Category archives: Red Hat

 

 

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Alcuni effetti speciali di Interstellar sono stati creati con pc Linux

Parte degli effetti speciali del film Interstellar sono stati creati con personal computer con preinstallato Red Hat Linux.

Interstellar
Molte aziende utilizzano distribuzioni Linux non solo in ambito server ma anche per svariate applicazioni compreso la realizzazione di effetti speciali. Molti produttori cinematografici utilizzano proprio il sistema operativo libero per la creazione di effetti speciali di film molto famosi come ad esempio il nuovo Interstellar.
Interstellar è il nuovo film di fantascienza scritto, diretto e prodotto da Christopher Nolan che si basa su un trattato del fisico teorico del California Institute of Technology Kip Thorne (per maggiori informazioni).

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Red Hat annuncia la disponibilità di Red Hat Cloud Infrastructure 5

Red Hat Cloud Infrastructure 5 permette alle aziende di gestire ambienti OpenStack e di virtualizzazione tramite un’unica piattaforma

Milano, 20 novembre 2014Red Hat Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Cloud Infrastructure 5, che dispone delle potenti funzionalità di Red Hat Satellite. Red Hat Cloud Infrastructure è la soluzione completa che supporta le organizzazioni nel loro percorso dalla virtualizzazione tradizionale verso cloud OpenStack-powered. Con Red Hat Cloud Infrastructure 5, gli utenti possono gestire i loro ambienti virtuali e OpenStack simultaneamente, tramite un’unica piattaforma.
Le organizzazioni IT stanno migrando da architetture di virtualizzazione tradizionali verso quelle cloud e tracciando il percorso per spostare i workload applicativi da un’architettura all’altra, mantenendo la gestibilità e le policy su piattaforme distinte. Red Hat Cloud Infrastructure è progettata per indirizzare questa esigenza e abilita le aziende a realizzare e gestire IaaS private cloud basate su tecnologie di virtualizzazione e gestione per workload tradizionali, fornendo al contempo il percorso verso infrastrutture public-cloud altamente scalabili basate su Red Hat Enterprise OpenStack Platform.
Con il debutto di Red Hat Cloud Infrastructure 5, la singola sottoscrizione oggi comprende:
  • Red Hat CloudForms – una soluzione di management open hybrid cloud che offre visibilità e controllo su infrastrutture virtuali eterogenee esistenti e permette all’utente di implementare, monitorare e gestire servizi cloud su ambienti virtuali, oltre a cloud pubblici, privati e ibridi.
  • Red Hat Satellite – una soluzione completa che fornisce lifecycle management completo su tutti i componenti di Red Hat Infrastructure, compresa l’infrastruttura fisica e i workload tenant.
  • Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform – una soluzione IaaS altamente scalabile che offre un cloud privato aperto, flessibile ed enterprise-ready basato sul progetto OpenStack della comunità integrato e ottimizzato con Red Hat Enterprise Linux.
  • Red Hat Virtualization – un prodotto per la virtualizzazione del data center per workload Linux e Windows che permette agli utenti di realizzare una base di virtualizzazione agile e sicura con le funzionalità necessarie ai workload aziendali tradizionali.
L’integrazione tra questi componenti di Red Hat Cloud Infrastructure offre reale valore e funzionalità gestionali ai clienti. Red Hat CloudForms fornisce portali self-service, provisioning, chargeback, metering dei servizi su Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform e Red hat Enterprise Virtualization, mentre Red Hat Satellite effettua il provisioning e il lifecycle management – discovery, drift remediation e guest provisioning compresi – di Red Hat Enterprise Linux 
Nel settembre 2014, Red Hat ha lanciato Red Hat Satellite 6, fornendo un’unica console e metodologia di management per gestire gli strumenti necessari per realizzare, implementare, gestire e pensionare un sistema. Red Hat ha anche ampliato le funzionalità di gestione hybrid cloud di CloudForms nel corso dell’anno, aggiungendo il supporto per piattaforme cloud pubbliche e private su diverse opzioni di hosting tra cui OpenStack, Red Hat Enterprise Virtualization, Amazon Web Services, Microsoft System center Virtual machine Manager e VMware.
“A mano a mano che un numero sempre più elevato di aziende implementa workload tradizionali e adotta nuove applicazioni cloud native, diventa difficile uniformare i due ambienti e supportare le dinamiche di entrambe le tipologie di workload”, commenta Gary Chen, Research manager Cloud and Virtualization System Software in IDC.
“Gli ambienti ibridi sono semplicemente una realtà delle attuali organizzazioni IT e le aziende desiderano arrivare al cloud in base alle loro esigenze e necessità. Red Hat Cloud Infrastructure riconosce questa realtà e, offrendo funzionalità di software lifecycle e configuration management che abbracciano sistemi fisici, virtuali e cloud grazie a Red Hat Satellite, posizioniamo Red Hat Cloud Infrastructure quale una delle più complete e avanzate soluzioni di cloud infrastructure del mercato”, aggiunge Joe Fitzgerald, vice president e general manager Cloud Management in Red Hat.
“Per i clienti alla ricerca di infrastrutture IT di prossima generazione, Red Hat Cloud Infrastructure 5 rappresenta una proposta estremamente interessante. Mentre passano a cloud ibridi eterogenei, Red Hat Cloud Infrastructure può aiutarli a trarre vantaggio da significativi risparmi in un modello facile da gestire e utilizzare”, conclude Frank Seiferth, Senior Director Strategic Business Development in IIS Technology.

