Tags archives: informatica

 

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Creare PDF/A o convertire PDF in PDF/A con LibreOffice

Il PDF/A è uno standard ISO (ISO 19005-1:2005 ) che definisce un formato per l'archiviazione nel lungo periodo di documenti elettronici basato sulla versione 1.4 (PDF/A-1) del formato PDF di Adobe Systems Inc. (implementato in Adobe Acrobat versione 5 e successive).
Questo tipo di formato di file è molto richiesto nello scambio di documenti con la pubblica amministrazione italiana. Chi lavora con il Catasto conosce bene questo formato in quanto è richiesto per l'invio di allegati che accompagnano le pratiche catastali.
Quando un utente si trova per la prima volta a dover realizzare un file PDF di questo tipo spesso va nel panico più totale perché non sa con quale software generarlo.
Quest'oggi vi illustrerò come è semplice creare un file PDF/A usando il nostro amato LibreOffice.

Creare un PDF/A con LibreOffice partendo da un file di testo

Questo è il caso più comune ovvero abbiamo scritto una relazione con LibreOffice (o altra suite) e vogliamo convertirlo in PDF/A.
Apriamo il nostro documento di testo che vogliamo salvare nel formato PDF/A. Clicchiamo ora su File, Esporta nel formato PDF...


Nella nuova finestra che si aprirà spuntiamo la voce Archivio PDF/A-1a (ISO 19005- 1) e clicchiamo su esporta.


Indicate il percorso di salvataggio.
Bene, ora il nostro file PDF/A è stato creato e possiamo vederlo nelle proprietà del file appena generato.


Convertire un PDF nel formato PDF/A con LibreOffice

Nel caso fossimo già in possesso di un file PDF (magari generato da altri programmi come quelli di scansione) e vogliamo convertirlo nel formato PDF/A la procedura è simile.
Apriamo LibreOffice e clicchiamo Apri File


e andiamo a selezionare il file PDF che vogliamo convertire nel formato PDF/A.
Una volta fatto il file PDF verrà aperto da LibreOffice Draw.
Clicchiamo ora su FileEsporta nel formato PDF...



Spuntiamo la voce Archivio PDF/A-1a (ISO 19005- 1) e clicchiamo su esporta.


Il file PDF verrà ora convertito da LibreOffice nel formato PDF/A


 

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Chrome Canary, ancora più veloce.

 

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Mint Menu: workaround offset pannello inferiore su Linux Mint MATE e Compiz attivo

Linux Mint 18 MATE ha un piccolo problema che mi ha sempre annoiato ogni qual volta l'ho usato.
Come ben saprete dai miei precedenti rant e post ho una scheda video nVidia che soffre di tearing con quasi tutti i desktop environment e per risolvere il problema devo, ove possibile, usare Compiz come compositing.
Su Linux Mint 18 uso sempre Compiz con attivo il plugin Posizione Finestre attivo, plugin che consente alle finestre delle varie applicazioni lanciate di posizionarsi in maniera intelligente sul desktop e di non aprirsi tutte nella stessa posizione.
Bene, con questa combinazione di plugin (ma ogni tanto accade anche senza usare il plugin Posizione Finestre) accade che il Mint Menu presenta un offset verticale dal pannello inferiore
In questa guida vedremo un workaround grazie al quale potremo risolvere questo problema.
Avviamo CompizConfig Settings Manager, andiamo nella sezione Gestore Finestre e qui andiamo ad attivare la voce Window Rules.
Nella nuova finestra che si aprirà selezioniamo il tab Size rules. Clicchiamo su Nuovo e creiamo la voce class=MintMenu.py lasciando a 0 i parametri di altezza e larghezza.


Clicchiamo su Chiudi.
Ora il Mint Menu si aprirà sempre correttamente senza lasciare uno spazio con il pannello inferiore.

Via GitHub

 

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Uno sguardo al corso LFS252: OpenStack Administration Fundamentals realizzato dalla The Linux Foundation

Cosa sono il cloud computing e OpenStack

Il mondo dell'informatica è in continua crescita e di pari passo aumenta la richiesta di figure professionali specializzate in grado di lavorare con le più recenti tecnologie.
Uno dei settori a più rapida crescita è quello legato al cloud computing.

In informatica con il termine inglese cloud computing (in italiano nuvola informatica) si indica un paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili.

