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Tails 1.5

The Amnesic Incognito Live System Tails è una distribuzione Linux live basata su Debian e Gnome che ha l’obbiettivo di garantire la privacy e l’anonimato in rete. Questo viene raggiunto tramite l’utilizzo di Tor per tutte le connessioni uscenti e i dati non vengono salvati su disco (tranne se abilitato). Versione 1.5 Questa versione contiene […]

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Smartphone Oukitel in saldo a partire dal 19 agosto! Da 80€

Oukitel, noto brand cinese, mette in saldo alcuni dei suoi prodotti più prestigiosi su EverBuying. La vendita inizierà a breve: il 19 agosto alle 10:00, qui la pagina promo. Come potete vedere i prodotti in saldo sono prevalentemente smartphone, di fascia bassa: Oukitel U2, di fascia media: Oukitel U8, di fascia alta: Oukitel U10. Oltre a questi è nella lista anche uno smartwatch: Oukitel A28. Andiamo ora ad elencare le varie specifiche dei dispositivi sopra citati. Partiamo dal basso e parliamo del Oukitel U2, uno smartphone Dual-Sim che possiede al suo interno Android Lollipop 5.1. L’U2 è animato da una

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MpiMergeSort, le classi e l'implementazione

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’architettura generale dell’algoritmo MpiMergeSort, ovvero una implementazione dell’algoritmo di ordinamento MergeSort in versione parallela utilizzando MPI quale standard per lo scambio di messaggi tra i processi in esecuzione su una archiettura di calcolo parallela. In questo secondo articolo prenderemo in esame l’aspetto implementativo, esaminando la struttura delle classi. In questo e nel successivo articolo discuteremo le caratteristiche tecnologiche adottate per ciascuna classe.

 

 

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Installare LibreOffice 5.0 su Linux Mint da PPA

Linux Mint 17.2 con LibreOffice 5.0

Qualche giorno fa è stato rilasciato LibreOffice 5.0, la nuova major release della nostra amata suite da ufficio.
Questa nuova versione è già giunta nel PPA LibreOffice Fresh.
Se su Ubuntu è facilissimo aggiornare grazie a questi due PPA su Linux Mint 17.2 le cose non sono così semplici. Chi di voi ha provato a farlo si sarà accorto che, dopo aver aggiunto il PPA, non è arrivato nessun aggiornamento per LibreOffice. Questo accade perché su Linux Mint 17.2 Rafaela il pacchetto di LibreOffice è fornito direttamente dai repository principali della distro ed è stato pinnato. Questo significa che il pacchetto relativo a LibreOffice fornito da Linux Mint avrà sempre la priorità dell’aggiornamento rispetto a quelli di terze parti.
Come risolvere? Scopriamolo insieme.
Il trucco sta nel creare un file libreoffice.pref all’interno della cartella /etc/apt/preferences.d/ nel quale andremo ad aggiungere alcune righe per modificare il pinning.
Come prima cosa, qualora non l’avessimo ancora fatto, aggiungiamo il PPA. Da terminale diamo:

sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa

Andiamo ora a creare il suddetto file. Da terminale diamo:

sudo gedit /etc/apt/preferences.d/libreoffice.pref

(naturalmente potrete sostituire gedit con il vostro editor di testo preferito)

All’interno del file incolliamo quanto segue:

Package: *
Pin: release o=LP-PPA-libreoffice
Pin-Priority: 700

Salvate il file e chiudete
Ora sarà possibile aggiornare dando da terminale

sudo apt-get update && sudo apt-get upgrade

Via

 

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Ubuntu 14.04.3

Ubuntu Ubuntu è la distribuzione Linux basata su Debian sviluppata da Canonical disponibile gratuitamente (tramite il supporto della comunità) oppure professionalmente a pagamento. Il desktop manager utilizzato è Unity, sviluppato dalla stessa Canonical, ma sono disponibili anche gli altri desktop manager (Gnome, KDE, XFCE…) Versione 14.04.3 Questa versione contiene tutti gli aggiornamenti usciti dal lancio […]

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Black Lab Enterprise Linux 6.6

Black Lab Linux Black Lab Linux (conosciuta come OS4 OpenLinux) è una distribuzione Linux user-friendly per desktop e  basata su Ubuntu. Tra le caratteristiche ci sono il supporto per i plugin dei browser, pacchetti extra per la produzione multimediale, la creazione di contenuti e lo sviluppo software, nonchè un innovativo desktop basato su GNOME Shell. […]

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Editoriale: Samsung sta distruggendo la categoria dei phablet

In questi giorni su Samsung Addicted ho scritto diversi articoli sui nuovi Galaxy Note 5 e Galaxy S6 Edge Plus. Oggi in occasione dell’articolo relativo al video confronto fra il Note 5 e il Note 4 ho parlato delle motivazioni ufficiali che avrebbero spinto Samsung a non commercializzare fin da subito il Galaxy Note 5: Samsung ha espressamente detto che noi europei non utilizziamo il pennino e che quindi un prodotto come il Galaxy S6 Edge Plus sarebbe stato più indicato per le nostre esigenze. 

