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Rilasciato Manjaro KDE Plasma 5 0.9.0-pre1, la prima versione con KDE Plasma 5

Il team di Manjaro ha annunciato il rilascio della prima versione testing di Manjaro KDE Plasma 5.
Manjaro KDE Plasma 5 0.9.0-pre1 è di fatto la prima release pubblica di Manjaro con KDE Plasma 5 ed è basata su Manjaro 0.9.0 Bellatrix dunque gli utenti troveranno il nuovo installer Calamares basato sulle Qt5/python3. 
L’artwork team di Manjaro ha per l’occasione rilasciato un nuovo tema KDE Breeze chiamato Menda che riprende i colori della distro.
Questa nuova versione è dotata di pacman 4.2, Kernel Linux 3.18, Plasma Desktop 5.2 e Frameworks 5.7 beta. Il sistema è basato sul ramo instabile quindi se avete intenzione di provarlo sappiate fin da subito che non è consigliato installarlo in un ambiente di produzione.
Potete scaricare Manjaro KDE Plasma 5 0.9.0-pre1 recandovi all’indirizzo http://sourceforge.net/projects/manjarotest/files/0.9.0/kf5-plasma-dev/

 

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mconnect - KDE Connect in Vala

mconnect è un nuovo tool che ci consente di utilizzare KDE Connect anche in altri ambienti desktop.

KDE Connect in Android
KDE Connect è un software che ci consente di operare nel nostro sistema operativo Linux da device mobile. Grazie a KDE Connect potremo operare dal nostro device Android nei player multimediali come Amarok, VLC, Clementine ecc, emulare il mouse / touchpad e inviare o ricevere file da pc a mobile e vice versa. Nei giorni scorsi abbiamo presentato KDE Connect Indicator (per maggiori informazioni), software che ci consente di utilizzare il software mobile targato “K” in Unity, Cinnamon ecc il quale però richiede numerosi mb di pacchetti da installare. Una soluzione arriva mconnect, nuovo progetto open source scritto in Vala e C che ci consente di utilizzare KDE Connect in qualsiasi ambiente desktop Linux senza dover installare numerosi mb di pacchetti.

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Le novità di KDE Plasma 5.2

Andiamo a scoprire le principali novità previste per il nuovo KDE Plasma 5.2.

KDE Plasma 5.2
Gli sviluppatori del desktop environment “K” hanno annunciato il rilascio della Beta di KDE Plasma 5.2, nuova versione in fase di sviluppo che include importanti novità. KDE Plasma 5.2, oltre a correggere svariati bug (circa 300), aggiunge nuovi componenti tra questi BlueDevil il quale consentirà di gestire al meglio il Bluetooth, facilitando l’invio e ricevimento di file. Altra importante novità riguarda il display manager SDDM, con KDE Plasma 5.2 troveremo la nuova sezione dedicata nelle impostazioni di sistema nella quale potremo impostare il tema preferito e altre configurazioni. Con KDE Plasma 5.2 debutta anche il nuovo KScreen, gestore dei monitor che include anche il supporto per gestire più display, risoluzione ecc, nuovo anche il modulo GTK Style Application che permette di configurare il tema delle applicazioni GNOME.

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Arriva KDE Plasma 5.2 Beta che porta con se tante novità

Il team di KDE ha annunciato il rilascio della versione Beta di KDE Plasma 5.2 (aka Plasma 5.1.95). Questa nuova versione aggiunge una serie di nuovi componenti e migliora il desktop esistente.

Ecco i nuovi componenti:

KScreen e il dual monitor

BlueDevil: una serie di componenti che vi consentono la gestione dei dispositivi Bluetooth

KSSHAskPass: è un modulo che vi consentirà di avere una interfaccia grafica utente per immettere le password quando accedete al computer tramite SSH

Muon: per gestire e installare i software e altri addons sul computer. Muon è da tempo presente su Kubuntu

Configuratore del tema della schermata di login (SDDM): SDDM è ora il gestore di accesso predefinito per Plasma e questo modulo consente di scegliere il tema da utilizzare

KScreen: guadagna ora il supporto per impostare monitor multipli

GTK Style Application: questo nuovo modulo permette di configurare il tema delle applicazioni Gnome.

KDecoration: questa nuova libreria rende più facile e più affidabile realizzare i temi per KWin, il window manager di Plasma.

