E’ un po di tempo che covo segretamente (?) questo articolo. Ed è un po di tempo che lo rivedo, riguardo, e riscrivo. Ma oggi, a seguito di altri errori e di altre regressioni software (sicuramente per causa mia che “smanetto” troppo ma altrettanto sicuramente per le ciofecate che fanno i programmatori) mi sono finalmente deciso a pubblicarlo. Voglio sperare fin da subito di non generare, come già diverse volte è capitato su questo blog, decine e decine di post che altro non sono che ‘flames’ e ‘trolls’. E’ vero, molte volte mi arrabbio troppo, e per questo motivo spesso scrivo malamente e con incuria alcuni concetti che voglio sottoporvi. Questa volta però ho cercato di stare particolarmente attento e allo stesso tempo di ‘tenere a freno la lingua’ per tentare di scrivere qualcosa che vi faccia pensare o che sia almeno (si spera) costruttivo.

Ma bando alle ciance e fiato alle trombe, veniamo al dunque, insomma cominciamo :P
Consigliatissimo: Pop Corn e bibita, il post è molto lungo.
Sconsigliatissimo: La fidanzata, altrimenti non leggete un cavolo -.-

direi tassativo seguire il consiglio -.-

Voglio parlarvi di un Tecnico Hardware/Software (me) che tempo fa aveva una passione immensa, quasi malata, per il Peer2Peer. Non sto parlando di scaricare a tavoletta qualsiasi cosa capitasse a portata di click o della malsana passione di avere films in anteprima due mesi prima rispetto al botteghino. Sto parlando dell’ immenso desiderio di capire quali erano i principi di funzionamento di questa rete di scambio, e perchè nò: la voglia di studiare questi protocolli per arrivare un giorno a produrre qualcosa di mio (cosa che ho fatto e che un giorno rifarò).
Ma cominciamo dal principio. Tutti conoscete la rete Fastweb. Prima in Italia a fornire banda larga degna di questo nome (10 Megabit stabili) su fibra ottica. Io sono stato tra i primissimi utenti della città dove vivo (Genova) a sottoscrivere un’ abbonamento per avere ‘anche me’ questo immenso miracolo tecnologico. Prima di allora ho utilizzato per anni un modem PSTN. Insomma ho avuto Internet da quando i provider di grosso calibro in circolazione erano soltanto due: Telecom Italia e Libero Infostrada. Sono passati ormai la bellezza di 10 anni e spiccioli !

Ma quindi il Peer2Peer, o sharing, che diamine c’entra ? Ve lo spiego subito: preso Fastweb installato automaticamente come per magia Amule Adunanza ed ho passato 2 mesi a fare quello che ho scritto sopra. Scaricare il mondo a velocità che per allora erano fantascienza pura.
Preso dalla foga provo tutti i programmi di condivisione possibili che tutti conoscete: Amule, Kazaa, ShareAzaa, e tutti gli altri. Fin quanto un giorno approdo sulla rete Direct Connect (forse meglio conosciuta come DC++) e sui suoi Hubs. Per chi non conosce questa tecnologia gli Hubs sono, per dirla semplice, macchine dedicate a cui un gruppo di utenti si collega e si può così disporre di una Chat in tempo reale (tipo irc) e si possono condividere e chiaramente scaricare i files messi in condivisione dagli altri utenti. Cosa ha di differente dalle altre reti di scambio ? Con il tempo, questi hubs, a causa del fatto che il protocollo Direct Connect prevede appunto la chat, si sono cominciate a formare (internamente alla rete Fastweb in modo massiccio, ma anche fuori) delle piccole comunità di persone che in seguito si sono conosciute per davvero fino a formare veri e propri gruppi di amici con cui uscire la sera o ‘andare a fare casino in giro’ (in senso buono) e perchè nò anche conoscere l’anima gemella (a me personalmente in diversi anni è capitato per ben 2 volte). Nella mia comunità in particolare (fastweb) questi computer che fungevano da server (normalissimi desktop spremuti a morte adibendoli a server) venivamo costruiti, installati, mantenuti (bolletta della luce e connessione costano) da noi stessi. A seconda della quantità di utenti che si avevano collegati al server, questo voleva dire il consumo pressochè totale della banda fornita dalla fibra (con 1500 utenti è praticamente impossibile persino navigare)
Le comunità che si venivano formando erano sempre più grandi, fino a formare numerosi networks a loro volta costituiti da diversi hubs. Non ci facevamo mancare nulla, nemmeno le ‘competizioni’ a chi riusciva a mettere a disposizione pìù Terabytes (tanto per darvi un’idea parliamo di medie di 1200 utenti con 150/200 Terabytes totali in condivisione per ogni singolo hub)

