfield o esistenti, e consente agli operatori di ottimizzare i costi tramite capacity planning, reporting e gestione finanziaria. 

“I clienti ci chiedono un modo per portare avanti rapidamente le loro strategie hybrid cloud e fanno presente l’esigenza di un’unica vista di gestione per gli ambienti fisici, virtuali e cloud. CloudForms offre tutto questo e riteniamo che CloudForms 4.1 rappresenti la soluzione hybrid cloud management più completa del mercato”, afferma Joe Fitzgerald, vice president, Management, Red Hat. “CloudForms oggi non solo supporta i public cloud più estesi del mondo, ma si integra con Ansible per semplificare in modo significativo l’automazione”. 

“CloudForms sta guadagnando terreno sul mercato e, oggi che l’SDN è pienamente supportato, la crescita continuerà. Integrando la tecnologia SDN Nuage Networks con il sistema di gestione Red Hat CloudForms, i clienti potranno gestire e automatizzare i workload in ambienti hybrid cloud pur mantenendo policy di rete unificate sull’intera gamma di applicazioni e asset”, aggiunge Sunil Khandekar, Fondatore e Chief Executive Officer, Nuage Networks di Nokia. 

“Il mercato delle soluzioni hybrid cloud management è maturo e in crescita perché un maggior numero di sviluppatori e professionisti I&O lo considerano un modo per soddisfare le esigenze di un crescente portafoglio multi-cloud. Queste soluzioni aiutano gli sviluppatori a realizzare cloud app in modo più rapido e semplice, offrendo al tempo stesso la governance e il controllo necessari per applicare policy di utilizzo e costo”, The Forrester Wave™: Hybrid Cloud Management Solutions, Q1 2016, Dave Bartoletti 

Red Hat CloudForms 4.1 introduce numerose nuove funzionalità tra cui: 

Supporto di Google Cloud Platform
Sviluppata in stretta collaborazione con Google nella comunità open source ManageIQ, i clienti possono utilizzare Red Hat CloudForms per gestire ambienti Google Cloud Platform. Il supporto comprende la gestione completa di virtual machine, l’applicazione delle policy, il chargeback e il lifecycle management. 

Supporto del software-defined networking
A mano a mano che le organizzazioni adottano Red Hat CloudForms per gestire i loro workload nel cloud, la piattaforma di management deve estendersi al di là dell’elaborazione e arrivare a networking e storage. A tal fine, CloudForms 4.1 offre il network management per OpenStack Networking (Neutron), Amazon Web Services, Google Cloud Platform, e Microsoft Azure. Sviluppato in collaborazione con Nuage Networks, le funzionalità SDN di CloudForms abilitano gli utenti a scoprire e gestire elementi di rete visualizzando la loro relazione con altre parti dell’infrastruttura. 

Integrazione con Ansible Tower di Red Hat
L’integrazione con Ansible Tower semplifica per i clienti CloudForms il provisioning di applicazioni e servizi complessi tramite il codice di automazione personalizzato. CloudForms 4.1 può accedere ad Ansible Tower per gestire job di automazione Ansible, abilitando i clienti CloudForms ad utilizzare il noto linguaggio Ansible. Inoltre, questa integrazione semplifica la composizione di servizi complessi combinando il supporto del catalogo di servizi CloudForms nativo con i playbook Ansible. 

Nuove sottoscrizioni cloud-friendly
Nuove sottoscrizioni flessibili sono da oggi disponibili per tutti i clienti Red Hat CloudForms permettendo loro di applicare una sottoscrizione ai server fisici o ai workload cloud. La sottoscrizione può essere usata in entrambi gli ambiti e spostata senza limiti all’interno del periodo di sottoscrizione. I clienti possono utilizzare anche una media di istanze cloud in gestione per determinare il numero di sottoscrizioni CloudForms necessarie per i loro workload public cloud, aiutandoli a evitare acquisiti in fase di picco della domanda, mentre i nuovi report integrati favoriscono la comprensione dell’utilizzo medio e reale nel tempo. 

