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Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)


Red Hat CloudForms estende la gestione del public cloud con Google Cloud Platform, migliora le funzionalità Microsoft Azure e aggiunge supporto al Software-Defined Networking (SDN)

La più recente release della piattaforma di cloud management Red Hat semplifica l’automazione e la fornitura di servizi con l’integrazione Ansible


Milano, 30 giugno 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), il principale fornitore di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4.1, la più recente versione della nota soluzione aperta di hybrid cloud management. Grazie a Google Cloud Platform, Red Hat CloudForms 4.1 oggi offre maggiori scelta e flessibilità per i clienti che desiderano avvalersi di workload hybrid cloud su Google Cloud Platform, Microsoft Azure o Amazon Web Services. In aggiunta, Red Hat CloudForms 4.1 estende la gamma di funzionalità di management con il software-defined networking (SDN), offrendo un’esperienza di gestione unificata per data center software-defined. Infine, CloudForms 4.1 semplifica l’automazione di processi IT complessi tramite l’integrazione con Ansible Tower, e offre ai clienti un modello di sottoscrizione cloud-friendly più semplice. 

CloudForms è un’avanzata piattaforma di management open source per ambienti fisici, virtuali e cloud che supporta virtual machine e container. CloudForms abilita le organizzazioni IT a offrire servizi componibili tramite un portale self-service, gestendo l’intero ciclo di vita dal provisioning al retirement. Facilita inoltre il risk management definendo avanzate policy di conformità che possono essere applicate in ambienti greenfield o esistenti, e consente agli operatori di ottimizzare i costi tramite capacity planning, reporting e gestione finanziaria. 

“I clienti ci chiedono un modo per portare avanti rapidamente le loro strategie hybrid cloud e fanno presente l’esigenza di un’unica vista di gestione per gli ambienti fisici, virtuali e cloud. CloudForms offre tutto questo e riteniamo che CloudForms 4.1 rappresenti la soluzione hybrid cloud management più completa del mercato”, afferma Joe Fitzgerald, vice president, Management, Red Hat. “CloudForms oggi non solo supporta i public cloud più estesi del mondo, ma si integra con Ansible per semplificare in modo significativo l’automazione”. 

“CloudForms sta guadagnando terreno sul mercato e, oggi che l’SDN è pienamente supportato, la crescita continuerà. Integrando la tecnologia SDN Nuage Networks con il sistema di gestione Red Hat CloudForms, i clienti potranno gestire e automatizzare i workload in ambienti hybrid cloud pur mantenendo policy di rete unificate sull’intera gamma di applicazioni e asset”, aggiunge Sunil Khandekar, Fondatore e Chief Executive Officer, Nuage Networks di Nokia. 

“Il mercato delle soluzioni hybrid cloud management è maturo e in crescita perché un maggior numero di sviluppatori e professionisti I&O lo considerano un modo per soddisfare le esigenze di un crescente portafoglio multi-cloud. Queste soluzioni aiutano gli sviluppatori a realizzare cloud app in modo più rapido e semplice, offrendo al tempo stesso la governance e il controllo necessari per applicare policy di utilizzo e costo”, The Forrester Wave™: Hybrid Cloud Management Solutions, Q1 2016, Dave Bartoletti 

Red Hat CloudForms 4.1 introduce numerose nuove funzionalità tra cui: 

Supporto di Google Cloud Platform
Sviluppata in stretta collaborazione con Google nella comunità open source ManageIQ, i clienti possono utilizzare Red Hat CloudForms per gestire ambienti Google Cloud Platform. Il supporto comprende la gestione completa di virtual machine, l’applicazione delle policy, il chargeback e il lifecycle management. 

Supporto del software-defined networking
A mano a mano che le organizzazioni adottano Red Hat CloudForms per gestire i loro workload nel cloud, la piattaforma di management deve estendersi al di là dell’elaborazione e arrivare a networking e storage. A tal fine, CloudForms 4.1 offre il network management per OpenStack Networking (Neutron), Amazon Web Services, Google Cloud Platform, e Microsoft Azure. Sviluppato in collaborazione con Nuage Networks, le funzionalità SDN di CloudForms abilitano gli utenti a scoprire e gestire elementi di rete visualizzando la loro relazione con altre parti dell’infrastruttura. 

Integrazione con Ansible Tower di Red Hat
L’integrazione con Ansible Tower semplifica per i clienti CloudForms il provisioning di applicazioni e servizi complessi tramite il codice di automazione personalizzato. CloudForms 4.1 può accedere ad Ansible Tower per gestire job di automazione Ansible, abilitando i clienti CloudForms ad utilizzare il noto linguaggio Ansible. Inoltre, questa integrazione semplifica la composizione di servizi complessi combinando il supporto del catalogo di servizi CloudForms nativo con i playbook Ansible. 

Nuove sottoscrizioni cloud-friendly
Nuove sottoscrizioni flessibili sono da oggi disponibili per tutti i clienti Red Hat CloudForms permettendo loro di applicare una sottoscrizione ai server fisici o ai workload cloud. La sottoscrizione può essere usata in entrambi gli ambiti e spostata senza limiti all’interno del periodo di sottoscrizione. I clienti possono utilizzare anche una media di istanze cloud in gestione per determinare il numero di sottoscrizioni CloudForms necessarie per i loro workload public cloud, aiutandoli a evitare acquisiti in fase di picco della domanda, mentre i nuovi report integrati favoriscono la comprensione dell’utilizzo medio e reale nel tempo. 

Altri miglioramenti a Red Hat CloudForms 4.1 includono: 
  • Supporto Microsoft Azure esteso compresa una più ampia gamma di funzionalità tra cui il supporto di cloud image Microsoft Azure, eventi, metriche, provisioning da immagini private, e gestione dell’intero ciclo di vita. CloudForms 4.1 offre inoltre l’agentless introspection di Microsoft SmartState Analysis, introducendo SSA al Cloud che abilita gli ambienti on-premise a inviare rapidamente contenuti a un indice di ricerca; 
  • Modello di charge-back aggiornato che comprende valute e tassi personalizzabili; 
  • Nuove funzionalità per Red Hat OpenShift Container Platform, SmartState Analysis, heatmap che mostrano l’utilizzo operativo, supporto di volumi di dati persistenti e 
  • Una migliore interfaccia self-service, l’aggiunta di un’interfaccia shopping cart e di una console remota. 

Disponibilità
Red Hat CloudForms 4.1 è già disponibile per i clienti dotati di sottoscrizione.

 

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Linux Mint 18 "Cinnamon": Guida post installazione


Il team di Linux Mint ha rilasciato Linux Mint 18 "Cinnamon", la nuova edizione principale di Linux Mint con Cinnamon 3.0.x come desktop environment e basata su Ubuntu 16.04 LTS. Questa nuova release è la prima della serie 18.x che ci accompagnerà nei prossimi anni fino al rilascio della prossima LTS di Canonical.
Le novità principali di questo rilascio sono l'arrivo di Cinnamon 3.0.x. le nuove Xapps (applicazioni comuni alle varie edizioni di Linux Mint 18 a loro volta fork di applicazioni pre esistenti), nuovi temi e l'assenza dei codec preinstallati.