no, non metto un client linux, sono veramente aberranti e non sviluppati …

E qui (finalmente direte voi) l’impatto con il sistema operativo che per logo ha un pinguino. Girellando per i network ne trovo uno (di cui poi entrerò a far parte attiva tenendo su un server) dove noto che il server funzionava sotto Linux (il 99,9% di quei server andava con Windows) così incuriosito contatto uno dei responsabili del network e chiedo informazioni: quali sono le prestazioni, quanti utenti (eheh si eravamo anche sboroni) avrei potuto tener sù (ammesso che si potesse) rispetto a Windows, e quale fosse il consumo di banda, di memoria, cpu. Inizialmente le spiegazioni furono abbastanza evasive, mi fu consigliato di andare a leggere il portale di questo network, dove potevo ricavare informazioni utili riguardo al sistema operativo ed ai programmi necessari per far ‘girare’ un server Direct Connect sotto Linux. E fu così che installai su uno dei miei computer RedHat 9 con una qualche vetusta (per oggi) versione del KDE che mi sembro subito una vera schifezza. Effettivamente allora i Desktop Manager erano abbastanza abominevoli :)
Salvo le difficoltà del niubbo che era in me, anche se conoscevo/conosco assai bene i sistemi operativi marcati Microsoft, in 3 giorni di carneficina riesco a installare questo dannatissimo sistema operativo e a mettere su questo cavolo di server per la rete Direct Connect. E da allora il miracolo che avvenne dentro di me fu finalmente compiuto ! La resa su quella particolare rete Peer2Peer era allucinante su Linux: le prestazioni rese mi consentivano di fare cose che prima con Windows, in quel particolare ambito, erano impossibili. Andai avanti per un pò con questa RedHat mentre stringevo amicizia virtuale (e reale, come detto) con gli elementi del network dove avevo scoperto Tux, fin quanto non mi venne consigliato qualcosa (rispetto ad una RedHat) di più semplice per me, e fu così che passai presto a Fedora Core (allora in versione 2 con in uscita la 3)
Il miracolo della mia scoperta si andava ingrandendo, e non di poco. Fedora è estremamente più semplice di quella RedHat che avevo installato perchè avevo i CD di qualche rivista, non di certo perchè la avessi scelta, di Linux non ne capivo un tubo (non che adesso ci capisco qualcosa eheh). Potevo configurare almeno le funzioni base con i Wizard grafici, avevo un’interfaccia semidecente per gestire gli aggiornamenti di sistema, una stampante, un kernel abbastanza ricco di moduli che mi permetteva più libertà su hardware diversi ed ‘esotici’ come quello che possiedo. Lo dico subito, inizialmente (per almeno 6 mesi) non mi venne assolutamente in testa di usare Linux come computer desktop multimediale. In questo campo Windows era e rimane sicuramente superiore. La sola suite Nero 8, ne converrete con me, offre una quantita di possibilità tale con una tale facilità che per fare le stesse cose con Linux (e nemmeno tutte, e nemmeno così tanto semplicemente ed a portata di click) occorrono non meno di 6/7 diversi software, e che comunque, sicuramente, non sono a livello dei prodotti che girano sul sistema di Redmond. Che poi si possa dire tranquillamente che K3B è il miglior sistema di masterizzazione OpenSource sulla piazza o Amarok sia il miglior player audio per sistemi linux/bsd like non c’e’ alcun dubbio. E nessuno (compreso me) osa metterlo in discussione.

