Tags archives: informatica

 

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Arriva Lubit 4 "Eagle", la distro italiana basata su Ubuntu e Openbox pensata per PC datati

Il team di Lubit ha annunciato il rilascio di Lubit 4 nome in codice “Eagle”, la distro basata su Ubuntu e che fa uso di Openbox. Questa nuova versione è basata su Ubuntu 14.04 LTS e sarà supportata per 5 anni. 
Attualmente l’ISO è disponibile soltanto per i computer a 32-bit ed è ottimizzata per girare al meglio sulle macchine datate (occupa soltanto 100 Mb di RAM all’avvio) senza rinunciare al look e alle funzionalità. Il team ha annunciato che a Gennaio 2015 (salvo imprevisti) verrà rilasciata la versione a 64-bit.
Oltre al pannello Tint2, che riporta le indicazioni relative all’utilizzo dei due desktop, dei task attivi, del volume, delle connessioni, e dell’ora di sistema, Lubit 4 si avvale di un conky, rinnovato nei contenuti e nella grafica, che riporta informazioni significative del sistema e delle risorse in uso.
Non necessita di collegamento ad internet in corso di installazione, essendo già presenti i codec necessari a riprodurre, sin da subito, la totalità dei file multimediali. Lubit 4 si avvale del gestore di files Thunar, di Leafpad quale semplice editor, di Nitrogen per la gestione degli sfondi, di Pidgin per la messaggistica, di Abiword, Gnumeric ed Evince per quanto attiene il trattamento dei testi e delle tabelle elettroniche. Firefox è il browser di default, oltre a una serie di programmi quali Gparted, DeaDBeeF, Xfburn e Guvcview. Sono disponibili due emulatori di terminale, Synaptic per gli aggiornamenti e l’installazione dei programmi, Transmission per la gestione dei torrent. Oltre a ciò, una ricca serie di script unici si accompagna a Lubit: Radio, Accorda, Mio Hardware, Crea Password, Televideo. A ciò si aggiunge l’integrazione in Lubit 4 di LXAppearance, che consente facilmente di modificare da menù temi e icone, e un potenziamento del menù di configurazione attraverso cui è possibile agevolmente modificare una serie parametri.
In Lubit 4 è stato rivisitato il tema del plymouth, sono cambiati gli sfondi e i colori. La novità assoluta è costituita dal nuovo menù. Ora, finalmente, dopo aver installato un programma, se ne può trovare il lanciatore e la relativa icona nella categoria appropriata del menù stesso, senza la necessità di doverli aggiungere manualmente.
Per scaricare Lubit 4 all’indirizzo http://lubitproject.com/download-lubit-4/

 

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Ubuntu-it offline per manutenzione

La comunità italiana di Ubuntu ha annunciato la messa offline per manutenzione del portale Ubuntu-it. Stando a quanto si apprende dal comunicato stampa il motivo è da ricercare in disguido tecnico nato seguito dell’aggiornamento di Drupal per correggere una vulnerabilità di sicurezza.

Ecco il comunicato stampa:
Lo scorso 15 ottobre Drupal ha pubblicato un bollettino di vulnerabilità grave nel noto CMS. Il nostro Gruppo Web ha provveduto ad aggiornare il nostro sito web con la patch che risolveva tale vulnerabilità nelle 24 ore successive. Ieri, 29 ottobre, Drupal ha pubblicato un annuncio che integrava il bollettino del 15 ottobre con notizie riguardanti attacchi automatici che hanno compromesso molti siti con Drupal 7 non ancora aggiornati.
Oggi, 30 ottobre, i Sysadmin di Canonical, ovvero gli amministratori di sistema che gestiscono i server sui quali è ospitato anche il nostro sito web, hanno notato l’aggiornamento che il nostro Gruppo Web ha effettuato a seguito della vulnerabilità del 15 ottobre e hanno deciso, senza avvisarci, di mettere offline il sito, poiché, non essendo stati loro ad effettuare l’aggiornamento, hanno ritenuto che fosse una conseguenza degli attacchi automatici annunciati da Drupal il 29 ottobre.
Il Gruppo Web di ubuntu-it, che si occupa della manutenzione del nostro sito web, è sempre attento a tutti quegli aspetti che possono compromettere l’esperienza degli utenti nei nostri portali online. Il disservizio di oggi non è quindi dovuto ad un malfunzionamento del sito o del server, ma ad un intervento non necessario né annunciato da parte dei Sysadmin di Canonical. Dal momento che il sito è gestito direttamente dalla Comunità Italiana di Ubuntu, il team dei sistemisti di Canonical avrebbe dovuto quantomeno avvisare dell’avvenuto intervento, anche se sarebbe stato certamente più auspicabile prendere contatto con il nostro Gruppo Web prima di sospendere il servizio, in modo da comprendere la situazione ed agire solo se ce ne fosse stato realmente bisogno.
Ci scusiamo con tutti i nostri utenti per il disagio che è stato causato e stiamo lavorando per poter tornare online quanto prima.
Il Consiglio della Comunità Italiana di Ubuntu