Ma bando alle ciance, cominciamo e scopriamo insieme quali sono le nuove applicazioni e cosa installare per completare la distro!
 

Linux Mint 18 "Cinnamon": Cosa installare per completarla

Linux Mint 18 "Cinnamon"

FASE 1: Controlliamo la presenza di eventuali aggiornamenti


Il primo step da compiere è come sempre quello di verificare se ci sono o meno degli aggiornamenti di sistema da installare
Cliccchiamo sullo scudo che troviamo in basso a destra, accanto all'orologio,

 
e lanciamo il Gestore aggiornamenti. Al primo avvio ci verrà chiesto come recapitare gli aggiornamenti. Possiamo scegliere tre opzioni:


  • Non danneggiare il mio computer!": è l'impostazione consigliata per i principianti e verranno selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Gli aggiornamenti che potrebbero compromettere la stabilità del sistema non verranno mostrati
  • Ottimizza stabilità e sicurezza: questa è l'opzione consigliata per la maggior parte degli utenti ed è quella che anche io ho scelto di abilitare. Vengono selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Mostra comunque gli aggiornamenti di sicurezza e del kernel che potremo selezionare manualmente.
  • Aggiorna sempre tutto: consigliato per gli utenti esperti seleziona tutti gli aggiornamenti disponibili. Mantiene il computer completamente aggiornato e in caso di eventuali regressioni saremo noi a dover intervenire.



Selezioniamo l'opzione desiderata. Una volta fatto ci verranno mostrati gli aggiornamenti da fare. Installiamoli selezionando installa gli aggiornamenti



Cliccate su sostituisci per aggiornare il file.

In alternative potete usare il terminale e digitare

sudo apt update && sudo apt upgrade


FASE 2: Installiamo i codec multimediali e i font Microsoft


A differenza delle precedenti release che inglobavano i codec multimediali questa nuova release di Linux Mint non ha più i codec preinstallati. Il team di Mint ha però provveduto a fornire tre semplici metodi per installarli. Il primo consiste nello spuntare la relativa voce durante l'installazione del sistema


Il secondo metodo è quello di cliccare la voce Codec multimediali presente nella finestra d'avvio di Linux Mint 18.


L'ultima via è quella di andare nel menu applicazioni, Audio e video e qui selezionare la voce Install Multimedia Codecs.



Se proprio vogliamo far i nerd possiamo farlo anche da terminale dando:

sudo apt install mint-meta-codecs

Ora non ci resta che installare i fonts Microsoft. Possiamo farlo per via grafica sfruttando il Gestore pacchetti (menu avvio, amministrazione). Cerchiamo il pacchetto ttf-mscorefonts-installer e installiamolo.
Durante l'installazione verrà fuori questo messaggio che ci invita a leggere l'EULA e ad accettarne i termini


L'altro modo per installarli è quello di usare il terminale dando

sudo apt install ttf-mscorefonts-installer

Anche in questo caso durante l'installazione vi comparirà una schermata che vi invita ad leggere l'EULA dei Font e di accettare. Muovetevi con i tasti freccia della tastiera e selezionate prima OK e poi Si.


FASE 3: Messaggistica istantanea, RSS, IRC e Mail


Come sempre accade in casa Mint, su Linux Mint 18 troviamo già preinstallato Pidgin, un client di messaggistica multi piattaforma.

Per quanto riguarda la rete Skype, be, se ne fate uso l'unica cosa è installare Skype. Potete farlo da terminale dando

sudo apt install skype

Se siete su di un sistema a 64-bit e riscontrate problemi con Skype installate anche il pacchetto ia32-libs

Se usate twitter dal pc avete due validi programmi ovvero Gwibber e Hotot. A voi la scelta, entrambi possono essere installati da terminale.

Se usate i feed reader offline vi consiglio Liferea. La versione presente nei repository di Linux Mint 18 (aka i repository di Ubuntu 16.04 LTS) come al solito ha il problema di non mostrare l'icona del programma nella barra di stato. La soluzione può essere quella di aggiungere un repo a parte. Fra quelli contenenti la versione aggiornata e non patchata di Liferea quello che ha meno roba dentro (sono tutti repo misti) è il PPA Apps di Panda Jim. Per aggiungerlo basterà dare da terminale:

sudo apt add-repository ppa:ubuntuhandbook1/apps

aggiornare

sudo apt update

ed infine installare Liferea con

sudo apt install liferea

Oltretutto così avrete anche una versione più recente di Liferea.

In alternativa a Liferea potete usare l'ottimo QuiteRSS di cui vi ho parlato in questo post.
Possiamo installare QuiteRSS grazie al PPA QuiteRSS team nel seguente modo. Come prima aggiungiamo il PPA dando da terminale

sudo apt add-repository ppa:quiterss/quiterss

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo dando

sudo apt install quiterss

Per quanto riguarda IRC troviamo preinstallato il programma HexChat.

Lato posta elettronica abbiamo preinstallato l'ottimo Thunderbird che potete utilizzare anche come feed reader nel caso in cui non vi piaccia Liferea.

FASE 4: Browser alternativi e programmi P2P


Il browser web predefinito di Linux Mint 18 è sempre il caro e vecchio Firefox. Molti di voi però potrebbero non esser pienamente soddisfatti da questo browser, specie se usate servizi come Netflix che necessitano il supporto a determinati codec e drm. Bene, in casi come questo la soluzione più logica è quella di utilizzare Google Chrome di cui potete scaricare il pacchetto deb da questo indirizzo https://www.google.com/intl/it/chrome/browser/

Per quanto riguarda la gestione dei file Torrent su Linux Mint 18 troviamo l'ottimo Transmission. Il programma è praticamente perfetto, l'unica cosa che vi suggerisco di fare è seguire la guida Transmission abilitare blocklist Bluetack per aumentare la privacy al fine di migliorare la privacy del programma quando scaricare file dal torrent.

Se usate ancora la rete Emule due sono i programmi, amule ed amule-adunanza a seconda o meno se siete su rete normale o su rete fastweb.
Se siete su rete normale installate amule dando da terminale:

sudo apt install amule

Se siete su rete fastweb installate Amule Adunanza. Purtroppo Amule-Adunanza non è presente nei repository di Xenial, se volete installarlo potete dare uno sguardo al forum ufficiale di Adunanza o scaricare i DEB per la vecchia versione di Ubuntu.