 

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Red Hat annuncia nuovi team e una maggiore collaborazione per la piattaforma di applicazioni mobili FeedHenry 3

Red Hat annuncia nuovi team e una maggiore collaborazione per la piattaforma di applicazioni mobili FeedHenry 3

Le nuove funzionalità potenziano la sicurezza e la collaborazione sull’intero ciclo di sviluppo dell’applicazione

Milano, 20 novembre 2014 – Red Hat Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia un aggiornamento alla piattaforma di applicazioni mobili FeedHenry 3. Questa miglioria, che comprende un potenziamento Teams and Collaboration, è l’estensione di una delle principali applicazioni mobili del mercato per lo sviluppo enterprise. La piattaforma FeedHenry 3 offre al mercato funzionalità di controllo degli accessi e collaborazione integrate che supportano i team di sviluppo distribuiti a lavorare all’unisono su diversi progetti applicativi.
Tra i miglioramenti Teams and Collaboration vi sono:
  • Collaborazione globale su progetti di applicazioni mobili: molteplici team di sviluppo distribuiti, sia in-house sia in outsourcing, possono operare in contemporanea su progetti FeedHenry 3 che consistono di diverse applicazioni client, cloud e servizi, ognuno con i suoi repository Git individuali. Gli sviluppatori lavorano in modo indipendente ma accedono ai componenti rilevanti per il progetto, incrementando l’agilità individuale nel ciclo di vita dello sviluppo applicativo.
  • Collaborazione role-based sul ciclo di vita applicativo: molteplici team e competenze, che vanno dal design applicativo, alla codifica front-end, allo sviluppo di servizi di back-end, analisi, amministrazione e molto altro, possono lavorare contemporaneamente su diversi progetti velocizzando il time to market delle applicazioni senza impattare l’agilità e la produttività del singolo sviluppatore.
  • Controllo degli accessi per progetti mobili: la configurazione di controlli granulari a livello individuale di ogni progetto mobile abilita accessi sicuri e facili ai componenti chiave. In questo modo si bloccano le funzionalità a diversi livelli della piattaforma. Per esempio, stabilendo controlli degli accessi autorizzati, le credenziali di sistemi di back-end sensibili possono essere isolate da terze parti o altri ruoli, garantendo maggiori sicurezza e compliance. Questo controllo incoraggia anche un approccio allo sviluppo di micro servizi API-driven facilitando la discovery e il riutilizzo di componenti e servizi chiave.
  • Visibilità sui progetti mobili: centralizzare la collaborazione e il controllo su molteplici competenze in diversi progetti mobili, a vari stadi del loro ciclo di vita, abilita la visibilità su tutti i progetti mobili company-wide. In questo modo si promuove un approccio mobile-first supportando innovazione e riutilizzo.