Altri miglioramenti a Red Hat CloudForms 4.1 includono: 
  • Supporto Microsoft Azure esteso compresa una più ampia gamma di funzionalità tra cui il supporto di cloud image Microsoft Azure, eventi, metriche, provisioning da immagini private, e gestione dell’intero ciclo di vita. CloudForms 4.1 offre inoltre l’agentless introspection di Microsoft SmartState Analysis, introducendo SSA al Cloud che abilita gli ambienti on-premise a inviare rapidamente contenuti a un indice di ricerca; 
  • Modello di charge-back aggiornato che comprende valute e tassi personalizzabili; 
  • Nuove funzionalità per Red Hat OpenShift Container Platform, SmartState Analysis, heatmap che mostrano l’utilizzo operativo, supporto di volumi di dati persistenti e 
  • Una migliore interfaccia self-service, l’aggiunta di un’interfaccia shopping cart e di una console remota. 

Disponibilità
Red Hat CloudForms 4.1 è già disponibile per i clienti dotati di sottoscrizione.

 

 

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Con JBoss EAP 7, Red Hat pone le basi per le applicazioni Hybrid Cloud

Con JBoss EAP 7, Red Hat pone le basi per le applicazioni Hybrid Cloud

La più recente release della piattaforma applicativa Red Hat punta a unire i paradigmi di sviluppo attuali e futuri. 
Red Hat presenta JBoss Core Services Collection, per offrire agli sviluppatori molte delle funzionalità principali spesso implementante all'interno di applicazioni enterprise 

Milano, 27 giugno 2016
– Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità di Red Hat JBoss Enterprise Application Platform 7 (JBoss EAP 7), principale application server open source compatibile con Java EE 7, e ha presentato JBoss Core Services Collection, un set di tecnologie che forniscono ai clienti comuni componenti applicativi di base. Con JBoss EAP 7, Red Hat intende aiutare le aziende a utilizzare al meglio ed estendere gli investimenti applicativi esistenti, mentre iniziano a passare ad architetture e paradigmi di programmazione emergenti, che richiedono una piattaforma leggera, molto modulare e nativa per il cloud.

JBoss EAP 7 combina le API di Java EE 7, ampiamente diffuse, con le più recenti tecnologie a supporto delle practice di sviluppo DevOps, come il noto ambiente di sviluppo integrato (IDE) Red Hat, JBoss Developer Studio – che può essere usato senza costi dai membri delle community JBoss o Red Hat Developer per costruire, testare e implementare applicazioni on-premise o nel cloud – oltre a Jenkins, Arquillian, Maven, ed al supporto di numerosi noti framework Web e JavaScript. La sua leggerezza e la ridotta footprint, rendono JBoss EAP 7 una scelta versatile, adatta alle aziende che intendono costruire applicazioni tradizionali ma anche applicazioni più modulari, sullo stile dei microservizi.

JBoss EAP 7 è stato ottimizzato per ambient cloud e, se implementato con Red Hat OpenShift, offre i vantaggi dei container, load balancing, elastic scaling, monitoraggio dello stato di salute, e la capacità di implementare in un container direttamente dall’IDE, cosa che può migliorare sia la produttività che l’esperienza degli sviluppatori. Inoltre, JBoss EAP con OpenShift contribuisce a un ambiente DevOps più efficiente a livello architetturale, eliminando la necessità di funzionalità sovrapposte. L’efficienza di DevOps può essere ulteriormente migliorata usando componenti middleware aggiuntivi su OpenShift.

Core Services Collection
JBoss Core Services Collection offre building block comuni di base per applicazioni enterprise, come Web single sign-on, HTTP load balancing e proxy, oltre a funzionalità di gestione e monitoraggio di applicazioni e servizi. All’interno della sottoscrizione a Red Hat JBoss Middleware senza costi aggiuntivi, i clienti Red Hat riceveranno pieno supporto online e telefonico, aggiornamenti, patch e fix di sicurezza per ogni versione e componente.

Le tecnologie che attualmente permettono di ricevere pieno supporto in JBoss Core Services Collection comprendono Red Hat JBoss Operation Network, che fornisce un punto centrale di gestione per tutti i prodotti Red Hat JBoss Middleware, Apache HTTP server, connettori per i web server IIS e iPlanet, Apache Commons Jsvc e un server di single sign-on basato sul progetto JBoss Keycloak.

L’ecosistema partner di JBoss EAP 7
Quest’anno, Red Hat è diventata la prima azienda open source a superare i due miliardi di dollari di fatturato, un risultato possibile anche grazie al contributo dell’ecosistema partner di Red Hat, che si compone di independent software vendor (ISV), system integratori (SI) globali e regionali e reseller a valore aggiunto (VAR), oltre a un ampio canale di original equipment manufacturer (OEM), distributori e reseller.

