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Premessa
Prima di acquistare questo gioiellino ho letto talmente tante recensioni (per lo più in inglese) da far venire il mal di testa. Ciò significa anche che alcune delle informazioni che troverete scritte di seguito probabilmente le avrete lette già in qualche altra occasione. È sottinteso: non inviatemi mail o messaggi privati sul forum per chiedermi dove l’ho acquistato: su ebay lo si trova come il pane (da rivenditori statunitensi), su quasi tutti i negozi online europei è esaurito e le spedizioni ricominceranno a gennaio (per lo meno non si pagano le tasse di dogana, all’interno dell’UE). Fate voi.
Introduzione
Tutto ciò che leggerete è scritto in riferimento alla versione da 4Gb, con wireless integrato, webcam, casse audio, tastiera inglese (l’ho acquistato dagli USA). Vi prego di ricordare che è tutto scritto seguendo i miei particolarissimi metri di misura, che prevedono anche il tatto, il gusto e l’udito, quindi non venitemi a dire “secondo me non è plasticosa come hai detto tu” o “non è vero, quei 3,5 mb di ram per il sistema operativo a me non ci sono” o cose del genere.
La prima impressione all’apertura del pacco è quella che in molti hanno scritto, ma vi assicuro che non potrebbe essere altrimenti: “Caspita, è veramente piccolo…”. Si, effettivamente non ci si rende conto delle ridotte dimensioni fino a quando non lo si prende in mano per la prima volta. Il colore del mio modello è il nero (quello bianco si sporcherebbe troppo facilmente, e non sono un fan del Mac, anzi…). Il contenuto della confezione credo lo conosciate abbastanza bene; sicuramente la cosa inclusa nella confezione che ho trovato più utile è stata la custodia imbottita: è molto sottile, ma a meno che non vogliate portare il vostro Asus EEE ad un concerto SKA, credo che svolga abbastanza bene il proprio dovere. Sono rimasto anche entusiasta del caricatore: è poco più grande di quello del mio Nokia 6630, ovvero rientra nelle dimensioni medie di un caricatore per cellulari, e questo lo rende l’ideale da portare nelle valigie o negli zainetti delle vacanze.
Primo impatto con il software
L’accensione è veramente molto rapida, una ventina di secondi circa (forse 25). La prima cosa che salta all’occhio è la abbondante luminosità dello schermo: mi ha lasciato sbalordito. Anche la risoluzione molto alta lo rende l’ideale per far vedere agli amici in facoltà le foto del matrimonio della propria sorella (o, più probabilmente, quelle dell’amico ubriaco la sera prima o dell’ultimo liquido fosforescente per l’impianto di raffreddamento a liquido del proprio pc fisso). In un certo senso, lo schermo non ha niente da invidiare a quello di altri portatili (certo, se lo volete spettacolare da rimanere con la lingua a terra, compratevi un Vaio e portatevi in giro 2 Kg di portatile…).
Il software si interfaccia molto semplicemente ed in maniera molto diretta con l’utente: come avrete visto dagli innumerevoli screenshots online, è diviso in schede a seconda dell’area di competenza dei programmi, una scelta molto intelligente. Ovviamente, non vi parlerò del software programma per programma: sono cose che trovate scritte dappertutto e poi OpenOffice lo conoscete anche meglio di me (si, è vero, OO su EEE carica in 5 secondi).
Quelle che sto per descrivere, sono le pecche evidente della distro Xandros preinstallata. Anzi, prima di tutto, cominciamo da una scelta molto saggia: KDE. Onestamente non ho controllato quanta ram venga impiegata per il solo avvio del sistema, ma nel complesso non credo molta perchè è veramente reattivo. L’aspetto è WindowsXP-like (a partire dallo stile dei tasti di chiusura, minimizza, ecc).
Dicevo, le pecche: credetemi, mi sono sentito un attimo perso quando, tentando di installare un pacchetto via apt, mi sono chiesto: “dov’è il terminale“?? Ebbene, il terminale non è tra i programmi listati. Infatti, per averne uno bisogna usare la combinazione di tasti CTRL+ALT+T. Non la trovo una scelta molto saggia, ma comunque comprensibile, considerato il pubblico al quale è destinato l’oggetto.