lo splash screen di fedora core 3

Il software che permetteva di tener sù i server Direct Connect (Verlihub) è completamente testuale. Così fui costretto (e menomale) a mettere subito mano alla shell, sia per installarlo nel sistema, o meglio compilarlo, sia per completare i settaggi necessari al suo primo avvio. Cosichè ho dovuto a forza pestarmi (senza conoscere assolutamente nulla, zero di questa roba) con MySql, Lua, Pcre, e tutte le altre parti che servivano per far girare il mio giocattolo.
Dopo aver perso ore, rotto le balle a mezza Italia :P per farmi dare le spiegazioni e l’aiuto che mi occorreva, ero finalmente operativo con il mio nuovo, fiammante, potentissimo (?) Server. E non era assolutamente finita così. Questo ‘accidenti’ si gestisce completamente da riga di comando usando la chat del Server, quindi ero a forza di cose costretto a scrivere chilometri di comandi ed a stampare paginate e paginate di Help in linea (copia dalla chat l’help fornito dal bot dell’ Hub, incollalo in un blocco note e stampa, 2 maroni). Dovete sapere che questo HubSoft di cui vi parlo (così si chiama) è il più completo ed il più sofisticato (fino ad ora) nel suo genere. Il che praticamente si traduce in una quantità spaventosa di comandi stracarichi di flag da imparare, sperimentare, provare, e perchè no (successo ben più di una volta) misconfigurare tutto e fare dei grandissimi casini :P
Come avete senz’altro intuito, il mio iniziale interesse per *nix era dovuto esclusivamente a questa comunità. Nel frattanto sperimentavo ancora Fedora sul mio Desktop, rimanendo allibito per le prestazioni superiori in alcuni casi, e per la estrema stabilità che contornava il tutto. Assolutissimamente mai un crash di alcun tipo non ostante che io cominciassi a mettere le mani ovunque per il sistema. Per uno abituato a 10+ anni di Windows e MS-DOS, questo è assolutamente stupefacente.
Abbandonai però molto presto il lato desktop del pinguino, deluso dai programmi non certo all’altezza di quelli a cui ero abituato su ‘er finestra’, e deluso dai Desktop manager dinuovo non all’altezza. KDE, che mi sembrava abbastanza congruente con le mie esigenze, non mi soddisfava assolutissimamente. Avevo necessità di tornare al mio Windows Media Player, al mio Microsoft Office, al mio Paint Shop Pro, al mio (si) Internet Explorer. E così feci.
Come ho detto all’inizio di questo post (ma siete ancora qui ? Allora vi ho incuriositooooo!) il mio fine primo era quello di capire come funzionava il protocollo di rete Direct Connect. E ora avevo lo strumento che mi permetteva di studiarlo. La mia bella riga di comando con i suoi programmi testuali era perfetta per la mia attività. Meno dispersiva della grafica, con strumenti di analisi di rete pazzeschi e il magico comando man, che di tanti ha fatto la felicità (questa battuta potevo risparmiarmela eh?) con le sue descrizioni esaustive ed i rimandi ad altri comandi *nix. Piu studiavo più mi rendevo conto che pian piano stavo imparando a muovermi nell’ambiente operativo e che cominciavo a conoscere una certa quantità di comandi e di funzioni. Da cosa nasce cosa: come faccio per ? come lo attivo questo cavolo di servizio ? come lo devo configurare questo ? Tra imprecazioni di ogni tipo e soddisfazioni sempre crescenti, ero rimasto fregato. Non mi sarei mai più staccato dal fantastico mondo del sistema operativo libero. Ed infatti così e stato. La mia conoscenza del protocollo e dei segreti (?) di Direct Connect cresceva di giorno in giorno così come il numero di shell che tenevo contemporaneamente aperte. Un bel giorno, vuoi perchè cominciavo a saperne un po di più, vuoi per la mia voglia di conoscere, scopro finalmente il linguaggio di programmazione LUA (molto usato in ambito di programmazione su macchine a controllo numerico, ad esempio) che nel caso di Verlihub serve per scrivere nuove funzioni o costruire dei semplici, mica tanto, BOT multifunzione, simili a quelli che si usano su IRC.
