Tags archives: gnome

 

 

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Evolve OS Beta 1 Rilasciato, arriva il nuovo software center

E’ disponibile per il download la prima Beta di Evolve OS, ecco le principali novità e come scaricarla.

Evolve OS
Evolve OS è una distribuzione Linux indipendente che include il nuovo desktop environment Budgie e alcune applicazioni dedicate. L’idea del progetto Evolve OS è quella di fornire un sistema operativo sicuro, semplice e soprattutto leggero in grado di portare le applicazioni GTK+3 anche in personal computer datati. Gli sviluppatori di Evolve OS hanno annunciato il rilascio della prima Beta, nuova versione in fase di sviluppo che include svariati aggiornamenti oltre al nuovo Software Center.

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Di Sandboxed Applications e di come cambieranno il modo di distribuire software in Linux

Il sistema di gestione delle applicazioni in Linux si basa sul concetto di pacchetti. Una singola applicazione è divisa in uno o più pacchetti, e per funzionare richiede l’installazione, oltre che dei propri, anche dei pacchetti relativi alle sue dipendenze … Continua a leggere

 

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Robolinux 7.8.1: “Supersonic 3D Speed”

Robolinux Robolinux è un semplice e intuitivo sistema operativo basato su Debian GNU/Linux stabile. La caratteristiche migliore del progetto è quella di avere una macchina virtuale preconfigurata per supportare  Windows XP e Windows 7  così da poter eseguire Windows e Robolinux. Versione 7.8.1 Questa versione contiene: Debian upstream 7.8 kernels Firefox 35.0 Gnome V7.7.2 Xfce […]

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Slingshot il menu di elementary OS in Gnome Shell

Grazie all’estensione Slingshot potremo portare il menu di elementary OS in Gnome Shell, ecco come fare…

Slingshot in Gnome Shell
Tra le tante novità introdotte dai developer elementary OS nel desktop environment Pantheon troviamo anche il menu Slingshot. Slingshot è un menu che ci consente di accedere velocemente alle applicazioni installate sul nostro pc semplicemente elencandocele oppure raccogliendole per categorie, grazie alla barra di ricerca possiamo inoltre effettuare ricerche mirate. E’ possibile inoltre portare il menu Slingshot anche in Gnome Shell grazie ad un’estensione dedicata che oltre all’aspetto ne include anche funzionalità simili ed alcune personalizzazioni.

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Gnome 3 il più bell'incompreso del mondo Open

Tutti quelli che mi conoscono sanno benissimo che io sono un amante di Gnome, contribuisco per come posso al progetto e cerco di diffonderlo per come posso. Questo non mi rende un cieco e non mi evita di apprezzare anche altri progetti come KDE, ecco una prova.
Purtroppo, vedo GNOME molto spesso bistrattato e criticato, cosa assolutamente lecita e giusta, ci mancherebbe ma, troppe volte a mio avviso le critiche vengono perché non si è compreso Gnome come progetto.
Il team di GNOME, ai tempi del vecchio GNOME 2 si è trovato di fronte ad un grosso problema, ovvero cosa fare del loro progetto che era diventato un molosso molto complesso da mantenere e nel quale anche la serva poteva fare quello che gli pareva. Nel frattempo, il team inizia a formulare un’idea di interazione nuova tra la macchina e l’utente. La formulazione di quest’idea è stata molto travagliata e, in molti dicono anche ispirata dal lavoro di altri ma, la cosa certa è che in GNOME, ad un certo punto hanno preso la decisione di creare una cosa nuova con due obiettivi:
  • Semplificare il codice rispetto a GNOME 2
  • Rivoluzionare l’interazione classica

Il risultato è quello che vediamo con GNOME 3.

GNOME 3

L’idea è quella di semplificare l’interazione con un solo paradigma per fare tutto quello che ti può servire.
Ovvero hanno eletto il tasto super che, sulle tastiere del mondo linaro è quell’inutile tasto windows.

