Tags archives: informatica

 

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Marco's Box I/O 51

Oltre alle Steam Machine, arriverà il Steam Controller a 50 dollari [Gizmodo]

  • Google si aggiudica anche il gTLD .app [HWUpgrade]
  • Qual’è lo stato del gaming su Linux? [ArsTechnica]
  • Unreal Engine 4 è diventato “gratuito” (a meno che non ci siano ricavi per più di 3 mila dollari a trimestre, nel cui caso si accontentano del 5% del fatturato) [Unreal]
  • In Honduras sono stati scoperti resti di una civiltà pre-colombiana grazie al remote sensing (LiDAR) [Gizmodo]
  • Al GDC Valve annuncia Source 2, Steam Link e l’arrivo di diverse Steam Machine [The Verge]
  • Crossy Road è un videogioco per smartphone che fa un uso innovativo e non invasivo della monetizzazione [Polygon]
  • Una ricostruzione di un furto di identità che ha portato a rubare più di 3 mila dollari in Bitcoin (morale: non usate mail forwarder!) [The Verge]

 

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Odroid C1: la (mia) resa dei conti




Si sa, quando una cosa piace e ha successo, l’imitazione è dietro l’angolo. 
Poteva mancare un clone del famoso Raspberry Pi? Ovvio che no!
HardKernel Odroid C1 è uno degli ultimi arrivati, costa 35$ e partendo proprio dal gemello Raspberry B+, offre migliori prestazioni e una scheda tecnica di tutto rispetto.

* Amlogic ARM® Cortex®-A5(ARMv7) 1.5Ghz quad core CPUs 
* Mali™-450 MP2 GPU (OpenGL ES 2.0/1.1 enabled for Linux and Android)
* 1Gbyte DDR3 SDRAM (2x Samsung K4B4G1646D)
* Gigabit Ethernet (Realtek RTL8211F)
* 40pin GPIOs
* eMMC4.5 HS200 Flash Storage slot / UHS-1 SDR50 MicroSD Card slot
* miniHDMI x 1 
* USB 2.0 Host x 4, USB OTG x 1
* Infrared(IR) Receiver

* Ubuntu 14.04 or Android KitKat 

ndr. le distro ufficiali sono Ubuntu 14.04 LTS (in realtà è una Lubuntu) e Android KK, ma sul forum ufficiale si trovano altre distro sperimentali e/o gestite dalla community (arch, debian, ubuntu mini, etc.) 
Prima di andare avanti, vorrei precisare che quanto segue non vuole essere una recensione rigorosa e formale, ma è più una chiacchierata tra amici e una testimonianza della mia breve e personale esperienza con le dev board e un piccolo indiretto confronto con il diffusissimo Raspberry Pi (B+).
Vengo da un Raspberry B+, acquistato qualche mese fa con l’idea di realizzare un sistema economico, silenzioso e dai ridotti consumi, che mi permettesse di avere i miei file sempre sotto mano e che fosse in grado di scaricare file “a pc spento”… e perché no, fatto trenta, facciam trentuno, un bel media center xbcm/kodi, in modo da vedere i file direttamente sulla tv, senza bisogno di fastidiose copie su usb e hard disk esterni vari.
archlinux, samba, ssh, demone pyload e kodi i miei alleati!
Causa riorganizzazione casalinga, il Raspberry da solo non bastava; serviva un fratellino, e la scelta è ricaduta sull’Odroid C1 (Rpi 2 non era ancora uscito al momento del mio ordine) fondamentalmente per la memoria ram in più, per il comparto cpu/gpu superiore e per il supporto all’H265… e per il prezzo altrettanto contenuto.
ndr. community e minuzie a parte, a mio avviso il C1 è superiore anche al Rpi2 e probabilmente avrei preferito lo stesso il primo.
Bundle & Hardware
Io ho ordinato il C1 dallo shop internazionale (base in corea del sud), ma è possibile acquistare (lo consiglio, in modo da risparmiare 15€ circa di dogana) dallo shop UK o tedesco. Ho acquistato il C1, l’alimentatore da 2A con jack specifico (ATTENZIONE!!! a differenza del raspberry, il jack non è mini-usb) e un cavo usb-mini usb per il mio htc. Vi arriverà tutto in una scatola di cartone, con stampata la scritta Odroid e al suo interno troverete il C1, in una piccola scatoletta bianca e con un piccolo manuale in inglese, il caricabatterie EU con adattatore USA e il cavetto (ovviamente, solo nel mio caso), il tutto protetto da un foglio di pluriball.