“La mobilità enterprise è maturata al di là di un approccio a silos sulla singola applicazione verso un modello business-centrico basato su team in cui molteplici applicazioni, a diversi stadi di sviluppo, vengono gestite da team differenti. Le organizzazioni stanno cercando di aumentare la loro agilità e responsività sui progetti di mobilità mantenendo al contempo team distribuiti e una gestione centralizzata delle policy”, afferma Cathal McGloin, vice president Mobile Platforms in Red Hat. “Teams and Collaboration, come funzionalità integrata nella piattaforma FeedHenry 3, indirizza questa esigenza abilitando un controllo degli accessi granulare su diverse risorse di sviluppo – in-house o di terze parti – che promuove agilità e riutilizzo dei componenti chiave”.
“Il 40% delle imprese sta pianificando di incrementare l’outsourcing dello sviluppo applicativo, di conseguenza la collaborazione tra enterprise IT, linee di business e partner esterni coinvolti è cruciale”, ribadisce Chris Marsh, principal analyst in 451 Research. “A mano a mano che la complessità di gestire molteplici progetti applicativi e la pressione di cicli di sviluppo più rapidi aumentano, le imprese cercano vendor di piattaforme che offrano maggiori funzionalità di collaborazione team-based che assicurano visibilità e controllo centralizzati di tutti i progetti di sviluppo applicativo in azienda”.

 

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Sull’Open Source Day di Red Hat splende sempre il sole

Sull’Open Source Day di Red Hat splende sempre il sole

L’Open Source Day a Roma si conferma un successo, nonostante l’allerta meteo. Oltre 1400 partecipanti ribadiscono il ruolo chiave delle tecnologie open source nell’innovazione
Milano, 12 novembre 2014 – Si è rivelata un successo oltre ogni previsione l’ottava edizione dell’Open Source Day di Red Hat, andata in scena al Salone delle Fontane a Roma lo scorso 6 novembre. Nonostante l’allerta meteo e l’impatto che il maltempo ha avuto sulla logistica cittadina, sono stati oltre 1400 i partecipanti che hanno preso parte all’evento, ribadendo ancora una volta il ruolo chiave che l’open source gioca all’interno dei processi di innovazione aziendale.

E’ stata infatti l’innovazione la protagonista delle presentazioni effettuate da importanti realtà aziendali, chiamate a raccontare le loro storie di successo nell’implementazione di tecnologie open source a supporto del business. Tra i clienti che hanno offerto il loro contributo si segnalano le testimonianze di Intesa Sanpaolo Assicura e Inail, che hanno confermato quanto il ruolo dell’open source possa essere fondamentale anche per le infrastrutture più critiche.

Nel corso della giornata, specialisti di Red Hat ed esperti di open source hanno fornito un’estesa panoramica sulle soluzioni, gli sviluppi futuri e i vantaggi economici, strategici e di innovazione apportati dal loro utilizzo. Dedicate quest’anno ad aree tematiche specifiche – Platform/Linux, Cloud/Virtualization, Big & Open Data e Middleware/Internet of Things – anche le sessioni pomeridiane hanno registrato il tutto esaurito, andando ad analizzare alcuni tra i principali aspetti del fenomeno open source e delle sue possibili declinazioni. Novità di questa edizione sono state anche le due sessioni di approfondimento tecnico dedicate a tematiche importanti quali DevOps e Internet of Things.

Di particolare rilievo, tra i temi toccati nel corso dell’evento, l’evoluzione di OpenStack che si sta confermando piattaforma di riferimento per quanto riguarda il cloud computing, grazie alle sue caratteristiche di flessibilità ed affidabilità, che la rendono adatta a una grande varietà di possibili implementazioni.