Il mio tasto super

Hanno dato dignità a questo tasto che si era inventata la MS, mettendolo al centro dell’interazione del mondo GNOME. Se lo premete in GNOME, avrete in una schermata accesso a tutte le funzioni del DE.

GNOME con tasto super

Ovvero exposè delle finestre, desktop multipli (peraltro dinamici), preferiti e, semplicemente mettendosi a scrivere, si può ricercare tutto quello che è stato predefinito nelle opzioni di ricerca, quindi applicazioni, file, contatti ecc ecc.
Per sintetizzare, super+scrivi e fai tutto quello che ti può servire.
Il team di GNOME ha poi fatta un’altra scelta che a non tutti è piaciuta, ovvero la scelta del minimalismo, hanno iniziato a togliere tutto quello che non ritenevano necessario e a fare in modo che le cose comparissero solo e se fossero risultate utili.
Quindi, ad esempio, il vassoio di notifica è nascosto e, per aver accesso, si deve spingere il mouse sotto il bordo in basso.

Il team GNOME nel fare questo ha commesso un errore e mezzo. Il mezzo errore è stato cambiare e, il cambiamento è faticoso per chi lo subisce e, normalmente la reazione a qualcosa che cambia è questa:

Utente Linux dopo aver visto Gnome 3


Ma il cambiamento è anche evoluzione e, per quanto possa far paura, le persone lo devono accettare, comprendere e, quelli migliori di noi lo guidano.
Quindi una prima ondata di avversione è avvenuta perché qualcosa con il quale si era familiari è stato cambiato.
Il secondo errore e questa volta vero, è stata l’assenza di comunicazione o, l’aver comunicato molto male.
Quando si cambia qualcosa, tenere per mano i propri utenti e spiegare come una cosa è cambiata e magari anche il perché è avvenuto un cambiamento, aiuta molto ad accettare lo stesso.

Ma cosa stai dicendo? Ci vogliono far lavorare con una interfaccia da tablet!

Che è una cosa che ho sentito/letto fin troppo spesso relativamente a GNOME. Non nego che l’interfaccia possa essere usata anche su dispositivi touch ma, ancora una volta la cattiva comunicazione di GNOME, non ha dato risalto al fatto che in realtà il DE è volutamente keyboard friendly, ovvero può essere usato solamente da tastiera e, vi posso garantire che la tastiera è davvero tanto più veloce del mouse.
Vi faccio solo alcuni esempi di come possa essere usato da tastiera ma, vi lascio il link con tutte le shortcut possibili, commentarle tutte sarebbe davvero fuori luogo.

  • Tile delle finestre: super+destra/sinistra/alto
  • Spostarsi di un desktop: super+pgup/pgdown
  • Spostare la finestra in primo piano di desktop: super+shift+pgup/pgdown 
  • Aprire il vassoio notifiche: super+m
  • Lock dello schermo: Super+l

Peraltro il lock dello schermo è parecchio intelligente, dato che spegne immediatamente lo schermo anche su un desktop come il mio (l’ho trovato davvero furbo).
Peccato che io sappia che ci sono tutte queste shortcut solo perché, apprezzando il progetto, mi sono informato, dato che la cosa non è per nulla pubblicizzata e, secondo voi, l’aver permesso il controllo completo del DE tramite tastiera, rende GNOME una interfaccia da touch o solo da touch?

Si ma non si possono personalizzare!

Posto che avere un certo standard ed una certa armonia sia un vantaggio, non è del tutto vero. All’interno delle opzioni possono essere ancora modificate moltissime delle scorciatoie di sistema.

Impostazioni sulle scorciatoie.

 Si ma, comunque si può personalizzare poco!

Ancora una volta, il team di GNOME ha commesso un errore. Ovvero ha sviluppato un tool per la gestione più profonda del DE ma non lo ha mai pubblicizzato e sono pochissime le distribuzioni che lo preinstallano insieme al DE (credo Debian).
Se una cosa non sai che esiste, fai molta fatica ad usarla, anche se magari è buona.