Via Dario Cavedon blog

 

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LibreUmbria rilascia l'e-book gratuito “Un viaggio chiamato LibreUmbria”

LibreUmbria ha realizzato un ebook gratuito dal titolo “Un viaggio chiamato LibreUmbria“.
Nel libro viene raccontato il cammino che ha portato alcune Pubbliche Amministrazioni Umbre a compiere la migrazione verso LibreOffice e il software libero.
Il libro è diviso in diversi capitoli che sono stati scritti dalle persone che hanno voluto, realizzato e vissuto in prima migrazione la nascita e l’evoluzione del progetto.
Scaricare l’ebook è semplicissimo, basta recarsi a questo indirizzo e condividere tramite il social che preferiamo l’articolo di LibreUmbria. Una volta fatto apparirà il link diretto per scaricarlo :)

 

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Kubuntu 15.04 userà Plasma 5 di default

Buone notizie per tutti gli estimatori di Kubuntu e di KDE in generale. Jonathan Riddell ha annunciato che Kubuntu 15.04 “Vivid Vervet” userà Plasma 5 come desktop environment di default. 

Secondo Riddell la piattaforma è solida e affidabile ed è dunque pronta per esser mostrata al mondo su di una distro per l’uso di tutti i giorni.
Alcuni pezzi di Plasma 5 non sono ancora stati rilasciati ma Riddell è fiducioso che il tutto sia risolto entro i prossimi sei mesi che ci separano dal rilascio di aprile.
Ma le novità non si fermano a questo. Riddell ha infatti annunciato che gli sviluppatori di Kubuntu sono passati a Debian git per archiviare i pacchetti: questo consentirà di condividere più facilmente gli aggiornamenti e ne trarranno benefici sia Debian che Kubuntu.

 

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Richard Stallman a Catania: i video degli eventi dello scorso Aprile

 

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Arriva Lubuntu LXQt basata su Lubuntu 14.10

Nelle scorse settimane vi avevamo parlato dell’arrivo della nuova versione stabile di LXQt, il desktop environment nato dalla collaborazione dei team di LXDE ed Razor-Qt. Questo nuovo ambiente desktop leggero, curato e basato sulle Qt ha riscosso l’interesse di molti, impacchettatori di distro compresi. Uno di questi è Julien Lavergne del team di Lubuntu che ha colto la palla al balzo e ha annunciato il rilascio di Lubuntu 14.10 LXQt edition.

Questa nuova versione servirà a preparare un passaggio (indolore) alle Qt per Lubuntu rendendo LXQt più facile da testare per sviluppatori e semplici utenti entusiasti. La release attuale è basata su Lubuntu 14.10 con l’aggiunta del repository Lubuntu-dev che contiene LXQt (i miei lettori affezionati di sicuro avranno già avuto modo di provarlo grazie alle mie guide).
Per scaricare Lubuntu 14.10 LXQt vi basterà recarvi all’indirizzo http://people.ubuntu.com/~gilir/ e scaricare l’ISO.

 

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Canonical annuncia Ubuntu OpenStack

Canonical, da sempre impegnata a proporre soluzioni basate su OpenStack, ha annunciato la nascita di Ubuntu OpenStack, la sua distribuzione pensata per gli utenti OpenStack.
Ubuntu OpenStack è il modo più semplice e veloce per creare la propria soluzione cloud basata su OpenStack. 
La distribuzione si basa su Ubuntu Server ed include OpenStack, Juju, MAAS e Landscape. 
Ubuntu OpenStack è ora in beta pubblica con un numero limitato di opzioni per hypervisor, networking e storage ma non appena arriveranno nuovi componenti certificati verranno aggiunte nuove opzioni. Attualmente è limitata a 10 macchine fisiche e 10 macchine virtuali.

Di seguito il comunicato stampa in lingua inglese

Introducing the Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack – your “autopilot” for rapid, customised OpenStack private cloud deployment and management
  • The Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack is the easiest way to create reference OpenStack clouds in minutes with full management, monitoring and scaling
  • Will provide automated upgrades from today’s OpenStack Juno to future releases
  • Freely available for small clouds, commercially supported by Canonical
  • Now in public beta.