E così incominciai a scrivere piccoli script in LUA. Nel frattempo, si presenta un bel problemino. Avevo bisogno di un secondo monitor, che in quel momento stavo usando per linux, per un terzo computer Windows (ma quanto *azzo smanetto, non ci credo nemmeno io). Ma l’idea dello stacca/attacca di continuo non mi soddisfava. Dovevo trovare una soluzione, e non potevo comprare un’altro monitor. Insomma ormai ero un soddisfatto e (poco) consapevole utente Fedora Core, come potevo fare ? Ma certo .. era ovvio, la grafica non mi serviva, del desktop manager di turno non me ne poteva fregare di meno. Valutai che però non volevo eliminare la parte grafica del sistema, ma soltanto non usarla, almeno per il momento. Dopo varie difficoltà dovute alla niubbaggine estrema, scopro l’esistenza dei runlevel, cosìchè capisco che dovevo far lavorare il mio serverino a runlevel 3 per avere interfaccia di rete attiva e niente grafica, esattamente quello che volevo ! Come si farà mai ? Boot del sistema, apertura di Konsole, su -, init 3 ? eddai LuNa ma che cavolo di sistema del piffero … devi trovare qualcosa di meglio.
E cosi tramite il solito BigG, trovo che devo editare la configurazione di Grub (pure un bootloader configurabile con 7500 opzioni diverse, ma quanta cavolo di roba ha ’sto linux lol) per fare in modo di far avviare il sistema a runlevel 3 tosto che il 5 (quello grafico). Naturalmente, come avrete sicuramente pensato (state già ridacchiando eh) sbaglio clamorosamente il tutto e il mio sistema non si avvia più. Panico assoluto e grande incazzatura per il grande lavoro che avevo fatto nei giorni passati e che adesso non bootava. E non ero certo in grado di comprendere la parola magica “live-cd”, mount della partizione, e rispristino/modifica di grub.conf, oppure Grub Command Line o cose simili, e nemmeno potevo chiedere a mezzo mondo di aiutarmi. Grande delusione :( Come andò a finire ? Ma ovvio ! Formattone e ricomincia. E questa volta grub non lo sfracellai ma ottenni l’agognato avvio senza la grafica, e così spostai il cavolo di monitor sul Pc Windows che dovevo usare, avendo prima installato e attivato il server ssh sulla Fedora. Cosichè scaricai Putty per poter accedere da Windows, ma, naturalmente, nessun accesso alla porta TCP 22. Ma sto coso ha pure un firewall ? Ma porco cane :( Ariattacca il monitor e aricerca di capire. runlevel 5 per avere un po di grafica sperando in un Wizard che mi aiutasse, e c’era. Apro l’agognata porta e finalmente posso accedere e lavorare senza il famoso monitor. Eureka ! Ma i guai non erano finiti. La configurazione predefinita di allora per SSH su Fedora prevedeva il distacco degli host se non vi era attività per un tot di tempo. E tutto questo dovevo riuscire a capirlo nella mia immensa niubbaggine. E dovevo riuscire a capirlo senza effettivamente sapere cosa caspita dovessi cercare su Google. Improvvisamente trovo un forum in cui mi spiegano, dopo qualche giorno, che dovevo impostare il Time To Live e impostare il Server per inviare segnali costanti al client collegato di modo che la connessione fosse permanente. Persi 2 pomeriggi interi per capire cosa cercare e dove cercarlo, ma alla fine riuscii nel mio intento. Connessione stabile. Potevo rispostare definitivamente il mio monitor e tenere il mio server in configurazione “monitorless” :P