GNOME-Tweaks-tool

 Si ma a me non mi basta! Perché io sono un cagacazzo!

Ho capito, sei uno che vuole rompere, tantissime altre opzioni, esistono ancora ma non sono immediatamente fruibili. Le puoi modificare tramite dconf-editor ma, in questo caso devi sapere cosa stai facendo.

dconf-editor

 
Detto questo è sicuramente vero che GNOME 3 sia meno flessibile del predecessore ma, non mi venite a dire che non si possa personalizzare e, ricordate sempre che mantenere uno strumento capace di millemila perequazioni, può essere molto complesso e costoso, esiste un giusto compromesso tra flessibilità a facilità di manutenzione.

Non mi basta ancora, io voglio PERSONALIZZAZIONE!

Il team GNOME ha creato una infrastruttura per aiutare la personalizzazione, anche profonda del DE, ovvero le extension ma, indovinate un pochino? Nemmeno questa volta il sistema è stato pubblicizzato come si deve e, a dirla tutta, fino alla versione 3.8 (dopo la situazione è molto migliorata), il passaggio di versione di GNOME significava veder rotte tutte le extension e, a volte dover riscriverle del tutto. Ora, se si escludono cose esotiche, sono pronte in tempi molto brevi.
Comunque le extension sono la prova che GNOME non vuole essere una statua di sale, ma vuol fornire gli strumenti per piegarsi al volere dei propri utenti.

Si ma le extension non sono GNOME!

Ma chi lo ha detto? GNOME Shell nasce pensata per permettere le extension, io stesso ne uso alcune (anche se, ad essere onesti, se non sono fatte bene, possono creare più danni delle cavallette).
Ma ad esempio gpaste integration e caffeine dovrebbero essere integrate nel sistema perché le trovo davvero indispensabili.

Ultimo punto, GNOME sta cercando di sviluppare una suite di programmi tutti quanti coerenti. In questo ambito è terribilmente indietro, purtroppo. Di fatto solo nautilus ed il terminale sono ad un livello tale da poter essere definiti pronti. Totem (video player) è buono ma ancora da rifinire, il resto è davvero ancora ad una fase prealpha. E purtroppo, l’applicazione che aspetterei con maggior palpitazione, ovvero mail, non è nemmeno in cantiere.
Ma GNOME anche da questo punto di vista ha una strada aperta.

Ma se è così bello, perché in tanti preferiscono dei derivati? Al team di Gnome non si fanno delle domande?

La mia opinione è che tanta parte di chi critica GNOME non abbia avuto modo di provarlo conoscendone le peculiarità, le scorciatoie e la filosofia. Chi lo ha provato e non si è trovato, persona brutta e cattiva, lecitamente usi altro.

Però, io vi ricordo che GNOME è un progetto che sviluppa in proprio, in maniera comunitaria, non fa il leech a nessuno. Ma soprattutto GNOME ha un progetto in testa ed è, purtroppo uno dei pochissimi progetti open che stia cercando di creare un prodotto presentabile al grande pubblico.
Se non vi piace, non ci posso fare nulla, non usatelo ma, non usate progetti da esso derivato, che prendono sviluppo e portano via utenza.
In parole povere, se volete una interazione più classica, usate KDE, sono certo che riuscirete a configurarlo come piace a voi.

 

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Fedora, perché si e per chi no.

Un tempo credevo che Fedora fosse quella roba bolsa e grassa, che non usa nessuno e che peraltro usava RPM.
Si sa, siamo tutti ignoranti in qualcosa ma, la cosa bella dell’ignoranza è che non deve per forza restare tua compagna per sempre, la puoi spazzare via!
Ho fatto questo con Fedora quando un amico mi ha quasi costretto a provarla, facendolo nel modo più subdolo possibile

Pensi di non riuscire ad usarla?