Personalmente da utente Galaxy Note non condivido questa tesi anche se oggettivamente nell’uso quotidiano spesso si finisce ad utilizzare le dita al posto della S Pen. Nel mio caso raramente ho utilizzato la S Pen per usare Memo Rapido o S Note per prendere appunti a mano libera. Il motivo? Con la tastiera Swiftkey posso prendere appunti molto più velocemente grazie alla predizione del testo e soprattutto sono facili da comprendere (al contrario dei geroglifici che vengono fuori con gli appunti a mano libera). In pratica, spesso utilizzo la S Pen per aiutarmi nel prendere appunti tramite il metodo Swype, non certo per lo scopo progettato da Samsung.
Certo, il discorso cambierebbe su una superficie molto più ampia perché la S Pen è uno strumento di una precisione eccezionale e quindi su un Galaxy Note Pro da 12,2 pollici rende ovviamente meglio di quanto possa fare sul mio Galaxy Note 3 Neo da 5,5 pollici.
Tuttavia, al di là dell’utilizzo per creare note elaborate, ci sono dei casi in cui chi ha provato la S Pen ora fa fatica a farne a meno. Alcuni esempi: se dovete appuntarvi un numero di telefono al volo fate molto prima ad estrarre la S pen e avviare il memo rapido invece di aprire la rubrica e salvare il contatto; se utilizzate il multiwindows e/o aprite più schermate con Funzioni Penna la precisione della S pen non è utile, è semplicemente fondamentale per avere un’esperienza d’uso soddisfacente; l’esempio più banale invece riguarda l’utilizzo con i guanti: per quanto diversi display siano sufficientemente sensibili per garantire il corretto utilizzo in queste condizioni, volete mettere la precisione della S Pen con la scomodità di dover utilizzare le mani che con i guanti diventano “palette”?
Un altro aspetto di cui Samsung non ha tenuto conto è che la S Pen non è rimpiazzabile da un pennino capacitivo per cui chi comprerà un Galaxy S6 Edge Plus non potrà mai ottenere l’esperienza d’uso di chi comprerà il Galaxy Note 5 per cui a quel punto i 5,7 pollici dell’Edge Plus quali vantaggi potrà offrire rispetto ai 5,1 dell’Edge normale? 
Fatta eccezione per iPhone 6 Plus che è un prodotto che avrebbe venduto comunque, la realtà è che fino ad oggi solo i Galaxy Note con la S Pen sono stati considerati dei veri e propri phablet. Non è un caso che prodotti come Asus Fonepad Note 6, Acer Liquid S2, Sony Xperia Z Ultra siano finiti nel dimenticatoio generale. Senza la S Pen un phablet non offre un valore aggiunto rispetto ad uno smartphone tanto più ora che i top di gamma montano display da 5,5 pollici. 
Per cui quei 0,2 pollici in più ed un display curvo che però non viene sfruttato con intelligenza come accadeva con il Galaxy Note Edge (anch’esso destinato all’oblio) non garantiscono un valore aggiunto. Intendiamoci: tutto questo discorso si concentra esclusivamente sulle dimensioni del display, non sulla potenza dei devices.
Copiare la strategia di Apple poi è un suicidio per ovvi motivi: non dimentichiamoci che fino a due anni fa l’utente Apple andava in giro con uno smartphone da 4 pollici per cui è chiaro che il passaggio a 5,5 pollici si fa sentire e…apprezzare.
Ma ora come ora un phablet da 5,7 pollici senza S Pen dal costo di oltre 800 euro cosa offre più di un Asus Zenfone 2 ZE551ML o di un Meizu MX5 (entrambi con display da 5,5 pollici) che costano meno della metà? Chi è già in possesso di un Galaxy Note non passerà al Galaxy S6 Edge Plus, mentre chi non utilizza il pennino difficilmente spenderà 800 euro per un phablet. E tutto ciò senza considerare che tra qualche mese dovrebbe uscire il nuovo Huawei Nexus 6 con materiali pregiati e display da 5,5/5,7 pollici…e poi perché a questo punto uno dovrebbe spendere addirittura più di quanto serva per acquistare un iPhone 6 Plus? 
In conclusione, se Samsung non cambierà rapidamente le proprie idee sull’esportazione in Europa del Galaxy Note 5, chi è alla ricerca di un phablet è meglio che si metta alla ricerca di una buona offerta relativa al Samsung Galaxy Note 4, forse l’ultimo vero Note!