Partendo dall’alimentatore, posso dire che è di discreta fattura, non scricchiola ed è abbastanza grande e robusto. L’attacco, nonostante non sia circolare, è di tipo europeo e quindi vi servirà una tripla o una presa a muro con fori larghi. Unico neo: il connettore, una volta inserito nel C1, resta leggermente sporgente e da l’idea di essere precario; in realtà è solo apparenza e, infatti, non ho avuto nessun problema di collegamento; basta solo “dimenticarsi” che si sta usando un C1 e non un raspberry con mini-usb (il maschio entra per intero nella femmina).
La board, invece, ha le stesse dimensioni del gemello Rpi (85 x 56mm), pesa circa 40 grammi ed ha la stessa disposizione dei vari connettori (salvo differenze di dotazione), tant’è che una persona poca esperta, potrebbe facilmente confonderli. La costruzione è buona e non credo ci sia molto da aggiungere rispetto alle foto che potete trovare in rete: quello è!
Personalmente, ho trovato davvero molto scomoda la posizione della microSD/eMMC perché posizionata al centro e sul lato b della board, cosa che vi costringe a smontare case o board dal supporto in caso di problemi/cambio di memoria e per di più, la mSD sporge un po’ rispetto al pcb e quindi, senza distanziali, si rischia di rompere tutto; per di più, non è presente il sistema “a molla” presente sul Rpi e quindi l’installazione della schedina risulta più scomoda. Sempre parlando di differenze, scomoda anche la scelta (evidentemente costruttiva) di adottare un connettore mini-HDMI, a mio avviso meno solido e stabile, e la scelta del jack ad ago per quanto riguarda l’alimentazione.
Odroid C1 vs Raspberry Pi B+
Software
Premesso che nonostante il monitor fHD, il boot.ini settato a dovere e nonostante i riti voodoo, mi ritrovo a dover impostare una risoluzione 1360*xxx perché altrimenti il video è tagliato su tutti e quattro i lati e non riesco a vedere quello che scrivo se accedo via cli.
Per fortuna, per kodi si risolve facilmente, andando ad impostare il fullHD nel boot.ini e andando a calibrare il monitor dalle impostazioni dell’applicazione.
Chi mi conosce, sa che sono abbastanza estremista e che mi piace fare le cose da solo all’insegna del minimalismo. Deciso a replicare l’accoppiata vincente del Rpi, wiki alla mano, archlinux finisce sulla mSD classe 10. L’installazione/Configurazione base procede senza intoppi, uno dopo l’altro i pacchetti vengono installati e nel giro di mezzo pomeriggio, mi ritrovo con il C1 “assemblato”, con samba, ssh, demone pyload e dischi storage tutti installati, configurati e pronti all’uso.
Gasato come un bambino, mi butto a capofitto nell’installazione di kodi. Leggo un po’ e scopro che differenza degli altri Odroid e del Rpi, devo installare anche xorg per avere kodi su arch… vabbè, poco male. Installo kodi, compilo kodi-standalone in modo da poter avviare kodi da systemd* (ndr. minimal is the way: niente DE sulla mia arch) e mi preparo ad avviare il player per la prima configurazione.
* kodi-standalone su aur è per architetture a 32/64bit, ma su archlinuxarm spunta tra i pacchetti compatibili. Non trovandolo in rete, ho modificato il pkgbuild e ho compilato un pacchetto “any”.
Purtroppo kodi non parte, gli errori sono tre e in rete non riesco a trovare nulla di significativo. Kodi parte solo come servizio systemd ma non viene creata la cartella .kodi nella home e anche creandola a mano o editando kodi.service, si riesce ad avere una configurazione personale; oltretutto, il player gira male e lagga abbastanza nei menu.
Riprovo senza successo e stanco e frustrato causa ricerche inconsistenti, mi decido a provare la distro ufficiale, poi ubuntu mini, poi di nuovo arch e poi di nuovo ubuntu. Vi risparmio le prove, il tempo perso, i giorni passati, i pasti saltati e il sudore versato e arrivo alla conclusione di questa avventura.
- archlinux: gira bene ed è archlinux; i pregi e i difetti li conosciamo tutti (chi non li conosce può far finta di niente). se non fosse per quell’errore, avrei scelto ancora lei.
- ubuntu mini: miglior compromesso tra arch e ubuntu ufficiale, ma avevo problemi ad avviare kodi e la frustrazione ha preso il sopravvento e ha formattato la mSD prima ancora che potessi lottare contro i problemi.
- ubuntu 14.04: la migliore soluzione se si vuole la pappa pronta, tutto funzionante e la mSD piena. su 8GB di memoria, dopo l’installazione e un update, mi ritrovo con la memoria piena (2GB non vengono allocati e ho dovuto espandere a mano)… piena di applicazioni inutili e che mai userò.
Ci sono due browser, app per una webcam che non è integrata, ovviamente, ci sono tre terminali, c’è davvero tanta tanta roba. (ndr. ne parlo dopo nelle conclusioni).
Però funziona, ed è per questo che per ora sul mio C1 ci gira Ubuntu/Lubuntu… senza Xorg perché uso Kodi come service, ma pur sempre una distro mastodontica per quanto riguarda il numero di pacchetti installati.
- non ho avuto modo di provare Android e Debian, ma non escludo la possibilità di provare Debian (mini), in modo da avere un sistema più stabile e meno soggetto ad aggiornamenti, rispetto ad arch, ma che mi permetta di avere una distro minimal adatta ai miei gusti.