Ecco, gettato il guanto di sfida, ho dovuto accettarlo, anche perché, informandomi un pochino meglio, stavo capendo che le mie informazioni erano, come minimo superficiali.
Facciamo subito una premessa, perché per capire una distribuzione, si deve capire chi la fa e quale è il suo scopo. In modo da poterne apprezzare o criticare le caratteristiche ma, almeno le si potranno capire. Fedora è, tagliandola molto con l’accetta la beta di RHEL che, per chi non lo sapesse è uno dei prodotti che vende RedHat. Quindi, usando Fedora farete i beta tester per RedHat. In cambio RedHat fornisce supporto in termini di denaro e risorse umane ma, mantiene all’interno del governo di Fedora un peso importante ed un diritto di veto. Ovvero, RedHat può influenzare cosa fare in funzione del suo peso relativo, ma può comunque dire di no a qualcosa.
Per me, lo scambio è più che equo, RedHat ha bisogno di un prodotto solido per fare soldi, in cambio fornisce sviluppo open e chiede una mano alla comunità, personalmente ci sono!
Se non vi piace, Fedora non fa per voi, potete anche smettere di leggere.

Secondo punto importante, Fedora ha sposato l’open, quindi la distribuzione, appena installata sarà 100% open. Si concentra per migliorare e sviluppare strumenti open, il mondo proprietario in Fedora, non dico che non esiste (come vedremo) ma è comunque qualcosa di trattato come secondario. Anche questa è una cosa da sapere, in modo che sappiate il perché di alcune scelte.

Ma allora usando Fedora non possiamo usare nulla di proprietario?

No, ovviamente anche in Fedora vi è il modo di utilizzare qualche cosa di proprietario o che abbia limiti di licenza.
Il tutto viene messo in due repository, gestiti anche loro dal team di Fedora che si chiamano rpmfusion (free e nonfree), dove si trovano gran parte dei pacchetti che di solito servono (io ho sempre trovato tutto quello che mi serviva).

Ma perché non includerli di default?

L’ho spiegato prima, perché hanno fatto una scelta, che io condivido. Purtroppo, per usare decentemente il computer, non posso fare a meno di rpmfusion e lo installo, ma è comunque una mia scelta.

Ultima cosa da sapere, RedHat è uno dei primi sponsor di Gnome, RHEL esce con Gnome, Fedora quindi, nella sua forma principale avrà Gnome.
Non è che non si possono avere altri DE, ma usando quelle che si chiamano Spin.

Perché provare Fedora?
Prima di tutto per le sue politiche di rilascio. Fedora viene rilasciato quando è pronta, questo significa che vi sono sempre dei ritardi rispetto alla data prefissata di rilascio ma, di contro, avrete una distribuzione molto testata e davvero molto funzionale.
Ma, nonostante vi siano regole di rilascio così conservative, Fedora è una distribuzione davvero molto aggiornata. Quasi tutto il parco software è all’ultima versione e, spesso è proprio Fedora la prima distribuzione a rilasci stabiliti a fornire e sperimentare tecnologie nuove.
Poi mi piace perché è molto elegante e funzionale nel modo in cui vengono gestiti i repository. Fedora non ha, al contrario di OpenSuse, un approccio conservativo all’aggiornamento. Quindi il PM proporrà di installare il pacchetto più nuovo disponibile tra tutti i repository che avete abilitato.
Il PM è un altro dei suoi punti di forza. YUM, da qualche tempo in predicato di essere sostituito da DNF (che comunque ne ricalca le funzionalità e le peculiarità) è una macchina da guerra. Non è il PM più veloce del panorama ma, nel fare questo calcolo io faccio sempre due considerazioni:

  • I due PM che confronti, fanno le stesse operazioni?
  • I tempi, anche del PM più lento, sono ragionevoli?

