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FIMI vs SIAE: chi la dura la vince?
Una nuova polemica insorge nel campo dei diritti d’autore, questa volta scende in campo direttamente la SIAE a difendere la propria posizione nei confronti di FIMI per quanto riguarda i tanto famigerati bollini dell’industria musiale.
La polemica sta interessando tutti; dopo la richiesta dell’abolizione dei bollini, ora la SIAE passa al contrattacco e invia un “atto di diffida” alla FIMI stessa e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri interessati rivendicando l’utilità dei bollini per ridurre il rischio di pirateria. Secondo la Società degli Autori e degli Editori è proprio grazie al bollino che le forze dell’ordine rintracciano i prodotti abusivi, inoltre tutto ciò è utile anche a tutela del commercio internazionale poichè non si subiscono contraffazioni dei supporti e delle varie merci; viene anche evidenziata la forte volontà che i produttori discografici hanno sempre manifestato per l’apposizione del bollino già dal 1970! Ma FIMI non ci sta, dichiara chiaramente di essere contraria a tali politiche e sostiene la sentenza della Commissione Europea poichè il bollino implica un ostacolo al libero commercio, sia in termini di costi ma anche di gap temporale! Se questo famigerato bollino viene valutato ad un costo base di 3 centesimi, il diritto d’autore incide di circa il 5% sul prezzo finale dell’acquirente, questo è secondo la SIAE il vero limite: occorre prendere in considerazione anche i prezzi relativi ai diversi supporti che contengono opere d’autore, non demonizzare unicamente il cosiddetto bollino! La Siae cerca di tutelare la propria immagine e illustrare al meglio la propria politica; ad oggi la Fimi non ha replicato l’atto di diffida. Ci saranno altre accuse, altri colpi di scena e altre dichiarazioni dall’artista di turno, resta che ancora siamo nel caos. Dal 1970 il mercato discografico è cambiato, si è adeguato alle esigenze e ai nuovi bisogni avvertiti dall’acquirente, ma tutt’ora esistono queste diatribe tra gli editori italiani e la società che dovrebbe tutelare i loro interessi…e il consumatore? Qualcuno ha pensato a ciò che realmente desidera o ognuno cerca di tutelare i propri interessi e i relativi guadagni?
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L’atto di diffidavar adbard_key="dbdaacea9c45944d20f71f320c63c888";
Etichette:venerdì, novembre 21 2008
Taggato come Diritti Digitali, italia
Scritto da u-black
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