Come client per i protocolli stile fileserve etc (o quel che resta sigh) l'unica soluzione completa è Jdownloader. Per installarlo dobbiamo per prima aggiungere il PPA. Da terminale diamo quindi

sudo apt add-repository ppa:jd-team/jdownloader

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo jdownloader

sudo apt install jdownloader-installer

FASE 5: Programmi da ufficio e svago


Su Linux Mint 18 troviamo già tutto quello che ci serve per lavorare.
Come suite da ufficio abbiamo infatti già preinstallato LibreOffice in versione completa (LibreOffice Base, LibreOffice Calc, LibreOffice Draw, LibreOffice Impress, LibreOffice Math, LibreOffice Writer).
Per quanto riguarda la visualizzazione di PDF troviamo il nuovo Xreader (fork di Atril)

Xreader

Per l'editing di immagini professionale (e non) troviamo come sempre GIMP. L'unica cosa che vi consiglio è di installare i plugin aggiuntivi. Da terminale

sudo apt install gimp-plugin-registry

Per quanto concerne invece la gestione delle immagini e i ritocchi rapidi troviamo Pix, il nuovo programma sviluppato dai developers di Linux Mint

Pix
Come visualizzatore di immagini troviamo Xviewer

Xviewer
Se bazzicate nel mondo dell'editing video potete installare l'ottimo OpenShot. Potete farlo dando da terminale:

sudo apt install openshot

Coloro di voi che fanno largo uso di epub possono trovare in Calibre un ottimo compagno. Questo programma consente di interfacciare il vostro lettore ebook con il PC ma anche il vostro device android e sincronizzare il vostro database.
Possiamo installare Calibre dando da terminale

sudo apt install calibre

I tecnici del settore dell'edilizia potrebbero aver bisogno di un CAD per realizzare planimetrie e quant'altro. Potete installare DraftSight scaricandolo a questo indirizzo. L'unica pecca è che a partire dalla versione 2015 il programma è realizzato per soli sistemi a 64bit.

Se invece avete la necessità di lavorare con CAD 3D per realizzare componenti meccaniche etc potete usare l'ottimo FreeCAD. Vista la natura del programma (in continuo sviluppo) vi consiglio come prima cosa di aggiungere il FreeCAD Stable Releases dando da terminale:

sudo apt add-repository ppa:freecad-maintainers/freecad-stable

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo LibreCAD dando

sudo apt install librecad



FASE 6: Media player


Come player audio e gestore raccolta musicale troviamo Banshee. Nulla da dire sul programma, funziona ed è facile da usare.

Lato player video troviamo Xplayer (chiamato Video nei menu di Mint). Si tratta anche in questo caso di una delle nuove Xapps di Linux Mint ed è un fork di Totem

Xplayer

Con l'installazione del meta pacchetto dei codecs viene anche installato VLC che è il secondo player di Linux Mint.

Come programma per la masterizzazione troviamo Brasero. Il programma ha una cattiva nomea, voi provatelo, se va bene con il vostro masterizzatore tenetevelo, in caso contrario potete installare o Xfburn oppure k3b.
Se volete invece trasformare il vostro PC in un mediacenter vi consiglio Kodi (ex Xbmc). Possiamo installarlo dando da terminale

sudo apt install kodi

FASE 7: Utility varie

A differenza delle sorellastre di Ubuntu, su Linux Mint 18 troviamo già buona parte dei tool che di solito consiglio di installare.
Troviamo infatti già presenti sia Synaptic (per l'installazione grafica di pacchetti) che Gdebi (per installare i DEB).

Nel caso in cui vi dilettiate con la compilazione di programmi è utile installare build-essential, un meta pacchetto che vi andrà ad installare il minimo sindacale per la compilazione.
Potete farlo dando da terminale

sudo apt install build-essential

Se invece siete i tipi da star a provare ISO di altre distro dalla mattina alla sera vi consiglio di installare due programmi. Il primo è Gparted, che altri non è che il gestore ed editor di partizioni. Vi servirà sia per fare operazioni di resize etc, sia per formattare le vostre chiavette dati
Possiamo installare gparted dando

sudo apt-get install gparted


FASE 8: Completare l'installazione della lingua italiana


Qualora non foste connessi alla rete durante l'installazione dovrete installare i pacchetti aggiuntivi per la lingua italiana dando da terminale:

sudo apt install language-pack-it language-pack-gnome-it firefox-locale-it libreoffice-l10n-it

FASE 9: Aggiungiamo Google ai motori di ricerca di Firefox


L'altra soluzione è quella di utilizzare il sito di Linux Mint.
Clicchiamo sul seguente indirizzo http://www.linuxmint.com/searchengines.php  
Scorrete la pagina fino alla voce Commercial engines dove troverete il logo di Google. Cliccateci su.
Qualora vogliate trovate in questa pagina anche altri motori di ricerca da poter aggiungere.
Una volta fatto cliccate nel campo di ricerca di Firefox sulla freccetta



ed infine cliccate su Aggiungi "Google". Una volta fatto Google apparirà fra i motori di ricerca di Firefox.

FASE 10: Modificare le applicazioni in avvio automatico (PER UTENTI CHE SANNO COSA STANNO FACENDO)

Questo ultimo punto non è necessario ed è destinato agli utenti smaliziati che sanno quello che fanno (o quantomeno non si mettono a cancellare processi a cavolo ma li disattivano solo).
Possiamo migliorare i tempi di avvio e diminuire il consumo di risorse andando a levare quelle voci che non ci interessano dall'avvio automatico.
Lo possiamo fare andando nelle impostazioni di sistema. Qui troverete l'icona Applicazioni d'avvio.
Di default troviamo le seguenti voci in avvio automatico

Applicazioni d'avvio

Come potete leggere troviamo in avvio automatico i vari tool di Linux Mint come il mintUpdate (che vi notifica la presenza di eventuali aggiornamenti di sistema), il mintWellcome e il mintUpload.
Se volete potete disattivare le voci che non volete far partire in automatico. Potete altresì modificare quelle già presenti e aggiungere le applicazioni che volete. Oltre a questo potete modificare quanto tempo deve passare dall'avvio del sistema al lancio dell'applicazione o del vostro comando personalizzato.

Altre voci sono nascoste per non farvi fare danni. Possiamo abilitarne la visione dando terminale

cd /etc/xdg/autostart/

Ora date il comando

sudo sed --in-place 's/NoDisplay=true/NoDisplay=false/g' *.desktop

Vi verrà chiesto di inserire la vostra password. Rilanciate ora Applicazioni d'avvio e appariranno le restanti voci nascoste (ripeto, nascoste per non farvi fare danni).
Se volete, una volta fatte le dovute modifiche, nascondere nuovamente le voci in avvio automatico basterà dare da terminale 

cd /etc/xdg/autostart/

e infine il comando

sudo sed --in-place 's/NoDisplay=false/NoDisplay=true/g' *.desktop

e Applicazioni d'avvio tornerà a mostrare le sole voci da noi aggiunte (resteranno però visibili in trasparenza le voci da noi disattivate).

FASE 11: Rimuoviamo le lingue inutilizzate

Nonostante la scelta di installare Linux Mint 18 in italiano vi ritroverete anche la lingua inglese (e similari). Non occupa tanto, però perché tenerla? Vediamo come rimuoverla. Andiamo in Impostazioni di sistema, e successivamente clicchiamo sull'icona Lingue. Si aprirà il nuovo tool per la gestione delle lingue di sistema, tool che è stato sviluppato in casa Mint.

Fase 12: Ma quali sono i nuovi temi?


