Category archives: Red Hat

 

 

 

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Red Hat rende disponibili Red Hat Software Collections 2.3 e Red Hat Developer Toolset 6



Red Hat rende disponibili Red Hat Software Collections 2.3 e Red Hat Developer Toolset 6
Le più recenti innovazioni Red Hat in tema di tool, database e linguaggi open source sono pensate per abbinare agilità nello sviluppo e stabilità in produzione


Milano, 23 novembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat Software Collections 2.3, il più recente set Red Hat di database, linguaggi dinamici e tool di web development open source. Red Hat Software Collections viene offerto con una cadenza più serrata rispetto a Red Hat Enteprise Linux ed è pensato per unire agilità nello sviluppo e stabilità in produzione, in modo da rendere più veloce la creazione di applicazioni moderne che possono poi essere implementate in produzione con maggiore tranquillità.

Parallelamente, viene annunciata la disponibilità di Red Hat Developer Toolset 6, che consente di semplificare lo sviluppo applicativo su Red Hat Enteprise Linux, permettendo agli sviluppatori di accedere ad alcuni dei più recenti e stabili compiler open source C e C++ ed a tool complementari di profilazione di sviluppo e performance. Accessibile tramite il Red Hat Developer Program e le sottoscrizioni Red Hat Enterprise Linux collegate, compresa la sottoscrizione gratuita Red Hat Enterprise Linux Developer, Red Hat Developer Toolset permette agli sviluppatori di compilare applicazioni una volta, per implementarle poi su versioni differenti di Red Hat Enteprise Linux.

Red Hat Developer Toolset 6 è anche accessibile su differenti ambienti di elaborazione, con supporto a server x86 oltre ad architetture IBM, con Red Hat Enterprise Linux for Power e Red Hat Enterprise Linux for z Systems. Inoltre, la versione più recente di Red Hat Developer Toolset sarà disponibile per la prima volta su Red Hat Enterprise Linux Server for ARM Developer Preview, stato recentemente esteso a Red Hat Enterprise Linux 7.3.

Per gli sviluppatori che intendono fare uso di container Linux, molti tra gli elementi più popolari di Red Hat Software Collections sono disponibili come file Docker e immagini formattate Docker, queste ultime accessibili attraverso il Red Hat Customer Portal.

Tra le novità portate a Red Hat Software Collections 2.3 vi sono: 
  • I database open source MySQL 5.7 e Redis 3.2 
  • I linguaggi open source dinamici Perl 5.24 e PHP 7.0 
  • La più recente versione stabile del sistema open source di controllo del versioning Git 2.9 
  • Il tool di monitoraggio della Java virtual machine (JVM) Thermostat 1.6 
  • Eclipse Neon (4.6.1), più recente versione stabile dell’IDE (integrated development environment) di Eclipse - Eclipse Neon è anche disponibile con una propria software collection e non fa più parte del Red Hat Developer Toolset. 

Inoltre, sono state aggiornate molte raccolte specifiche, tra cui: 
  • PHP 5.6 
  • Python 3.5 
  • Ruby 2.3 
  • MongoDB 3.2 

Tra le componenti di Red Hat Developer Toolset 6 che sono state aggiornate: 
  • GNU Compiler Collection (GCC) 6.2.1 
  • GNU Project Debugger (GDB) 7.12 
  • Una sere di aggiornamenti a component toolchain e performance tool 
    • binutils (2.27) 
    • elfutils (0.167) 
    • Valgrind (3.12) 
    • Dyninst (9.2.0) 
    • strace (4.12) 
    • SystemTap (3.0). 

    Le applicazioni costruite con Red Hat Software Collections possono essere portate in produzione con maggiore fiducia, perché la gran parte dei componenti e delle raccolte software sono accompagnate da un supporto di tre anni, che comprende patch di sicurezza e bug fix. Oltre che su Red Hat Enterprise Linux 6 e 7, le applicazioni costruite con Red Hat Software Collections possono anche essere implementate su Red Hat Enterprise Linux Atomic Host e Red Hat OpenShift Container Platform, dando così maggior libertà di scelta e flessibilità su tutto il portfolio applicativo.