Le risorse non vengono pienamente configurate e messe in opera dal fornitore apposta per l'utente, ma gli sono assegnate, rapidamente e convenientemente, grazie a procedure automatizzate, a partire da un insieme di risorse condivise con altri utenti lasciando all'utente parte dell'onere della configurazione. Quando l'utente rilascia la risorsa, essa viene similmente riconfigurata nello stato iniziale e rimessa a disposizione nel pool condiviso delle risorse, con altrettanta velocità ed economia per il fornitore. 
Fra le soluzioni cloud computing la più interessante e attiva è senza ombra di dubbio OpenStack.
OpenStack è una piattaforma di software libero e open source per la gestione di datacenter destinati al cloud computing. La piattaforma software è costituita da diversi componenti interconnessi fra loro che controllano pool di computazione, storage e risorse di rete. Il tutto è gestibile da una CLI (interfaccia a riga di comando) o tramite interfaccia web. Il sistema operativo su cui si basa è Linux.
L'architettura di Openstack è suddivisa nei seguenti moduli:

  • OpenStack Compute (nome in codice Nova), un controller per il cloud computing (la parte principale di un sistema IaaS)
  • OpenStack Object Storage (nome in codice Swift), un sistema di storage scalabile e ridondante
  • OpenStack Image Service (nome in codice Glance), un servizio dove gli utenti possono caricare i dati
  • OpenStack Identity (nome in codice Keystone), un servizio che fonisce le API di autenticazione
  • OpenStack Dashboard (nome in codice Horizon), fornisce una interfaccia grafica, sia per gli amministratori che per gli utenti, per l'accesso e la gestione delle risorse fornite dal cloud
  • OpenStack Networking (nome in codice Neutron, precedentemente Quantum), un sistema per la gestione delle reti e degli indirizzi IP
  • OpenStack Block Storage (nome in codice Cinder), fornisce uno storage persistente a livello di dispositivi a blocchi per il loro utilizzo da parte delle istanze di OpenStack compute

Il corso della Linux Foundation

Un professionista o un utente che vuole specializzarsi in questo settore deve avere dunque diverse competenze.
Diversi sono gli enti certificatori. Uno di questi è The Linux Foundation che anni propone diversi corsi online grazie ai quali gli utenti possono formarsi a distanza con un metodo di apprendimento facile, incentrato sulla pratica e flessibile.

Nelle scorse settimane sono stato contattato da un responsabile che lavora per la Linux Foundation che mi ha offerto la possibilità di provare uno di questi corsi. Sono stato selezionato grazie ad una iniziativa della The Linux Foundation indirizzata ad utenti e bloggers tramite la quale viene offerta la possibilità di provare un corso Linux online per fornire un feedback riguardo la metodologia del corso al fine di migliorarlo.

Il corso in questione è l'LFS252: OpenStack Administration Fundamentals che prepara gli utenti insegnando tutto quello che c'è da sapere per creare e gestire cloud pubblici e privati con OpenStack.
Il corso è pensato per gli amministratori di sistema che sono responsabili dell'infrastruttura cloud OpenStack. Oltre a questi può rivelarsi utile per sviluppatori di applicazioni per l'infrastruttura OpenStack.

Il corso insegna come amministrare e utilizzare i servizi di base di OpenStack. Nel corso imparerete ad utilizzare la gamma completa dei servizi OpenStack, gestire distribuzioini e macchine virtuali OpenStack, creare Infrastructure-as-a-Service enterprise, come eseguire e risolvere problemi con Neutron, Ceph e Nova e tanto altro.

Il programma del corso

Il programma del corso LFS252: OpenStack Administration Fundamentals è il seguente:

  • Course Introduction
  • Cloud Fundamentals
  • Managing Guest Virtual Machines with OpenStack Compute
  • Components of an OpenStack Cloud (Part One)
  • Components of an OpenStack Cloud (Part Two)
  • Reference Architecture
  • Deploying Prerequisite Services
  • Deploying Services Overview
  • Advanced Software Defined Networking with Neutron (Part One)
  • Advanced Software Defined Networking with Neutron (Part Two)
  • Distributed Cloud Storage with Ceph
  • OpenStack Object Storage with Swift
  • High Availability in the Cloud
  • Cloud Security with OpenStack
  • Monitoring and Metering
  • Cloud Automation
  • Course Summary