28th October, London: Canonical today announces the availability of the Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack , which fully automates the creation of a reference OpenStack cloud from bare metal, building a fully managed private cloud in minutes.Based on Canonical’s industry-leading OpenStack reference architecture and building on Ubuntu’s leading position as the most widely used OpenStack platform, the Canonical Distribution gives users the widest range of commercially-supported vendor options for storage, software-defined networking and hypervisor from Canonical and its OpenStack partners. It then automates the creation and management of a reference OpenStack based on those choices.“The Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack is a complete autopilot for your private cloud,” said Mark Shuttleworth. “Point it at a rack or ten and tell it your preferences for storage, software defined network, and hypervisor, and it will create your cloud automatically, manage and monitor it for you, keep it fully secure, and update it to the next version of OpenStack in due course. This is the solution for people who want a high-performance reference cloud and want to focus on their own applications and workloads rather than the underlying infrastructure.”The Canonical Distribution starts with the industry-leading MAAS for physical hardware detection and provisioning, and Canonical’s Landscape for systems management. Adding machines to MAAS is a simple network boot, after which they can be allocated to Landscape for use in the cloud. MAAS supports the labelling of machines into physical isolation zones for high availability, and Landscape will eventually ensure the high availability of the cloud if it has sufficient hardware in multiple zones.The Canonical Distribution includes a simple web-based UI in Landscape, which enables customers to choose the components they would like for their cloud, and only presents options that are compatible with existing infrastructure. Once the cloud is built, Landscape offers OpenStack-aware monitoring that tracks the health of running cloud environments and the continued availability of compute, storage and network resources. It also contributes to capacity planning with real-time predictions based on current utilisation trends, helping determine when it will be time to add new compute nodes or additional storage.The Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack supports a range of vendor components for network, storage and compute, based on real-world interoperability testing at Canonical’s OpenStack Interoperability Lab  (OIL), which on a continuous basis tests thousands of configurations of Ubuntu OpenStack built with third party hardware and software. As more solutions are proven in OIL they can be included as additional options in the Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack, giving customers even wider flexibility in their choice of cloud components.01 The Canonical Distribution - SetupThe Canonical Distribution helps enterprises realise the cost savings of private cloud by reducing the time spent on consulting, architecture, dedicated staff hours and operational processes for those cloud environments, concentrating valuable developer time on business tasks and workloads. “Private clouds will only be economically beneficial if they are as easy to deploy, manage and scale as Ubuntu itself, and with the Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack we have set a new standard in automation for OpenStack. We look forward to working with more vendors to support their OpenStack components, and are delighted with the feedback from private beta customers on the distribution to date” says Jane Silber, CEO of Canonical.Federico Lucifredi, Canonical Product Manager for Ubuntu server comments; “The Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack reduces the cost of experimenting with OpenStack to zero. Developers and operators can now rapidly evaluate different vendor technology combinations, quickly iterating their cloud design. Customers will learn more in a week with this tool than in months of manual exploration and consulting engagements.”The Canonical Distribution of Ubuntu OpenStack is now available as a public beta, free for up to 10 physical and 10 virtual machines.Availability:To try Ubuntu OpenStack – The Canonical Distribution for free, go toubuntu.com/download/cloud
02 The Canonical Distribution - Configure new

 

 

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Nasce openSUSE Tumbleweed rolling release

Nuovo cambio di strategia per quanto riguarda le versioni di openSUSE. Negli scorsi mesi vi avevamo parlato di openSUSE Factory, il il ramo di sviluppo di openSUSE, che era stato trasformato in una distribuzione rolling pura.
Questo di fatto aveva generato un doppio in casa openSUSE che già disponeva di openSUSE Tumbleweed, un progetto che forniva una versione rolling updates continuamente aggiornata di openSUSE che racchiudeva le versioni più stabili di tutto il software. La differenza fra Factory ed Tumbleweed risiedeva nel fatto che Factory raccoglieva le versioni del software nel loro stadio di sviluppo più avanzata ma non ancora stabile e spesso sperimentali (per la serie ti si poteva rompere da un aggiornamento all’altro).
Da qui la decisione di fondere entrambi i rami e realizzare una unica versione ovvero openSUSE Tumbleweed rolling, una nuova versione di openSUSE con software sempre aggiornato e testato.
Factory rimarrà soltanto come il nome del processo di sviluppo di openSUSE.
Maggiori dettagli sulla nuova versione di openSUSE Tumbleweed verranno rilasciati ai primi di Novembre in concomitanza con il rilascio di openSUSE 13.2.
Voi cosa ne pensate?

 

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Fedora 21 rimandata di una settimana (di nuovo)

Nuove solite dal mondo Fedora. Il team di sviluppo ha annunciato che sia il rilascio della Beta di Fedora 21 che il rilascio della versione stabile e finale subiranno un ritardo di una settimana.
Il rilascio della versione Beta di Fedora 21 era previsto per la prossima settimana ma si è deciso di rimandare il tutto a causa di bug bloccanti relativi ad Anaconda, l’installer grafico usato da Fedora. 
Fedora 21 Beta verrà ora rilasciata il 4 Novembre 2014 mentre il rilascio della versione stabile di Fedora 21 passa dal 2 dicembre al 9 Dicembre 2014.
Questa ulteriore settimana di ritardo ha fatto slittare il rilascio della versione finale di un mese rispetto alla data inizialmente prevista.
Riuscirà a rispettare questa ulteriore scadenza o il tutto sarà slittato ulteriormente? Chi vivrà installerà.
Il nuovo calendario dei rilasci lo potete trovare sul wiki di Fedora.