Il lancio di JBoss EAP 7 segna un passo fondamentale per Red Hat, ed estende ulteriormente la sua offerta di prodotti verso i partner, rafforzando il ruolo della piattaforma applicativa come base per applicazioni hybrid cloud e indicando il percorso verso un futuro definito da nuovi approcci applicativi come i container e le architetture a microservizi.

“Le organizzazioni dovrebbero avere la possibilità di scegliere quando e come passare a nuove architetture e paradigmi di programmazione”, spiega Mike Piech, vice president and general manager Middleware di Red Hat. “Questa libertà è l’essenza stessa dell’open source, ed è qualcosa che noi di Red Hat abbracciamo in toto. Con JBoss EAP 7, rispondiamo alle necessità delle aziende e degli sviluppatori, con una vision equilibrata, che intende unire la necessità di creare e mantenere un business oggi con l’aspirazione di innovare l’IT domani.”

“Man mano che le aziende che fanno uso di Java EE sentono la necessità di container, cloud e microservizi, diventa necessario per i vendor offre a loro ed ai loro sviluppatori gli strumenti di cui necessitano per mettere insieme presente e futuro”, aggiunge Stephen O’Grady, principal analyst di RedMonk.


Una solida tradizione
Giugno 2016 segna il decimo anniversario dell’ingresso formale di Red Hat nel mercato dello sviluppo applicativo enterprise, con la sua seconda più grande acquisizione: JBoss. Al centro dell’acquisizione, la tecnologia che sarebbe poi diventata JBoss EAP, che non solo ha contribuito a spingere la crescita di Red Hat al ruolo di leader globale nell’open source, ma ha anche aiutato l’open source a diventare uno standard riconosciuto per l’innovazione in tema di enterprise computing.

Oggi, JBoss EAP continua a essere la pietra angolare dell’impegno di Red Hat verso lo sviluppo di applicazioni enterprise, e rappresenta la base dell’offerta Red Hat di prodotti middleware leggeri, container- e cloud-friendly, usati da organizzazioni importanti come Amadeus, American Product Distributors e TMG Healh, per creare, integrare, implementare e gestire applicazioni business-critical.

Dal suo ingresso nel mercato dello sviluppo applicativo, 10 anni fa, Red Hat è cresciuta fino a offrire oltre 15 prodotti e soluzioni di sviluppo, compresa la sua apprezzata piattaforma applicativa container OpenShift, Red Hat Mobile Application Platform, e il programma Red Hat Developer, che hanno permesso a Red Hat di diventare un’alternativa reale per gli sviluppatori alla ricerca di una piattaforma di sviluppo applicativo open source, leggera e flessibile.

Disponibilità
JBoss EAP è disponibile al download per i membri della community Red Hat Developer. I clienti possono ottenere i più recenti aggiornamenti dal Red Hat Customer Portal.

 

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Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre dell’anno fiscale 2017

Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre dell’anno fiscale 2017

  • Fatturato trimestrale a $568 milioni, +18% rispetto all’anno precedente
  • Fatturato derivante dalle sottoscrizioni a $502 milioni, +18% rispetto all’anno passato
  • Fatturato derivante dalle sottoscrizioni legate a sviluppo applicativo e altre tecnologie emergenti a $98 milioni nel trimestre, in aumento del 39% anno su anno
  • Fatturato differito a fine anno pari a $1,69 miliardi, in aumento del 18% 

Milano, 24 giugno 2016 - Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato i risultati finanziari relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2017, terminato il 31 maggio 2016. 

“Digital transformation e cloud computing stanno modificando il modo in cui la aziende competono in ogni settore. Le imprese che rapidamente adottano tecnologie agili hanno successo in un ambiente che innova. Le nostre tecnologie open source aiutano i clienti a cogliere i benefici di business associati a questi rapidi cambiamenti”, commenta Jim Whitehurst, President e Chief Executive Officer di Red Hat. “La crescente adozione delle nostre tecnologie si riflette nell’aumento di fatturato, compresa la crescita del 18% anno su anno in Q1 trainata in parte da un aumento del 39% delle nostre tecnologie emergenti e di sviluppo applicativo”.