    “Per poter ottenere i vantaggi prospettati dalle applicazioni moderne, i metodi di sviluppo dovrebbero comprendere strumenti nuovi ed avanzati, senza però mettere a rischio la stabilità dell’enterprise IT”, spiega Jim Totton, vice president and general manager, Platforms Business Unit, Red Hat. “Red Hat Software Collection è concepito per abbinare l’innovazione richiesta dal moderno sviluppo applicativo, compresa la possibilità di creare applicazioni native per il cloud, con la stabilità necessaria ai sistemi mission-critical, con tutta la forza del supporto di livello enterprise di Red Hat, e integrati con la nostra ampia offerta di prodotti.”

    Disponibilità
    Red Hat Software Collections 2.3 e Red Hat Developer Toolset 6 sono attualmente disponibili per i clienti dotati di determinate sottoscrizioni attive Red Hat Enteprise Linux, oltre che della sottoscrizione gratuita Red Hat Enterprise Linux Developer.

     

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    Linux, una vulnerabilità può far ‘diventare root’ in pochi secondi!

     

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    Red Hat lancia la prima versione open source di Ansible Galaxy

    Red Hat lancia la prima versione open source di Ansible Galaxy
    La decisione di rendere open source la nota piattaforma intende migliorare l’automazione e consentire agli utenti Ansible di impostare server Galaxy privati

    Milano, 12 ottobre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato il lancio del progetto Ansible Galaxy con la piena disponibilità del code-repository open-source della piattaforma. Ansible Galaxy rappresenta l’hub ufficiale della comunità Ansible per la condivisione degli Ansible Role. Con la trasformazione di Ansible Galaxy a piattaforma open-source, Red Hat mostra ulteriormente il suo impegno verso un’innovazione guidata dalle community e introduce il meglio nella tecnologia di automazione open source.

    Ansible è originariamente uno dei più popolari progetti di automazione open source su GitHub, e vanta una comunità attiva e molto vivace, che conta oltre 2200 collaboratori. Il numero delle aziende Fortune 100 che utilizza Ansible per automatizzare ambienti grandi e complessi di cloud privato è notevolmente cresciuto nel tempo.

    Gli Ansible Role sono directory di contenuti strutturati in modo convenzionale per consentire un riutilizzo semplice, il refactoring e la condivisione dei processi in modi altamente portabili tra team, organizzazioni e ambienti. Gli Ansible Role operano come un “linguaggio comune” di funzionalità Ansible, e possono includere variabili, handler, file, modelli, task e moduli. 

    Man mano che gli Ansible Role vengono maggiormente utilizzati dalle aziende, il progetto Ansible Galaxy è emerso come il modo migliore per organizzarli, cercarli e condividerli. Grazie al progetto Ansible Galaxy open source, le organizzazioni possono impostare un server Galaxy privato, utilizzando il client nativo di Ansible Galaxy, reindirizzato alla propria repository privata Galaxy. Inoltre, utenti e organizzazioni possono ora sottoporre nuove funzionalità e miglioramenti direttamente alla codebase di Ansible Galaxy.

    “Le community open source rappresentano il luogo dove l’innovazione prende realmente forma. La comunità Ansible è particolarmente vivace, e Red Hat conta che rendere open source il code repository di Ansible Galaxy ci consentirà di apportare avanzamenti nella tecnologia di automazione open source, ed in particolare ad Ansible Galaxy, in modi nuovi e interessanti”, spiega Tim Cramer, head of engineering di Ansible in Red Hat.