Multimedialità
Venivo da un Rpi B+ su cui riproducevo bluray compressi 720p/1080p senza nessun problema. Il C1 da questo punto di vista è un discreto passo in avanti; il processore più potente e la ram in più si sentono, e si sentono non tanto nella riproduzione, quanto nella navigazione tra i menù, nell’accesso alle app/cartelle su kodi, nell’estrazione degli archivi compressi, e in tutte quelle operazioni che prima richiedevano qualche attimo (avvio demone pyload, per esempio). Notevole, poi, la riproduzione degli mkv@h265. Dove il B+ si blocca quasi di colpo, il C1 riproduce senza batter ciglio, permette di saltare avanti e indietro come se nulla fosse e la riproduzione è sempre fluida e precisa; promosso a pieni voti!
(ndr. prove effettuate con gli mkv di test usati dalle principali testate giornalistiche del settore)
Conclusioni
Inutile nasconderlo, il Raspberry ha una community a dir poco immensa rispetto a quella del C1; nonostante il ricco forum e i numerosi progetti, il C1 resta comunque inferiore al suo gemello dal punto di vista del supporto.
Se, invece, parliamo di prestazioni il rapporto si inverte e il C1 vince a mio avviso in tutti gli ambiti (anche se paragonato al modello 2), soprattutto se consideriamo che allo stesso prezzo possiamo avere ugualmente consumi ridotti, temperature nella media, più potenza hardware e ottimo rapporto qualità/prezzo (in realtà causa importazione, in italia il Raspberry dovrebbe costare leggermente meno, ma il prezzo di lancio è lo stesso e ammonta a 35$).
Quello che non mi ha convinto e che non mi spinge a promuovere con lode il C1, è il fattore distro, forse nota dolente di questa board, ma che è strettamente legato al fattore community.
Se da un lato le distro “sperimentali” ci sono (archlinux, debian, ubuntu mini, openELEC, e altre che potrete trovare sul forum), spesso i problemi sono dietro l’angolo e non sempre il rimedio si trova facilmente, proprio a causa della community meno nutrita. 
Parlando di distro ufficiali, da un lato abbiano RaspBian e dall’altro abbiano Ubuntu/Lubuntu. la prima è molto più minimal della seconda ma almeno sul mio B+ non garantisce un’esperienza d’uso confortevole. Sul C1, invece, si riesce a navigare su internet senza piangere sangue e il sistema è, in generale, molto più usabile; il problema? un’infinità di applicazioni! 1960 e più pacchetti!
ndr. ok che è l’unica distro ufficiale, ok che tutto funziona, ma riempire la memoria di browser, terminali, app di debug, programmini vari e cose che probabilmente il 70/80% degli utenti non userà, non mi è piaciuto. avrei preferito una distro minimal ma con un bel repo (tanto su ubuntu, repo più, repo meno) su cui trovare le app di debug o tutto il resto; invece no, o tutto o niente.
Per di più, Kodi viene incluso nella versione 15.0 che allo stato attuale altro non è che un’Alpha1… scelta molto discutibile e mooolto azzardata a mio avviso.

Credo di avervi annoiato abbastanza; questa è la mia esperienza personale e non vi nascondo che tenterò di tornare ad archlinux in un futuro spero vicino. Se avete domande, dubbi, appunti o altro, potete scriverlo nei commenti :)

 

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Arrivano i saldi SteamOS!

Valve ha annunciato i saldi di SteamOS tramite i quali potrete comprare a prezzo scontato numerosi titoli compatibili per Linux.

Il catalogo consta sia di titoli già disponibili per Linux, sia di nuovi giochi che stanno mano a mano arrivando sulla piattaforma Steam.
Potete consultare i giochi scontati recandovi alla pagina SteamOS Sale.

PS: fra i giochi in offerta c’è anche The Talos Principle realizzato da Croteam, software house che abbiamo avuto il piacere di intervistare qualche tempo fa. Se vi interessa trovate l’intervista all’indirizzo Intervista a Croteam su Linux e il mondo dei videogiochi

 

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Red Hat annuncia il lancio di Red Hat Cloud Innovation Practice

Red Hat lancia una practice Cloud Innovation per favorire l’adozione di cloud e DevOps