“Il primo trimestre ha inaugurato molto positivamente l’anno”, aggiunge Frank Calderoni, Executive Vice President Operations e Chief Financial Officer di Red Hat. “Il momento particolarmente positivo del nostro business e l’execution dei nostri commerciali sono evidenziati da un numero record di contratti per un valore superiore al miliardo di dollari, in aumento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

Fatturato:
Il fatturato totale del trimestre è stato di $568 milioni, in crescita del 18% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (a valuta costante). Il fatturato legato alle sottoscrizioni di $502 milioni, in aumento del 18% rispetto al primo trimestre dello scorso anno (a valuta costante). Il fatturato legato alle sottoscrizioni ha rappresentato l’88% del fatturato complessivo.

Analisi del fatturato derivante dalle sottoscrizioni:
Il fatturato legato all’offerta di infrastruttura è stato di $403 milioni nel corso del trimestre, in aumento del 14% rispetto allo scorso anno (del 13% a valuta costante). Il fatturato derivante dallo sviluppo applicativo e altre tecnologie emergenti è stato di $98 milioni, in aumento del 39% (a valuta costante).

Utile di esercizio:
L’utile d’esercizio GAAP per il primo trimestre è stato di $75 milioni, in crescita del 6% rispetto all’anno passato. Dopo compensazioni azionarie e ammortamenti e costi di transazione relativi a combinazioni di business, l’utile d’esercizio non-GAAP per il trimestre è stato di $124 milioni, in aumento del 9%. Nel trimestre, il margine operativo GAAP è stato del 13,3%, il margine operativo non-GAAP del 21,8%.

Utile netto:
L’utile netto GAAP per il trimestre è stato di $61 milioni, pari a $0,33 per azione, rispetto ai $48 milioni, pari a $0,26 per azione, registrati nel trimestre precedente. L’utile netto e compensato non-GAAP per il trimestre è stato di $92 milioni, pari a $0,50 per azione, dopo compensazioni azionarie e ammortamenti. Questo dato si rapporta a un utile netto compensato non-GAAP di $81 milioni, pari a $0,44 per azione, registrato nello stesso trimestre dell’anno passato.

Flusso e disponibilità di cassa:
Il flusso di cassa operativo ha raggiunto i $232 milioni nel trimestre, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Tra contanti ed investimenti convertibili l’azienda vantava al 31 maggio 2016 una liquidità di $2,12 miliardi.

Fatturato differito e backlog:

Alla fine del trimestre, il fatturato differito complessivo dell’azienda è stato di $1,69 miliardi, in aumento del 18% rispetto allo scorso anno.

 

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E’ disponibile Fedora 24, con nuove funzionalità cloud e container


E’ disponibile Fedora 24, con nuove funzionalità cloud e container

La release aggiunge OpenShift Origin e modalità developer per Fedora Atomic Host per promuovere lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni containerizzate

Milano, 22 giugno 2016 – The Fedora Project, un progetto di collaborazione open source community-driven promosso da Red Hat, ha annunciato la disponibilità generale di Fedora 24, prima release del 2016 per il sistema operativo fully-open Fedora. Come nelle sue versioni precedenti, anche Fedora 24 comprende una serie di pacchetti base che costituiscono il fondamento di tre edizioni distinte: Fedora 24 Cloud, Fedora 24 Server e Fedora 24 Workstation. 

A livello di base, Fedora 24 comprende glibc 2.23 per migliori prestazioni e avanzamenti alla compliance POSIX, e GNU Compiler Collection (GCC) 6. Tutti i pacchetti di base sono stati ridisegnati con GCC 6, offrendo così una migliore ottimizzazione del codice per tutte le edizioni di Fedora 24 e migliorando la stabilità complessiva di ogni componente aggiuntivo. 

Se tutte le precedenti edizioni offrivano funzioni avanzate e correzione di bug, Fedora 24 enfatizza nuovi strumenti e funzionalità per gli sviluppatori che intendono sfruttare al meglio i container Linux e le tecnologie di orchestrazione come Kubernetes. Ciò viene evidenziato attraverso l’inclusione di OpenShift Origin, una distribuzione Kubernetes per lo sviluppo e la distribuzione delle applicazioni e con Fedora 24 Cloud, per contribuire a creare un’esperienza complessiva più lineare per gli utenti di Fedora Cloud, per costruire e lanciare applicazioni container.

Inoltre, Fedora Atomic Host, basato su Fedora 24 e rilasciato su base quindicinale, include una nuova modalità per sviluppatori. Quando viene eseguito, l’host viene scaricato e automaticamente avvia Cockpit insieme a tmux, cosa che rende molto più facile lavorare nella console di sviluppo di Fedora Atomic Host. Questo migliora anche la capacità di catturare le informazioni chiave delle varie sessioni, quali l’indirizzo IP e le password di root.