     

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    Red Hat OpenStack Platform 9 arricchisce le funzionalità di molti servizi OpenStack

    Red Hat OpenStack Platform 9 arricchisce le funzionalità di molti servizi OpenStack 
    Le avanzate funzionalità di gestione e system management introdotte nella nuova release rispondono alla richiesta dei clienti di un ambiente OpenStack affidabile e pronto per la produzione

    Milano, 2 settembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat OpenStack Platform 9, la sua piattaforma Infrastructure-as-a-Service (IaaS) aperta ed estremamente scalabile, progettata per implementare, scalare e gestire private cloud, public cloud e ambienti Network Functions Virtualization (NFV). Basata sulla release comunitaria OpenStack ‘Mitaka’, Red Hat OpenStack Platform 9 offre ai clienti una piattaforma cloud automatizzata sicura e pronta per la produzione, integrata con Red Hat Enterprise Linux 7.2, Red Hat Ceph Storage 2 e Red Hat CloudForms per il monitoraggio e la gestione di ambienti hybrid cloud.

    Red Hat OpenStack Platform si è affermata come collaudata soluzione a supporto dei private cloud di centinaia di aziende al mondo, come BBVA, Cambridge University, FICO, NASA Jet Propulsion Laboratory, Paddy Power Betfair, Santander Bank e Verizon. Vanta il supporto di un solido ecosistema di partner, che comprende Cisco, Dell, Intel, Lenovo, Rackspace ed altri ancora. Red Hat partecipa all’ingegnerizzazione e integra la sua piattaforma OpenStack con Red Hat Enterprise Linux ed il layer di virtualizzazione KVM (Kernel-based Virtual Machine) dalla sua soluzione Red Hat Virtualization. Poche settimane fa, Red Hat è stato collocato tra i “Visionaries” nel Magic Quadrant for x86 Server Virtualization di Gartner per il 2016.

    Red Hat OpenStack Platform 9 parte dalle solide basi di Red Hat Enterprise Linux per fornire le correlazioni fondamentali necessarie ad ambienti OpenStack di produzione, incentrati su funzionalità dei servizi, driver di terze parti, prestazioni di sistema e sicurezza. E’ tra le poche distribuzioni OpenStack che offrono percorsi automatizzati di aggiornamento per operazioni mission-critical. Red Hat OpenStack Platform 9 porta una serie di novità significative dalla versione iniziale di Mitaka a numerosi servizi OpenStack:
    • Aggiornamenti automatizzati con Red Hat OpenStack Platform Director – Red Hat consente agli utenti di aggiornare le loro implementazioni OpenStack grazie ai meccanismi di automazione e convalida di Red Hat OpenStack Platform Director, che si basa sul progetto comunitario TripleO (OpenStack on OpenStack). Questo strumento di upgrade in-place offre un modo semplificato di sfruttare al meglio le più recenti novità di OpenStack, evitando il downtime per gli ambienti di produzione. 
    • Miglioramenti alla live migration e possibilità di scegliere CPU da OpenStack Compute (Nova) – La componente Compute offre ora un’istanza migliorata e più veloce per il processo di live migration, che aiuta gli amministratori di sistema a osservarne i progressi, ed eventualmente mettere in pausa e riprendere il task di migrazione. La nuova funzione di scelta della CPU può modificare dinamicamente il comportamento dell’hypervisor nel caso di workload latency-sensitive come la NFV, consentendo un controllo delle performance più puntuale. 
    • Tech preview dei driver di backup su Google Cloud Storage in OpenStock Block Storage (Cinder) – Nell’ambito della costante collaborazione con Google, le nuove policy di disaster recovery presenti in Red Hat OpenStack Platform 9 ora si estendono al public cloud con l’utilizzo di driver integrati creati per Google Cloud Storage. Questa nuova feature consente backup più sicuri per dati critici sui cloud ibridi. 
    “Poichè i clienti continuano a richiedere più avanzate funzionalità di workload in aggiunta alle loro installazioni OpenStack, abbiamo aggiornato la nostra Red Hat OpenStack Platform per offrire più che una semplice base sicura e flessibile per costruire un cloud privato”, spiega Radhesh Balakrishnan, General manager OpenStack di Red Hat. “Con il rilascio di Red Hat OpenStack Platoform 9, continuiamo ad aggiungere funzionalità per rispondere alle necessità di produzione delle aziende che implementano i nostri cloud privati e dei service provider che adottano la NFV.”