Il livello di difficoltà

Il corso è caratterizzato da un livello di difficoltà intermedio e necessità di competenze di base nell'uso della riga di comando di Linux. Due sono le distribuzioni utilizzate durante il corso ovvero Ubuntu per la parte inerente DevStack e CentOS per RDO. Di conseguenza dovrete avere dimestichezza con i comandi base delle suddette distro.
Oltre a questo è richiesta una conoscenza nell'amministrazione di sistemi Linux, e concetti come l'amministrazione di rete, lo storage e i sistemi virtuali. Se non avete dimestichezza con questi concetti potete approfondirli nel corso LFS201 Essentials of System Administration.
Altro requisito, che non viene pubblicizzato nel corso per ovvi motivi, è la conoscenza della lingua inglese in quanto tutto il corso e il materiale fornito sarà in inglese. 

Struttura del corso e durata

A tutti gli utenti verrà fornito un anno di accesso online al corso (a partire dalla data di acquisto), a tutti i laboratori online e ai contenuti scritti. Il corso è al 100% online quindi per poterlo seguire vi basterà avere un PC, un browser web e una connessione ad internet.

Il corso è pensato per essere completato in 40/50 ore ma, essendo un corso di tipo autodidattico, ognuno è libero completarlo secondo i propri ritmi di apprendimento, tanto il corso è comunque disponibile per un anno dalla data di acquisto.


Le lezioni

Il corso è suddiviso in capitoli illustrati tramite slide nelle quali verranno proposti i vari concetti da apprendere. Le slide sono chiare e semplici e sono spesso accompagnate da audio descrizioni o video (sottotitolati in inglese che non fa mai male).

Un esempio di slide con video
Alla fine di ogni capitolo verranno proposte una serie di semplici domande sui concetti principali appena appresi. 

Un esempio delle domande che troveremo alla fine di ogni capitolo
Le domande, al pari dei laboratori che più avanti vedremo, hanno lo scopo di migliore l'apprendimento dei concetti. Non ci verrà assegnato un voto e non ci sarà un esame finale per completare il corso quindi non fatevi prendere dall'ansia da prestazione :).

I laboratori on demand

La parte più interessante del corso è quella dei laboratori online on demand. Il corso prevede più di 40 laboratori nei quali potremo impratichirci con i comandi e i concetti di base. Qui sotto potete vedere una demo di un laboratorio on demand



Come potete vedere alla fine di ogni capitolo verranno proposti dei laboratori virtuali grazie ai quali potremo mettere in pratica i concetti esposti.
Per guidare l'utente nello svolgimento degli esercizi viene fornita una guida che ci illustrerà passo passo i comandi da utilizzare. Al termine di ogni laboratorio troveremo una serie di domande sugli esercizi appena svolti. Potremo controllare autonomamente i nostri risultati grazie alle soluzioni ai quesiti che troveremo alla fine di ogni laboratorio.

Le mie considerazioni sul corso

Sono ancora agli inizi del corso ma mi sento ugualmente in grado di dare un giudizio allo stesso. Da quanto ho avuto modo di vedere le slide sono sono incisive e di facile lettura e offrono i giusti concetti di base. I video che accompagnano alcune slide sono anche essei chiari e, grazie ai sottotitoli, è possibile seguirli con più facilità anche da chi non è tanto pratico nell'inglese parlato.
Il materiale didattico dei laboratori è invece impeccabile in quanto fornisce istruzioni passo passo accompagnate da immagini che aiutano ulteriormente l'utente nello svolgimento dei laboratori.
Il mio unico consiglio, prima di frequentare questo corso, è quello di esercitarvi con lingua inglese, in questo modo eviterete di dover fare la doppia fatica di tradurre i concetti per poi metabolizzarli.

Nei prossimi mesi vi terrò aggiornati sui miei progressi e a fine corso vi proporrò un articolo con le considerazioni finali sul corso.