Oltre alle classiche correzioni di bug e miglioramenti di performance, Fedora 24 offre: 
  • Un sofisticato ruolo di Domain Controller per Fedora 24 Server tramite FreeIPA 4.3, che contribuisce a semplificare installazione di replica, creazione dei segmenti e visualizzazione della topologia. Il footprint complessivo di Fedora Server è stato inoltre ridotto, rimuovendo pacchetti non necessari. 
  • GNOME 3.20 e la technology preview di Wayland evidenziano le aggiunte a Fedora 24 Workstation: il primo offre la più recente iterazione dell’ambiente desktop GNOME 3, il secondo offre una vista d’insieme del protocollo display server di prossima generazione e la futura grafica di Fedora desktop. 

“Fedora 24 continua la spinta di Fedora ad offrire i più recenti e sofisticati strumenti e componenti open source a una vasta gamma di utenti finali, dagli sviluppatori agli amministratori di sistema. Con l’integrazione di OpenShift Origin in Fedora 24 Cloud, gli utenti Fedora dispongono ora di un avanzato strumento aggiuntivo, non solo per costruire, ma anche per implementare e orchestrare molte delle più recenti innovazioni nei container Linux”, ha commentato Matthew Miller, Fedora Project Leader.

 

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E’ disponibile Fedora 24, con nuove funzionalità cloud e container


E’ disponibile Fedora 24, con nuove funzionalità cloud e container

La release aggiunge OpenShift Origin e modalità developer per Fedora Atomic Host per promuovere lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni containerizzate

Milano, 22 giugno 2016 – The Fedora Project, un progetto di collaborazione open source community-driven promosso da Red Hat, ha annunciato la disponibilità generale di Fedora 24, prima release del 2016 per il sistema operativo fully-open Fedora. Come nelle sue versioni precedenti, anche Fedora 24 comprende una serie di pacchetti base che costituiscono il fondamento di tre edizioni distinte: Fedora 24 Cloud, Fedora 24 Server e Fedora 24 Workstation. 

A livello di base, Fedora 24 comprende glibc 2.23 per migliori prestazioni e avanzamenti alla compliance POSIX, e GNU Compiler Collection (GCC) 6. Tutti i pacchetti di base sono stati ridisegnati con GCC 6, offrendo così una migliore ottimizzazione del codice per tutte le edizioni di Fedora 24 e migliorando la stabilità complessiva di ogni componente aggiuntivo. 

Se tutte le precedenti edizioni offrivano funzioni avanzate e correzione di bug, Fedora 24 enfatizza nuovi strumenti e funzionalità per gli sviluppatori che intendono sfruttare al meglio i container Linux e le tecnologie di orchestrazione come Kubernetes. Ciò viene evidenziato attraverso l’inclusione di OpenShift Origin, una distribuzione Kubernetes per lo sviluppo e la distribuzione delle applicazioni e con Fedora 24 Cloud, per contribuire a creare un’esperienza complessiva più lineare per gli utenti di Fedora Cloud, per costruire e lanciare applicazioni container.

Inoltre, Fedora Atomic Host, basato su Fedora 24 e rilasciato su base quindicinale, include una nuova modalità per sviluppatori. Quando viene eseguito, l’host viene scaricato e automaticamente avvia Cockpit insieme a tmux, cosa che rende molto più facile lavorare nella console di sviluppo di Fedora Atomic Host. Questo migliora anche la capacità di catturare le informazioni chiave delle varie sessioni, quali l’indirizzo IP e le password di root.

Oltre alle classiche correzioni di bug e miglioramenti di performance, Fedora 24 offre: 
  • Un sofisticato ruolo di Domain Controller per Fedora 24 Server tramite FreeIPA 4.3, che contribuisce a semplificare installazione di replica, creazione dei segmenti e visualizzazione della topologia. Il footprint complessivo di Fedora Server è stato inoltre ridotto, rimuovendo pacchetti non necessari. 
  • GNOME 3.20 e la technology preview di Wayland evidenziano le aggiunte a Fedora 24 Workstation: il primo offre la più recente iterazione dell’ambiente desktop GNOME 3, il secondo offre una vista d’insieme del protocollo display server di prossima generazione e la futura grafica di Fedora desktop. 

