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Red Hat promuove l’automazione enterprise e delle reti con nuove offerte Ansible


Red Hat promuove l’automazione enterprise e delle reti con nuove offerte Ansible
Il lancio di Ansible Engine, una network automation più avanzata e la nuova versione di Red Hat Ansible Tower accelerano il passaggio a un’automazione realmente enterprise

Milano, 8 settembre 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha presentato alcune innovazioni destinate a promuovere l’automazione IT, che si sta rivelando di importanza sempre più strategica per le aziende.

Ansible è una rivoluzionaria tecnologia di automazione open source per la gestione di ambienti IT di ampia scala. Pensata per essere semplice da adottare, usare e comprendere, Ansible è diventata la tecnologia open source di automazione IT più diffusa al mondo, con quasi 3.000 contributori unici, oltre 32.000 contributi al progetto upstream open source Ansible, e una base di utenti che copre tutti i settori e le aree geografiche. Red Hat ha acquisito l’azienda promotrice di Ansible nel 2015, con l’obiettivo di aiutare i clienti a ridurre i costi e le complessità legate all’implementazione e alla gestione di applicazioni, sia cloud-native che tradizionali, in ambienti hybrid cloud. Con Ansible, le organizzazioni possono creare davvero una automated enterprise, oggi.

L’adozione di tecnologie di automazione per l’intera organizzazione può portare un potenziale significativo all’azienda. In una ricerca condotta lo scorso luglio, tre intervistati su quattro hanno evidenziato il valore dell’automazione rispetto a tutti i principali aspetti dell’IT: “la grande maggioranza degli interpellati considera l’automazione ‘di valore’ o ‘di grande valore’ per l’intero ciclo operativo, dal provisioning iniziale attraverso supporto e gestione quotidiana, fino a un change management costante.”1

Nel corso della AnsibleFest di San Francisco, Red Hat ha presentato una serie di innovazioni legate ad Ansible e mirate ad aiutare i clienti enterprise a sperimentare l’impatto positivo dell’automazione estesa in azienda: dalle IT operations allo sviluppo fino all’amministrazione della rete, con tutto quello che si trova in mezzo:
  • Red Hat Ansible Engine, una nuova offerta pensata per estendere al noto progetto comunitario di automazione Andible il support globale di livello enterprise per cui Red Hat è conosciuta nel mondo; 
  • Ansible Engine Engine Networking Add-on, con pieno supporto per selezionate piattaforme di networking. 
  • Red Hat Ansible Tower 3.2, versione più recente della piattaforma di automation management Ansible.
Con le organizzazioni chiamate a innovare più spesso e con maggiore frequenza, le infrastrutture IT devono essere in grado di adattarsi alle tecnologie più recenti, continuando a supportare sistemi legacy critici. Questo può portare a sistemi complessi e differenziati, che sono difficili da gestire senza automazione. Con Red Hat Ansible Engine e Red Hat Ansible Tower, le aziende hanno la possibilità di raggruppare le diverse tecnologie esistenti in processi semplici, ripetibili e automatici. Questo può contribuire ad estendere l’accesso e a gestire completamente l’adozione e l’implementazione di automazione business-critical per l’intera organizzazione. Questa adozione estesa può essere di maggiore importanza per le organizzazioni IT che intendono implementare DevOps, oltre che per gli innovatori IT che usano l’automazione per raggiungere la leadership digitale.

“Ovunque nel mondo, abbiamo riscontrato un forte interesse su Ansible. I clienti enterprise sono interessati a tecnologie di automazione più stabili ed affidabili, per poter adottare queste potenti opzioni in tutta la loro impresa”, spiega Joe Fitzgerald, vice president Management di Red Hat. “Inoltre, con l’impatto sempre più diretto dell’automazione su ambienti ed applicazioni di business mission-critical, la richiesta di maggiore sicurezza, supporto e stabilità diventa ancora più importante. Estendendo la nostra offerta con Red Hat Ansible Engine e Ansible Engine for Network Automation, puntiamo a rispondere a questa necessità per aiutare le aziende ad adottare queste tecnologie con maggiore fiducia.”