La nuova divisione aiuterà le imprese ad adottare le best practice DevOps
Milano, 4 marzo 2015Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia il lancio di Red Hat Cloud Innovation Practice, un nuovo team di esperti che aiuterà le aziende ad adottare la modalità cloud tramite la fornitura di soluzioni e servizi quali design validati con architetture di riferimento, consulenza, training e supporto. 
Red Hat Cloud Innovation Practice nasce dall’integrazione di tecnologia ed expertise acquisite dall’azienda nel 2014 con l’ingresso di Inktank, noto fornitore di sistemi Ceph, e di Novance, provider di servizi cloud computing. Entrambe le aziende hanno fornito le competenze, le soluzioni, le metodologie e l’expertise necessarie per lanciare una practice cloud realmente innovativa in grado di aiutare le imprese a gestire le complessità associate con la nuvola. 
Con l’obiettivo di aiutare i clienti a incrementare l’agilità di business e la capacità di adattarsi velocemente ai cambiamenti, Red Hat Cloud Innovation Practice può definire e sviluppare procedure operative standard, metodologie e governance per lo sviluppo e l’implementazione di strategie cloud e DevOps sull’intera gamma di prodotti e servizi Red Hat, compresi Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform, OpenShift di Red Hat, Red Hat CloudForms e Inktank Ceph Enterprise. Red Hat Cloud Innovation Practice è stata pensata per ridurre i rischi, velocizzare la delivery e gestire il ciclo di vita di singole soluzioni. 
Inoltre, Red Hat Cloud Innovation Practice aggregherà il feedback sui prodotti e fornirà leadership tecnologica, evangelizzazione, best practice, ricerca, supporto e servizi di diffusione necessari per creare rilevanti casi d’uso che aumentino l’efficienza nella delivery, velocizzino le implementazioni e assicurino un più rapido ritorno sull’investimento. 
Siamo felici di poter annunciare un’ulteriore integrazione volta a supportare il successo dei nostri clienti nel percorso verso il cloud, afferma John Allessio, vice president Global Services in Red Hat. Associando il nostro approccio unico alla distribuzione e all’implementazione del software con i nostri prodotti e servizi saremo in grado di aiutare i clienti di tutte le dimensioni a realizzare organizzazioni agili e DevOps friendly per soddisfare le esigenze mutevoli delle loro infrastrutture. Confidiamo che Red Hat Cloud Innovation Practice diventi presto punto di riferimento nel settore.

 

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Offerte Steam: Serious Sam Complete Pack a soli 6,50 €!

Offertona lampo per tutti gli appassionati della saga di Serious Sam, il famoso video games realizzato da Croteam (che abbiamo avuto il piacere di intervistare qualche tempo fa sulle pagine del blog).

Serious Sam Complete Pack viene infatti venduto a soli 6,50 €! L’offerta comprende i seguenti capitoli della saga:

  • Serious Sam 2 (Win)
  • Serious Sam 3: BFE (Win, Mac, Linux)
  • Serious Sam 3: BFE Bonus Pack (Win, Mac, Linux)
  • Serious Sam 3: Jevel of the Nile (Win, Mac, Linux)
  • Serious Sam Classic: The First Encounter (Win)
  • Serious Sam Classic: The Second Encounter (Win)
  • Serious Sam Double D XXL (Win)
  • Serious Sam HD: The First Encounter (Win)
  • Serious Sam HD: The Second Encounter (Win)
  • Serious Sam HD: The Second Encounter – Legend of the Beast DLC (Win)
  • Serious Sam: The Random Encounter (Win)
Si avete letto bene, ben 11 capitoli (tre dei quali compatibili nativamente con Linux) a soli 6,50 € con uno sconto complessivo del 90% rispetto al prezzo intero. D
L’offerta scade il 7 Marzo 2015 quindi se siete interessati correte subito ad acquistarla.

 

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Usare Compiz su Xubuntu per rimuovere il tearing durante la riproduzione dei video

Proseguono le guide per Xfce volte a trovare la migliore soluzione per rimuovere il fastidioso problema del tearing durante la riproduzione dei video.
Come molti di voi sapranno il compositore di Xfce ha si l’opzione per il vsync ma anche abilitata non funge su buona parte delle configurazioni fra cui le nVidia con driver proprietari.

Nel precedente post abbiamo visto come installare e configurare Compton su Xubuntu, una soluzione che porta animazioni discrete così come consumi in termini di RAM tutto sommato accettabili (nei miei test siamo sui 40 MB di RAM occupata).

L’altra alternativa di cui vi parlavo in quel post è quella di utilizzare il tanto amato/odiato Compiz. Qualche tempo fa ho realizzato il post Installare Compiz su Manjaro XFCE nel quale vi spiegavo come installare Compiz grazie al meta pacchetto messo a disposizione dal team di Manjaro che si occupa di fare tutto il lavoro di configurazione.

In questo post andremo a vedere come usare Compiz su Xubuntu. I passaggi da compiere su questa distro sono più numerosi però il risultato è lo stesso.
Per questa guida mi sono inspirato alla guida di WebUp8 alla quale ho aggiunto giusto un paio di cosette per migliorare (a mio avviso) il risultato finale.

La prima cosa da fare è ovviamente disattivare il compositore di Xfce dalle impostazioni di sistema.
Una volta fatto passiamo all’installazione dei pacchetti necessari.