L’Open Source Day si è confermato così un appuntamento irrinunciabile di confronto con gli esperti del settore per condividere idee, progetti e nuove modalità di impiego del modello open source, arricchito come sempre dal contributo irrinunciabile dei partner. Sono state ben 24 le realtà presenti: Accenture, Alfresco, AVNet, Babel, BlackDuck, Cisco, Dell, Delphis Informatica, Eurotech, eXtra, Extraordy, Fujitsu, GKI, HP, IBM, Intel, ITway, Plurimedia, Seacom, Sigma Neywork, Sorint, StudioStorti, ZetaCloud e Zimbra.

Il successo del nostro Open Source Day evidenzia in modo prepotente il momento di grazia che le tecnologie open source stanno vivendo sul mercato”, spiega Gianni Anguilletti, Country Manager di Red Hat Italia. “Che si tratti di fare un utilizzo ottimale delle risorse a disposizione, di sviluppare servizi innovativi per guadagnare competitività, di garantirsi la massima affidabilità per la gestione di infrastrutture critiche o di prepararsi al futuro nel segno di apertura e flessibilità, la scelta delle aziende va sempre di più nella direzione delle tecnologie open. E questo non solo nel mercato verticale della PA, tradizionalmente sensibile alla nostra proposizione, ma ormai in maniera cross su tutti i settori.

 

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Sky News semplifica la delivery di contenuti con Red Hat Virtualization e Red Hat Satellite

Sky News semplifica la delivery di contenuti con Red Hat Virtualization e Red Hat Satellite

La nuova infrastruttura IT consente al fornitore di notizie multimediali di pubblicarle in modo centralizzato e flessibile

Milano, 16 ottobre 2014 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia che Sky News, il canale di notizie multimediali 24×7 di BSkyB, ha incrementato la scalabilità e la resilienza della propria piattaforma centralizzata adottando Red Hat Enterprise Virtualization e Red Hat Satellite in due data center.

La piattaforma televisiva di Sky News da sola raggiunge oltre 107 milioni di telespettatori in 118 paesi. Nota per la velocità della copertura e la flessibilità nel trasmettere le notizie dal vivo, il team di Sky News ha deciso di aggiornare l’infrastruttura IT al fine di offrire le notizie in modo coerente e veloce su diverse piattaforme. Broadcast, pubblicazione e notizie in tempo reale venivano veicolati tramite una piattaforma centralizzata e il team ha trasformato il sistema in un ambiente virtuale per garantire migliori scalabilità, flessibilità e resilienza per utenti e amministratori IT. Nel maggio 2012, Sky News ha quindi implementato Red Hat Enterprise Virtualization su due dei suoi data center, insieme a Red Hat Satellite per la gestione dei sistemi.


Nella fase di ricostruzione della piattaforma, James Murphy, technology delivery manager di Sky News, e il suo team hanno deciso di utilizzare i due data center virtualizzati con un setup ‘back-to-back’, suddividendo i workload egualmente tra i due data center. Questo setup garantisce la disponibilità di sufficiente capacità per gestire i picchi di traffico sul sito e soddisfare contestualmente i requisiti di disaster recovery. Il team Red Hat ha realizzato un prototipo dell’architettura ‘back-to-back’ che Sky News desiderava creare, consentendo loro di effettuare numerosi test su questo nuovo concept prima dell’implementazione. Le funzionalità gestionali di Red Hat Satellite hanno permesso a Sky News di abbandonare le attività manuali per dedicarsi a nuovi task dato che la piattaforma ha automatizzato le precedenti attività di system administration.

Il nuovo ambiente virtuale per il sistema di pubblicazione dei contenuti di Sky News ha consentito all’azienda di dedicare più tempo all’evoluzione del sistema in un momento in cui il pubblico e i servizi del gruppo stanno crescendo. Con Red Hat Enterprise Virtualization e Red Hat Satellite, il team Sky News è in grado di lanciare nuove macchine virtuali per cogliere le opportunità del mercato ed essere sicuri di poter gestire il traffico in aumento sul sito web.