Red Hat Ansible Engine
Utilizzando l’automazione di Ansible, team di sviluppo e IT operations possono implementare servizi, applicazioni e ambienti IT in modo più semplice e veloce, rimuovendo di fatto le barriere tra i team con l’automazione delle attività di routine. Con Ansible Engine, Red Hat introduce una nuova offerta che per la prima volta porta supporto alla tecnologia di automazione open source Ansible. Se la community upstream di Ansible è nota per il ritmo delle sue innovazioni, molte aziende richiedono un approccio più sicuro, stabile ed affidabile. Con Ansible Engine, le organizzazioni possono accedere agli strumenti e alle innovazioni disponibili dalla tecnologia Ansible sottostante, in modo più sicuro all’altezza dei requisiti enterprise. Tra le caratteristiche di Ansible Engine:
  • Un set affidabile e di livello enterprise di funzionalità, moduli e automazione Ansible 
  • Supporto – in orario lavorativo o 24x7 – fornito dalla nota e apprezzata organizzazione globale di Red Hat 
  • Tutti i vantaggi di una sottoscrizione Red Hat, comprese Open Source Assurance, risposta ai Service Level Agreements (SLA), aggiornamenti regolari di prodotto, sicurezza e manutenzione, ad altro ancora.
Red Hat Ansible Engine è anche disponibile con Networking Add-on, per affrontare con successo un elemento critico delle moderne infrastrutture. Grazie alla automazione del networking, le organizzazioni IT possono ora utilizzare moduli Ansible pienamente supportati, sviluppati e manutenuti in-house per molti noti dispositivi di networking. Questa offerta comprende un supporto completo di engineering per i seguenti moduli specifici Ansible per il networking:
  • Arista (EOS) 
  • Cisco (IOS, IOS-XE, IOS-XR, NX-OS) 
  • Juniper (Junos OS) 
  • Open Switch 
  • VyOS 

Red Hat Ansible Tower 3.2
Man mano che le organizzazioni adottano la tecnologia di automazione Ansible, aumentano anche le necessità di governare, gestire e scalare in modo efficiente l’automazione IT. Ansible Tower aiuta i team IT a gestire in modo efficace sistemi automatizzati e ad ottimizzare implementazioni multi-tier aggiungendo parallelamente funzionalità di controllo, sicurezza e delega.

Red Hat Ansible Tower 3.2 offre una serie di funzioni, nuove e migliorate, che portano maggior valore ai team IT, compresa la capacità di:
  • Gestire in modo più globale
    • Inventory support aggiornato, consente agli utenti di creare viste personalizzate per la gestione di macchine sulla base dei loro attributi, su cloud pubblici, privati e ibridi. 
    • Gruppi di istanze su Tower attribuiscono capacità per organizzazioni e inventory specifiche 
    • Nodi isolati su Tower permettono un’esecuzione locale dei compiti in location remote 
  • Automatizzare in modo più flessibile 
    • Inventory support SCM permette ai team di gestire completamente automazione e infrastruttura come codice 
    • Credenziali pluggable consentono agli utenti di definire le proprie tipologie di credenziali, permettendo l’integrazione con lo storage di terze parti che gestisce le credenziali
Gli attuali clienti di Ansible Tower possono aggiungere in ogni momento una sottoscrizione Ansible Engine a quella già attiva, per accedere al supporto per l’automazione Ansible che sta alla base di Ansible Tower.

Red Hat Ansible Tower 3.2 è anche la prima versione basata su AWX, un nuovo progetto comunitario open source promosso da Red Hat che permette agli utenti di interagire direttamente tra loro e di aggiungere opzioni e funzionalità per promuovere l’innovazione in Ansible Tower.

Disponibilità
Red Hat Ansible Tower 3.2 sarà disponibile nel corso di questo mese tramite Ansible.com e il Red Hat Customer Portal. Ansible Engine e Ansible Engine for Network Automation saranno resi disponibili all’inizio di ottobre, come prodotto stand-alone o come parte della sottoscrizione a Red Hat Ansible Tower.


1The Impact of Automation on IT Operations,” Freeform Dynamics, July 2017

 

 

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Red Hat promuove la portabilità delle applicazioni nel cloud ibrido con .NET Core 2.0


Red Hat promuove la portabilità delle applicazioni nel cloud ibrido con .NET Core 2.0

La più recente versione della piattaforma open source .NET Core porta maggiore semplicità allo sviluppo e all’implementazione di applicazioni cloud-native sulle tecnologie open hybrid cloud di Red Hat


Milano, 25 agosto 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato che supporterà .NET Core 2.0, più recente versione del progetto open source .NET Core, sulla propria gamma di tecnologie open. Piattaforma leggera e modulare per la creazione di microservizi e applicazioni web, .NET Core 2.0 offre nuove significative opzioni di sviluppo, che consentono agli sviluppatori di creare applicazioni .NET su più piattaforme, e implementarle su Red Hat Enterprise Linux, Red Hat OpenShift Container Platform ed altre ancora.