Fra i work in progress (moduli realizzati ma ancora instabili e quindi da testare) troviamo:

Impostazioni Touchpad: questo modulo consente di configurare il touchpad come più ci piace

User Manager: un modulo per le impostazioni di sistema per creare e amministrare gli account utente.

Fra le nuove funzionalità troviamo:

Aggiunta la possibilità di annullare i cambiamenti del layout del desktop di Plasma (guardate la gif per capire di cosa sto parlando)

Ecco come annullare i cambiamenti al desktop

KRunner mostra le voci in maniera più razionale

KRunner è ora più ordinato e di facile lettura

Nuovo look per il decoratore delle finestre Breeze che ora è impostato di default

Il nuovo tema Breeze per il decoratore finestre
Il team di designer che si sta occupando del look di Plasma 5 sta ora realizzando le nuove icone per il tema di icone Breeze.
È stato aggiunto un nuovo tema bianco per il cursore del muose del tema Breeze.
Nuovi widget plasma: 15 puzzle, browser web, Mostra desktop
Aggiunta la possibilità di controllare Audio Player tramite KRunner
Kicker può installare le applicazioni dal menu ed è stata aggiunta la possibilità di editare i menu. 
Oltre 300 bug corretti in tutti i moduli di plasma.

 

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Linux Mint 17.1: ecco il DVD AIO

E’ disponibile il DVD All-in-One dedicato a Linux Mint 17.1 Rebecca che include la versione con Cinnamon, Mate, XFCE e KDE.

Linux Mint 17.1 Cinnamon
Linux AIO è progetto che punta a fornire raccolte di Ubuntu, Linux Mint e Debian Live contenenti i principali ambienti desktop. L’idea del progetto è quella di offrire all’utente la possibilità di testare facilmente le varie versioni di Ubuntu, Linux Mint ecc avviandole direttamente da un’unico DVD o pendrive, una volta testate potrà scegliere quella preferita ed installarla sul proprio pc (per maggiori informazioni).
Proprio in questi giorni è approdata la raccolta All-In-One riguardante il nuovo Linux Mint 17.1 Rebecca includendo quindi la versione con ambienti desktop: Cinnamon, MATE, XFCE e KDE.

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Red Star 3, Linux made in Corea del Nord

E’ disponibile per il download Red Star 3, distribuzione Linux specifica per gli utenti della Corea del Nord con un’esperienza utente simile a Mac OS X.

Red Star 3
La Corea del Nord è un paese che sta puntando molto sul sistema operativo libero e soluzioni open source in grado di garantire una maggiore sicurezza oltre a tagliare i ponti con colossi statunitensi come Microsoft e Apple. In Corea del Nord è disponibile un’unico sistema operativo ossia Red Star OS, distribuzione Linux indipendente, sviluppata da Korea Computer Center (KCC) di Pyongyang che include software dedicati sia per il normale utilizzo domestico che aziendale.
Caratteristica di Red Star è quella di fornire un’esperienza utente molto simile ad Apple Mac OS X, con una dockbar e menu delle applicazioni integrato nel pannello (da notare che l’ambiente desktop è KDE 3.x).

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KDE: Fenomenali poteri Kosmici, in un minusKolo spazio vitale

Credo che se mai verrà pubblicato questo post/riflessione/sfogo/rant/scemenza riuscirò ad unire la comunità linara in una cosa, ovvero criticare me!
Si perché, noi linari siamo capaci di dividerci su qualunque cosa.
Guerre di religione per quale sia la distribuzione migliore, con fazioni agguerrite e, al loro interno fratellanze quasi di sangue. Due minuti dopo, guerra altrettanto sanguinosa su quale sia il miglior DE, ovviamente a squadre completamente mescolate e, quello che prima era un fratello, ora non capisce nulla di cosa sia ergonomia.
Bene, dopo aver letto questo articolo, il mondo linaro potrà chiudere ogni controversia con:

Hai torto, ma mai quanto Enrico quella volta!

Di cosa voglio parlare? Di KDE e, credo riuscirò a far incazzare sia gli utenti K che gli utenti Gnome.
Perché questo titolo? Perché ritengo KDE il DE con le potenzialità maggiori del panorama Linux e con un certo margine di vantaggio.

Totalmente castrati dalle scelte (o non scelte) del team di sviluppo

KDE, se non è moddato dalla distribuzione, come ti accoglie?