Red Hat Enterprise Virtualization offre una soluzione senza compromessi con prestazioni di punta associate a un ROI molto interessante”, commenta Radhesh Balakrishnan, general manager Virtualization and OpenStack in Red Hat. “Siamo contenti di collaborare con Sky News combinando le funzionalità di Red Hat Enterprise Virtualization e Red Hat Satellite per dare vita a un’infrastruttura che soddisfi le loro esigenze in evoluzione”.


La nostra velocità di cambiamento si misurava in mesi. Da quando abbiamo adottato le soluzioni di Red Hat la misuriamo in settimane o addirittura giorni – il che ci rende più veloci nel rispondere non solo alle notizie e agli eventi che accadono, ma anche ai cambiamenti nelle richieste del mercato e del pubblico”, aggiunge James Murphy, technology delivery manager in Sky News. “La quantità di aiuto e di supporto che abbiamo ricevuto da Red Hat ci ha dato la fiducia necessaria per procedere con il nostro progetto di virtualizzazione, anche se l’approccio era diverso da quello proposto dalla maggior parte delle altre aziende”.

 

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Rilasciata Scientific Linux 7.0

Il Fermilab (Fermi National Accelerator Laboratory) ha annunciato il rilascio di Scientific Linux 7.0 x86_64, la nuova edizione della loro distro sviluppata in collaborazione con il CERN.
Scientific Linux è basata sul codice sorgente di Red Hat Enterprise Linux ed include software utile per gli scienziati e in generale per chi lavora con dati scientifici. 
La distro ha utenti illustri come il Fermilab, il CERN ed è stata caricata su alcuni sistemi della Stazione Spaziale Internazionale.
Il link al download con il changelog completo e le info sull’upgrade dalla versione 6 alla versione 7 lo potete trovate all’indirizzo http://ftp.scientificlinux.org/linux/scientific/7.0/x86_64/release-notes/
Ringrazio Alberico N. per la segnalazione

 

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Red Hat annuncia la disponibilità di Red Hat Storage Server 3

Red Hat abbatte le barriere dello storage tradizionale con lo storage
open software-defined 

Red Hat Storage Server 3 fa evolvere lo storage su file e i servizi big data Apache Hadoop
 per i carichi business critical
Milano, 6 ottobre 2014 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità della nuova major release di Red Hat Storage Server, un’avanzata soluzione software-defined storage aperta per lo storage file scale-out. Le sofisticate funzionalità di Red Hat Storage 3 sono adatte per workload aziendali ad elevata densità di dati compresi big data, analisi operative, file sharing e collaborazione. Grazie alle sue comprovate soluzioni, Red Hat Storage Server 3 abilita le aziende a gestire i dati enterprise al fine di incrementare la responsività, controllare i costi e migliorare l’efficienza operativa.
Red Hat è impegnata nella messa a punto di soluzioni storage agili sfruttando l’innovazione che viene dalla comunità per aumentare la flessibilità aziendale al fine di rispondere al meglio a minacce e sfide dell’ambiente IT in evoluzione. Basato sul file system GlusterFS 3.6 e Red Hat Enterprise Linux 6, Red Hat Storage Server 3 è pensato per scalare facilmente al fine di supportare petabyte di dati e offrire un controllo granulare dell’ambiente storage, riducendone il costo complessivo.
Tra le nuove funzionalità della soluzione vi sono:
  • Scalabilità e capacità più che triplicate con il supporto fino a 60 drive per server (da 36) e fino a 128 server per cluster (da 64) fornendo fino a 19 petabyte di capacità per cluster.
  • Migliore protezione dei dati e controllo operativo dei cluster storage tra cui:

          –  snapshot dei volumi per una copia point-in-time di dati critici;
          –  monitoraggio completo del cluster storage con framework aperti standard quali Nagios e SNMP.