Aggiunta significativa al Red Hat Developer Program, la più recente versione di .NET Core supporta lo standard .NET 2.0, offrendo livelli superiori di portabilità e compatibilità di piattaforma su tutti i workload e runtime .NET. Aiuta anche a ottimizzare il packaging delle applicazioni con un accesso più semplice a ASP.NET 2.0 e EF Core 2.0, pensato per semplificare ulteriormente il processo di build applicativa in un ambiente completamente open source. Inoltre, se combinata con Red Hat Enterprise Linux e/o Red Hat OpenShift Container Platform, la release 2.0 supporta C#, F# e Visual Basic, per la creazione di applicazioni moderne e containerizzate.

“.NET è una delle piattaforme di sviluppo più utilizzate sul mercato e Red Hat, contributor importante alla community .NET Core, sta collaborando all’ulteriore estensione della portata e delle funzionalità di questa tecnologia”, commenta Harry Mower, Senior Director Developer Programs di Red Hat. “Con il supporto di .NET su Red Hat Enterprise Linux, siamo in grado di fornire una delle soluzioni di sviluppo più ampie, supportate e completamente open del mercato, e di offrire alle organizzazioni massima fiducia di poter operare workload .NET su sistemi di produzione non-Windows, grazie al supporto e all’esperienza di Red Hat.” 

Red Hat è l’unico fornitore commerciale Linux ad offrire un supporto completo e di livello enterprise a .NET Core sulla propria offerta completa. Gli sviluppatori saranno in grado di utilizzare .NET Core 2.0 per sviluppare e implementare applicazioni supportare su: 
  • Red Hat Enterprise Linux 
  • Red Hat Enterprise Linux Atomic Host 
  • Red Hat OpenShift Container Platform 
  • Red Hat OpenShift Online 
  • Red Hat OpenShift Dedicated 
  • Red Hat OpenStack Platform 
.NET Core 2.0 sarà presto disponibile su diversi prodotti Red Hat tramite yum install o sotto forma di immagini di container Linux

 

 

 

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Red Hat offre automazione analytics-driven nella più recente versione di Insights grazie all’integrazione di Ansible


Red Hat offre automazione analytics-driven nella più recente versione di Insights grazie all’integrazione di Ansible


Con l’automazione Ansible, Red Hat abilita una risoluzione più rapida e automatizzata dei rischi per la sicurezza 


Milano, 4 maggio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la più recente versione di Red Hat Insights, portando la potenza dell’automazione Ansible sulla sua piattaforma di intelligence. Allineata con la vision di Red Hat di semplificare drasticamente la gestione IT grazie alle potenti capacità di automation di Ansible, Red Hat Insights offre agli utenti la possibilità di automatizzare la risoluzione di eventi critici tramite Ansible Playbook. Oggi qualunque impresa sarà in grado di creare infrastrutture self-optimizing con Red Hat Insights, traendo vantaggio da notevoli risparmi in termini di lavoro manuali e spese associate. 

Red Hat Insights è un’offerta SaaS che fornisce analisi approfondite continue dell’infrastruttura Red Hat aziendale per identificare in modo proattivo minacce in termini di sicurezza, prestazioni e stabilità in ambienti fisici, virtuali e cloud, così come in implementazioni container. Basata su analisi predittive, Red Hat Insights apprende e diventa ‘più intelligente’ con ogni nuova informazione e dato. E’ in grado di identificare automaticamente insight interessanti, suggerire comportamenti e anche automatizzare attività. Con questa soluzione i clienti possono beneficiare dall’esperienza e dalla conoscenza tecnica dei Red Hat Certified Engineer, facilitando l’identificazione, la prioritizzazione e la risoluzione di problemi prima che impattino le attività di business. 

“Gli ambienti IT moderni impiegano un complesso e dinamico mix di servizi e tecnologie, rendendo l’identificazione e risoluzione continua di problemi di sicurezza e stabilità fondamentali per le attività mission-critical”, commenta Joe Fitzgerlad, vice president Management in Red Hat. “Fatta manualmente questa operazione può essere costosa, impegnativa e soggetta a errore, ed è per questo che abbiamo aggiunto le funzionalità di automazione di Ansible Playbook alla più recente versione di Red Hat Insights. Tramite la deduzione proattiva e la risoluzione automatica le imprese possono meglio gestire sicurezza e stabilità della loro infrastruttura Red Hat, evitando il downtime e permettendo ai team IT di focalizzarsi sugli obiettivi di business”. 