putty per windows

Ormai ero completamente “partito”: passavo tutto il mio tempo libero davanti ad un VIM aperto su uno script LUA oppure sulla riga di comando all’interno della Chat (ignorando completamente quello che capitava appunto in chat) per cambiare, testare, migliorare; o ancora a studiare come funzionava la mia amata Fedora. I mesi successivi furono sempre di più complessi, avevo imparato a fare sempre piu casini e a sfracellare per benino la mia Box. Ma nel frattempo avevo imparato a fare dei backup, a farmi le copie a caldo (che lusso) dei database mysql, a trasferire le mie copie e ripristinarle in modo da non incasinare nulla.
Era giunto il momento di sforzarmi immensamente. Avevo il preciso desiderio di usare quel desktop così brutto e per me graficamente pietoso, dovevo affiancare l’amato Windows con una alternativa.
Il secondo miracolo avvenne grazie a Baghira (noto tema QT) ed al grande effetto mediatico che suscitò l’uscita di XGL + COMPIZ. Così fui tra i primi pazzi (era praticamente appena uscito da poche ore) ad installare RR4 e successivamente Kororaa attirato dalle finestre tremolanti, il cubo e le ombre (Si, queste erano le uniche tre cose che compiz faceva appena uscito nella sua primissimissima versione). Entrambi base Gentoo, immaginate voi le imprecazioni di ogni tipo dietro ad un sistema Portage visto da uno che di linux sa pressochè zero. Non ostante questo, la mia installazione di RR4 durò circa un mese. Fino a quando, stufo della lentezza di compilare ogni singolo pezzo di sistema (perchè non riuscivo allora a comprendere l’effettiva utilità di un sistema portage) presi per la prima volta Debian, ma non fu una passeggiata, anzi ! Avevo capito che volevo qualcosa di bello da vedere (Baghira), qualcosa con cui giocare (XGL), ma che per l’uso Desktop Multimediale non volevo starmi a ‘rompere’ con cose difficili. Era partita la mia ricerca per un qualcosa con base Linux ma con la facilità assoluta dell’approccio che solo Windows o MacOS sanno dare. Avevo ormai capito che questo non era possibile, ma soltanto utopicamente immaginabile. E nemmeno Fedora che incominciavo a conoscere mi soddisfava da questo lato.

questo ha bisogno di didascalia ?

Capitai così nel mio peregrinare su Kubuntu 5 Hoary, e fu amore. Non era quello che volevo, assolutamente. Però mi piaceva il tema grafico, mi piaceva il KDE sistemato a quel modo, e la dotazione di programmi preinstallati che mi permetteva di fare subito e senza nessuno sbattimento quasi tutto quello che volevo. Scoprii così i primi tools di installazione grafica (non ricordo bene se ci fosse già Synaptic in uso sulla distro in questione), gli wizard che mi guidavano nelle procedure, e l’inizio di quello stile “human beings” che per diverso tempo mi ha fatto godere per aver scelto un pinguino per amico (quando la finisco di dire ste scemenze non lo so auhauhahu). Ciò che volevo era estremamente chiaro: zero sforzo e zero problemi sul desktop, terminale e grandi difficoltà sul server che avevo allestito. Di queste due cose soltanto la seconda è rimasta :) vuoi per amore (non so come altro chiamarlo, voi come lo chiamate? passione mi sembra assai riduttivo) verso il sistema, vuoi per l’evidente rincorsa a cui il pinguino deve sottostare nel settore Desktop rispetto agli altri sistemi “concorrenti” in circolazione. Come ho appena detto, senza quasi nemmeno accorgermene, piu passavano i mesi più usavo il terminale per tutto ciò che potevo. Si, anche sul Desktop. E nel frattempo avevo anche cominciato a sbirciare Suse ed altre distribuzioni.