KDE quasi default

Usando OpenSuse, replicare i default non è la cosa più semplice del mondo (e ovviamente il conky non c’è, ma mi sono dimenticato di levarlo).
Lo sfondo non cambia da (due anni?) ed è un coraggioso mix di blu e viola, nonostante questo, nonostante abbia sentito che ad alcuni siano sanguinati gli occhi solo a vederlo, a me è sempre piaciuto ma, si sa che questo non sia un complimento, io non ho nessun gusto estetico.
L’interazione di default proposta è classica se non vecchia, ovvero un menù e un gestore dei processi a barre come ci ha abituato Windows Xp. Questo per molti utenti è un vantaggio, perché si ritrovano in un ambiente familiare ed intuitivo. Ma attenzione, la familiarità con una cosa non deve essere scambiata per intuitività della stessa. Ma questa è una opinione.
Andiamo avanti e soffermiamoci sui dettagli.

Tasti KDE

I tasti di gestione della finestra sembrano bottoni a pressione anni novanta, brutti come un brufolo il sabato del primo appuntamento con la donna dei tuoi sogni, piccoli e scomodi.

Ombra di KDE

Ombra delle finestre con l’ormai noto “effetto Toretto.”
Ho capito che a qualcuno piace, ma l’ombra che simula la spazialità, di default azzurra nemmeno lo Stregatto di Alice l’avrebbe scelta. E qui mi piace citare il mio amico Gaetano che ha colto in pieno lo spirito dell’alone azzurro.

Lo hanno messo azzurro così, facendo schifo sei costretto a cercare l’opzione per toglierlo. Lo hanno fatto per insegnarti che quell’opzione c’è!

Vi giuro che è la giustificazione migliore che ho trovato per l’alone azzurro.

Icone

Icone di default che combattono una guerra all’ultimo sangue con quelle di Gnome su chi merita il titolo di oscenità pornografica peggiore. Non so chi vinca, ma è una gara molto dura.
KDE ti accoglie in questa maniera, questo è come si presenta ma, già sento i kdeisti soffrire perché stanno tenendo dentro una frase che sta per esplodere, una cosa tipo:

Si ma si può personalizzare!!! KDE è iperpersonalizzabile, con tool integrati!!!

Che è verissimo, ma adesso ne parliamo però. Vi faccio notare che, nel mondo reale, come vi presentate non è che non conti nulla. Se vi presentate sciatti, sporchi, trasandati e magari con le ascelle che olezzano di fritto cinese scaduto, in quanti saranno capaci di capire che ripuliti somigliate a Brad Pitt quando viene bene in foto?La risposta? Forse e, ribadisco forse vostra madre!
Comunque, i tool di configurazione e personalizzazione ci sono eccome! Avete ragione, hanno solo un problema, sono integrate come una funzione discontinua.
Per modificare il DE dobbiamo andare nell’aspetto delle applicazioni, suddividendo la gestione dell’aspetto tra stile (ed anche qui, dipende se hai scelto Oxygen QtCurve o altro) e schema colori, poi vai in aspetto dello spazio di lavoro, per scegliere il tema delle finestre (che se non armonizzi con lo stile ottieni risultati pessimi) e il tema desktop per plasma. Quindi, almeno 4 elementi suddivisi in due opzioni. E non ho citato font, icone, cursori ed effetti desktop, che sono in posti differenti.
Ovviamente, non ci sono temi che cambiano tutto in una volta sola.
Vedete, se io vi do il tessuto e tutti gli strumenti, vi posso tranquillamente dire che siete potenzialmente in grado di vestirvi con un Armani su misura, la realtà è che non tutti sono dei sarti ed il risultato sarà che ci buttiamo il tessuto grezzo sulle spalle o bruciamo lo stesso per non morire di freddo.
Che riportato a noi significa che un Nerd, partendo da un standard discutibile, con un mare di opzioni totalmente aperte, otterrà roba del genere.

Desktop discutibile

E no, non ho salvato lo schema colori se qualcuno lo volesse, perché lo so che alla fine rischia anche di piacere.
La personalizzazione è solo il punto di partenza per poter dire una cosa, non fare scelte, non evidenziare cosa sia più importante, insomma, lasciare all’utente tutte le opzioni possibili, senza fare una cernita, porta più danni che benefici. Non dico che le opzioni non debbano esistere ma, pensate alle opzioni delle fotocamere dei cellulari o delle reflex moderne. Le interfacce di default sono semplificate, con le opzioni che maggiormente servono, spesso con dei preset, che vanno più o meno bene nella maggior parte dei casi. Il resto delle opzioni viene nascosto in un menù “avanzate” per chi ha voglia e competenze per capire su cosa stia mettendo le mani.
Il team di KDE invece ha fatto la scelta di non scegliere, niente, su nessun argomento, MAI! Si butta dentro TUTTO.