Su Linux Mint 18 troviamo preinstallato un nuovo tema (attualmente work in progress) chiamato Mint-Y. Il tema ha delle sotto varianti per gli amanti del dark. Eccoli

Mint-Y

Mint-Y-Darker

Mint-Y-Dark

 

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Linux Mint 18 "MATE": Guida post installazione


Il team di Linux Mint ha rilasciato Linux Mint 18 "MATE", la nuova edizione principale di Linux Mint con MATE 1.14.x come desktop environment e basata su Ubuntu 16.04 LTS. Questa nuova release è la prima della serie 18.x che ci accompagnerà nei prossimi anni fino al rilascio della prossima LTS di Canonical.
Le novità principali di questo rilascio sono l'arrivo di MATE 1.14.x. le nuove Xapps (applicazioni comuni alle varie edizioni di Linux Mint 18 a loro volta fork di applicazioni pre esistenti), nuovi temi e l'assenza dei codec preinstallati.

Ma bando alle ciance, cominciamo e scopriamo insieme quali sono le nuove applicazioni e cosa installare per completare la distro!
 

Linux Mint 18 "MATE": Cosa installare per completarla

Linux Mint 18 "MATE"

FASE 1: Controlliamo la presenza di eventuali aggiornamenti


Il primo step da compiere è come sempre quello di verificare se ci sono o meno degli aggiornamenti di sistema da installare
Cliccchiamo sullo scudo che troviamo in basso a destra, accanto all'orologio,


e lanciamo il Gestore aggiornamenti. Al primo avvio ci verrà chiesto come recapitare gli aggiornamenti. Possiamo scegliere tre opzioni:
  • Non danneggiare il mio computer!": è l'impostazione consigliata per i principianti e verranno selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Gli aggiornamenti che potrebbero compromettere la stabilità del sistema non verranno mostrati
  • Ottimizza stabilità e sicurezza: questa è l'opzione consigliata per la maggior parte degli utenti ed è quella che anche io ho scelto di abilitare. Vengono selezionati solo gli aggiornamenti considerati affidabili o che non hanno impatto su parti critiche del sistema operativo. Mostra comunque gli aggiornamenti di sicurezza e del kernel che potremo selezionare manualmente.
  • Aggiorna sempre tutto: consigliato per gli utenti esperti seleziona tutti gli aggiornamenti disponibili. Mantiene il computer completamente aggiornato e in caso di eventuali regressioni saremo noi a dover intervenire.

Selezioniamo l'opzione desiderata. Una volta fatto ci verranno mostrati gli aggiornamenti da fare. Installiamoli selezionando installa gli aggiornamenti



Cliccate su sostituisci per aggiornare il file.

In alternative potete usare il terminale e digitare

sudo apt update && sudo apt upgrade


FASE 2: Installiamo i codec multimediali e i font Microsoft


A differenza delle precedenti release che inglobavano i codec multimediali questa nuova release di Linux Mint non ha più i codec preinstallati. Il team di Mint ha però provveduto a fornire tre semplici metodi per installarli. Il primo consiste nello spuntare la relativa voce durante l'installazione del sistema


Il secondo metodo è quello di cliccare la voce Codec multimediali presente nella finestra d'avvio di Linux Mint 18.


L'ultima via è quella di andare nel menu applicazioni, Audio e video e qui selezionare la voce Install Multimedia Codecs.


Se proprio vogliamo far i nerd possiamo farlo anche da terminale dando:

sudo apt install mint-meta-codecs

Ora non ci resta che installare i fonts Microsoft. Possiamo farlo per via grafica sfruttando il Gestore pacchetti (menu avvio, amministrazione). Cerchiamo il pacchetto ttf-mscorefonts-installer e installiamolo.
Durante l'installazione verrà fuori questo messaggio che ci invita a leggere l'EULA e ad accettarne i termini


L'altro modo per installarli è quello di usare il terminale dando

sudo apt install ttf-mscorefonts-installer

Anche in questo caso durante l'installazione vi comparirà una schermata che vi invita ad leggere l'EULA dei Font e di accettare. Muovetevi con i tasti freccia della tastiera e selezionate prima OK e poi Si.


FASE 3: Messaggistica istantanea, RSS, IRC e Mail


Come sempre accade in casa Mint, su Linux Mint 18 troviamo già preinstallato Pidgin, un client di messaggistica multi piattaforma.

Per quanto riguarda la rete Skype, be, se ne fate uso l'unica cosa è installare Skype. Potete farlo da terminale dando

sudo apt install skype

Se siete su di un sistema a 64-bit e riscontrate problemi con Skype installate anche il pacchetto ia32-libs

Se usate twitter dal pc avete due validi programmi ovvero Gwibber e Hotot. A voi la scelta, entrambi possono essere installati da terminale.

Se usate i feed reader offline vi consiglio Liferea. La versione presente nei repository di Linux Mint 18 (aka i repository di Ubuntu 16.04 LTS) come al solito ha il problema di non mostrare l'icona del programma nella barra di stato. La soluzione può essere quella di aggiungere un repo a parte. Fra quelli contenenti la versione aggiornata e non patchata di Liferea quello che ha meno roba dentro (sono tutti repo misti) è il PPA Apps di Panda Jim. Per aggiungerlo basterà dare da terminale:

sudo apt add-repository ppa:ubuntuhandbook1/apps

aggiornare

sudo apt update

ed infine installare Liferea con

sudo apt install liferea

Oltretutto così avrete anche una versione più recente di Liferea.

In alternativa a Liferea potete usare l'ottimo QuiteRSS di cui vi ho parlato in questo post.
Possiamo installare QuiteRSS grazie al PPA QuiteRSS team nel seguente modo. Come prima aggiungiamo il PPA dando da terminale

sudo apt add-repository ppa:quiterss/quiterss

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo dando

sudo apt install quiterss

Per quanto riguarda IRC troviamo preinstallato il programma HexChat.

Lato posta elettronica abbiamo preinstallato l'ottimo Thunderbird che potete utilizzare anche come feed reader nel caso in cui non vi piaccia Liferea.

FASE 4: Browser alternativi e programmi P2P


Il browser web predefinito di Linux Mint 18 è sempre il caro e vecchio Firefox. Molti di voi però potrebbero non esser pienamente soddisfatti da questo browser, specie se usate servizi come Netflix che necessitano il supporto a determinati codec e drm. Bene, in casi come questo la soluzione più logica è quella di utilizzare Google Chrome di cui potete scaricare il pacchetto deb da questo indirizzo https://www.google.com/intl/it/chrome/browser/

Per quanto riguarda la gestione dei file Torrent su Linux Mint 18 troviamo l'ottimo Transmission. Il programma è praticamente perfetto, l'unica cosa che vi suggerisco di fare è seguire la guida Transmission abilitare blocklist Bluetack per aumentare la privacy al fine di migliorare la privacy del programma quando scaricare file dal torrent.

Se usate ancora la rete Emule due sono i programmi, amule ed amule-adunanza a seconda o meno se siete su rete normale o su rete fastweb.
Se siete su rete normale installate amule dando da terminale:

sudo apt install amule

Se siete su rete fastweb installate Amule Adunanza. Purtroppo Amule-Adunanza non è presente nei repository di Xenial, se volete installarlo potete dare uno sguardo al forum ufficiale di Adunanza o scaricare i DEB per la vecchia versione di Ubuntu.