Cominciamo con Compiz e metacity dando da terminale

sudo apt-get install compiz compiz-plugins compizconfig-settings-manager metacity

Installiamo ora dconf-editor che ci servirà per impostare manualmente il tema del decoratore della finestra dando da terminale
sudo apt-get install dconf-editor
Avviamo il tool appena installato. Premete ALT+F2 e digitate dconf-editor. Tramite l’albero a sinistra rechiamoci in org > gnome > desktop > vm > preferences
Come potete vedere troveremo diverse voci sulla destra. Andiamo a modificarne le seguenti voci:

Alla voce button-layout mettiamo il valore menu:minimize,maximize,close in modo da avere i classici tasti di minimizzazione, massimizzazione e chiusura impostati sulla destra. Potete ribaltare il tutto spostandoli a sinistra se preferite lo stile unity
Alla voce theme andiamo a impostare il nome del tema che utilizziamo. Nell’esempio ho messo Greybird che è il tema di default di Xubuntu. Questa è una delle differenze rispetto a Manjaro dove possiamo cambiare tema della finestra grazie al tool integrato, magari se trovo un PPA con quel tool aggiorno il post.
Cambiamo anche la voce titlebar-font impostando un font decente non eccessivamente grande. Come suggerito da Andrei di webup8 possiamo impostare il tutto con Droid Sans Bold 9 (ovviamente se avete cambiato i font di sistema mettete quelli che usate anche per la finestra).
Bene, passiamo ora alle impostazioni di Compiz.
Tramite il lanciatore applicazioni avviamo CompizConfig Settings Manager.

Qui attiviamo i seguenti plugin di Compiz:
Comandi, Compatibilità GNOME, Composite, Copy to texture, OpenGL, Enhanced Zoom Desktop, Desktop Wall, Expo, Animation, Decorazione finestra (essenziale), Finestre in dissolvenza, Alternative, Compiz Library Toolbox, Corrispondenza espressione regolare, Mouse position polling , Session Management, Grid, Muovi finestra (anche questo essenzialae), Ridimensiona finestre, Scala finestra, Snapping Windows, Static Application Switcher.
Andiamo ora alla voce Grid e poi Aspetto per andare a modificare le voci Preview Outline color e Previw Fill Color. Cosa fanno queste due voci? Semplice, gestiscono il colore dell’alone di trasparenza che vedete quando facciamo lo snapping delle finestre etc. Di default sono impostate sull’arancione Ubuntu che cozza leggermente con il tema Greybird che io utilizzo su Xubuntu. 
Per migliorare il tutto ho impostato il colore di entrambe le voci con il valore #3B8EE7
Se vi state chiedendo dove ho preso quel colore be, è quello delle scritte azzurre del tema Greybird. 
Ovviamente se vi piace l’arancio di default potete lasciare quello oppure potete impostare quello che più si abbina secondo voi al tema che di solito usate.
Altra modifica che vi consiglio di fare è quella di disattivare l’effetto lampada magica quando andate a massimizzare le finestre.
Andiamo in Animations e poi Unminimize Animation. Io qui ho impostato l’effetto Zoom
Anche in questo caso sentitevi liberi di scegliere l’animazione che più vi piace :)

Andiamo infine a modificare una ultima voce che ci consentirà di fixare la posizione di Whisker (il lanciatore applicazioni) sul pannello. Accade infatti che con l’effetto Posiziona Finestre il suddetto programma non sia allineato ma risulta distaccato di una fascia di circa 30 pixel dal pannello. Maggiori info sul bug li potete vedere nel video Compiz – XFCE Whisker Menu placement fix dal quale ho tratto questa soluzione. Per evitarlo facciamo come segue. Andiamo in Posiziona Finestre e poi su Posizionamento finestre fisso. Andiamo a Finestre con posizioni fisse e creiamo una nuova voce mettendo come parametro title=Whisker Menu (gli altri valori numerici non toccateli, quelli son automatici)


Bene, abbiamo quasi fatto (lo giuro).
Abilitiamo ora Compiz. Solita combinazione ALT+F2 e digitiamo compiz –replace
Se tutto sarà andato per il verso giusto avremo compiz funzionante. Sennò rileggete le parti di sopra, magari avete saltato qualcosa. 

Ora dobbiamo far partire Compiz in automatico su Xubuntu. Da terminale diamo
cp /etc/xdg/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml ~/.config/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml
e poi
mousepad ~/.config/xfce4/xfconf/xfce-perchannel-xml/xfce4-session.xml

Cerchiamo la stringa contenente la parola xfwm4 (dovrebbe essere sempre la dodicesima riga) e cambiamo il valore xfwm4 con la parola compiz ovvero

<value type=”string” value=”compiz”/>
Salviamo e riavviamo il PC.
Anche in questo caso, se tutto sarà andato per il verso giusto, avremo Compiz configurato e in avvio automatico sulla nostra Xubuntu.

