Category archives: Red Hat

 

 

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E se RedHat acquisisse Docker?

Di tutte le realtà commerciali in ambito OpenSource Red Hat è certamente la società ad aver segnato il passo più di tutte le altre in merito ai propri prodotti. Generalmente il modus operandi è questo: un prodotto OpenSource è manutenuto da una startup o da una piccola azienda, il prodotto funziona, … [Visita il sito per leggere tutto l’articolo]

 

 

 

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Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre fiscale 2016

Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre fiscale 2016

Fatturato trimestrale a $481 milioni, +14% rispetto all’anno precedente
Fatturato derivante dalle sottoscrizioni a $425 milioni, +14% rispetto all’anno passato
Flusso di cassa operativo a $209 milioni, in aumento del 27% anno su anno

Milano, 22 giugno 2015 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato i risultati finanziari relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2016, terminato il 31 maggio 2015.

Il fatturato totale del trimestre è stato di $481 milioni, in aumento del 14% rispetto al trimestre corrispondente dello scorso anno, o del 22% se considerato a valuta costante. Il fatturato legato alle sottoscrizioni è stato di $425 milioni, in crescita del 14% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, o del 23% se considerato a valuta costante. Il fatturato complessivo di questo primo trimestre fiscale 2016 include la somma aggiuntiva di $5 milioni derivanti dalle sottoscrizioni ottenute dai Certified Cloud Provider (CCP) di Red Hat. Questo aggiustamento deriva da un cambiamento nella nostra capacità di stimare il fatturato derivante dal programma CCP.

“L’ottimo avvio del nostro anno fiscale 2016 è reso evidente da una crescita del fatturato a valuta costante superiore al 20%”, spiega Jim Whitehurst, President e CEO di Red Hat. “Questa forte crescita riflette in parte la domanda delle nostre tecnologie di open hybrid cloud, in quattro aree fondamentali: implementazioni bare metal, di virtualizzazione, private cloud e public cloud. Il portfolio tecnologico di Red Hat diventa sempre più strategico per le aziende clienti che intendono estendere potenzialità ed agilità per creare ed implementare applicazioni in questo diverse aree del data center”.

“Abbiamo raggiunto per il Q1 risultati che hanno superato le nostre migliori aspettative in termini di fatturato totale, margine operativo non-GAAP e utile per azione non-GAAP, già prima dell’aggiustamento che ha aggiunto altri $5 milioni di fatturato proveniente dal programma CCP, aggiunge Charlie Peters, Executive Vice President e CFO di Red Hat.
L’utile d’esercizio GAAP per il primo trimestre è stato di $71 milioni, in salita del 39% rispetto all’anno scorso. Dopo compensazioni azionarie e ammortamenti e costi di transazione relativi a combinazioni di business, l’utile d’esercizio non-GAAP per il trimestre è stato di $113 milioni, in crescita del 28% rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre, il margine operativo GAAP è stato del 14,7%, il margine operativo non-GAAP del 23,6%.

L’utile netto GAAP per il trimestre è stato di $48 milioni, pari a $0,26 per azione, rispetto ai $38 milioni, pari a $0,20 per azione, registrati nel trimestre precedente. L’utile netto compensato non-GAAP per il trimestre è stato di $81 milioni, pari a $0,44 per azione, dopo compensazioni azionarie e ammortamenti. Questo dato si rapporta a un utile netto compensato non-GAAP di $64 milioni, pari a $0,34 per azione, registrati nello stesso trimestre dell’anno passato.

Il flusso di cassa operativo ha raggiunto i $209 milioni nel trimestre, in aumento del 27% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Alla fine del trimestre, l’azienda contava su un fatturato differito di $1,44 miliardi, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Tra contanti ed investimenti convertibili, l’azienda vantava al 31 maggio 2015 una liquidità di $1,97 miliardi.

 

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The Open Organization: un libro di Jim Whitehurst, CEO di RedHat

Il video che riportiamo qui sotto è un teaser, presenta cioè quelli che sono i contenuti non di un film, ma di un libro. Questo libro è “The Open Organization” ed è stato scritto da Jim Whitehurst, il CEO di Red Hat. Il libro descrive la cronaca della sua avventura all’interno della principale … [Visita il sito per leggere tutto l’articolo]

 

 

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Installare Cacti su CentOS/RHEL 7

Cacti è un ottimo strumento OpenSource per monitorare e tenere sotto controllo, attraverso grafici dettagliati e personalizzabili, i nostri Server., apprati di rete e tutto ciò che supporta il protocollo snmp. Basa , infatti, le sue basi sul protocollo snmp e la realizzazione dei grafici attraverso rddtools.Dunque uno strumento illimitato per controllare graficamente tutto ciò che vogliamo. Si possono controllare Servizi specifici, come ad esempio le richieste HTTP su apache, tenere sotto controllo lo…

 

 

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UEFI Secure Boot non disattivabile su Windows 10, sará vero?

C´é tanto fervore sul web riguardo un requisito fondamentale al fine di ottenere la certificazione Windows 10 per PC portatili, desktop, tablet e schede madre.

A quanto pare, Microsoft starebbe imponendo ai produttori di impedire la disattivazione di UEFI Secure Boot al fine di ottenere la certificazione Windows 10 per un determinato prodotto e poterlo vendere con una licenza di Windows preinstallata.

In realtá, come accadde con il cosiddetto “Project Palladium” e con Secure Boot stesso nel 2012, la realtá é ben diversa.

Microsoft impone sí la presenza di UEFI Secure Boot ma, a differenza dei prodotti certificati per Windows 8, la possibilitá di disattivazione di Secure Boot sará opzionale.
Non sará quindi proibita, la decisione ricadrá sui produttori.

La scelta ha totalmente senso. Windows 10 non girerá solo su PC, ma anche su tablet e smartphone.
Dispositivi che vengono venduti dal produttore bloccati.
Conseguentemente ai produttori questa possibilitá fará molto molto comodo.

In piú, non vedo che colpe avrebbe l´azienda di Redmond.
Secure Boot é una scpecifica redatta dall´UEFI Forum (in cui, oltre a Microsoft, ci sono anche Intel, IBM, Red Hat) e facente parte di UEFI 2.3.1.

Ci sono distribuzioni Linux che supportano Secure Boot? Assolutamente sí.
Tra queste ricordiamo Fedora e Red Hat, che hanno deciso di avvalersi della chiave di Microsoft, che viene venduta al prezzo (molto simbolico) di 99$. La somma e la certificazione dei requisiti imposti da Microsoft per il rilascio della chiave vanno a VeriSign.
Di conseguenza, Microsoft non ci guadagna nulla.

L´altra grande distribuzione che supporta Secure Boot é Ubuntu. Ma, a differenza di Fedora/Red Hat, Canonical ha scelto un´altra strada: farsi una chiave propria,

Gli altri? Si avvalgono del pre-bootloader della Linux Foundation che, basandosi sulla chiave Microsoft, permette di avviare senza alcun problema la distribuzione desiderata.

Non abbiate paura quindi: potrete ancora avviare la vostra distribuzione preferita senza grossi problemi.