Si ma Gnome non si personalizza, meglio tutto che niente! 

Zitto! Non voglio fare una guerra santa ma, dato che provochi, Gnome ha fatto delle scelte, a volte eccessive ma almeno ha iniziato un lavoro molto duro, perché:

La perfezione si ottiene non quando non c’è nient’altro da aggiungere, bensì quando non c’è più niente da togliere  (Antoine de Saint-Exupéry) 

questo dobbiamo tenerlo presente.

Opzioni di KDE

Sono certo che nella scrivania sopra c’è tutto quello che serve, ma non trovi niente. Io stesso, negli ultimi 10 anni avrò usato KDE per almeno 4 di questi (forse di più in comproprietà), alla fine so dove mettere le mani e, nonostante questo, ci ho messo due mesi per ottenere una configurazione che non mi desse i conati.

Ma come? Dopo tutto questo pistolotto, mi vuoi dire che usi KDE e non sei un Hater del cazzo? Ma come è possibile?

Già, non solo io non odio KDE, ma lo amo profondamente (come amo Gnome a dire il vero) e trovo che abbia un potenziale enorme, tra quello inespresso e quello nascosto.
Si perché, con un DE alla fine cosa ci devi fare? Fai cose e contatti gente e lo fai tramite applicazioni e/o servizi del DE stesso no?
Ecco, qui KDE fa vedere il suo potenziale e la sua potenza, le applicazioni sono semplicemente migliori ma, non ci sono mica cazzi.
Non le citerò tutte, perché altrimenti non mi basta il tempo.

Dolphin
Ovvero il file manager.

Dolphin

In una immagine ho già mostrato alcune delle cose che altri file manager non riescono a fare.
Ovvero, visualizzazione differenziata automaticamente per cartella, opzioni che vengono mantenute anche nella vista a split screen e suddivisione dei files per lettera.
Nella colonna di sinistra invece, sono presenti le smart folder (ovvero ricerche per tipo di file o data di creazione (ma ad alcuni Baloo merita di essere killato al boot…persone cattive).
Pecca a mio avviso rispetto a Nautilus nella ricerca. Nautilus ha una ricerca (che io uso pesantemente) che parte semplicemente scrivendo e fa vedere i risultati mentre si scrive. Dolphin invece ti costringe a scrivere ctrl+f e poi scrivere. Può sembrare una scemenza ma invece, fatto per molte volte è una grossa perdita di tempo.
Ma vogliamo parlare di potenziale inespresso per eccesso di opzioni?
I servizi di Dolphin! Sono tanti, spesso fatti molto bene ma quelli veramente rilevanti saranno non più di 5. Gli altri sono ottimi ma di nicchia. Perché non preinstallare e mantenere quelli davvero utili? Perché devo sapere che si possono aggiungere, andarmeli a cerca e spesso lottare con la loro installazione? Dato che non sempre si installano tramite il menù!

Servizi Dolphin

Se poi parliamo di scelte sbagliate del team di KDE su dolphin, iniziamo tutti quanti a piangere. Kde utilizza un progetto europeo per il desktop semantico, di cui KDE è utilizzatore. In breve, puoi taggare i file come ti pare e, potenzialmente fare ricerche su, data, tipo file e tag, tutto insieme. Semplicemente una figata galattica! Lasciato tutto a metà!

Okular
Ovvero il lettore di pdf di KDE.
Funziona bene, con pdf anche di grosse dimensioni e permette annotazioni. Vero, le annotazioni sono salvate in un file a latere e non sul pdf stesso che è una soluzione non ottimale ma, lo potete fare e, se vi serve è comunque utilissimo.

Okular

Digikam
Gnome offre Shotwell (ormai quasi abbandonato) e il prossimo venturo Photo (che dire in alpha è fargli un complimento grosso).
Il confronto per performance e strumenti con Digikam è davvero imbarazzante.