PS: un modo per cambiare al volo il tema del decoratore della finestra senza passare per dconf-editor in realtà c’è anche se è poco ortodosso: si tratta di installare gnome-tweak-tool e di cambiare da li il tema della finestra

è molto poco ortodosso ma funziona :D

 

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Usare Compton su Xfce per rimuovere il tearing durante la riproduzione dei video

Una delle grosse pecche di Xfce è il fatto che il suo compositor soffre dell’annoso problema del tearing durante la riproduzione video.
Il bug è arcinoto e si presenta su diverse schede video e sia con driver liberi che proprietari. Qualche tempo fa il team di sviluppo ha cercato di metterci una pezza ma questa non funziona quasi mai e dunque il bug resta presente durante la riproduzione dei video.
Se per altri desktop environment la soluzione a questo bug è facilmente arginabile smanettando qua e la, per Xfce ci sono solo tre vie e tutte e tre sono soluzioni diciamo così, radicali.
La prima soluzione banale è quella di disattivare il compositore e perdere così tutte le ombreggiature e gli effetti dell’alt tab etc e diciamocelo, questa non è una bella soluzione.
La seconda soluzione consiste nell’utilizzare Compiz, soluzione di cui vi ho parlato qualche tempo fa nel post Installare Compiz su Manjaro XFCE e nella guida Usare Compiz su Xubuntu per rimuovere il tearing durante la riproduzione dei video.  Anche questa soluzione non è tanto carina perché compiz, per quanto migliorato nel tempo, fa lievitare il consumo di risorse.
L’ultima soluzione è quella di installare Compton ed è la stessa soluzione che vi proposi qualche tempo fa nel post Installiamo Compton su Lubuntu per migliorarne l’aspetto. Possiamo installarlo e configurarlo anche su Xfce.
Andiamo dunque ad a vedere questa terza soluzione. La guida che segue è basata su Xubuntu ma potete fare lo stesso sulla vostra distro preferita, tanto alla fine si tratta di installare soltanto compton e creare il file di configurazione.
Per avere Compton sempre aggiornato possiamo utilizzare il PPA di Compton mantenuto da Richard Grenvill. Apriamo il terminale e digitiamo

sudo add-apt-repository ppa:richardgv/compton

Aggiorniamo

sudo apt-get update

ed infine installiamo Compton dando

sudo apt-get install compton

Bene, ora che abbiamo installato Compton dobbiamo creare il file di configurazione.
Andiamo nella cartella .config presente nella vostra home e creiamo un file di testo chiamato compton.conf

Apriamo ora il file di testo con un editor e copia incolliamoci dentro il seguente codice:
#################################
#
# Backend
#
#################################

# Backend to use: "xrender" or "glx".
# GLX backend is typically much faster but depends on a sane driver.
backend = "glx";

#################################
#
# GLX backend
#
#################################

glx-no-stencil = true;

# GLX backend: Copy unmodified regions from front buffer instead of redrawing them all.
# My tests with nvidia-drivers show a 10% decrease in performance when the whole screen is modified,
# but a 20% increase when only 1/4 is.
# My tests on nouveau show terrible slowdown.
# Useful with --glx-swap-method, as well.
glx-copy-from-front = false;

# GLX backend: Use MESA_copy_sub_buffer to do partial screen update.
# My tests on nouveau shows a 200% performance boost when only 1/4 of the screen is updated.
# May break VSync and is not available on some drivers.
# Overrides --glx-copy-from-front.
# glx-use-copysubbuffermesa = true;

# GLX backend: Avoid rebinding pixmap on window damage.
# Probably could improve performance on rapid window content changes, but is known to break things on some drivers (LLVMpipe).
# Recommended if it works.
# glx-no-rebind-pixmap = true;


# GLX backend: GLX buffer swap method we assume.
# Could be undefined (0), copy (1), exchange (2), 3-6, or buffer-age (-1).
# undefined is the slowest and the safest, and the default value.
# copy is fastest, but may fail on some drivers,
# 2-6 are gradually slower but safer (6 is still faster than 0).
# Usually, double buffer means 2, triple buffer means 3.
# buffer-age means auto-detect using GLX_EXT_buffer_age, supported by some drivers.
# Useless with --glx-use-copysubbuffermesa.
# Partially breaks --resize-damage.
# Defaults to undefined.
glx-swap-method = "undefined";

#################################
#
# Shadows
#
#################################

# Enabled client-side shadows on windows.
shadow = true;
# Don't draw shadows on DND windows.
no-dnd-shadow = true;
# Avoid drawing shadows on dock/panel windows.
no-dock-shadow = true;
# Zero the part of the shadow's mask behind the window. Fix some weirdness with ARGB windows.
clear-shadow = true;
# The blur radius for shadows. (default 12)
shadow-radius = 5;
# The left offset for shadows. (default -15)
shadow-offset-x = -5;
# The top offset for shadows. (default -15)
shadow-offset-y = -5;
# The translucency for shadows. (default .75)
shadow-opacity = 0.5;