    Gestione di OpenStack
    Per contribuire ad accelerare l’erogazione dei servizi e consentire modalità self-service agli amministratori di sistema che costruiscono cloud privati basati su OpenStack, Red Hat OpenStack Platform 9 si collega con Red Hat CloudFroms per creare un ambiente di implementazione del cloud automatizzato e coeso. Compresa nella sottoscrizione Red Hat OpenStack Platform, Red Hat CloudForms offre funzioni di discovery, monitoraggio e deep inspection delle risorse OpenStack, consentendo una gestione operativa e del ciclo di vita policy-based su tutte le componenti infrastrutturali OpenStack, oltre che sui workload virtuali che operano su OpenStack.

    Inoltre, la versione aggiornata di Red Hat OpenStack Platform Director può anche implementare Red Hat Ceph Storage, la soluzione integrata e leader di mercato di software-defined storage per i cloud privati basati su Red Hat OpenStack Platform. Red Hat OpenStack Platform 9 offre 64TB di spazio libero a blocchi e oggetti per le organizzazini che stanno considerando una soluzione solida di cloud storage scale-out.

     

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    Con Red Hat Virtualization 4, Red Hat lancia una nuova generazione di virtualizzazione ad alte prestazioni basata su standard aperti


    Con Red Hat Virtualization 4, Red Hat lancia una nuova generazione di virtualizzazione ad alte prestazioni basata su standard aperti 

    La piattaforma di virtualizzazione basata su KVM è stata progettata per migliorare la virtualizzazione di workload tradizionali, fornendo una base più sicura e scalabile per cloud ibrido e workload container-based 

    Milano, 29 agosto 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Virtualization 4, più recente release della sua piattaforma di virtualizzazione costruita su Kernel-based Virtual Machine (KVM). Red Hat Virtualization 4 sfida i modelli tradizionali e le complessità delle soluzioni proprietarie di virtualizzazione, offrendo una piattaforma completamente aperta, ad alte prestazioni, più sicura e gestita centralmente, per carichi di lavoro sia Windows che Linux. Combina un potente hypervisor aggiornato, una dashboard avanzata di sistema e funzionalità di networking centralizzato per soddisfare i workload in evoluzione degli utenti. Costruita su Red Hat Enterprise Linux, Red Hat Virtualization 4 è progettata per integrarsi facilmente con gli ambienti IT esistenti, fornendo una base per implementazioni di tecnologie emergenti, comprese applicazioni a container e cloud-native.

    Se la virtualizzazione resta un elemento fondamentale dell’infrastruttura dei datacenter, le necessità dei clienti attorno alla tecnologia stanno evolvendo in modo rapido. Le aziende che stanno avviando un’implementazione virtuale possono essere alla ricerca di una piattaforma agile e completa che abbini efficienza e standard aperti di interoperabilità, mentre le realtà che hanno già installato tecnologie di virtualizzazione potrebbero essere più attente ai loro investimenti, a causa di costi, limitazioni delle performance o problemi di incompatibilità. Red Hat Virtualization 4 è pensato per rispondere a questi scenari emergenti con una piattaforma basata sui standard aperti, che offre una soluzione flessibile e potente per le nuove installazioni, e aiuta chi già utilizza la virtualizzazione a migrare verso una soluzione aperta ed estensibile.