Come client per i protocolli stile fileserve etc (o quel che resta sigh) l'unica soluzione completa è Jdownloader. Per installarlo dobbiamo per prima aggiungere il PPA. Da terminale diamo quindi

sudo apt add-repository ppa:jd-team/jdownloader

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo jdownloader

sudo apt install jdownloader-installer

FASE 5: Programmi da ufficio e svago


Su Linux Mint 18 troviamo già tutto quello che ci serve per lavorare.
Come suite da ufficio abbiamo infatti già preinstallato LibreOffice in versione completa (LibreOffice Base, LibreOffice Calc, LibreOffice Draw, LibreOffice Impress, LibreOffice Math, LibreOffice Writer).
Per quanto riguarda la visualizzazione di PDF troviamo il nuovo Xreader (fork di Atril)

Xreader
Per l'editing di immagini professionale (e non) troviamo come sempre GIMP. L'unica cosa che vi consiglio è di installare i plugin aggiuntivi. Da terminale

sudo apt install gimp-plugin-registry

Per quanto concerne invece la gestione delle immagini e i ritocchi rapidi troviamo Pix, il nuovo programma sviluppato dai developers di Linux Mint

Pix

Come visualizzatore di immagini troviamo Xviewer

Xviewer

Se bazzicate nel mondo dell'editing video potete installare l'ottimo OpenShot. Potete farlo dando da terminale:

sudo apt install openshot

Coloro di voi che fanno largo uso di epub possono trovare in Calibre un ottimo compagno. Questo programma consente di interfacciare il vostro lettore ebook con il PC ma anche il vostro device android e sincronizzare il vostro database.
Possiamo installare Calibre dando da terminale

sudo apt install calibre

I tecnici del settore dell'edilizia potrebbero aver bisogno di un CAD per realizzare planimetrie e quant'altro. Potete installare DraftSight scaricandolo a questo indirizzo. L'unica pecca è che a partire dalla versione 2015 il programma è realizzato per soli sistemi a 64bit.

Se invece avete la necessità di lavorare con CAD 3D per realizzare componenti meccaniche etc potete usare l'ottimo FreeCAD. Vista la natura del programma (in continuo sviluppo) vi consiglio come prima cosa di aggiungere il FreeCAD Stable Releases dando da terminale:

sudo apt add-repository ppa:freecad-maintainers/freecad-stable

aggiorniamo

sudo apt update

ed infine installiamo LibreCAD dando

sudo apt install librecad



FASE 6: Media player


Come player audio e gestore raccolta musicale troviamo Banshee. Nulla da dire sul programma, funziona ed è facile da usare.

Lato player video troviamo Xplayer (chiamato Video nei menu di Mint). Si tratta anche in questo caso di una delle nuove Xapps di Linux Mint ed è un fork di Totem
Xplayer

Con l'installazione del meta pacchetto dei codecs viene anche installato VLC che è il secondo player di Linux Mint.

Come programma per la masterizzazione troviamo Brasero. Il programma ha una cattiva nomea, voi provatelo, se va bene con il vostro masterizzatore tenetevelo, in caso contrario potete installare o Xfburn oppure k3b.
Se volete invece trasformare il vostro PC in un mediacenter vi consiglio Kodi (ex Xbmc). Possiamo installarlo dando da terminale

sudo apt install kodi

FASE 7: Utility varie

A differenza delle sorellastre di Ubuntu, su Linux Mint 18 troviamo già buona parte dei tool che di solito consiglio di installare.
Troviamo infatti già presenti sia Synaptic (per l'installazione grafica di pacchetti) che Gdebi (per installare i DEB).

Nel caso in cui vi dilettiate con la compilazione di programmi è utile installare build-essential, un meta pacchetto che vi andrà ad installare il minimo sindacale per la compilazione.
Potete farlo dando da terminale

sudo apt install build-essential

Se invece siete i tipi da star a provare ISO di altre distro dalla mattina alla sera vi consiglio di installare due programmi. Il primo è Gparted, che altri non è che il gestore ed editor di partizioni. Vi servirà sia per fare operazioni di resize etc, sia per formattare le vostre chiavette dati
Possiamo installare gparted dando

sudo apt-get install gparted

FASE 8: Completare l'installazione della lingua italiana


Qualora non foste connessi alla rete durante l'installazione dovrete installare i pacchetti aggiuntivi per la lingua italiana dando da terminale:

sudo apt install language-pack-it language-pack-gnome-it firefox-locale-it libreoffice-l10n-it

FASE 9: Aggiungiamo Google ai motori di ricerca di Firefox


L'altra soluzione è quella di utilizzare il sito di Linux Mint.
Clicchiamo sul seguente indirizzo http://www.linuxmint.com/searchengines.php  
Scorrete la pagina fino alla voce Commercial engines dove troverete il logo di Google. Cliccateci su.
Qualora vogliate trovate in questa pagina anche altri motori di ricerca da poter aggiungere.
Una volta fatto cliccate nel campo di ricerca di Firefox sulla freccetta



ed infine cliccate su Aggiungi "Google". Una volta fatto Google apparirà fra i motori di ricerca di Firefox.

FASE 10: Modificare le applicazioni in avvio automatico (PER UTENTI CHE SANNO COSA STANNO FACENDO)

Questo ultimo punto non è necessario ed è destinato agli utenti smaliziati che sanno quello che fanno (o quantomeno non si mettono a cancellare processi a cavolo ma li disattivano solo).
Possiamo migliorare i tempi di avvio e diminuire il consumo di risorse andando a levare quelle voci che non ci interessano dall'avvio automatico.
Lo possiamo fare andando nel menu di avvio e poi su Preferenze, Applicazioni d'avvio
Di default troviamo le seguenti voci in avvio automatico


Se volete potete disattivare le voci che non volete far partire in automatico. Mi raccomando di non fare pasticci.

Altre voci sono nascoste per non farvi fare danni. Possiamo abilitarne la visione dando terminale

cd /etc/xdg/autostart/

Ora date il comando

sudo sed --in-place 's/NoDisplay=true/NoDisplay=false/g' *.desktop

Vi verrà chiesto di inserire la vostra password. Rilanciate ora Applicazioni d'avvio e appariranno le restanti voci nascoste (ripeto, nascoste per non farvi fare danni).
Se volete, una volta fatte le dovute modifiche, nascondere nuovamente le voci in avvio automatico basterà dare da terminale 

cd /etc/xdg/autostart/

e infine il comando

sudo sed --in-place 's/NoDisplay=false/NoDisplay=true/g' *.desktop

e Applicazioni d'avvio tornerà a mostrare le sole voci da noi aggiunte (resteranno però visibili in trasparenza le voci da noi disattivate).

FASE 11: Rimuoviamo le lingue inutilizzate

Nonostante la scelta di installare Linux Mint 18 in italiano vi ritroverete anche la lingua inglese (e similari). Non occupa tanto, però perché tenerla? Vediamo come rimuoverla. Andiamo nel menu di avvio, e successivamente clicchiamo su Preferenze e poi Lingue. Si aprirà il nuovo tool per la gestione delle lingue di sistema, tool che è stato sviluppato in casa Mint.