La più recente release di Red Hat Insights comprende: 
  • Risoluzione automatica che riduce il tempo medio di ripristino dei rischi alla sicurezza. Dotata della creazione di Ansible Paybook, la console di Red Hat Insights può tradurre intelligence predittiva in azioni, permettendo agli utenti di rimediare automaticamente gli insight eliminando in modo rapido ed economico i rischi. 
  • Integrazione di Ansible Tower di Red Hat permette agli Ansible Playbook generati dinamicamente di essere implementati rapidamente in modo sicuro e altamente scalabile. Questo facilita la risoluzione e consente di estendere gli Insight ad ambiti di automazione e self-service. 
  • Playbook di configurazione basato su Ansible pensato per semplificare le implementazioni di tutte le dimensioni del client Red Hat Insights per ridurre il tempo di installazione e assicurare scalabilità a mano a mano che l’infrastruttura cresce. 
  • Report più estesi che mostrano trend storici oltre a uno snapshot della salute dell’infrastruttura affinché le imprese possano più facilmente valutare i rischi e quali trend possono impattare il loro IT. 
  • Valutazioni predittive dei rischi mostrare in base alle regole, e poi combinate al fine di produrre una valutazione globale complessiva, aiutando le aziende a focalizzarsi sui problemi che possono ridurre il rischio. 
  • Migliore interfaccia utente che comprende nuovi filtri basati su tipologia di problema. 
  • Categorizzazione degli argomenti pensata per migliorare l’identificazione e la risoluzione dei problemi. Le informazioni possono essere visualizzate per tipologia, ad esempio SAP o Oracle, oltre a il livello di rischio. 
Come offerta SaaS, Red Hat Insights viene aggiornata ed amplia la sua knowledge base in tempo reale per riflettere nuove sfide IT che possono impattare la stabilità di sistemi mission-critical.

Disponibilità
Red Hat Insights è già disponibile via Red Hat Customer Portal, Red Hat Satellite, Red Hat CloudForms, Ansible Tower e tramite la Red Hat Insights API pubblica.

 

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La più recente versione di Red Hat Virtualization permette di trasformare l’IT in modo più semplice ed efficace


La più recente versione di Red Hat Virtualization permette di trasformare l’IT in modo più semplice ed efficace
Una maggiore integrazione all’interno del portfolio e miglioramenti a livello di automazione alla piattaforma di virtualizzazione basata su KVM offrono alle aziende una base solida e aperta per una modernizzazione dell’IT senza rischi di lock-in

Milano, 20 aprile 2017
– Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat Virtualization 4.1, più recente release della piattaforma di virtualizzazione enterprise dell’azienda, basata su Kernel-based Virtual Machine (KVM). Fornendo una soluzione infrastrutturale e di gestione centralizzata open source per workstation e server virtuali, e costruita sulla solida backbone enterprise di Red Hat Enterprise Linux, Red Hat Virtualization 4.1 offre funzioni avanzate di automazione grazie all'integrazione con Ansible di Red Hat, mentre nuove funzionalità di networking e storage rappresentano una base sicura e flessibile per l’innovazione IT.

Red Hat Virtualization consente ai clienti di virtualizzare applicazioni tradizionali, che possono ridurre le spese IT grazie al consolidamento dell’infrastruttura, e contribuisce a integrare i workload esistenti con nuove tecnologie, come ad esempio cloud privati e workload container-based. Questo significa che le aziende possono ottimizzare la loro attuale infrastruttura ed al tempo stesso affrontare in modo migliore le future necessità IT, il tutto senza i costi, la complessità ed i rischi di lock-in delle soluzioni proprietarie di virtualizzazione.

Un’innovazione fondamentale in Red Hat Virtualization 4.1 è la maggiore integrazione con l’ampio portfolio Red Hat di tecnologie open hybrid cloud. Questo significa un supporto più esteso a Red Hat CloudForms e Ansible , con la possibilità di un’unica interfaccia di gestione per un’infrastruttura datacenter eterogenea e l’automazione di task amministrativi e operativi role-based. La più stretta integrazione con Red Hat OpenStack Platform aiuta a ridurre ulteriormente il gap tra workload tradizionali e cloud-enabled, ed il costante legame con Red Hat Enterprise Linux 7.3 offre maggiore supporto a workload basati di Windows e consente un hot CPU unplug.