    Red Hat Virtualization 4 comprende sia un hypervisor ad alte prestazioni (Red Hat Virtualization Host) che un virtualization resource manager web-based (Red Hat Virtualization Manager) per la gestione dell’infrastruttura virtuale di un’organizzazione. Nello specifico, Red Hat Virtualization 4 introduce funzionalità nuove o migliorate in tema di:
    • Prestazioni ed estensibilità 
    • Management e automazione 
    • Supporto a OpenStack e container Linux 
    • Sicurezza e affidabilità 
    • Networking centralizzato tramite una API esterna, indipendente 

    Prestazioni ed estensibilità
    Red Hat Virtualization 4 introduce un nuovo hypervisor potente e più leggero, ingegnerizzato congiuntamente a Red Hat Enterprise Linux 7.2. Il nuovo hypervisor aiuta a migliorare l’installazione di pacchetti di sistema e aggiornamenti dei driver, a semplificare l’implementazione di tecnologie moderne, e fornire miglior supporto hardware per l’integrazione della gestione delle configurazioni. Inoltre, Red Hat Virtualization può essere installato tramite Anaconda, installer comune sia a Red Hat Enterprise Linux che all’hypervisor di Red Hat Virtualization.

    La nuova piattaforma offre anche supporto ad avanzate funzionalità di rete, che contribuiscono a semplificare il, processo di aggiunta e supporto di network provider indipendenti tramite una nuova API aperta. Questa funzionalità permette la centralizzazione e semplificazione dei sistemi di network management, consentendo a Red Hat Virtualization Manager di comunicare con sistemi esterni per definire le caratteristiche di networking che possono essere applicate alle interfacce di rete di una macchina virtuale.

    Management e automazione
    Per migliorare la gestione complessiva della virtualizzazione, Red Hat Virtualization 4 offre una dashboard avanzata di sistema, che consente una visuale completa dell’infrastruttura e delle risorse virtuali. Questo permette agli amministratori di diagnosticare e risolvere in modo efficace i problemi, prima che abbiano impatto sulle operazioni. La funzionalità ulteriore di automazione comprende: 
    • Un uploader delle immagini storage, che offre un’interfaccia browser-based per caricare i file KVM Virtual Machine esistenti direttamente o tramite un URL remoto, collocando l’immagine nel dominio storage senza necessità di strumenti di terze parti. 
    • Policy avanzate di live migration per consentire agli utenti di perfezionare caratteristiche di migrazione granulare, fino a livello di cluster o di VM individuale, consentendo così operazioni e prestazioni generali più veloci. 
    Supporto a OpenStack e container Linux
    Se la virtualizzazione è ormai una tecnologia matura, Red Hat Virtualization 4 offre funzioni fondamentali di supporto per workload basati su container Linux, oltre a implementazioni di cloud privato e ibrido OpenStack. Per i container, Red Hat Virtualization 4 supporta Red Hat Enterprise Linux Atomic Host come sistema guest configurabile e consente esecuzione e reporting di agenti guest come container sulla VM di Atomic Host.

    Red Hat Virtualization 4 offre anche supporto nativo a Red Hat OpenStack Platform Neutron. Questo consente alle organizzazioni di migliorare l’erogazione di servizi condivisi e minimizzare il footprint operativo implementando servizi in modo più coeso su workload tradizionali e cloud-enabled.

    Un ambiente di virtualizzazione più sicuro
    Le nuove caratteristiche introdotte in Red Hat Virtualization 4 completano gli asset di sicurezza che derivano direttamente da Red Hat Enterprise Linux. Red Hat Virtualization 4 include e supporta sVirt, che applica policy di Mandatory Access Control (MAC) per una maggiore sicurezza della VM e dell’hypervisor. Questo aiuta a migliorare la sicurezza complessiva e a rendere l’ambiente fisico e virtuale più solido rispetto a vulnerabilità che potrebbero essere usare come vettore di attacco contro l’host o altre VM.

    Red Hat Virtualization si integra anche con Red Hat Satellite, soluzione di systems management di Red Hat. Red Hat Virtualization standardizza il provisioning dell’infrastruttura e delle macchine virtuali guest, attraverso le installazioni esistenti di Red Hat Satellite 6. Offre anche visibilità sui dettagli di errore dell’host e della macchina virtuale, per garantire la conformità delle patch per tutto l’ambiente fisico e virtuale.