proprio lei mi ha avvicinato al desktop linux …. se penso a ubuntu adesso poveri noi :D

La mia bravura su LUA e la mia conoscenza del protocollo DC era con il tempo aumentata di molto ed era vicino il tempo per pubblicare il mio primo lavoro in quel settore, costatomi 4 mesi di fatica e di test. Si trattava di un BOT Multifunzione per la gestione dell’ Hub, con funzioni che spaziavano dalla sicurezza alle amenità coreografiche quali la pulizia della chat. In tutto circa una cinquantina di funzioni complete e diverse opzioni di configurazione dello stesso bot! Dopo due anni e qualche mese, rimane ancor oggi il bot più completo (anche se ormai deprecato per aver smesso da troppo tempo di manternerlo) disponibile per quell’ HubSoft. Una grandissima soddisfazione per me, ottenuta grazie a Linux: circa 2000 download e molti riscontri positivi in pochissimi giorni !
Nei giorni successivi il mio interesse verso la rete DC (ma non diminuiva di certo l’interesse per le persone conosciute) andava un pò rallentando, del resto il BOT era “pronto”. Era invece sempre più vivo l’interesse per qualcosa che un giorno avrebbe potuto sostituire il mio fido e multimedialissimo Windows. E qui cominciò una vera e propria odissea di casini di cui molti, ma non tutti, da me creati per inesperienza. Mi sono barcamentato per mesi tra Ubuntu e Fedora (le 2 distribuzioni che avevo imparato a usare quel pochino) senza assolutamente saper decidere quale di queste doveva essere la “mia” distribuzione. Ma anche girandone altre, non ero (e non sono) mai a casa. Mai :(

Le esperienze recenti invece le conoscete: principalmente Debian, Arch, ultimamente ZenWalk e perfino BSD (fantastico). Sono tutte raccolte in questo Blog (approposito tra un mesetto è il primo compleanno di questo mio piccolo angolo di web)

Un pò di analisi

Fatte salve le imprecazioni, bestemmie di vario tipo e specie, dovute all’inesperienza di qualcuno che arriva dal mondo di Redmond, i risultati ci sono stati, nel male e nel bene. E nel male e nel bene mi sono fatto un’idea di questo panorama di comunità, di GNU/Linux, di alternativa al “chiuso” mondo del software proprietario che ho sempre usato e continuo/continuerò sempre a usare a fianco di quello libero. Vediamo un pò cosa salta fuori e con cosa mi sono scontrato o compiaciuto, chiaramente confrontando il tutto con quelle che sono le mie esigenze:

  • Tutte le distribuzioni sono uguali: Non prendetelo alla lettera. Ogniuna ha il suo target di utenza, le sue difficoltà, i suoi tools. Ma dopo averne girate 100 ed avendone imparato almeno le basi, usare una o l’altra non crea a mio avviso differenze significative che possono in qualche modo giustificare la scelta di una distribuzione definitiva. Tutte hanno i loro punti di forza e le loro mancanze. Nessuna ma potrei dire anche tutte, hanno le caratteristiche che avrei voluto trovare.
  • L’esperienza multimediale è molto ridotta: Qui cadiamo nell’ innegabile. Come detto prima, esistono applicativi quali Amarok (e qualche altro) che riescono a stare al passo con i sistemi proprietari. Ma ancor oggi non esiste un prodotto che possa minimamente competere con le suite a pagamento: Adobe su tutti. Non parliamo poi di editing video. Diverso discorso per i professionisti del suono: Qui il pinguino grazie agli standard LADSPA ed altre sciccherie, accompagnati da programmi di indubbia e indiscussa bontà (ad es. Ardour, ho detto niente vè?) può cavarsela più che degnamente.
  • Impossibile lavorare seriamente con la grafica: Fin quanto ci volete giocare, tutto va bene. Tra le cose che faccio, io lavoro con applicativi CAD/CAM. Non esiste un applicativo di questo tipo che si avvicini anche di poco al mostro sacro Autocad. Non esiste un prodotto professionale (che potrebbe anche essere GIMP) che mi possa stampare in CMYK. Chi lavora con la grafica sa bene che cosa sto affermando. E sa bene che usa altro (purtroppo)
  • Ufficio/Settore IT: OpenOffice VS. Microsoft Office ? Non si discute memmeno. Qualsiasi sia il motivo di questo (non è questo il post) Linux esce distrutto: la suite risulta valida per usi generici, ma difficilmente lo è per usi professionali.
  • Sicurezza in rete/Esperienza Internet: E qui il pinguino stravince alla grande: Niente più spyware, virus, porcate assortite. Il solo e unico neo (in questo caso non per colpa di Linux) è il plugin flash che è una vera schifezza. Ora però Adobe ha rilasciato le specifiche (notizia di qualche giorno fà) quindi tra qualche tempo si camperà. Vediamo che succederà per SilverLight e tutte le altre amenità che si stanno affacciando su questo povero mondo Web 2.0 già saturo.
  • Sistema operativo/backend: Qui linux vince e perde: stabilità impareggiabile, crash “irrimediabili” rari. Kernel configurabile a piacere, come del resto tutto il sistema. Fin nei minimi dettagli. Ed ecco il rovescio della medaglia: Supporto hardware scarso o parzialmente assente: Fino a ieri (ed anche oggi) si wrappavano i driver WIFI. Pochissime periferiche supportate in tutto e per tutto nel settore Consumer: stampanti (e chi ci stampa senza bordi o con filigrana con la mia HP?), schede di aquisizione TV/Audio/video (ne ho 3: su 3 ogniuna ha qualcosa che non funziona), tastiere multimediali (xmodmap e accrocchi vari tipo Sven: è vita?), non c’e’ verso di configurare un monitor al volo quasi mai, anche se con Xorg 7.3 qualcosa sta migliorando (salvo andarci a mettere bulletproofx che è da dementi). Mouse ? E da quanti anni è che bisogna editare la configurazione dell’X Server per un mouse che possiede più di 2 tasti e uno scroll ? Sempre se si è fortunati e non si deve litigare con la mancanza di qualche modulo. Vado avanti ? No ve lo risparmio.

Qualche conclusione

  • E’ possibile sopravvivere con il solo sistema operativo Libero (qualsiasi esso sia) ?: Assolutamente no.
  • E’ possibile sopravvivere con i soli sistemi operativi Proprietari ?: Assolutamente no. E’ troppo divertente esplorare, smanettare, distruggere, ricostruire, sfrucugliare, configurare. E chi smette.
  • Continuerò ad usare GNU/Linux e gli altri sistemi operativi liberi ?: Assolutamente si. Non ho detto che non mi piace. Ho detto che non mi basta.
  • Continuerò ad usare sistemi operativi chiusi e proprietari ?: Assolutamente si. Mi piacciono, per molte cose mi ci trovo bene, per altre male, esattamente come con Linux. E comunque attualmente sono obbligato oppure la pagnotta me la fornite voi LOL

Una frase per chiudere questo lungo (e spero gradito) post

L’esperienza di qualche anno mi consente di dire, in definitiva, che tutte le soluzioni software disponibili sono per me vitali. So che con tutte avrò soddisfazioni, problemi, batoste. Una cosa però è assicurata: sono malato di tecnologia. Qualcuno mi aiut##!=£)?=U$“/?“£?”£(!)(”£&))(&$!(&£$$(%(£% OOps: kernel access of bad area. System Halted.

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