Trovate maggiori informazioni sul corso, il programma e il costo all'indirizzo Essentials of OpenStack Administration (LFS252)

 

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Marco's Box I/O 3x26-27


Questa scheda di 6 cm di lunghezza è il più piccolo emulatore hardware di Commodore64 [Make]
  • Una decisione della Corte di giustizia europea, in un caso che vedeva accusato un sito olandese di linkare abusivamente materiale di proprietà di Playboy, ha stabilito che un sito che ospita link a materiale coperto da copyright consapevolmente può essere a sua volta colpevole di infrazione del copyright [EFF]
  • Una rete neurale inventata dal MIT riesce a proporre quello che succederà dopo una situazione ritratta in una immagine, generandone un video [TheVerge]
  • Tesla costruirà il gruppo di continuità più grande della storia, una batteria da 20 MW che garantirà alla città di Los Angeles in caso di blackout abbastanza energia per alimentare 2500 case in un giorno intero [Gizmodo]

 

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Rilasciato CentOS 6 LE

Centos ha appena rilasciato la versione 6 del suo sistema operativo enterprise linux. Migliorate le prestazioni già molto potenti di suo è basato su Enterprise Linux 6 Redhat. Io stesso lo uso sulla server farm e devo dire che si migliora di giorno in giorno. Alcuni motivi semplici che spingono le aziende a usare CentosLeggi di pià a riguardoRilasciato CentOS 6 LE[...]

L'articolo Rilasciato CentOS 6 LE sembra essere il primo su RinoRusso.it.

 

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Rilasciato MATE 1.16: Miglior supporto alle GTK3+


Martin Wimpress, leader di Ubuntu MATE e fra i principali developer di MATE Desktop, ha annunciato il rilascio di MATE 1.16.
Questa nuova versione, rilasciata dopo sei mesi dalla precedente, si focalizza sui miglioramenti di comparabilità alle GTK3+,  la migrazione dei componenti alle librerie più recenti e alla correzione di bug.
Ecco il changelog completo:
  • Migliorato il supporto alle GTK3+ di tutto MATE Desktop
  • Le applicazioni e i temi supportano ora le GTK+ 3.22
  • Molte applicazioni sono compilate usando soltanto le GTK3+: Engranpa, MATE Notification Daemon, MATE PolKit, MATE Session Manager, MATE Terminal
  • Alcune applicazioni sono state disaccoppiate da libmate-desktop: Engrampa, MATE Applets, MATE Netbook, MATE Power Manager, MATE Termina, Pluma
  • Iniziato il lavoro di porting delle applicazione a GApplcation: Engrampa, MATE Applets, MATE Netbook, MATE User Share
  • Molti bug sono stati fixati
  • Le traduzione sono state aggiornate
MATE Desktop Environment 1.16 arriverà quanto prima sulle principali distribuzioni che ne fanno uso. 

 

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Arriva GNOME 3.22 'Karlsruhe': Files potenziato, condivisione foto e supporto completo a Flatpak


Il team di GNOME ha ufficializzato il rilascio di GNOME 3.22 nome in codice  'Karlsruhe'. Questa nuova release di GNOME porta con se importanti novità e miglioramenti focalizzati ad una migliore esperienza utente.
Ma vediamo quali sono le principali novità di GNOME 3.22:


Supporto completo a Flatpak. Software è ora in grado di installare i repository Flatpak. Questo significa che è possibile installare repository e applicazioni Flatpakk senza dover usare la riga di comando.

Rinominare più files contemporaneamente è ora più semplice

Files consente ora di rinominare più file allo stesso tempo. Questo è utile quando si tratta di lavorare su grandi quantità di video, musica e foto. I file possono essere rinominati utilizzando un modello che viene applicato a ciascun file o per ricerca e sostituzione di parti di nome nel file.

La condivisione rapida delle foto con Photos

Photos contente ora di condividere rapidamente le proprie foto con altre persone. Attualmente la condivisione è possibile solo tramite Google Drive e e-mail ma in futuro verranno aggiunte nuove possibilità di condivisione.

La nuova pagina principale di Software

Software ha un nuovo look. La pagina principale è stata rinnovata e ora mostra più categorie di applicazioni. Oltre a questo le stelle sono ora evidenziate maggiormente rendendo così più facile trovare le migliori applicazioni da installare.


Migliorato il supporto a Wayland. Continua il lavoro del team di GNOME volto a migliorare il supporto a Wayland per renderlo disponibile per sempre più utenti.