FASE 12: Cambiamo il gestore finestre per attivare Compton, Metacity o Compiz

Linux Mint 18 "MATE" fornisce la possibilità di utilizzare Compiz, Compton e Metacity oltre che Marco per la gestione degli effetti per le finestre. Vediamo come cambiare l'impostazione predefinita. Andiamo sul menu di avvio, Preferenze e poi Impostazioni del desktop


Qui possiamo fare varie cose, dal nascondere le icone sul desktop al modificare il gestore finestre. Andando su Finestre troveremo la voce che ci interessa


Qui troviamo le seguenti opzioni: Marco, Marco + Compositing (che è l'impostazione predefinita), Marco + Compton, Metacity, Metacity + Compositing, Metacity + Compton e infine Compiz.
A voi la scelta.

Fase 13: Ma quali sono i nuovi temi?


Su Linux Mint 18 troviamo preinstallato un nuovo tema (attualmente work in progress) chiamato Mint-Y. Il tema ha delle sotto varianti per gli amanti del dark. Eccoli

Mint-Y

Mint-Y-Dark

Mint-Y-Darker

 

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Linux Mint 18 “Sarah” Cinnamon e Linux Mint 18 “Sarah” MATE rilasciate

Linux Mint 18 Cinnamon

Il team di Linux Mint ha ufficializzato il rilascio di Linux Mint 18 nome in codice Sarah nelle due edizioni principali con Cinnamon e MATE.
Fra le novità di questa nuova versione troviamo l'arrivo di Cinnamon 3.0.x, MATE 1,14.x, le Xapps (nuove applicazioni cross desktop pensate per integrarsi al meglio con i desktop environment usati in casa Mint), i nuovi temi Mint-Y e infine l'assenza, nelle ISO classiche, dei codec preinstallati.

Linux Mint 18 MATE

Oltre a questo troviamo tutte le novità introdotte, sia lato stack grafico, sia lato parco software, da Ubuntu 16.04 LTS, distro sulla quale è basata Linux Mint 18.
Di seguito ecco gli annunci ufficiali e i link per scaricarle:
L'aggiornamento da Linux Mint 17.3 non è ancora possibile. Le istruzioni per l'aggiornamento verranno rese disponibili il prossimo mese.

Per gli utenti che si affacciano per la prima volta al mondo GNU/Linux e vogliono provare Linux Mint 18 sono, come sempre, disponibili le guide post installazione di Marco's Box che trovate al link

Linux Mint 18 "Sarah" Cinnamon: Guida post installazione [GUIDA by Marco's Box]
Linux Mint 18 "Sarah" MATE: Guida post installazione [GUIDA by Marco's Box]

 

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In Ubuntu si discute di quando abbandonare il supporto ai sistemi 32-bit x86


Di tanto in tanto, fra gli sviluppatori di Ubuntu, torna in auge la discussione sull'abbandonare o meno lo sviluppo di Ubuntu 32-bit x86.
La discussione è tornata in auge nella giornata di ieri a seguito della proposta dello sviluppatore Dimitri John Ledkov nella mailing list degli sviluppatori di Ubuntu.
La proposta di Dimitri è motivata non dal fatto che tale tecnologia è in disuso ma che sempre più sviluppatori software di terze parti hanno deciso di non sviluppare più le loro applicazioni per sistemi a 32-bit. Un esempio è Google che non sviluppa più per sistemi Linux a 32-bit ma anche software come ZFS e Docker.
Abbandonare lo sviluppo della versione i386 consentirebbe anche di ridurre i costi di sviluppo e il lavoro da compiere per realizzare la distro, impacchettare il tutto, testare e mantenere aggiornati i pacchetti.
Lo sviluppatore ha anche proposto un piano di massima:

  • Ubuntu 16.10, 17.04, 17.10: il supporto a i386 continuerà ma a regime ridotto. Il team di Ubuntu continuerà a realizzare il Kernel i386 e a fornire il porting di applicazioni i386 per eseguire applicazioni legacy su amd64 ma non verranno più rilasciate le ISO desktop e server. Le uniche ISO a 32-bit che verranno rilasciate saranno le netinstall e quelle cloud.
  • Ubuntu 18.04 LTS: non verrà più fornito il Kernel i386 e non verranno più fornite le ISO net e cloud a 32-bit. Continueranno comunque a fornire il porting di applicazioni i386 per eseguire applicazioni legacy su amd64.
  • Ubuntu 18.10 e successive: il supporto ai 32-bit cesserà completamente. Gli utenti potranno eseguire applicazioni i386 utilizzando snaps / containers / virtual machines.

Se questo piano verrà confermato significherebbe fissare per Aprile 2021 la fine del supporto ai 32-bit su Ubuntu ed Aprile 2023 per gli aggiornamenti di sicurezza sulle LTS.

 

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Intervista a Salvatore Rotilio, autore di Monfy-Mate

MonfyOS Black-Compiz-Edition
Dopo una lunga pausa torna la rubrica con le interviste di Marco's Box ai programmatori italiani. Quest'oggi ho il piacere di intervistare Salvatore Rotilio, l'autore di Monfy-Mate, una remix di Ubuntu con MATE come ambiente desktop e che fornisce una serie di personalizzazioni, sia lato estetico che lato software includendo alcune componenti di Linux Mint (come il tool di Linux Mint per la formattazione delle chiavette USB e il tool per il riconoscimento dell'hardware) e software aggiuntivi. A questo si aggiungono alcune ottimizzazioni fatte per migliorare il tempo di avvio/spegnimento ed un tool per la manutenzione della distro che consente di automatizzare l'installazione degli aggiornamenti e la pulizia del sistema.

Il tool di manutenzione
L'ultima versione della distro si presenta con Compiz già attivo e configurato e con MATE 1.14.x (l'ultima versione attualmente disponibile).
Il sistema è molto reattivo e l'utilizzo risulta fluido anche su macchine non più giovani. 
PS: quando la proverete assicuratevi di avere le casse accese, al caricamento del desktop vi scapperà di sicuro una lacrimuccia di nostalgia :)
Ma passiamo all'intervista :)

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1) Come prima cosa che ne diresti di presentarti ai lettori di Marco's Box parlando un po’ di te, dove sei nato, cosa fai nella vita etc 
Sono nato nel lontano 1964, a Torino, attualmente lavoro come magazziniere presso una ditta che opera sulle grandi navi di Fincantieri a Monfalcone.


2) A che età il primo approccio con l’informatica? Quando invece con GNU/Linux? 
Ho iniziato ad avvicinarmi alla informatica nel 1985 usando il primo Amiga 1000, successivamente un Amiga 500 poi via via con l'Amiga 1200 e 4000. Alla chiusura della Commodore ho dovuto per forza di cose passare ad un PC, windows 98… successivamente XP. Non trovandomi bene ho iniziato una ricerca su qualcosa di alternativo e ho iniziato ad usare Mandrake (KDE) sostituito poi nel 2008 da ubuntu che non ho più lasciato.


