Il cambio di testimone

venerdì, novembre 14 2008 - 1 Visualizzazioni

Ho fatto il grande passo. Mi fa uno strano effetto.

Il cambio di testimone

….

Sono passati circa 4-5 anni da quando la iniziai ad usare.

Impossibile dimenticare l’impatto iniziale: tonnellate di cose da capire davanti ad un cursore bianco su sfondo nero.

Non conosco i meccanismi profondi dell’apprendimento o i segreti di una didattica ben strutturata ma, per lo meno nel mio caso,  il metodo radicale e’ stata la strada migliore. Perche’ grazie alle iniziali difficolta’ , fortunatamente alleviate da un’esaustiva documentazione, (unitamente alla mia passione per l’informatica ed un innata curiosita’, fattori credo da non tralasciare) ha generato una reazione a catena - come il fenomeno di fissione nucleare - trascinandomi sempre piu’ nel “nucleo” delle cose, riuscendo ad essere la mia palestra, scuola e chiesa su GNU/Linux

e sull’informatica in genere.

Mettiamo in chiaro: nessuno  e’ perfetto. Il punto “dolente” subito visibile e’ di essere source-based.

Non “sono”/”sono stato” cosi’ masochista, non “sono”/”sono stato” ammaliato dalla promessa di prestazioni superiori.

Quando la iniziai ad usare, il mondo dei pacchetti non era cosi’ affidabile come oggi, anzi, molto spesso, toccava compilare a manina per avere le cose funzionanti. Decidendo, probabilmente in maniera un drastica, di tagliare la testa al toro, l’essere suorce-based era un piacevole compromesso: te compila il mondo ma tranquillo che non avrai problemi.

E cosi’ e’ stato.

Questo punto escluso, il resto ha, da sempre, rispecchiato la mia distribuzione ideale: configurazione in plain-text, pieno controllo della macchina, buona linearita’ d’insieme, un gestore pacchetti efficente, un ottima (e tutt’ora a mio avviso insuperabile) documentazione, l’essere una rolling-release (per me fondamentale).

Che dire.. e’ stata la mia distribuzione ideale, ed il tempo passato assieme lo dimostra.

Ultimamente pero’, diversi grattacapi, uniti ad una consistente mancanza di tempo, mi hanno messo con le spalle al muro:

“Gentoo - e ho solo ora il coraggio di nominarla :) - non rispecchia le mie attuali esigenze.”

Mi sono rivisto come 4-5 anni fa, alla ricerca dell’anima gemella, con l’aggiunta pero’, di un occhio un po’ piu’ critico.

Non essendo estraneo al panorama delle distribuzioni, la scelta si e’ subito ristretta a pochissime alternative dalla quali, in un di’ di coraggio, ne e’ uscita una candidata: Archlinux.

Il logo di ArchLinux

Gia’ dalle prime righe del wiki di Archlinux, la mia decisione ha preso un enorme consistenza, constatando l’effettiva corrispondenza con le mie esigenze e fomentando il mio interesse con altre piacevoli sorprese.

Long story short, in poche ore la mia / con Gentoo Linux ha ceduto il passo ad ArchLinux.

Non considerando il mio non essere abituato ad avere un sistema pronto in cosi’ poco tempo ( ^_^ ) , Archlinux si e’ dimostrata fin da subito servizievole ed ubbidiente, semplice ed elegante..

Anche se puo’ sembrare eccessivo, forse anche stupido, rivestire di sentimenti un rapporto con del software, ci sara’ sempre un grande affetto ed un bellissimo ricordo, della distribuzione che mi ha coccolato per cosi’ tanto tempo e che non smettero’ mai di stimare..

Grazie   entoo Related items Gentoo: la comunita’ deve fare i conti con se stessa Emerge alla visita oculistica [Gentoo-tips] More than a word.. [Multiple soundcard] Portage is so NICE! Come sempre, ci facciamo riconoscere.. Taggato come Esperienze, Gentoo, Riflessioni, gnu/linux
Scritto da delian


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