“Fedora 24 continua la spinta di Fedora ad offrire i più recenti e sofisticati strumenti e componenti open source a una vasta gamma di utenti finali, dagli sviluppatori agli amministratori di sistema. Con l’integrazione di OpenShift Origin in Fedora 24 Cloud, gli utenti Fedora dispongono ora di un avanzato strumento aggiuntivo, non solo per costruire, ma anche per implementare e orchestrare molte delle più recenti innovazioni nei container Linux”, ha commentato Matthew Miller, Fedora Project Leader.

 

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Red Hat presenta Ansible 2.1, con supporto a network automation, container, Microsoft Windows e Azure




Red Hat presenta Ansible 2.1, con supporto a network automation, container, Microsoft Windows e Azure

La più recente release del framework di automazione IT integra 40 nuovi moduli per team DevOps e IT administrator

Milano, 26 maggio 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità generale di Ansible 2.1, più recente versione del principale framework di automazione IT open source, semplice, potente e agentless. Ansible 2.1 introduce il supporto alla network automation, che estende ulteriormente il ruolo di Ansible come linguaggio comune negli ambienti IT enterprise – dalle basi della rete fino alle implementazioni basate su container.

Ansible consente a sviluppatori e operatori IT di implementare applicazioni ed ambienti in modo più semplice e veloce, mettendoli nelle condizioni di rimuovere le barriere tra i team, automatizzando attività di routine quali configurazione di rete, implementazione nel cloud e creazione di ambienti di sviluppo. La base di codice modulare di Ansible, abbinata alla semplicità di collaborazione ed alla community di contributori GitHub, consente a questa potente piattaforma di automazione di gestire l’infrastruttura attuale, ma anche di adattarsi alle nuove necessità IT ed ai workflow di DevOps.

“Con grande soddisfazione rendiamo disponibile Ansible 2.1, che prosegue nell’evoluzione degli ottimi risultati già ottenuti dalla nostra comunità con la recente versione 2.1”, spiega Tim Cramer, head of Ansible Engineering di Red Hat. “Estendendo le funzionalità di Ansible ad ambienti Microsoft Windows ed Azure, oltre che al networking, offriamo ai nostri utenti la possibilità di espandere ulteriormente le capacità di automazione del loro ambiente, aiutandoli di fatto a rendere le loro attività ibride come la loro IT.”

Ansible 2.1 offre molte nuove funzionalità, tra cui:

Supporto a Microsoft Windows e Microsoft Azure
Ansible 2.1 ora comprende supporto agli ambienti Microsoft Windows, consentendo agli utenti di utilizzare un’unica piattaforma per una completa automazione cross-platform. Le nuove funzionalità comprendono:
  • Maggiore supporto a Microsoft Azure, che estende il supporto di Ansible ad implementazioni hybrid cloud, compresa la possibilità di sfruttare la funzionalità Resource Manager di Azure
  • Nuovi moduli Windows, che consentono la gestione dei file share e del firewall Windows, estendendo ulteriormente l’area di Windows automatizzabile in ambito Ansible
  • Gestione più semplice di macchine aggiunte grazie a NT LAN Manager (NTLM), che permette un’autenticazione più sicura degli utenti di dominio, solamente con username e password – riducendo la necessità di configurare e gestire Kerberos sulla control machine di Ansible.
  • Delegazione Kerberos estesa per scenari multi-hop, che consene un miglior flusso di credenziali per script ed installazioni legacy, che richiedono accesso trasparente ai file share di dominio, a Microsoft SQL Server, ed altro ancora.
  • Reboot semplice con il nuovo comando win_reboot, che aiuta a risolvere la sfida dell’automazione delle installazioni software su piattaforme Windows che richiedono anche un riavvio del sistema come parte del workflow.

Supporto esteso ai container
Ansible 2.1 presenta un nuovo potente modulo, docker-service e una riscrittura dei moduli per Docker già esistenti in Ansible:
  • docker_service: consente agli utenti di Ansible di servirsi di Docker Compose e gestire e scalare applicazioni multi-container. 
  • docker_container: gestisce il ciclo di vita di base dei container. 
  • docker_image: crea, inserisce, estrae ed etichetta le immagini per Docker.
  • docker_login: per gestire l’accesso ai registri di Docker. 
  • docker_image Facts: analizza le immagini alla ricerca di metadati.