    “I nostri clienti continuano a fare affidamento sulla virtualizzazione come parte fondamentale delle loro attività di modernizzazione del datacenter, utilizzandola anche per passare meglio a nuovi workload cloud-native e container-based”, spiega Gunnar Hellekson, director product management, Linux and Virtualization, Red Hat. “Red Hat Virtualization offre il valore economico, le prestazioni e l’agilità richiesta sia dalle iniziative infrastrutturali tradizionali che da quelle innovative.”

    “Se la virtualizzazione resta un elemento fondamentale di base per il datacenter moderno, le necessità dei clienti stanno rapidamente cambiando, andando oltre la semplice virtualizzazione di carichi di lavoro tradizionali”, aggiunge Gary Chen, research manager, Software Defined Compute, IDC. “Le moderne piattaforme di virtualizzazione devono considerare questi scenari standard, al tempo stesso preparando il terreno all’emergere di cloud computing e container virtuali, aspetti che Red Hat Virtualization permette di affrontare in modo aperto ed estensibile.”

    Disponibilità
    Red Hat Virtualization 6 è disponibile in modalità standalone, come offerta integrata con Red Hat Enterprise Linux, e come parte delle suite Red Hat Cloud per una soluzione ancor più completa. I clienti esistenti possono aggiornare a Red Hat Virtualization 6 attraverso il Red Hat Customer Portal,

     

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    Nuove feature di Red Hat Satellite 6.2 aiutano gli utenti a incrementare l’efficienza in ambienti on-premise, cloud e container-based


    Nuove feature di Red Hat Satellite 6.2 aiutano gli utenti a incrementare l’efficienza in ambienti on-premise, cloud e container-based
    Le nuove funzionalità aggiungono una gestione del ciclo di vita dei sistemi per reti non connesse e migliorano i workflow attraverso esecuzione remota e provisioning flessibile

    Milano, 29 luglio 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Satellite 6.2, il suo tool di gestione del ciclo di vita dei sistemi in ambienti fisici, virtuali e cloud pubblici e privati. Red Hat Satellite 6.2 introduce l’opzione di esecuzione remota ed estende le funzionalità di gestione dei container e sicurezza. 

    Red Hat Satellite 6.2 offre una serie di nuove funzioni, tra cui: 
    • Container host provisioning, a supporto e gestione del leggero sistema operativo per container di Red Hat, Red Hat Enterprise Linux Atomic Host. Red Hat Satellite supporta le aziende che intendono migrare a un’architettura container, consentendo loro di operare Red Hat Enterprise Atomic Host come risorsa computazionale ed installare direttamente container su Red Hat Enterprise Atomic Host. Inoltre, Red Hat Satellite ora supporta i registri ed il formato della Open Container Initiative. 
    • Esecuzione remota, che permette agli utenti di intraprendere azioni diverse su un gruppo di sistemi in fase di automazione dei workflow. Grazie a queste nuove funzionalità, gli utenti possono fare il reboot del sistema dopo l’installazione di una patch, o effettuare aggiornamenti continui su centinaia di sistemi con la stessa semplicità e coerenza tipica di un singolo sistema. Nuove dashboard e funzioni di schedulazione migliorano l’interazione coi sistemi sotto la gestione di Red Hat Satellite, portando migliore efficienza ai processi di provisioning e discovery. 
    • Supporto di ambienti non connessi. Red Hat Satellite 6.2 offre la possibilità di sincronizzare ed esportare contenuti da un server Red Hat Satellite all’altro, una nuova funzionalità pensata per i workload che possono necessitare che le soluzioni di systems management funzionino non collegate a Internet per motivi di sicurezza. 
    • Capsule management estesa. Red Hat Satellite Capsule Server, che eroga servizi federati particolarmente utili in fase di scaling, può ora fornire informazioni più dettagliate sullo stato di salute della capsula, tra cui lo status del service run dalla console centrale di Red Hat Satellite. Questo permette agli amministratori di creare capsule differenti in diverse location geografiche, nelle quali possono essere collocati i datacenter. 
    • Provisioning più flessibile grazie a miglioramenti della discovery in Red Hat Satellite, aiutano a semplificare il processo di creazione dei sistemi e permettono agli utenti finali di effettuare un provisioning più efficiente dei sistemi in ambienti sicuri, dove DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) e PXE (Preboot Execution Environment) potrebbero non essere disponibili. 
    • Migliori servizi di migrazione grazie alla possibilità di importare gli host esistenti che operano su ogni versione di Red Hat Satellite 5 o 6 grazie ai nuovi script e funzionalità di automazione. Questo script di bootstrap automatizza il processo di registrazione dei sistemi su Satellite, riducendo i passaggi necessari per aggiungere a Red Hat Satellite sistemi esistenti. 