All’inserimento di una penna USB, appare un’iconcina nella traybar, pace all’anima sua… niente icona enorme, bisogna andare a fare il tiro a segno nella tray. Comunque, vengono montate automaticamente e viene visualizzata la classica finestra in cui scegliere l’operazione da eseguire (dalla tradizionale apertura in finestra ad altre opzioni a seconda del contenuto della perferica di archiviazione). Se chiudiamo questa finestra bisogna andare a prendere l’icona dell’usb in tray, non lo auguro a nessuno.
I repository attivati di default sono quelli della distro integrata. Non hanno i 25.000 pacchetti di Ubuntu, ma per un uso essenziale dello strumento vanno bene (ok, per un geek non esiste un uso essenziale, lol). Si possono tranquillamente aggiungere i repo di Debian e tentare di installare qualcosa.
Ma perchè farsi del male in questa maniera?
eeeXubuntu
Poco prima che arrivasse il pacco dell’Asus, il buon vecchio stinco di santo di Alessio mi ha illuminato sull’esistenza si eeeXubuntu, una versione di Xubuntu moddata apposta per adattarsi alle esigenze (spesso hardware) dell’Asus. Un esempio su tutti, il mitologico chip Atheros del wi-fi integrato, che normalmente necessiterebbe di ndiswrapper per essere sistemato a dovere, che con eeeXubuntu viene riconosciuto e connesso al primo avvio. La trovo una cosa fantastica. Il motto di eeeXubuntu, per il momento, è ancora “simply, works”. L’installazione è veramente molto semplice: si scarica la iso (circa 530 Mb se ricordo bene), la si masterizza, e si avvia la live riavviando il pc. Dalla live, si apre un terminale e (dopo aver inserito una penna USB da, immagino, qualcosa più di 530 mb) si digitano pochi comandi, che copieranno la live di installazione sulla usb. Si stacca la usb, la si inserisce nell’Asus, si accende il portatilino, e come per magia, si avrà davanti il solito menù della live. Si seleziona l’opzione di avvio per Asus EEE (la seconda, credo) e si avvierà la live sul proprio Asus. Il resto è esattamente come una normale installazione di X/K/Ubuntu.

Dopo l’installazione, è tutto funzionante e riconosciuto: il wireless (ho faticato due giorni per far funzionare lo stesso identico chip sullAcer di mio fratello!), i tasti funzione: aumenta/diminuisci luminosità, standby, arriva/disattiva wireless, ecc. Una delle cose che si nota subito, è che non vengono riconosciuti i tasti di aumenta/diminuisci/disattiva volume. A tutt’ora, l’unico modo per ammutolire il mio Asus è abbassare manualmente il suono dal regolatore di Xubuntu. Per il solo avvio, Xubuntu impiega solo 110/120 mb dei 512 totali, un vero successo. Il rapporto tra mousepad e schermo è studiato molto bene, a primo impatto il mousepad è troppo piccolo per uno schermo del genere, ma “la sensazione è illusoria” (frase da scientista?).
La mia MMC, munita di apposito adattatore che l’ha fatta diventare una SD, viene perfettamente riconosciuta e montata da eeeXubuntu, che ci impiega meno di un nanosecondo, ed eccola lì sul Desktop.
Onestamente, non avevo mai usato Xubuntu (ho trascorso 2 anni su
Kubuntu e da qualche settimana sono passato ad Ubuntu). NLe note dolenti (molto dolenti)on ha niente
da invidiare ai sui fratelli maggiori, ed è di una leggerezza mostruosa.
Le note dolenti (molto dolenti)
Tra i tanti tasti funzione, c’è anche quello dolente: la webcam integrata. Ovviamente, perfettamente funzionante e riconosciuta sulla Xandros preinstallata (con una definizione d’immagine peraltro molto gradevole), non viene automagicamente riconosciuta da eeeXubuntu. Ad essere sinceri, non mi sono ancora informato in merito, ho solo installato Skype e notato che la webcam non funge. In fin dei conti se sono riuscito a far fungere l’Atheros a mio fratello, uscirò vivo anche da questo. Se ci sono sviluppi, vi terrò aggiornati. Però non vi nascondo che mi sarebbe davvero tanto piaciuto vederla funzionare a dovere al primo avvio.