Con il nuovo modulo docker-service di Ansible 2.1, gli utenti possono inserire Docker Compose all’interno di più estesi playbook di Ansible per configurare l’infrastruttura di rete, sistema operativo e implementazione che si trova al di fuori di un ambiente di container.

Disponibilità generale e network automation
Ansible 2.1 integra completamente il supporto alla network automation introdotto a febbraio. Estendendo la sua automazione alla rete, Ansible ora permette di gestire l’infrastruttura del network nello stesso modo – semplice, potente e agentless – che già viene utilizzato per sistemi e applicazioni. Questo aiuta i team dedicati alle reti a sfruttare i nuovi paradigmi di implementazione, compresa automazione delle configurazioni, test-driven network deploymemt e compliance continua.

Ansible 2.1 aggiunge oltre 40 nuovi moduli di base che offrono supporto alla network automation su numerose piattaforme di rete, tra cui: Arista EOS; Cisco IOS; Cisco IOS-XR; Cisco NXOS; Cumulus Networks; Juniper Junos e OpenSwitch

Disponibilità
Ansible 2.1 è già disponibile attraverso GitHub, PyPi, e package manager per la maggior parte delle principali distribuziooni Linux. Gli utenti che desiderano maggiori livelli di controllo, conoscenza e delegazione per le loro installazioni Ansible, possono accedere ad Ansible Tower con una sottoscrizione adatta a team che vanno dalle piccole aziende alle grandi organizzazioni IT di tipo enterprise.

 

 

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Red Hat guida l’adozione di OpenStack in Europa


Red Hat guida l’adozione di OpenStack in Europa

Aziende leader come Fastweb, Paddy Power Betfair e Produban scelgono Red Hat OpenStack Platform per raggiungere l’innovazione cloud

Milano, 27 aprile 2016
– Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la scelta compiuta da parte di aziende leader in Europa, come Fastweb, Paddy Power Betfair e Produban, di Red Hat OpenStack Platform come colonna portante delle loro iniziative cloud.

Come l’analista IDC ha evidenziato a inizio 2015, “man mano che le aziende europee entrano nella fase più critica dell’evoluzione verso la cosiddetta terza piattaforma, quella dell’innovazione, hanno necessità di tecnologie nuove e non troppo costose per rendere produttive le loro idee. In particolare, il desiderio di evitare vendor lock-in e ridurre i costi legati alle licenze software li spinge a prendere in esame OpenStack per la costruzione delle loro infrastrutture cloud.”[1] Secondo il 2016 Red Hat Customer Tech Outlook, nel corso del 2016 incrementeranno proof-of-concept (POC) e progetti OpenStack, con il 39 percento degli interpellati che prevede di implementare POC o progetti in produzione nel corso dell’anno.

Red Hat è leader in campo private e hybrid cloud, con soluzioni open source in grado di coprire i quattro principali ambiti del datacenter – dal bare metal e gli ambienti virtuali fino al cloud privato e pubblico. Red Hat è anche un fiero sostenitore e un importante fornitore di OpenStack – sia contribuendo alla community di OpenStack che offrendo ai clienti di livello enterprise una piattaforma OpenStack production-ready. Red Hat OpenStack Platform, soluzione Infrastructure-as-a-Service (IaaS) altamente scalabile e pronta per gli ambienti di produzione, si è affermata come piattaforma cloud open source di riferimento per un numero sempre maggiore di organizzazioni globali. Progettata insieme a Red Hat Enterprise Linux e sostenuta dal supporto Red Hat per l’intero suo ciclo di vita, Red Hat OpenSpack Platform rappresenta una base collaudata e realmente aperta per le implementazioni cloud.

