Insegnanti vs Free Software: quale motivazione?
domenica, dicembre 14 2008 - 7 VisualizzazioniQuesto articolo, scritto a quttro mani da di U-Black e Axj, esprime dei pareri personali su quanto apparso in rete da qualche giorno, la “lettera” di Karen, insegnante della middle school “”mericana” indirizzata al fondatore della HeliOS’s Project Ken Starks:Questo è parte del testo originale:
“…observed one of my students with a group of other children gathered around his laptop. Upon looking at his computer, I saw he was giving a demonstration of some sort. The student was showing the ability of the laptop and handing out Linux disks. After confiscating the disks I called a confrence with the student and that is how I came to discover you and your organization. Mr. Starks, I am sure you strongly believe in what you are doing but I cannot either support your efforts or allow them to happen in my classroom. At this point, I am not sure what you are doing is legal. No software is free and spreading that misconception is harmful. These children look up to adults for guidance and discipline. I will research this as time allows and I want to assure you, if you are doing anything illegal, I will pursue charges as the law allows. Mr. Starks, I along with many others tried Linux during college and I assure you, the claims you make are grossly over-stated and hinge on falsehoods. I admire your attempts in getting computers in the hands of disadvantaged people but putting linux on these machines is holding our kids back.
This is a world where Windows runs on virtually every computer and putting on a carnival show for an operating system is not helping these children at all. I am sure if you contacted Microsoft, they would be more than happy to supply you with copies of an older verison of Windows and that way, your computers would actually be of service to those receiving them…”
Karen xxxxxxxxx xxxxxxxxx Middle School AISD
Le considrazioni al caso sono fatte da Axjslack, responsabile di FSUG-Italia e U-Black, responsabile di U-CLAN.
Questa storia suscita un sorriso amaro, in considerazione del fatto che “Karen”, non è certo l’unica persona al mondo a pensare ciò che esprime. Di fatto, per quanto ormai ci sia una comunità decisamente allargata di utenti GNU/Linux, l’alfabetizzazione sul software libero è ancora molto indietro. E questo vale per molti paesi del mondo, anche quelli “evoluti” come gli USA. Ad oggi infatti sono molti a credere che non esista alcuna alternativa al binomio “Win – Mac”, anche tra le persone con un discreto livello culturale. Ancora meno conoscono i principi ispiratori del “Free Software”, e delle sue peculiarità, anche tra coloro che conoscono, anche solo per sentito dire i sistemi GNU/Linux.
Fa specie che “Karen” sia una insegnante, che, a intendere quanto traspare dalla sua e-mail a Ken Starks, conosce comunque un po’ il mondo dell’informatica, e probabilmente anche i sistemi Linux based;
“Mr. Starks, I along with many others tried Linux during college and I assure you, the claims you make are grossly over-stated and hinge on falsehoods. I admire your attempts in getting computers in the hands of disadvantaged people but putting linux on these machines is holding our kids back”
trad:
“Signor Starks, io, come altri, ho provato Linux durante il college, e le richieste che fate sono sopravvalutate e basate su falsità. Io ammiro il vostro tentativo di portare i computer in mano delle persone svantaggiate, ma mettere Linux su queste macchine lascia i nostri ragazzi indietro”
Per quanto ad un pubblico esperto questo potrebbe sembrare il delirio di una scriteriata, non si pensi che non ci sia qualcuno che nelle scuole del nostro paese non la pensi in questo modo. In tante occasioni ho sentito frasi di questo tipo ( certo, mai tutte insieme come in questo caso ), anche durante gli eventi dedicati a Linux e al Software Libero.
Questo merita una riflessione che riguarda proprio la comunità FOSS; penso che tutti i Lug/FSUG/Hacklab
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La tematica portata avanti dall’amico Axj è molto interessante, in merito all’articolo letto su:
http://linuxlock.blogspot.com/2008/12/linux-stop-holding-our-kids-back.html
Il problema non è proprio semplice.