3) Ma veniamo a MonfyOS, il tuo progetto. Quando e come è ti è nata l’idea di realizzare questa distro? Da cosa deriva il nome? 
Essendo appassionato di computer ed assenso iscritto ai gruppi “ubuntu-test” e promozione Ubuntu già dal 2009 facevo promozione e sostitutivo il maggior numero di PC win con una versione idonea all’hardware di Ubuntu. 
Il nome deriva da Monfalcone che simpaticamente chiamiamo Monfy... e il falco (il logo della distro) è il falco dello stemma di Monfalcone ridisegnato a mano da me (così non ho problemi di copyright).



4) A tuo avviso cosa differenzia Monfy-Mate da altre distro basate su MATE? Quali sono i suoi punti di forza? Perché un utente dovrebbe provarla? 
Non trovo differenze fra la mia Monfy-Mate e altre distro basate sul de Mate, se non alcune chicche che ho aggiunto, clean per esempio o il suono d’avvio che ricorda le Ubuntu classic. Perché provarla? Per il piacere di avere un sistema italiano semplice da usare e… con un mio supporto sempre presente, è già un vantaggio avere il supporto diretto del creatore.


5) Perché MATE e non altri desktop environment leggeri come XFCE? E come mai Ubuntu come base? 
Questione di gusti, gnome2 è un must indimenticabile e Mate è riuscito a colmare quel vuoto sulle distro Linux. Ho preferito Ubuntu perché sono abitudinario, dal 2007 uso Ubuntu e non credo cambierò. Ho fatto delle ISO con mamma debian ma io ho nel cuore ubuntu.

6) Degli altri DE cosa ne pensi? Fra Xfce, LXDE, GNOME Shell, Unity e KDE quale preferisci oltre a MATE e perché? 
Credo che il discorso sui De sia un po più complesso del classico pensiero di un singolo utente, i de, a prescindere dall'hardware ( de più o meno pesanti ) sono a gusti personali, personalmente Mate è quello che preferisco ma quando Ubuntu ha inserito Unity usavo il KDE. 


7) Come pensi di far evolvere il progetto con le prossime release? Quali modifiche apporterai? Hai intenzione di realizzare dei repository personalizzati per MATE o seguirai gli aggiornamenti di Ubuntu? 
Il mio progetto scaturito in Monfy-Mate vuole essere una alternativa valida per chi si avvicina per la prima volta sui sistemi GNU/Linux, rendere le cose semplici, e con un approccio utente piacevole guardando molto l'hardware datato sono le mie priorità, per ora seguirò gli aggiornamenti Ubuntu anche se penso ad l'idea di creare dei repo miei.


8) Oltre alla distro hai realizzato anche un manuale davvero completo e ben fatto (potete scaricarla da questo indirizzo). Puoi parlarci di questo progetto? 
Il manuale è nato per caso, volevo scrivere semplicemente una guida tascabile da consegnare agli amici descrivendo Ubuntu, la guida è nata nel 2010 quindi con ubuntu lucid lynx 10.04… passando poi a mate ho fatto solo un piccolo aggiornamento.


9) Passiamo ora alle domande generiche sul mondo GNU/Linux. Secondo te perché Linux non riesce ad affermarsi nel mondo desktop? Cosa gli manca? 
Ai sistemi gnu/Linux mancano le pubblicità, attualmente siamo una ristretta cerchia di utenti e purtroppo nemmeno molto compatti, questo è chiaramente visibile dalle “lotte interne” su quale distro è migliore di un altra. Io non credo che esista una distro migliore né un de migliore, in fondo, una volta che l'utente ha la sue balla distro installata userà più o meno gli stessi programmi di altre distro, libreoffice, GIMP, audacity, firefox ecc… (fortunatamente ogni distro è talmente flessibile che si possono usare programmi alternativi). Per esempio se prendo una distro arch e metto esattamente gli stessi applicativi che ho messo su Monfy-Mate basata su Ubuntu, mi troverei ad usarla allo stesso modo...


10) Passiamo ora ad una delle domande di rito di Marco’s Box ovvero quella relativa al tuo orientamento religioso: sei pro Torvalds o pro Stallman? Motiva la tua scelta. 
Bella domanda… entrambi sono dei grandi personaggi, entrambi hanno fatto cose buone e cose meno buone, difficile schierarsi totalmente verso l'uno o verso l'altro… meglio l'uovo o la gallina? … fra i due scelgo un buon piatto di pasta al sugo ;) 


11) Prima di lasciarci hai qualche saluto o ringraziamento da fare? 
Grazie per questa opportunità, ho molte persone a cui dare i miei ringraziamenti, partendo da chi, consapevolmente mi ha aiutato e a chi mi ha aiutato inconsapevolmente.
Parto ringraziando chi mi ha aiutato inconsapevolmente:
Io leggo moltissimi siti tra questo anche il tuo, dal quale ho appreso molto, sperimentato molto, risolto molti problemi… quindi il mio ringraziamento va a te e a tutti coloro che hanno dei siti dedicati alle problematiche sui sistemi GNU/linux.
L'aiuto consapevole è quello offertomi da tutti i miei amici presenti nei miei profili e nel sito, i quali con le loro richieste, dubbi, problemi e supporto mi hanno spronato a migliorare la mia remix.

 

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Con JBoss EAP 7, Red Hat pone le basi per le applicazioni Hybrid Cloud

Con JBoss EAP 7, Red Hat pone le basi per le applicazioni Hybrid Cloud

La più recente release della piattaforma applicativa Red Hat punta a unire i paradigmi di sviluppo attuali e futuri. 
Red Hat presenta JBoss Core Services Collection, per offrire agli sviluppatori molte delle funzionalità principali spesso implementante all'interno di applicazioni enterprise 

Milano, 27 giugno 2016
– Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità di Red Hat JBoss Enterprise Application Platform 7 (JBoss EAP 7), principale application server open source compatibile con Java EE 7, e ha presentato JBoss Core Services Collection, un set di tecnologie che forniscono ai clienti comuni componenti applicativi di base. Con JBoss EAP 7, Red Hat intende aiutare le aziende a utilizzare al meglio ed estendere gli investimenti applicativi esistenti, mentre iniziano a passare ad architetture e paradigmi di programmazione emergenti, che richiedono una piattaforma leggera, molto modulare e nativa per il cloud.

JBoss EAP 7 combina le API di Java EE 7, ampiamente diffuse, con le più recenti tecnologie a supporto delle practice di sviluppo DevOps, come il noto ambiente di sviluppo integrato (IDE) Red Hat, JBoss Developer Studio – che può essere usato senza costi dai membri delle community JBoss o Red Hat Developer per costruire, testare e implementare applicazioni on-premise o nel cloud – oltre a Jenkins, Arquillian, Maven, ed al supporto di numerosi noti framework Web e JavaScript. La sua leggerezza e la ridotta footprint, rendono JBoss EAP 7 una scelta versatile, adatta alle aziende che intendono costruire applicazioni tradizionali ma anche applicazioni più modulari, sullo stile dei microservizi.