“Una grande quantità di innovazioni IT enterprise nascono da una base tecnologica virtuale, cosa che rende le tecnologie aperte come Red Hat Virtualization davvero fondamentali nel momento in cui le aziende cercando di risparmiare ma al tempo stesso di continuare a soddisfare le richieste da parte di clienti e utenti finali”, spiega Gunnar Hellekson, director, product management Red Hat Enterprise Linux e Red Hat Virtualization di Red Hat. “Red Hat Virtualization 4.1 permette tutto ciò collegando tra loro una grande varietà di tecnologie, dai container Linux al cloud ibrido basato su OpenStack, in uno stack unificato, creando di fatto uno strumento fondamentale per la trasformazione digitale.”

Tra le altre innovazioni e nuove funzionalità presenti nella più recente versione della piattaforma vi sono:
  • Migliore automazione con Ansible, cosa che rende possibile agli utenti finali automatizzare la piattaforma Red Hat Virtualization utilizzando diversi moduli di Ansible 2.3 che permettono di migliorare macchine virtuali, storage, network ed altro.
  • Livelli più elevati di disponibilità senza necessità di power management che permettono di riavviare le macchine virtuali anche quando il power management è disabilitato o non disponibile, caratteristica particolarmente utile in caso di cluster multi-sito. 
  • Prestazioni e scalabilità storage superiori, con lo Storage Pool Manager (SPM) ora in grado di delegare le operazioni storage ad altri host di datacenter, permettendo così di condurre comuni attività storage in parallelo per ottenere un throughput superiore. Inoltre, avanzate prestazioni single storage e una gestione migliorata dello storage a blocchi aiutano gli amministratori a rimuovere le snapshot più velocemente quando una macchina virtuale non è in uso, e a recuperare spazio storage dalla macchina virtuale, rispettivamente.
  • Open Virtual Network (OVN) per Open vSwitch, disponibile in Tech Preview, consente funzionalità software-defined networking (SDN) per implementazioni enterprise. OVN offre la capacità di isolare la gestione di overlay networking e subnet all’interno di Red Hat Virtualization 4.1, per una migliore implementazione del datacente, ed espone una API compatibile con OpenStack Networking (Neutron) per l’utilizzo insieme a un’automazione Neutron esistente.

Disponibilità
Red Hat Virtualization 4.1 è già disponibile tramite il Red Hat Customer Portal.

 

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Red Hat Gluster Storage 3.2 è ancora più interessante per sviluppatori e amministratori che gestiscono workload moderni


Red Hat Gluster Storage 3.2 è ancora più interessante per sviluppatori e amministratori che gestiscono workload moderni

La release comprende funzionalità progettate per migliorare scalabilità di operation metadata-intensive, minori costi di infrastruttura e maggiore integrazione con la piattaforma Red Hat OpenShift Container

Milano, 24 marzo 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat Gluster Storage 3.2. La più recente versione della soluzione storage software-defined di Red Hat include diversi avanzamenti e nuove funzionalità mirate a potenziare le prestazioni di file di piccole dimensioni, fornire integrità dei dati a un costo contenuto e migliorare l’integrazione con Red Hat OpenShift Container Platform.

Red Hat Gluster Storage 3.2 indirizza il problema legato alla scalabilità di operazioni metadata-intensive _ soprattutto con file di dimensioni inferiori a pochi megabyte – se si utilizza network attached storage (NAS). Questi miglioramenti potenziano lo storage di registrazioni Red Hat OpenShift Container Platform. Queste ultime – cuore della piattaforma container – sono fondamentali per le applicazioni residenti e necessitano di storage duraturo estremamente elastico. Inoltre, più rapide attività metadata-intensive possono migliorare l’operatività fino a 8 volte secondo dati Red Hat, incrementando la responsività del sistema storage in termini di scalabilità e l’esperienza utente nel suo complesso.

Red Hat Gluster Storage 3.2 introduce nuove funzionalità:

Maggiore integrazione con la piattaforma Red Hat OpenShift Container,
aggiungendo il supporto nativo per avanzati servizi storage quali geo-replica e cifratura in-flight per applicazioni implementate nei container. Questi miglioramenti, integrati nella nuova immagine docker container disponibile con l’ultima release del prodotto, consente di triplicare i volumi persistenti (PV) per cluster secondo test di quality engineering svolti da Red Hat.