# Set if you want different colour shadows
# shadow-red = 0.0;
# shadow-green = 0.0;
# shadow-blue = 0.0;

# The shadow exclude options are helpful if you have shadows enabled. Due to the way compton draws its shadows, certain applications will have visual glitches
# (most applications are fine, only apps that do weird things with xshapes or argb are affected).
# This list includes all the affected apps I found in my testing. The "! name~=''" part excludes shadows on any "Unknown" windows, this prevents a visual glitch with the XFWM alt tab switcher.
shadow-exclude = [
"! name~=''",
"name = 'Notification'",
"name = 'Plank'",
"name = 'Docky'",
"name = 'Kupfer'",
"name = 'xfce4-notifyd'",
"name *= 'VLC'",
"name *= 'compton'",
"name *= 'Chromium'",
"name *= 'Chrome'",
"name *= 'Firefox'",
"class_g = 'Conky'",
"class_g = 'Kupfer'",
"class_g = 'Synapse'",
"class_g ?= 'Notify-osd'",
"class_g ?= 'Cairo-dock'",
"class_g ?= 'Xfce4-notifyd'",
"class_g ?= 'Xfce4-power-manager'"
];
# Avoid drawing shadow on all shaped windows (see also: --detect-rounded-corners)
shadow-ignore-shaped = false;

#################################
#
# Opacity
#
#################################

menu-opacity = 1;
inactive-opacity = 1;
active-opacity = 1;
frame-opacity = 1;
inactive-opacity-override = false;
alpha-step = 0.06;

# Dim inactive windows. (0.0 - 1.0)
# inactive-dim = 0.2;
# Do not let dimness adjust based on window opacity.
# inactive-dim-fixed = true;
# Blur background of transparent windows. Bad performance with X Render backend. GLX backend is preferred.
# blur-background = true;
# Blur background of opaque windows with transparent frames as well.
# blur-background-frame = true;
# Do not let blur radius adjust based on window opacity.
blur-background-fixed = false;
blur-background-exclude = [
"window_type = 'dock'",
"window_type = 'desktop'"
];

#################################
#
# Fading
#
#################################

# Fade windows during opacity changes.
fading = true;
# The time between steps in a fade in milliseconds. (default 10).
fade-delta = 4;
# Opacity change between steps while fading in. (default 0.028).
fade-in-step = 0.03;
# Opacity change between steps while fading out. (default 0.03).
fade-out-step = 0.03;
# Fade windows in/out when opening/closing
# no-fading-openclose = true;

# Specify a list of conditions of windows that should not be faded.
fade-exclude = [ ];

#################################
#
# Other
#
#################################

# Try to detect WM windows and mark them as active.
mark-wmwin-focused = true;
# Mark all non-WM but override-redirect windows active (e.g. menus).
mark-ovredir-focused = true;
# Use EWMH _NET_WM_ACTIVE_WINDOW to determine which window is focused instead of using FocusIn/Out events.
# Usually more reliable but depends on a EWMH-compliant WM.
use-ewmh-active-win = true;
# Detect rounded corners and treat them as rectangular when --shadow-ignore-shaped is on.
detect-rounded-corners = true;

# Detect _NET_WM_OPACITY on client windows, useful for window managers not passing _NET_WM_OPACITY of client windows to frame windows.
# This prevents opacity being ignored for some apps.
# For example without this enabled my xfce4-notifyd is 100% opacity no matter what.
detect-client-opacity = true;

# Specify refresh rate of the screen.
# If not specified or 0, compton will try detecting this with X RandR extension.
refresh-rate = 0;

# Set VSync method. VSync methods currently available:
# none: No VSync
# drm: VSync with DRM_IOCTL_WAIT_VBLANK. May only work on some drivers.
# opengl: Try to VSync with SGI_video_sync OpenGL extension. Only work on some drivers.
# opengl-oml: Try to VSync with OML_sync_control OpenGL extension. Only work on some drivers.
# opengl-swc: Try to VSync with SGI_swap_control OpenGL extension. Only work on some drivers. Works only with GLX backend. Known to be most effective on many drivers. Does not actually control paint timing, only buffer swap is affected, so it doesn’t have the effect of --sw-opti unlike other methods. Experimental.
# opengl-mswc: Try to VSync with MESA_swap_control OpenGL extension. Basically the same as opengl-swc above, except the extension we use.
# (Note some VSync methods may not be enabled at compile time.)
vsync = "opengl-swc";

# Enable DBE painting mode, intended to use with VSync to (hopefully) eliminate tearing.
# Reported to have no effect, though.
dbe = false;
# Painting on X Composite overlay window. Recommended.
paint-on-overlay = true;

# Limit compton to repaint at most once every 1 / refresh_rate second to boost performance.
# This should not be used with --vsync drm/opengl/opengl-oml as they essentially does --sw-opti's job already,
# unless you wish to specify a lower refresh rate than the actual value.
sw-opti = false;

# Unredirect all windows if a full-screen opaque window is detected, to maximize performance for full-screen windows, like games.
# Known to cause flickering when redirecting/unredirecting windows.
# paint-on-overlay may make the flickering less obvious.
unredir-if-possible = true;

# Specify a list of conditions of windows that should always be considered focused.
focus-exclude = [ ];

# Use WM_TRANSIENT_FOR to group windows, and consider windows in the same group focused at the same time.
detect-transient = true;
# Use WM_CLIENT_LEADER to group windows, and consider windows in the same group focused at the same time.
# WM_TRANSIENT_FOR has higher priority if --detect-transient is enabled, too.
detect-client-leader = true;

#################################
#
# Window type settings
#
#################################

wintypes:
{
tooltip =
{
# fade: Fade the particular type of windows.
fade = true;
# shadow: Give those windows shadow
shadow = false;
# opacity: Default opacity for the type of windows.
opacity = 0.85;
# focus: Whether to always consider windows of this type focused.
focus = true;
};
};

Una volta fatto salvate e chiudete.

