Guida all’upgrade della nuova Fedora 10
venerdì, novembre 28 2008 - 163 VisualizzazioniCon il rilascio di Fedora 10 molti stanno pensando a come fare l’upgrade. Dato che è un operazione che non si ripete più di due volte l’anno, ecco una guida per farla.
Un sistema Fedora può essere upgradato in almeno 4 modi, ognuno dei quali ha i suoi vantaggi e svantaggi. Qualsiasi sia il metodo scelto, prima di fare qualsiasi cosa, dovreste dare uno sguardo alle Yum Upgrade FAQ step 1 e 2. Troverete dei consigli molto utili su come preparare il sistema all’upgrade, come creare un backup, essere sicuri che il proprio sistema sia aggiornato e sistemare ogni .rpmnew a .rpmsave. Inoltre, le FAQ suggeriscono di fare un pò di pulizia e di rimuovere tutti i programmi non necessari insieme ai file di configurazione, sulla base che meno cose stanno nel vostro sistema e meno possibilità che qualcosa vada storto ci saranno.
Può essere molto utile installare il pacchetto yum-utils, dopodiche lanciare il comando
package-cleanup --leaves
Se vuolete essere molto cauti, conviene rimuovere anche i driver proprietari, specialmente quelli della vostra scheda video. Nel processo installazione potrete usare un driver free, anche perchè difficilmente vi servirà rendering 3D.
Come ultimo preliminare, se avete SELinux abilitato, settatelo sulla modalità passiva, così che non si preoccupi dei tentativi di cambiare i file di configurazione. Dopo aver fatto tutte queste considerazione potrete iniziare a pensare a quale sistema di upgrade utilizzare.
Upgrade da DVD/CD. Il
Tuttavia molti scelgono quest’opzione e, specialmente durante i primi giorni dopo la release, troverete difficile scaricare le immagini ad una velocità decente. Tuttavia, un volta scaricato un DVD, non dovrete preoccuparvi di scaricare da repository.
Upgrade manuale. Invece di scaricare un intera immagine disco, una più semplice alternativa è di aggiungere nuovi repository a quelli riconosciuti dal vostro sistema. Sfortunatamente non potrete usare nessun tool grafico per farlo, dato che da là potreste solo abilitare o disabilitare quelli esistenti. Dovrete quindi farlo da un editor di testo o da riga di comando.
Potete usare l’esistente struttura di /etc/yum.repos.d/ come modello per crearne una nuova. Anche se le definizioni in questa directory possono sembrare un tantino complicate, le uniche cose da cambiare sono i nomi, gli indirizzi. Informazioni che potete facilmente ottenere guardando al repository che state aggiungendo con il vostro browser. Aggiungete i nuovi repository,riavviate e sarete pronti per l’update. Un metodo più semplice è lanciare il comando:
rpm -Uhv ftp://download.fedora.redhat.com/pub/fedora/linux/releases/ReleaseNumber
Sostituendo a release number il numero della release. Questo comando aggiornerà i vostri repository, informandovi sullo stato di avanzamento del processo.
Aggiornati i repository in qualche modo potrete iniziare l’upgrade lanciando
yum upgrade
da riga di comnado. Potrete anche fare l’upgrade per gruppo di pacchetti( ad esempio yum update base). Per una lista dei gruppi di pacchetti
yum grouplist
Se vi sentite a vostro agio con queste operazioni manuali questo potrebbe essere il metodo giusto, dato che vi dà là possibilità di sapere esattamente cosa sta succedendo.
Upgrade con Fedora-release. La terza alternatica è di usare Fedora-release. Per qualche settimana prima e dopo una release, Fedora fornisce un pacchetto relaese sia nei repository delle varie alpha,beta e rc, sia nella release precedente. Tuttavia anche dopo questo periodo potrete andare nei repository della nuova release, scaricare la sua versione di fedora-release e installarla con il comando
yum localinstall fedora-release
Dopo aver riavviato potrete aggiornare il vostro sistema usando il solito comando
yum update
Con questo metodo potrete evitare il lungo dowload delle immagini ISO, ma vi constringe ad eseguire l’upgrade nel perido di picco per l’accesso ai repository o, se aspettate troppo, sarete costretti a perdere un pò di tempo nel cercare il giusto pacchetto fedora-release.
Upgrade con preUpgrade. Una volta disponibile una versione, potete usare PreUpgrade quando volete lanciando il comando
preupgrade
da root(da Fedora 10 in poi potrete farlo partire direttamente da PackageKit, il gestore di pacchetti predefinito). PreUpgrade vi guiderà tramite una procedura automatica nei passi necessari per far andarea buon fine l’upgrade. L’unica cosa che dovrete fare e scelgiere la versione alla quale dovete aggiornare e premere il bottone avanti. PreUpgrade scaricherà i pacchetti necessari per l’aggiornamento fin quando non sareti pronti al reboot per concludere il processo.
Usare PreUpgrade è forse il metodo più semplice per fare l’upgrade. Tuttavia non tutti sono convinti della scelta di usare un tool grafico per un processo delicato come l’upgrade. Inoltre più di un utente ha notato come PreUpgrade non controlli le firme crittografiche dei pacchetti.
Operazioni conclusive. Qualunque sia il metodo scelto, l’upgrade del sistema di base è solo il primo passo. Dopo che vi siete assicurati che l’upgrade vi abbia portato ad un sistema funzionante, dovrete ancora aggiornare dai repository altervativi quali RPM Fusion. In alcuni casi dovrete anche anche a recuperare i driver dai i siti dei produttori. Questo lavoro può sembrare noioso, ma è il prezzo da pagare per restare fedeli alla politica solo-software-libero seguita da Feora.
L’ultima operazione consiste nel sitemare i file .rpmnew e .rpmsave. Dovete esaminare bene ogni file e scegliere se accettare i cambiamenti o no, se non volete perdere qualche personalizzazione della configurazione. Se non avete modificato nulla potreste voler accettarli tutti senza controllarli.
var adbard_key="dbdaacea9c45944d20f71f320c63c888";
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