Minore footprint hardware tramite arbiter volume che possono ridurre i costi infrastrutturali, pur mantenendo lo stesso livello di integrità dei dati. Questi volumi sono in grado di risolvere conflitti in caso di disallineamento di dati tra due nodi senza richiederne una terza copia. I clienti che utilizzano i NAS per attività tradizionali come backup/ripristino possono ottenere l’integrità di dati offerta da una replica a tre vie senza incorrere nei costi hardware, di spazio datacenter ed energia associati. Questa proposta può essere particolarmente vantaggiosa per i clienti che dispongono di configurazioni iperconvergenti in ambienti ROBO.

Auto-riparazione più rapida di volumi erasure coded riduce l’impatto sulle prestazioni in fase di ripristino. Inoltre, questi miglioramenti possono beneficiare i clienti che hanno implementato Red Hat Gluster Storage con Red Hat Virtualization per archiviare immagini di macchine virtuali.

Avanzate capacità di monitoraggio abilitate tramite notifiche native e asincrone potenziano la gestione quotidiana dello storage. Inoltre, Red Hat Gluster Storage offre estensibilità tramite il framework di monitoraggio open source Nagios per ottimizzare la gestione dello storage.

“Le imprese moderne pensano allo storage software-defined per abilitare le loro iniziative di business tramite la trasformazione digitale”, commenta Ranga Rangachari, vice president e general manager Storage in Red Hat. “E’ un abilitatore chiave nel viaggio verso il cloud aperto ibrido. Red Hat Gluster Storage 3.2 segna una pietra miliare nella vita del prodotto e riunisce svariate innovazioni interessanti per il CTO moderno”.

“Questa nuova release di Red Hat Gluster Storage arriva in un momento in cui il settore dello storage software-defined è a un punto di flessione in termini di di come lo storage viene consumato dalle aziende data-driven”, aggiunge Laura DuBois, group vice president Enterprise Storage, Server and Infrastructure Software in IDC. “La flessibilità di poter implementare su macchine virtuali, container e public cloud offre a Red Hat Gluster Storage qualcosa in più rispetto alle tradizionali appliance storage monolitiche”.

 

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IBM e Red Hat collaborano per accelerare l’adozione del cloud ibrido con OpenStack


IBM e Red Hat collaborano per accelerare l’adozione del cloud ibrido con OpenStack


Le aziende clienti potranno estendere velocemente e in modo semplice i loro workload on-premise

a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud


Milano, 21 marzo 2017 IBM (NYSE: IBM) e Red Hat, Inc. (NYSE: RHT) hanno annunciato una collaborazione strategica intesa ad aiutare le aziende ad ottenere i benefici economici e di velocità della piattaforma OpenStack, estendendo in modo più semplice i propri workload Red Hat, virtuali e cloud, al Private Cloud di IBM.


Come parte di questa nuova collaborazione, IBM è diventata Red Hat Certified Cloud and Service Provider, offrendo così ai clienti una fiducia ancora maggiore di poter usare Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud, nel momento in cui l’offerta sarà generalmente disponibile alla fine di marzo 2017.


Inoltre, sempre nell’ambito dell’accordo, Red Hat Cloud Access sarà disponibile per IBM Cloud entro la fine di Q2 2017, permettendo ai clienti Red Hat di trasferire eventuali sottoscrizioni Red Hat Enterprise Linux non utilizzate dal proprio data center a un ambiente cloud pubblico e virtuale presso i Cloud Data Center di IBM in tutto il mondo. In questo modo, le aziende possono proteggere ed estendere gli investimenti effettuati sul software Red Hat, accedendo all’efficienza e alla portata globale di IBM Cloud.


“La nostra collaborazione con IBM punta ad aiutare le realtà enterprise ad adottare il cloud ibrido in modo semplice e veloce”, spiega Radhesh Balakrishnan, General Manager of OpenStack di Red Hat. “Ora, i clienti che non dispongono di competenze interne sufficienti a gestire un’infrastruttura OpenStack possono accedere con fiducia a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud.”


Cloudsoft, azienda leader nella gestione di applicazioni per l’hybrid cloud, sta già utilizzando questo servizio in beta ed ha implementato i suoi workload Red Hat Enterprise Linux su IBM Private Cloud.