Files si arricchisce di funzionalità

Miglioramenti in Files. Oltre alle nuove opzioni per rinominare più files in un colpo solo il programma è stato arricchito della funzionalità di compressione files. Ora è possibile decomprimere e comprimere file direttamente da Files senza ricorrere ad applicazioni aggiuntive. 
Oltre a questo è stata aggiunta la possibilità di cambiare rapidamente la modalità di viste file ed è possibile passare dalla visualizzazione a griglia a quella a lista con un solo click.

Le impostazioni tastiera sono state ridisegnate

Impostazioni tastiera ridisegnato. Le impostazioni tastiera sono state ridisegnate ed è più facile visualizzare l'elenco dei combinazioni di tasti di scelta rapida.

Il nuovo dconf editor

dconf editor ridisegnato. Infine troviamo un redesign di dconf-editor che ora offre una interfaccia semplificata con una barra di percorso. Aggiunta la possibilità di applicare più cambiamenti contemporaneamente (se facciamo più modifiche). Troviamo inoltre nuove opzioni di ripristino che ci consentono, ad esempio, di resettare la configurazione di una cartella e delle relative sotto cartelle.

Oltre a questi miglioramenti troviamo tanti micro miglioramenti nelle applicazioni principali di GNOME:

  • Il calendario consente ora di impostare gli allarmi per gli eventi ed è stata aggiunta la possibilità di spostare gli eventi tramite il drag and drop.
  • Polari, il client IRC di GNOME, è ora in grado di ricordare e riutilizzare automaticamente le password che sono state inviate a NickServ
  • Maps usa ora Mapbox come fonte per i dati di OpenStreetMap
  • Migliorate notevolmente le prestazioni di Music. L'applicazione si carica più velocemente e la griglia degli album si regola automaticamente per meglio sfruttare lo spazio disponibile.
  • Videos consente la riproduzione dei video a velocità diverse. 
  • Boxes, l'applicazione di GNOME per le macchine virtuali, guadagna la funzione di clonazione con la quale è più facile creare copie delle nostre macchine virtuali.
  • Web, il browser di GNOME, ha ora una finestra di scelta rapida per i tasti e un nuovo menu di scelta rapida nella barra degli indirizzi
  • Books, l'ebook reader di GNOME, guadagna ora il supporto iniziale al formato ePub, supporto destinato a migliorare con le prossime versioni.

 

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Come guardare Netflix su Linux con Firefox 49


Nelle scorse ore Mozilla ha annunciato il rilascio di Firefox 49, la nuova versione del suo famoso browser web.
Una delle novità più attese di questo nuovo rilascio è l'arrivo del supporto nativo per lo streaming su Netflix e Amazon Video.
Firefox 49 è infatti in grado di utilizzare il modulo Widevine Content Decryption fornito da Google Inc. Grazie a questo è possibile guardare in streaming i contenuti soggetti a DRM dai suddetti siti anche su Linux.
Ieri sera mi sono dunque fiondato su Firefox e ho scoperto un piccolo inghippo. Se provate a visualizzare Netflix da Firefox 49 su Linux riuscite si a installare Widevine ma lo streaming non funzionerà ugualmente e vi sarà richiesto di scaricare Silverlight.


Il problema è presto detto: Netflix non riconosce ancora Firefox come browser supportato e dunque dovremo aggirare il problema facendo pensare a Netflix che quello non è Firefox 49 ma Chrome.
Vediamo come fare.

La prima cosa da fare è quella di andare su Netflix e attivare il DRM cliccando sulla finestrella "Attiva DRM" che appare su Firefox 49.


Firefox provvederà ora a scaricare il plugin Widevine.
Una volta fatto (lo trovate nella schermata plugin di Firefox) dobbiamo passare alla fase due.
Andiamo sul sito di Firefox dedicato ai componenti aggiuntivi e scarichiamo User-Agent Switcher di Linder.
Una volta installato configuriamolo come in figura

Ecco come impostare User-Agent Switcher per Netflix
ovvero impostando

  • Desktop Browser: Google Chrome
  • Operating System: Linux
  • Campo relativo al sito: www.netflix.com

Il terzo campo è quello più importante perché ci consente di applicare questi parametri al solo sito di Netflix lasciando l'user agent di default sugli altri.

Ora non ci resta che avviare lo streaming e gustarci Netflix su Linux usando Firefox 49 :)


 

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Navigazione internet sicura per i figli su Windows