Aggreghiamo le notizie italiane sull'Open Source
Oggi, ad un mese di distanza parliamo ancora di ConfSL, la Conferenza Sul Software Libero, tenutasi a Trento il 16-17-18 Maggio 2008.
In quel di Trento, l’Università ha ospitato la manifestazione italiana per eccellenza con tema principale il Software Libero. Oggi, esattamente ad un mese di distanza pubblichiamo due interviste fatte post conferenza per capire quelli che sono gli aspetti fondamentali di un gruppo che ha fatto del Software Libero motivo di vanto.
Cristina Moretto, relatrice per CentrOS[Centro Competenza Open Source] Fondazione Bruno Kessler
iniziamo una breve intervista con la quale ci chiarirai qualche concetto riguardo
CENTROS e qualche tua impressione personale.
Innanzitutto come ti chiami. [nome/nickname]
Cristina Moretto, non ho un nickname ma sono Lamoretto.
LUG o HackLab di appartenenza?
Il glorioso Linuxtrent: http://www.linuxtrent.it/
conosci la differenza tra LUG e HackLab?
Diciamo che i LUG si occupano di sensibilizzazione, diffusione e formazione diun utenza più ampia ed eterogenea rispetto a quella che ruota di solito intorno
ad un Hacklab. Letteralmente i lug sono rivolti agli utenti in tutte le loro sfumature,
un hacklab di solito si rivolge a chi prova un fascino particolare per la programmazione.
Ma questa sfumatura non sempre corrisponde a realtà e a volte i due mondi si accavallano.
Appartieni alla FBK[Fondazione Bruno Kessler], vuoi parlarci della fondazione edi CENTROS?
FBK è un Istituto di ricerca (ex ITC-IRST) nato 1976 che si occupa di Sistemi diRagionamento Automatico, Sistemi Sensoriali Interattivi, Tecnologie Cognitive e della
Comunicazione, Fisica Chimica delle Superfici ed Interfacce, Microsistemi.
CENTROS è il neonato Centro di Competenza Open Source della Fondazione frutto di
delibere proviciali tese alla promozione di sw a codice sorgente aperto nel territorio
trentino.
Il nostro scopo è quello di monitorare il fenomeno, facilitare la raccolta e
circolazione di informazioni, far nascere un network il cui fondamento è la
creazione compartecipata di conoscienza.
I nostri strumenti sono fondamentalmente:
- il portale, attualmente beta version (http://centros.fbk.eu)
- l’organizzazione di incontri e conferenze (ex. conferenza “Si può fare” per
la pubblica amministrazione locale, febbraio 2008)
- campagna di sensibilizzazione della cittadinanza ( vedi Mapping Party durante
la ConfSL )
Come ti sei avvicinata al mondo dell’Open Source?
Sono un geografo sociale ed uso GIS. Nel 1998 ero circondata da amici che usavanosoftware libero, che parlavano di Stallman, gnu e pinguini.
Attratta dalle linee di principio feci una ricerca su google: GIS + sw LIBERO e trovai
GRASS.
Iniziai ad usare GRASS, funzionava. Migrai il sistema operativo, funzionava.
Decisi che valeva la pena battersi per questa causa: la circolazione dell’informazione,
fondamento della conoscienza, dell’autonomia e della consapevolezza.
Cosa pensi dei modelli di Business applicati al mondo Open Source….e soprattuttocosa pensi dell’avvicinamento di major come Sun Microsystem, Adobe, IBM, Novell,
Canonical al mondo del sorgente aperto?
Penso che sia un modello vincente perchè si fonda sulla libera e reale circolazionedi idee ed innovazione, nonchè sulla qualità. Permettono la creazione di sistemi
autopietici, know how e sviluppo si radicano localmente.
Le major, in quanto tali, cercano di mantenere la propria fetta di mercato finchè
possono. Il mercato si basa su offerta e domanda. La domanda sta crescendo nella
direzione di nuovi prodotti. Loro si adattano. Cosa dovrebbero fare? Non credo che
a loro interessi nè negare nè favorire una qualsiasi linea di principio. Se, per
avere un rendiconto, devono cambiare produzione: si adattano. Se poi devono anche
abbracciare una causa: lo fanno; viviamo nel mondo del marketing publicitario. Ma
le bugie hanno le gambe corte e l’unione fa la forza!;)
Conosci, oltre Linux, altri sistemi operativi a sorgente aperto?[non barare nonfarti aiutare da nessuno]
Unix, BSD…
Sappiamo che accedere ai finanziamenti statali affinchè si possano operare scelteper la diffusione dell’Open Source è impresa non semplice a causa dei soliti problemi
legati al clientelarismo, qual’è il tuo punto di vista in merito alla migrazione totale
dei sistemi statali per non pagare i costi annui delle licenze?[mediamente
le università italiane spendono 3.500.000,00 € solo per i costi legati alle licenze Microsoft]
La mia posizione è che le migrazioni dei sistemi statali sono d’obbligo.Una pubblica amministrazione deve farsi garante di concetti come trasparenza e
interoperabilità;inoltre dovrebbe ben ponderare la dispersione dei soldi pubblici,
i soldi che risparmio in licenze e manutenzione sono soldi che posso investire in
infrastrutture o servizi pubblici di altra natura.
Gli istituti di formazione (oltre alla questione dei soldi che potrebbero risparmiare)
dovrebbero dare gli strumenti necessari a sviluppare capacità logico-deduttive per
essere in grado di contribuire attivamente alla formazione di conoscienza, essere
in grado di usare la creatività. Non mi pare ci siano molti stimoli nell’usare
software proprietario: impari solo ad eseguire dei comandi, non a risolvere problemi
usando la testa. Un’altra cosa che manca in questi contesti è la cultura della licenza.
Vige un regime in base al quale o impari a violare la legge (se vuoi studiare a casa
i programmi che ti insegnano a scuola) o hai i soldi per essere in regola..
quante famiglie comprano licenze d’uso? Perchè non insegnarmi che esiste una alternativa
invece di non spiegarmi che sto violando la legge?
CONFSL 2008, le tue impressioni e i tuoi dubbi, gli “hackers” venuti da lontano equelli vicini, tiriamo le somme generali.
ConfSL: Direi che sono soddisfatta ma mi sarebbe piaciuto vedere più gente che nonè del settore. Il mondo del software libero noi lo conosciamo bene..
Non c’è bisogno che ci spieghiamo tra di noi che cosa è un codice aperto
e le assurdità del mondo che ruota intorno al software proprietario.
Bisogna sensibilizzare la Società Civile, trovare il modo di darle gli strumenti
per crescere senza accettare apaticamente tutto quello che le viene propinato.
Hacker: quelli venuti da lontano…direi che li ho individuati subito!Sono stata contenta di avere uno scambio di opinioni, riflessioni con alcuni di
voi e spero di trovare l’occasione di portare avanti le questioni sollevate.
Le somme: credo fortemente che ogni individuo sia potenzialmente un centrod’azione dei processi di sviluppo sociali ed economici.
La libertà d’azione delle persone è fondamentale per trasformare quel potenziale
in realtà di fatto. L’ostacolo è rappresentato dalle illibertà politiche, economiche,
sociali, di trasparenza e dalla mancanza di capacitazioni ovvero le alternative di
scelta. Il cambiamento da porre in atto non riguarda solo il sw libero, questo è
una delle prove che, come dice Amartya Sen: dove c’è libertà c’è crescita.
Un grazie a Cristina Moretto per averci cortesemente concesso di pubblicare
questa breve intervista.