In Europa, Red Hat sta vivendo un momento particolarmente positivo, evidenziato da diverse implementazioni in produzione, tra cui:
  • Fastweb, fornitore leader di telecomunicazioni in Italia, offre servizi ICT (information and communication technology) cloud di livello enterprise ad aziende italiane che non hanno le risorse interne necessarie per svilupparle e supportarle. Con la crescita nel numero dei suoi utenti, Fastweb ha dovuto migliorare le capacità self-service e di automazione, per soddisfare le necessità molto dinamiche dei clienti. Quindi, per rispondere alle richieste del mercato con un approccio agile e flessibile, Fastweb ha migrato a Red Hat OpenStack Platform. 
  • Paddy Power Betfair, tra le principali realtà di scommesse online e la più grande piattaforma di betting al mondo, ha costruito il suo successo sull’uso della tecnologia come vantaggio strategico per rivoluzionare il mercato delle scommesse. Il programma i2 di Paddy Power Betfair punta a creare una piattaforma private cloud completamente nuova per l’azienda, usando Red Hat OpenStack Platform e software-defined networking (SDN) per supportare l’erogazione continua di applicazioni da parte di Paddy Power Betfair. Con il suo nuovo cloud privato basato su OpenStack, Paddy Power Betfair può offrire una nuova infrastruttura di rete e di hosting basata sui principi IaaS, in grado di ospitare tutte le applicazioni di sviluppo, test e produzione e i relativi strumenti in un’unica location. Attraverso l’SDN, Paddy Power Betfair conferma di essere stato in grado di ridurre la propria dipendenza dagli apparati fisici e di semplificare le operazioni di rete, permettendo così di processare un volume più elevato di transazioni al secondo con un minore downtime dei server. 
  • Produban, società di servizi IT di Banco Santander, è specializzata nella progettazione continua e nella gestione di operazioni IT. Le attività globali di Produban riguardano 10 datacenter a supporto di tutte le attività del Gruppo, comprese quelle di Banco Santander SA, una delle più grandi banche d’Europa e del mondo per valore di mercato. A supporto dei suoi datacenter globali, Produban ha costruito un infrastruttura hybrid cloud basata su Red Hat OpenStack, Red Hat Ceph Storage, Red Hat CloudForms e sul software-defined networking di Nuage Networks, partner certificato di Red Hat. Produban ha anche implementato OpenShift Enterprise, piattaforma di sviluppo applicativo dei container firmata Red Hat, come soluzione Platform-as-a-Service (PaaS) di riferimento per lo sviluppo e l’implementazione delle su applicazioni enterprise banking. La nuova soluzione risponde alla necessitò di Produban di avere un open hybrid cloud che comprenda infrastruttura core (IaaS), DevOps (PaaS) e gestione multi-cloud, il tutto su un unico network virtuale sottostante. 
“Red Hat ha un impatto significativo sul marketplace globale, man mano che un numero sempre maggiore di aziende riconoscono i vantaggi di OpenStack”, spiega Radhesh Balakrishnan, general manager Open Stack di Red Hat. “E’ un piacere veder così tanti leader nei loro rispettivi mercati abbracciare la nostra vision di cloud computing attraverso implementazioni cloud, sia private che ibride, e speriamo di poter accrescere ulteriomente la comunità dei nostri clienti che condividono lo stesso successo con OpenStack”

“Abbiamo scelto Red Hat per la natura innovativa della sua tecnologia e per il suo approccio open source”, commenta Mirko Santocono, product manager Cloud Computing Services di Fastweb. “Abbiamo anche apprezzato la conoscenza e la fiducia che i nostri clienti pongono in OpenStack. Grazie a Red Hat, siamo stati in grado di creare una nuova fonte di vantaggio competitivo e abbiamo rafforzato la nostra posizione di leadership come cloud provider in Italia. Con Red Hat, siamo posizionati ottimamente per guidare l’innovazione sul nostro mercato”

“Il fattore primario che ha giustificato il nostro investimento su Red Hat è stato l’eccellente rapporto che si è instaurato tra le due aziende”, aggiunge Paul Cutter. CTO di Paddy Power Betfair. “Come azienda ci affidiamo a numerose tecnologie Red Hat, tra cui Red Hat Enterprise Linux, Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Enterprise Virtualization. Il programma i2, reso possibile da OpenStack, rappresenta una componente fondamentale del nostro business, e riguarda milioni di clienti attivi ogni giorno.”

“L’implementazione IaaS che Red Hat OpenStack Platform ci ha permesso di realizzare, porta funzionalità di nuova generazione a Produban, consentendoci di raggiungere un livello superiore come fornitore di servizi IT”, conclude Juan Antonio de la Fuente Osuna, director Cloud Engineering di Digital@Produban. “E’ importante anche mettere in luce il ruolo significativo che Red Hat Consulting ha giocato sulla soluzione OpenStack, contribuendo alla realizzazione dell’architettura e collaborando con noi per installazione, aggiornamenti e finetuning, offrendoci anche workshop quando necessari.”

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[1] IDC, “OpenStack – Ready for Prime Time in Europe?,” disponibile su http://nordic.idc.com/eng/about-idc/press-center/60698-openstack-ready-for-prime-time-in-europe