“Implementare la nostra Cloudsoft Application Management Platform (AMP) su IBM Bluemix Private Cloud con Red Hat è stato praticamente immediato per noi”, racconta Duncan Johnston-Watt. CEO di Cloudsoft Corporation. “Stiamo già ottenendo i vantaggi di costo ed efficienza tipici del cloud pubblico con le caratteristiche aggiuntive di sicurezza, controllo e prestazioni di un avanzato ambiente di cloud privato.”


Tra gli altri importanti vantaggi che le aziende clienti possono attendersi da questa offerta comune:

  • IBM e Red Hat forniranno l’infrastruttura cloud ibrida che aiuterà i clienti ad operare le loro applicazioni cloud in modo più efficiente tramite API di OpenStack.

  • I clienti avranno la possibilità di erogare più velocemente l’infrastruttura cloud e, tramite Red Hat Cloud Access, migrare workload e sottoscrizioni Red Hat esistenti su IBM Cloud, oppure utilizzare il software e l’infrastruttura in modalità pay-as-you-go.

  • La aziende possono avere una portata più estesa, abbinata alla capacità di partire localmente e poi scalare globalmente, con le funzionalità cloud, e di rispettare in modo più semplice normative legate alla collocazione dei dati e di altra tipologia.


IBM e Red Hat prevedono di commercializzare in modo congiunto questa nuova offerta per installazioni private cloud, comprese migrazione di workload, disaster recovery, estensione di capacità e consolidamento del data center.



“Una strategia cloud-first è diventata la normalità per una gran parte di nostri clienti enterprise che sfruttano IBM Cloud come elemento fondamentale per la loro digital transformation”, aggiunge Zane Adams, vice president di IBM Cloud. “La collaborazione strategica tra IBM e Red Hat intende aiutare i clienti ad adottare più semplicemente software cloud OpenStack e prodotti open source, proteggendo gli investimenti già effettuati e creando nuove opportunità di business.”

 

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Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT

Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT
Red Hat OpenShift Container Platform consente alle FFS di migliorare l’esperienza di viaggio degli utenti, accelerare la realizzazione di nuove applicazioni e ridurre i costi 

Milano, 30 gennaio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia che le Ferrovie Federali Svizzere (FFS), principale operatore ferroviario della Svizzera, hanno implementato Red Hat OpenShift Container Platform come elemento fondamentale del loro programma di modernizzazione dell’IT. Grazie a Red Hat OpenShift Container Platform, le FFS hanno creato una piattaforma scalabile e più agile per lo sviluppo applicativo, e sono in grado di erogare nuovi servizi, tra cui un’applicazione mobile aggiornata, per servire meglio i milioni di passeggeri che ogni anno scelgono di viaggiare con le FFS.

Fondate nel 1902, le FFS non sono solamente la principale azienda di viaggi e trasporti della Svizzera, ma anche uno dei principali datori del lavoro del Paese. Le attività delle FFS si articolano su quattro divisioni operative – viaggiatori, merci, infrastrutture e immobili. Nel corso del 2015, la rete delle FFS composta da quasi 10.500 treni ha trasportato oltre 50 milioni di tonnellate di merci e più di 440 milioni di passeggeri tra 794 stazioni.

Non solo le FFS offrono treni e prestazioni moderne, ma anche altri servizi e sistemi IT in grado di rispondere alle aspettative in continua evoluzione da parte dei clienti. Nonostante questo, i loro sistemi IT tradizionali stavano incontrando difficoltà nel sostenere il ritmo dell’innovazione nel settore, e limitavano le capacità delle FFS di lanciare e modificare nuovi servizi in modo tempestivo, sulla base delle necessità dei clienti. Per le FFS il potenziale dei servizi digitali e della mobilità era chiaro, come erano evidenti le aspettative di nuove applicazioni da parte dei passeggeri, cosa che ha spinto l’azienda ad avviare un progetto per migliorare lo sviluppo applicativo attraverso una piattaforma agile e moderna che non mettesse a rischio stabilità, velocità, flessibilità, performance, sostenibilità economica e capacità di innovazione del sistema – tutti fattori fondamentali per le FFS.