  • Facile integrazione con ambienti emergenti di analisi dei big data con il supporto di Hadoop File System Plug-In che abilita l’uso di workload Apache™ Hadoop® sul server storage, così come l’integrazione con Apache Ambari per la gestione e il monitoraggio di Hadoop e dello storage sottostante.
  • Più flessibilità e scelta dell’hardware, compreso il supporto SSD per carichi a bassa latenza e una compatibilità hardware estesa (HCL) per una maggiore possibilità di scelta della piattaforma hardware.
  • Implementazione rapida con la distribuzione basata su RPM che offre massima flessibilità di implementazione agli attuali utenti Red Hat Enterprise Linux. I clienti possono facilmente aggiungere Red Hat Storage Server alle installazione Red Hat Enterprise Linux esistenti.

Red Hat Storage Server 3 conta sul supporto di un esteso ecosistema di partner tecnologici tra cui Cisco e HP, oltre ai partner di integrazione quali International Integrated Solutions Ltd. e Function1 per facilitare l’implementazione. Inoltre, Red Hat ha collaborato con noti software vendor quali Splunk, Hortonworks® e ownCloud per fornire – rispettivamente – soluzioni architetturali per analisi di log e sicurezza, Apache Hadoop e soluzioni di file sharing e collaborazione. Clienti e partner possono avvalersi di queste architetture per implementare soluzioni best of breed al fine di indirizzare ambienti workload specifici.
Red Hat Storage Server 3 completa la fornitura di Red Hat Inktank Ceph Enterprise version 1.2 lanciata a luglio 2014. Nel maggio 2014 Red Hat ha acquisito Inktank, fornitore delle soluzioni storage open source Ceph e Inktank Ceph Enterprise. Red Hat Inktank Ceph Enterprise offre software storage a oggetti e blocchi alle aziende che adottano cloud pubblici e privati, compresi molto early adopter di OpenStack. L’aggiunta di Red Hat Ceph Enterprise alla gamma di prodotti storage a marchio Red Hat assicura ai clienti un’offerta completa di soluzioni storage open source a blocchi, oggetti e file system.
“Red Hat è impegnata nel fornire ai clienti un portafoglio software-defined storage completo e aperto che abbraccia gli ambienti fisici, virtuali e cloud”, commenta Ranga Rangachari, vice president e general manager Storage e Big Data in Red Hat. “Con questa release Red Hat guida l’evoluzione verso uno storage open software-defined per aiutare a realizzare aziende agili in grado di conquistare rapidamente un vantaggio competitivo sfruttando il valore tangibile nascosto nei dati non strutturati”. 

 

 

 

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Red Hat Satellite 6 offre la gestione integrata dei sistemi cloud nei data center e nella nuvola


Red Hat Satellite 6 offre la gestione integrata dei sistemi cloud nei data center e nella nuvola

La soluzione fornisce configurazione e gestione del ciclo di vita complete in ambienti fisici, virtuali e cloud ibridi