Molto spesso, si confronta YUM o DNF con PM più scarni nelle opzioni che eseguono. YUM è vero che per aggiornare, a parità di pacchetti ci può mettere qualche cosa in più, ma fa anche più cose. Di default, per dirne una, utilizza quelli che si chiamano deltarpm, ovvero non scarica tutto il pacchetto, ma solamente la parte modificata, per poi ricostruire il pacchetto in locale e installarlo. Questo si traduce in un minor traffico di rete ma, di contro, in un maggior carico per il processore che dovrà ricostruire i pacchetti.
Altra caratteristica davvero molto interessante è la sua funzionalità di undo e rollback.

yum history list

Questo che cosa significa? Yum (ma anche DNF lo fa) tiene traccia di tutte le operazioni che ha fatto e gli da un numero. Undo, annulla una singola operazione, ovviamente, gli dovete dire quale dovete annullare. Rollback invece, annulla tutte le operazioni fatte fino a quella che avete scelto.

Fedora, non aggiorna all’interno del medesimo rilascio le parti core della distribuzione e, nel caso di Gnome, non aggiorna nemmeno il DE.
Fino a qualche tempo fa, questo non era un problema, i cicli di rilascio di Gnome e Fedora erano praticamente sincronizzati, quindi la nuova versione di Fedora, con il nuovo Gnome usciva un mese, un mese e mezzo dopo il rilascio del DE. Un tempo accettabile per far si che il nuovo DE sia integrato e perfettamente funzionante. Purtroppo però, Fedora ultimamente ha avuto tempi più lunghi di rilascio ed i tempi tra distribuzione e DE si sono sfasati parecchio.
La distribuzione più gnomica di tutte a volte è quella più in ritardo ad offrire l’ultima versione del DE. Questo per alcuni non è un problema, per me che sono malato di aggiornite cronica compulsiva si.
Spero che le cose comunque si siano riallineate con l’ultimo rilascio o che Hughes (developer Fedora che si occupa di impacchettare Gnome) faccia ancora una volta un repo ad hoc per avere l’ultimo Gnome.
Per quanto riguarda KDE invece, fornisce un repository specifico che lo aggiorna all’ultima versione anche all’interno del medesimo rilascio.

Repository aggiuntivi
Come per molte altre distribuzioni, anche Fedora ha la possibilità di aggiungere repository della comunità che si chiamano Copr, che funzionano più o meno come i PPA di Ubuntu.
Tramite questi repository, si possono aggiungere programmi che vengono mantenuti aggiornati. Come dicevo prima, Hughes usò proprio questa possibilità per creare un repository per Gnome.

A chi la consiglio?
Sicuramente a tutti gli utenti che vogliono una distribuzione ragionevolmente stabile ma che sia, al contempo parecchio aggiornata.
Ma la consiglio anche a tutti quegli utenti che ritengono di aver voglia di contribuire attivamente al mondo Open. Sicuramente Fedora è ottima per fare questo. Io, come sapete, non sono affatto contrario al business nel mondo open, a patto che tutto sia trasparente, RedHat da questo punto di visto, almeno per ora lo è stata. Certo, ha fatto anche i suoi interessi, ma non ha mai mangiato da sola. Quindi contribuisco volentieri a questo tipo di progetto e collaborazione.

A chi non la consiglio?
Per i professionisti che vogliono una postazione di lavoro blindata, non dico che Fedora non vada bene, ma almeno secondo la mia opinione,  OpenSuse è una opzione migliore.
Al supernoob, Fedora non nasce per essere prontissima out of the box, anche se negli ultimi anni ha fatto grandi passi in avanti. Tra fedy (anche se non è uno strumento ufficiale) e gli aggiornamenti che vengono proposti tramite interfaccia grafica.
Per il resto, Fedora si può consigliare a chiunque dato che offre molti strumenti, permette di sperimentare e non ha una utenza per la quale non è consigliata.

 

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GNOME Battery Bench
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