Quando le FFS hanno avviato il loro programma di modernizzazione dell’IT, intendevano implementare una piattaforma IT moderna e flessibile, che potesse mettere l’azienda nella posizione di beneficiare delle opportunità prospettate dalla digitalizzazione e aiutarla a rispondere meglio alle aspettative crescenti dei clienti in queste aree. L’esperienza passata delle FFS nell’utilizzo di soluzioni open source di livello enterprise ha portato alla convinzione che un’architettura open source e basata su container sarebbe stata in grado di soddisfare questi requisiti. Le architetture container-based offrono flessibilità superiore rispetto alle tradizionali infrastrutture monolitiche, perché le applicazioni sono collocate all’interno di container con le sole componenti di sistema operativo necessarie. Questo migliora flessibilità e portabilità all’interno delle architetture e consente anche una maggiore scalabilità man mano che le necessità di business evolvono. Riconoscendo i vantaggi che avrebbe offerto, le FFS hanno scelto Red Hat OpenShift Container Platform come base della loro moderna piattaforma IT.

Red Hat OpenShift Container Platform è la prima e unica soluzione hybrid cloud incentrata sui container, costruita a partire dai progetti upstream Docker, Kubernetes, Project Atomic e OpenShift Origin, e basata sul backbone affidabile della principale piattaforma Linux al mondo, Red Hat Enterprise Linux. Red Hat OpenShift Container Platform offre una piattaforma più stabile e sicura per implementazioni container-based, senza compromessi rispetto agli attuali investimenti IT, che consente la convivenza tra le tradizionali applicazioni mission-critical e le nuove applicazioni basate su container e cloud-native.

Dopo aver scelto Red Hat OpenShift Container Platform ad autunno 2015, le FFS hanno avviato un primo pilota articolato su 15 progetti a gennaio 2016. Dopo il loro avvio, la popolarità di Red Hat OpenShift Container Platform tra sviluppatori e project manager ha esteso la scala del pilota di oltre tre volte in un breve periodo di tempo. Oggi, sono circa 300 gli utilizzatori di Red Hat OpenShift Container Platform presso le FFS, con oltre 900 container già in servizio e circa 400 implementazioni ogni giorno. La Mobile App di FFS è stata scaricata oltre 7,5 milioni di volte da quando è stata resa disponibile nel 2008, e la sua versione più recente lanciata nel 2016 ha attratto oltre 3 milioni di utenti regolari. L’app, costruita su Red Hat OpenShift Container Platform, permette ai clienti di acquistare biglietti ed accedere a un orario in formato touch, accedere ad informazioni in tempo reale sugli orari di partenza e arrivo, ricevere notifiche e alert in modalità push.

Per le FFS, stabilità e fault tolerance sono tra i vantaggi fondamentali della nuova soluzione. Non solo la nuova piattaforma basata su container ha dato alle FFS la moderna piattaforma IT necessaria che creare nuove offerte digitali, ma ha anche portato benefici tangibili sul modo di lavorare degli sviluppatori in azienda. I team operations e di sviluppo di FFS sono ora in grado di operare in modo indipendente, permettendo all’azienda di acquisire ulteriore agilità e velocità nello sviluppo delle applicazioni. Con Red Hat OpenShift Container Platform, possono apportare modifiche ai singoli elementi del sistema in modalità live, senza nessun impatto sulla stabilità e funzionalità del sistema stesso.

“Abbiamo compreso che il rapido ritmo dell’innovazione nel settore ferroviario non poteva più essere gestito da una struttura IT tradizionale, ma richiedeva una piattaforma flessibile e scalabile, in grado di offrirci opzioni di sviluppo veloce senza dover interrompere l’attività dei sistemi”, spiega Baltisar Oswald, software architect delle Ferrovie Federali Svizzere FFS. “Con la sua architettura basata su container, Red Hat OpenShift Container Platform ci ha messo a disposizione il potenziale di innovazione che ci serviva, oltre alla stabilità operative e a una maggiore efficienza sull’intera infrastruttura. Grazie all’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform, abbiamo ridotto i nostri costi operativi della metà circa.”

“Il progetto realizzato da FFS è una conferma significativa delle alte prestazioni che Red Hat OpenShift Container Platform è in grado di offrire quando viene chiamata a sostituire vecchie piattaforme IT non più in grado di sostenere requisiti moderni”, aggiunge Ashesh Badani, vice president and general manager OpenShift di Red Hat. “Con il ritmo incredibile di innovazione intrinseco nell’open source, l’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform offre agli utenti maggiore fiducia che le loro soluzioni possano rispondere alle necessità non solo attuali, ma anche in ottica futura. Ed è un piacere accompagnare FFS nel loro percorso verso questa nuova economia applicativa.”