E adesso, il tasto più cattivo, malvagio e devastante di tutti: le penne USB. Cercate di non piangere mentre lo dico: non vengono montate. Anzi, ci ho speso 10 minuti, ma non sono riuscito a farle fungere. Parlo di qualsiasi periferica di archiviazione USB. Sotto questo punto di vista, eeeXubuntu mi ha molto deluso. Ma voglio smanettarci ancora un pò prima di giungere a conclusioni affrettate, quindi abbiate pazienza.

La fisicità
La tastiera è ovviamente quella inglese (come ho specificato nell’introduzione), e fortunatamente da un paio d’anni ho superato il mio rapporto adolescenziale con la tastiera, e scrivo senza guardarla, quindi per me non è cambiato niente, le lettere italiane sono sempre al loro posto, anche se sui tasti le lettere non sono quelle. In molti vi starete chiedendo se la tastiera è così “plasticosa” come dicono. Effettivamente, mi aspettavo molto peggio. Una volta fatta l’abitudine all’insolitamente piccola dimensione dei tasti (che sono grandi esattamente quanto i miei rinsecchiti polpastrelli callosi di bassista), si scrive alla grande (anche se, personalmente, trovo che la “A” sia un pò troppo a sinistra del baricentro ideale della tastiera, ed è la lettera che dopo 10 giorni sbaglio ancora maggiormente). Come sempre, è solo questione d’abitudine, dopo qualche ora o qualche giorno si acquisisce piena padronanza della situazione.
Dimenticavo, la durata della batteria. La leggerezza e la modestia di risorse di eeeXubuntu sembra in qualche modo aiutare noi poveri giramondo: quelle poche volte che ho provato ad usarlo per ore ininterrottamente in facoltà, dura realmente le 3 ore che sono indicate nelle recensioni (badate, con il wireless disattivato e la luminosità dello schermo a metà).
Conclusioni
So che non avete ancora tutte le risposte che vorreste, ma non riesco a fare di meglio: il metro di valutazione di strumenti “ampi” come i portatili (in questo caso sarebbe meglio parlare di UMPC) sono così vari e soggettivi che sarebbe impossibile dare un senso compiuto ad ogni singola impressione o dato di fatto.
Nel complesso, sono assolutamente entusiasta dell’acquisto, anche perchè prima mi portavo in giro (in facoltà, s’intende) ogni giorno il mio fidatissimo laptop Dell da 1050€ (la bellezza di 2,5 Kg circa). Adesso sono passato agli 850 gr circa dell’Asus EEE, e non immaginate quanto ne sia felice. Soprattutto per chi, come me, non ha molto tempo per rivedere i propri appunti dell’università o le dispense del prof (dopo 8 ore di lezione giornaliere, permettete….), finalmente ho tra le mani un laptop che posso comodamente uscire e mettere sulle ginocchia in treno, senza fare acrobazie per evitare di uccidere le tre persone che mi circondano (i treni pugliesi per il 40% risalgono ai gloriosissimi Anni 60, roba di qualità!).
Per quanto mi riguara, l’ASUS EEE sta aprendo un’era: l’aumento di pc portatili di dimensioni ridotte faciliterà lo scambio delle informazioni, ridurrà la costosissima (ed anti-ecologica) comunicazione cartacea, e catapulterà una marea di nuovi utenti in rete, liberando l’informazione (e le comunicazioni). D’altro canto, l’adozione di un sistema operativo GNU/Linux convincerà gli utenti a superare i pregiudizi secolari che continuano a circolare diffusamente sul software libero. Speriamo che il mondo ne prenda consapevolezza, piano, piano….
PS: ovviamente, questa recensione è stata scritta mentre sono in macchina giù a casa della mia ragazza. La sto aspettando da mezz’ora, sono collegato ad internet tramite la sua Fonera, e sto scrivendo sull’Asus
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andreaolivato
ci ha messo qualche ora a capire che i gspca non si compilavano perchè sono già compresi nel kernel...
@Replica
su610
Provo easypeasy-1.0 La "nuova" distro per l'Eee pc. La trova graficamente orrenda....
@Replica
andreaolivato
fluxbox power
@Replica
andreaolivato
nota che il dns della gallery si è finalmente aggiornato ... amen!
@Replica
staff
data la scomodità di non avere api con cui interagire in scrittura sta pensando di passare Social su una piattaforma laconi.ca self-hosted
@Replica