    “Con necessità di business che evolvono in continuazione e un cambiamento tecnologico sempre più veloce, le organizzazioni sono chiamate a gestire in modo efficiente e ancora più sicuro sia le loro infrastrutture tradizionali che quelle cloud-based”, spiega Joe Fitzgerald, vice president Management di Red Hat. “Red Hat Satellite 6.2 le aiuta a raggiungere questi obiettivi con una maggiore scalabilità, il supporto ad ambienti non connessi e la possibilità per gli amministratori di sistema di gestire più facilmente ambienti fisici, virtuali, hybrid cloud e container.” 

    Disponibilità 
    Red Hat Satellite 6.2 è attualmente disponibile per tutti i clienti di Red Hat Satellite dotati di una valida sottoscrizione.

     

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    Snap e Flatpak: analogie e differenze tra i nuovi pacchetti per Linux

     

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    Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)


    Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)

    La più recente release della piattaforma di cloud management Red Hat semplifica l’automazione e la fornitura di servizi con l’integrazione Ansible


    Milano, 30 giugno 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), il principale fornitore di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4.1, la più recente versione della nota soluzione aperta di hybrid cloud management. Grazie a Google Cloud Platform, Red Hat CloudForms 4.1 oggi offre maggiori scelta e flessibilità per i clienti che desiderano avvalersi di workload hybrid cloud su Google Cloud Platform, Microsoft Azure o Amazon Web Services. In aggiunta, Red Hat CloudForms 4.1 estende la gamma di funzionalità di management con il software-defined networking (SDN), offrendo un’esperienza di gestione unificata per data center software-defined. Infine, CloudForms 4.1 semplifica l’automazione di processi IT complessi tramite l’integrazione con Ansible Tower, e offre ai clienti un modello di sottoscrizione cloud-friendly più semplice. 

    CloudForms è un’avanzata piattaforma di management open source per ambienti fisici, virtuali e cloud che supporta virtual machine e container. CloudForms abilita le organizzazioni IT a offrire servizi componibili tramite un portale self-service, gestendo l’intero ciclo di vita dal provisioning al retirement. Facilita inoltre il risk management definendo avanzate policy di conformità che possono essere applicate in ambienti greenfield o esistenti, e consente agli operatori di ottimizzare i costi tramite capacity planning, reporting e gestione finanziaria. 

    “I clienti ci chiedono un modo per portare avanti rapidamente le loro strategie hybrid cloud e fanno presente l’esigenza di un’unica vista di gestione per gli ambienti fisici, virtuali e cloud. CloudForms offre tutto questo e riteniamo che CloudForms 4.1 rappresenti la soluzione hybrid cloud management più completa del mercato”, afferma Joe Fitzgerald, vice president, Management, Red Hat. “CloudForms oggi non solo supporta i public cloud più estesi del mondo, ma si integra con Ansible per semplificare in modo significativo l’automazione”. 

    “CloudForms sta guadagnando terreno sul mercato e, oggi che l’SDN è pienamente supportato, la crescita continuerà. Integrando la tecnologia SDN Nuage Networks con il sistema di gestione Red Hat CloudForms, i clienti potranno gestire e automatizzare i workload in ambienti hybrid cloud pur mantenendo policy di rete unificate sull’intera gamma di applicazioni e asset”, aggiunge Sunil Khandekar, Fondatore e Chief Executive Officer, Nuage Networks di Nokia. 