Milano, 12 settembre 2014Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Satellite 6, una soluzione completa per la gestione del ciclo di vita dei sistemi Red Hat che comprende il provisioning del software, il management di patch e configurazione, così come l’amministrazione delle sottoscrizioni in ambienti fisici, virtuali e cloud. 
Red Hat satellite 6 si articola su tre temi:
  • Semplificazione – riducendo il numero di strumenti, aumentando l’automazione e semplificando i processi necessari per gestire i sistemi al fine di incrementarne l’efficienza
  • Scaling out – per gestire un grande numero di sistemi distribuiti geograficamente su diverse piattaforme fisiche e virtuali, così come cloud pubblici e privati
  • Innovazione – l’open source guida l’innovazione in tutte le aree dell’IT, system management compreso. Red Hat ha sfruttato la sua capacità per integrare alcune delle migliori capacità oggi disponibili per realizzare Red Hat Satellite. In questo modo le aziende possono adottare le più recenti novità in una soluzione completa, supportata e completamente integrata.
Con il crescere della complessità degli ambienti IT, il numero di sistemi da gestire su piattaforma diverse continua ad aumentare. E’ essenziale che le organizzazioni dispongano degli strumenti adatti per mantenere la disponibilità, le prestazioni e la governance dei sistemi stessi. Oggi le soluzioni sono installate in ambienti differenti tra cui sistemi fisici, piattaforme virtuali e cloud privati e pubblici, e l’uso di strumenti diversi per ciascun ambiente può incrementare il costo e la complessità e ridurre l’efficienza.
“Mentre evolvono per supportare cloud pubblici, privati e ibridi, questi ambienti diventano sempre più complessi e difficili da gestire”, commenta Joe Fitzgerald, general manager Cloud Management in Red Hat. “Basato su tecnologie innovative e open source, Red Hat Satellite 6 rappresenta un elemento valido per infrastrutture tradizionali e cloud dato che offre una soluzione unificata altamente scalabile focalizzata sulla gestione della configurazione e del lifecycle del software in sistemi fisici, virtuali e cloud”.
Red Hat Satellite 6 offre una soluzione di system management completa per la gestione dei sistemi Red Hat, fornendo un’unica console e metodologia per realizzare, implementare, gestire ed eliminare un sistema. Satellite 6 offre un unico Content View, un insieme di RPM e/o Puppet Module ottimizzato con filtri e regole che contengono sia il software che la configurazione in un unico luogo e vengono pubblicati e promossi abilitandone la gestione end-to-end. Red Hat Satellite può gestire il ciclo di vita del software Red Hat Enterprise Linux e la configurazione dei contenuti, ma anche quello di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform, Red Hat Enterprise Virtualization, Red Hat Storage, Red Hat Directory Server, Red Hat Certificate System e OpenShift Enterprise.
Tra le altre nuove funzionalità vi sono:
  • Provisioning – su bare metal, infrastrutture virtuali e cloud pubbliche o private, da un unico luogo e con un unico processo, comprese Red Hat Enterprise Virtualization, Red Hat Enterprise Linux OpenStack, VMware e Amazon EC2. 
  • Discovery di sistemi – che permette agli utenti di cercare tra host non-provisioned per una rapida implementazione. 
  • Drift remediation – che consente di modificare automaticamente lo stato del sistema con reporting, auditing e cronologia delle modifiche. 
  • Gestione delle sottoscrizioni – che facilita il reporting e la mappatura dei prodotti acquistati rispetto ai sistemi registrati per una visibilità end-to-end sulle sottoscrizioni.
Red Hat Satellite 6 offre maggiore scalabilità grazie al nuovo Red Hat Satellite Capsule server, utilizzato per facilitare la federazione e la distribuzione di contenuti software e di configurazione. Il Capsule server permette agli utenti di scalare facilmente Red Hat Satellite con l’aumento dei sistemi da gestire, amministrando i contenuti localmente invece di richiedere network hop per garantire che ogni luogo geografico sia gestito correttamente. Al fine di evitare l’overload delle risorse sul capsule server, Satellite 6 effettua il provisioning di workload aggiuntivi su molteplici server al fine di evitare che il carico venga contenuto su un unico satellite.
“Aziende e data center cloud-based evolvono in termini si scala e scopo e i system administrator si trovano a dover semplificare processi e strumenti di gestione”, continua Mary Johnston Turner, research vice president Enterprise System Management Software in IDC. “Utilizzare un’iniziativa open source come Red Hat Satellite per la gestione del data center permette agli amministratori non solo di standardizzare i loro ambienti, ma anche di adottare l’innovazione guidata dalla comunità”.
L’innovazione nella system administration sta crescendo rapidamente nella comunità open source, dove Red Hat Satellite e svariati progetti upstream, compreso Foreman, sono basati. Con la sua architettura open source, Red Hat Satellite integra la più recenti innovazioni della comunità open source e le offre alle aziende in una soluzione certificata e supportata.

Disponibilità

Red Hat Satellite 6 è già disponibile per i clienti con sottoscrizione https://access.redhat.com/products/red-hat-satellite/ .