Da insegnante quale sono, spesso il problema di “convincere” un ragazzo all’uso di materiale Open e sistemi Open non è difficile, anzi, oserei dire che basta mostrare un po’ delle potenzialità dei sistemi *NiX per incuriosire i giovani.
La scuola, dovrebbe essere terreno fertile per la presentazione di nuove forme di tecnologia, lontane anni luce da quello che in verità gli insegnanti portano avanti, incominciando da metodi di insegnamento legati al passato, finendo con l’insegnamento della materia utilizzando piattaforme Open. Quindi il divario stesso si allarga, perchè se da un lato ci si lamenta delle poche possibilità economiche, spingendo i ragazzi a pensare con le loro teste, dall’altro si fa acquisire ai giovani un’idea sbagliata di libertà.
Il problema non sussiste, credo, solo sulla libertà del sapere o sullo scambio etico delle informazioni, ma proprio sul valore di libertà stesso.
Le manifestazioni citate all’amico Axj non devono quindi essere un modo come festeggiare Linux, ma devono servire da piattaforma di lancio e presa di coscienza proprio per quelle persone che per ignoranza non comprendono a pieno il valore dei sistemi Liberi.
Ebbene, se la pubblica amministrazione si diverte a spendere soldi e fondi statali per ignoranza, sta a noi, appartenenti attivi delle comunità, mostrare loro quali incrementi e miglioramenti comporta l’uso di sistemi Liberi. Certo, lo spreco di soldi ovviamente sarebbe minimo, e non si assisterebbe più al fancazzeggio dei soliti volti noti, ma se vogliamo acquisire una legalità maggiore e migliore, sono lo scotto che i soliti noti devono pagare.
Come ci ricorda “l’amica” Karen, spesso Linux lascia i ragazzi “indietro”, non perchè il sistema sia un salto nel passato, ma perchè gli insegnanti/docenti/professori non fanno un salto nel futuro. Ciò mi porta a fare una riflessione in meriti agli avvenimenti degli ultimi tempi, in cui le strutture didattico/scientifiche italiane si sono scontrate con uno Stato che apparentemente vuole soffocare la ricerca. Se l’ignoranza, in questi casi fosse messa da parte, credo, si arriverebbe ad un solidissimo accordo tra le comunità FOSS e il lato “oscuro” della cultura. Questo, in materia e in termini puramente economici e etici si trasformerebbe in un risultato eccellente, perchè spingerebbe la ricerca in settori in cui c’è davvero molto da migliorare. Innanzitutto, un passo importante sarebbe quello della sensibilizzazione delle utenze docenti all’uso del Free Software, e non solo per i risparmi economici, ma perchè dovrebbero insegnare i valori di Libertà, che spesso sono sottovalutati. In secundis, ma non meno importante è il valore culturale/tecnologico che dovrebbe essere portato avanti, non con lo spreco di risorse economiche, ma con l’uso della tecnologia asservita all’utilità e non al fine economico, soldi in più insomma che potrebero essere tranquillamente reinvestiti in cause molto più nobili, come la sensibilizzazione di “altra” classe docente, relegata nell’ignoranza e per nulla favorevole al libero scambio di cultura, informazioni, etica comportamentale. Ovviamente tutto questo ha il nome di “casta”.
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Insegnanti vs Free Software: quale motivazione? Etichette: diritti digitali, FOSS, Free Software, FSUGI, Hacklab, informatica, Italia, Libertà, Linux, Microsoft, Mondo, Pubblica Amministrazione, Software Libero, Windows Post correlati Software Freedom Day 2008 (0) Lettera al Ministro Brunetta sui vantaggi dell’open source nella P. A. (0) Incontro “Rimborso licenza: come ottenerlo e perchè” (0) Il Comune di Napoli si apre all’open source e al software libero (0) HAX numero 3 è OnLine! (3)Scritto da u-black
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