    “Il mercato delle soluzioni hybrid cloud management è maturo e in crescita perché un maggior numero di sviluppatori e professionisti I&O lo considerano un modo per soddisfare le esigenze di un crescente portafoglio multi-cloud. Queste soluzioni aiutano gli sviluppatori a realizzare cloud app in modo più rapido e semplice, offrendo al tempo stesso la governance e il controllo necessari per applicare policy di utilizzo e costo”, The Forrester Wave™: Hybrid Cloud Management Solutions, Q1 2016, Dave Bartoletti 

    Red Hat CloudForms 4.1 introduce numerose nuove funzionalità tra cui: 

    Supporto di Google Cloud Platform
    Sviluppata in stretta collaborazione con Google nella comunità open source ManageIQ, i clienti possono utilizzare Red Hat CloudForms per gestire ambienti Google Cloud Platform. Il supporto comprende la gestione completa di virtual machine, l’applicazione delle policy, il chargeback e il lifecycle management. 

    Supporto del software-defined networking
    A mano a mano che le organizzazioni adottano Red Hat CloudForms per gestire i loro workload nel cloud, la piattaforma di management deve estendersi al di là dell’elaborazione e arrivare a networking e storage. A tal fine, CloudForms 4.1 offre il network management per OpenStack Networking (Neutron), Amazon Web Services, Google Cloud Platform, e Microsoft Azure. Sviluppato in collaborazione con Nuage Networks, le funzionalità SDN di CloudForms abilitano gli utenti a scoprire e gestire elementi di rete visualizzando la loro relazione con altre parti dell’infrastruttura. 

    Integrazione con Ansible Tower di Red Hat
    L’integrazione con Ansible Tower semplifica per i clienti CloudForms il provisioning di applicazioni e servizi complessi tramite il codice di automazione personalizzato. CloudForms 4.1 può accedere ad Ansible Tower per gestire job di automazione Ansible, abilitando i clienti CloudForms ad utilizzare il noto linguaggio Ansible. Inoltre, questa integrazione semplifica la composizione di servizi complessi combinando il supporto del catalogo di servizi CloudForms nativo con i playbook Ansible. 

    Nuove sottoscrizioni cloud-friendly
    Nuove sottoscrizioni flessibili sono da oggi disponibili per tutti i clienti Red Hat CloudForms permettendo loro di applicare una sottoscrizione ai server fisici o ai workload cloud. La sottoscrizione può essere usata in entrambi gli ambiti e spostata senza limiti all’interno del periodo di sottoscrizione. I clienti possono utilizzare anche una media di istanze cloud in gestione per determinare il numero di sottoscrizioni CloudForms necessarie per i loro workload public cloud, aiutandoli a evitare acquisiti in fase di picco della domanda, mentre i nuovi report integrati favoriscono la comprensione dell’utilizzo medio e reale nel tempo. 

    Altri miglioramenti a Red Hat CloudForms 4.1 includono: 
    • Supporto Microsoft Azure esteso compresa una più ampia gamma di funzionalità tra cui il supporto di cloud image Microsoft Azure, eventi, metriche, provisioning da immagini private, e gestione dell’intero ciclo di vita. CloudForms 4.1 offre inoltre l’agentless introspection di Microsoft SmartState Analysis, introducendo SSA al Cloud che abilita gli ambienti on-premise a inviare rapidamente contenuti a un indice di ricerca; 
    • Modello di charge-back aggiornato che comprende valute e tassi personalizzabili; 
    • Nuove funzionalità per Red Hat OpenShift Container Platform, SmartState Analysis, heatmap che mostrano l’utilizzo operativo, supporto di volumi di dati persistenti e 
    • Una migliore interfaccia self-service, l’aggiunta di un’interfaccia shopping cart e di una console remota. 

    Disponibilità
    Red Hat CloudForms 4.1 è già disponibile per i clienti dotati di sottoscrizione.