Bene, ora andiamo a disattivare il compositore di Xfce togliendogli la spunta (Tutte le impostazioni, Regolazioni del gestore delle finestre, Compositore)
Fatto questo passaggio (importante) testiamo compton. Premete ALT+F2, digitate compton e premete invio. Se tutto è stato impostato correttamente vedrete delle gradevoli ombre.
L’ultimo passaggio è quello di impostare l’avvio automatico di Compton su Xfce.
Andiamo in Impostazioni, Sessione e avvio, Avvio automatico e creiamo una nuova voce come segue:

Il campo Nome e quello descrizione sono ininfluenti, potete pure metterci pippo sempronio, l’importante è il campo comando dove dovrete scrivere compton.
Una volta fatto cliccate su OK e riavviate il sistema per testare il tutto.
Per maggiori info vi lascio il link al sito duncanlock.net dove è stato preso il file di configurazione per questa guida.

 

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Marco's Box I/O 50

L’ingresso al Global Seed Vault delle Isole Svalbard [Commons]

  • Un ragazzo americano ha progettato e costruito un modello di braccio meccanico a basso costo, rilasciandone i file sul proprio sito con licenza CC-BY-NC [CheFuturo]
  • Google conserva la cronologia delle ricerche vocali effettuate su Google Now: si possono riascoltare dal proprio profilo Google [AndroidWorld]
  • Il direttore della NSA ovviamente pensa che sia necessario che le compagnie tecnologiche debbano fornire metodi di accesso alle loro informazioni [ArsTechnica]
  • Si sta ipotizzando e studiando come conservare presso il Global Seed Vault delle Isole Svalbard (o luoghi simili) informazioni importanti che verranno codificate biologicamente tramite il DNA, in un modo simile ai fossili (un grammo di DNA riuscirebbe a contenere 455 ExaByte) [Gizmodo]
  • Don’t be Patchman è un videogioco in stile pixel art la cui campagna di crowdfunding è iniziata da su Kickstarter: la particolarità è tra gli obiettivi raggiungibili è la destinazione del 10% dell’incasso della campagna al finanziamento dello sviluppo di alcune funzioni nei programmi open source utilizzati dal team di sviluppo, tra i quali Tiled, GIMP, ZeroBrane Studio, MOAI, Box2D, MATE, UbuntuMATE, ArdourGTK, Audacity, LMMS, GCC, Lua, SDL, ImageMagick, KDenLive, EFF, Linux, Ubuntu. [Kickstarter]
  • Dan Gillmor racconta la sua evoluzione verso l’uso di GNU/Linux [Medium]

 

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La FCC riconosce la neutralità della Rete

Oggi la Federal Communications Commission americana (la commissione responsabile della regolamentazione delle telecomunicazioni) ha stabilito finalmente il principio della net neutrality: l’accesso ad Internet deve essere neutrale e le compagnie non devono intervenire sulla trasmissione dei dati (limitando ad esempio solo una particolare tipologia di traffico o servizio, leggi filesharing o video on demand).

Gli operatori che forniscono connettività ovviamente sono molto arrabbiati della decisione: per la legge non sono più “fornitori di servizi di informazione” (il Titolo I della legge sulle Telecomunicazioni) ma “common carrier”, cioè fornitori di trasporto responsabili per il loro carico. Questa è la motivazione per la quale con le future regolamentazioni e le battaglie legali che ne seguiranno, non sarà più possibile il throttling di una singola fonte di traffico.

Nella prima parte della discussione la commissione ha anche decretato la possibilità per le municipalità di costruire a proprie spese le infrastrutture di rete necessarie a portare connessioni veloci ai propri cittadini anche senza il permesso dello Stato di cui fanno parte (per dire, la municipalità di Chattanooga fornisce una rete gigabit!).

L’accesso ad una rete aperta e libera da vincoli è un principio che accomuna i sostenitori dell’open source e non solo, da oggi negli Stati Uniti è anche un diritto stabilito per legge. Si muoveranno di conseguenza anche in Europa?

Immagine via The Verge

 

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Il Meizu MX4 Ubuntu edition sarà presentato al MWC 2015

Buone notizie per tutti i fan di Ubuntu Phone, il nuovo sistema operativo di casa Canonical per smartphone.

Meizu ha finalmente annunciato sulle sue pagine sociali il suo Meizu MX4 Ubuntu edition, il primo device della casa equipaggiato con Ubuntu Phone ed il secondo ad arrivare dopo il bq Aquaris E4.5 Ubuntu Edition.
Il device verrà ufficialmente presentato al pubblico durante il Mobile World Congress che si terrà a Barcellona dal 2 al 5 Marzo 2015.