Digikam

Gwenview
Il visualizzatore di foto predefinito, anche in questo caso il confronto con EOG o Gthumb (meglio di EOG comunque) è impossibile.
Gwenview permette molte più azioni di modifica (nulla di eclatante, ma molto più di un ruota) ed i Kipi-plugin permettono moltissime cose con pochi click.
Anche, ma giusto per fare un esempio, stampare più foto nella stessa pagina, cosa che con Gnome devo fare tramite photoprint o editarle in Gimp.

Gwenview

Per i lettori audio, abbiamo Amarok e Clementine che sono davvero stupendi. Ancora una volta rhythmbox o Music sono imparagonabili ed il confronto sarebbe stato ingiusto ma, il mondo gtk oggi offre anche Quodlibet che è fondamentalmente sui medesimi livelli.

Kdenlive
Editor video non lineare semi professionale. Vi sono state delle campagne per sviluppare programmi in gtk (che pure ci sono), ai quali ho anche partecipato con una donazione ma, purtroppo non sono andati a buon fine. Anhe Kdenlive ha uno sviluppo molto lento ma, ad oggi è lo strumento per uso casalingo migliore che abbiamo. Personalmente l’ho sempre installato anche su Gnome, accettando qualunque dipendenza questo comportasse.

Kdenlive

Si bravo! E l’integrazione con le applicazioni gtk? Non c’è un browser decente in Qt!

Vero, sul lato browser però, ad onor del vero, non è che Firefox o Chrome siano scritti in GTK ma, hanno un vestito GTK (alla versione due peraltro). L’integrazione è migliore ma, sia Oxygen che Qtcurve come motori si integrano molto bene.

Integrazione Firefox

Gimp invece è scritto in GTK ma, anche in questo caso, l’integrazione è davvero ottima. Di sicuro non può essere questo il motivo per bocciare KDE.

Mi fermo qui, perché l’elenco è già abbastanza lungo e non voglio diventare noioso.
Ma KDE ha, allo stato attuale due grandi problemi. Il primo è che le applicazioni, seppur ad alto livello, hanno smesso di veder implementate funzionalità.
Il secondo, secondo me molto più grave è che non si capisce che cosa voglia fare da grande, in che direzione stia andando il suo sviluppo e se hanno chiaro che tipologia di prodotto vogliono offrire.
Ora sta uscendo Plasma5 che, se da un lato spero migliori o addirittura risolva i problemi legati ai default, allo stato attuale sembra poco più che un tema.
Riscrivere con un framework aggiornato il DE, perché faccia le stesse cose di prima, come le faceva prima, mantenendo le medesime interazioni e menù, non dico che sia inutile, perché magari il tutto è più efficiente ma, si resta comunque fermi a fare meglio (forse) le stesse cose nello stesso modo.
Ed in un mondo che viaggia alla velocità della luce, restare fermi, significa restare indietro.

 

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Linux Mint 17.1 KDE Rilasciato

E’ disponibile per il download la versione stabile di Linux Mint 17.1 Rebecca con ambiente desktop KDE.

Linux Mint 17.1 KDE
Dopo l’atteso rilascio della versione stabile di Linux Mint 17.1 Rebecca con ambiente desktop Cinnamon e Mate, gli sviluppatori della più famosa derivata non ufficiale di Ubuntu hanno rilasciato la versione basata su desktop environment KDE. Linux Mint 17.1 KDE si basa su Ubuntu 14.04 Trusty LTS (versione che sarà supportata fino ad aprile 2019) includendo però numerosi aggiornamenti a partire dal desktop environment “K” aggiornato alla versione 4.14 rendendolo cosi più stabile, sicuro e funzionale. Con Linux Mint 17.1 KDE troviamo anche la nuova versione del display manager MDM che include il gestore rivisitato per una più semplice ed intuitiva configurazione.

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Rilasciata Linux Mint 17.1 Rebecca KDE Edition

La distro è basata su Kubuntu 14.04 LTS e come la distro dalla quale deriva gode di supporto esteso fino al 2019.
Fra le novità troviamo KDE 4.14.x, il supporto a KWallet in MDM, aggiornamenti nell’update manager e infine miglioramenti vari fra i quali quelli relativi all’artwork.
Una lista completa delle novità è consultabile all’indirizzo http://www.linuxmint.com/rel_rebecca_kde_whatsnew.php
Non appena verrà rilasciata la versione con XFCE arriverà un update tramite l’update manager che vi consentirà di passare in automatico da Linux Mint 17 a Linux Mint 17.1