JBoss EAP 7 è stato ottimizzato per ambient cloud e, se implementato con Red Hat OpenShift, offre i vantaggi dei container, load balancing, elastic scaling, monitoraggio dello stato di salute, e la capacità di implementare in un container direttamente dall’IDE, cosa che può migliorare sia la produttività che l’esperienza degli sviluppatori. Inoltre, JBoss EAP con OpenShift contribuisce a un ambiente DevOps più efficiente a livello architetturale, eliminando la necessità di funzionalità sovrapposte. L’efficienza di DevOps può essere ulteriormente migliorata usando componenti middleware aggiuntivi su OpenShift.

Core Services Collection
JBoss Core Services Collection offre building block comuni di base per applicazioni enterprise, come Web single sign-on, HTTP load balancing e proxy, oltre a funzionalità di gestione e monitoraggio di applicazioni e servizi. All’interno della sottoscrizione a Red Hat JBoss Middleware senza costi aggiuntivi, i clienti Red Hat riceveranno pieno supporto online e telefonico, aggiornamenti, patch e fix di sicurezza per ogni versione e componente.

Le tecnologie che attualmente permettono di ricevere pieno supporto in JBoss Core Services Collection comprendono Red Hat JBoss Operation Network, che fornisce un punto centrale di gestione per tutti i prodotti Red Hat JBoss Middleware, Apache HTTP server, connettori per i web server IIS e iPlanet, Apache Commons Jsvc e un server di single sign-on basato sul progetto JBoss Keycloak.

L’ecosistema partner di JBoss EAP 7
Quest’anno, Red Hat è diventata la prima azienda open source a superare i due miliardi di dollari di fatturato, un risultato possibile anche grazie al contributo dell’ecosistema partner di Red Hat, che si compone di independent software vendor (ISV), system integratori (SI) globali e regionali e reseller a valore aggiunto (VAR), oltre a un ampio canale di original equipment manufacturer (OEM), distributori e reseller.

Il lancio di JBoss EAP 7 segna un passo fondamentale per Red Hat, ed estende ulteriormente la sua offerta di prodotti verso i partner, rafforzando il ruolo della piattaforma applicativa come base per applicazioni hybrid cloud e indicando il percorso verso un futuro definito da nuovi approcci applicativi come i container e le architetture a microservizi.

“Le organizzazioni dovrebbero avere la possibilità di scegliere quando e come passare a nuove architetture e paradigmi di programmazione”, spiega Mike Piech, vice president and general manager Middleware di Red Hat. “Questa libertà è l’essenza stessa dell’open source, ed è qualcosa che noi di Red Hat abbracciamo in toto. Con JBoss EAP 7, rispondiamo alle necessità delle aziende e degli sviluppatori, con una vision equilibrata, che intende unire la necessità di creare e mantenere un business oggi con l’aspirazione di innovare l’IT domani.”

“Man mano che le aziende che fanno uso di Java EE sentono la necessità di container, cloud e microservizi, diventa necessario per i vendor offre a loro ed ai loro sviluppatori gli strumenti di cui necessitano per mettere insieme presente e futuro”, aggiunge Stephen O’Grady, principal analyst di RedMonk.


Una solida tradizione
Giugno 2016 segna il decimo anniversario dell’ingresso formale di Red Hat nel mercato dello sviluppo applicativo enterprise, con la sua seconda più grande acquisizione: JBoss. Al centro dell’acquisizione, la tecnologia che sarebbe poi diventata JBoss EAP, che non solo ha contribuito a spingere la crescita di Red Hat al ruolo di leader globale nell’open source, ma ha anche aiutato l’open source a diventare uno standard riconosciuto per l’innovazione in tema di enterprise computing.

Oggi, JBoss EAP continua a essere la pietra angolare dell’impegno di Red Hat verso lo sviluppo di applicazioni enterprise, e rappresenta la base dell’offerta Red Hat di prodotti middleware leggeri, container- e cloud-friendly, usati da organizzazioni importanti come Amadeus, American Product Distributors e TMG Healh, per creare, integrare, implementare e gestire applicazioni business-critical.

Dal suo ingresso nel mercato dello sviluppo applicativo, 10 anni fa, Red Hat è cresciuta fino a offrire oltre 15 prodotti e soluzioni di sviluppo, compresa la sua apprezzata piattaforma applicativa container OpenShift, Red Hat Mobile Application Platform, e il programma Red Hat Developer, che hanno permesso a Red Hat di diventare un’alternativa reale per gli sviluppatori alla ricerca di una piattaforma di sviluppo applicativo open source, leggera e flessibile.

Disponibilità
JBoss EAP è disponibile al download per i membri della community Red Hat Developer. I clienti possono ottenere i più recenti aggiornamenti dal Red Hat Customer Portal.

 

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Microsoft annuncia .NET Core 1.0 per Windows, OS X e Linux

 

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Code Together - (Come Together parody) realizzata dai ragazzi di SUSE

Quelli di SUSE ci hanno abituato, nel corso degli ultimi anni, a diverse cover ispirate a successi della musica internazionale con i testi opportunamente modificati a tema SUSE e open source.
Quest'oggi hanno presentato la loro nuova cover chiamata "Code Together" che, come lascia presagire il nome, è una parodia di "Come Together".
Eccola!



Di seguito trovate le info sui musicisti e il testo della canzone.

"Code Together" music video (parody of "Come Together") from those lovely Open Source nerds at SUSE.

Lyrics:
Here come Chameleon
He see stereoscopic
He got open source code
He one holy coder
He got a tail down below his knees
Administers his systems
Man, it feels like a breeze

He got no lock-in
He got open stack cloud
He got mainframe linux
He use YaST and Kiwi
He say I know Perl, you know Ruby
One thing I can tell you is
You got to be Free
Code together, right now
We’re all free

He’s in production
He got massive up time
He use open standards
He one elite hacker
He got software defined storage
According to top, yeah,
You got so much RAM free
Code together, right now
We’re all free

He on the mainframe
He got desktop powers
He rules Top 500
He one real bad mother
He say one and one is seventeen
Got to be good looking
Cause he’s so good with C
Code together, right now
We’re all free

Code together, yeah
Code together, yeah

https://www.suse.com/

The Band:
Vocals – Tony Oros
Lead Guitar – BJ Parker
Drums – Jeff Price (SUSE Consulting Engineer)
Bass Guitar – Sean Rickerd (SUSE Technical Sales Specialist)

Director/Producer – Russ Dastrup
Filmed by – Russ Dastrup, John Ross Wilson, Scott Dastrup
Edited by – Russ Dastrup
After Effects - Scott Dastrup
Lyrics by – Bryan Lunduke
Lighting – Phil Shepherd
Production Assistant – Kevin Maynard
Photography – Jane Groom
Chameleon – Scott Dastrup
Recorded and filmed on location at June Audio – Provo Utah
Sound Engineering – Scott Wiley and team at June Audio

 

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Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre dell’anno fiscale 2017

Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre dell’anno fiscale 2017

  • Fatturato trimestrale a $568 milioni, +18% rispetto all’anno precedente
  • Fatturato derivante dalle sottoscrizioni a $502 milioni, +18% rispetto all’anno passato
  • Fatturato derivante dalle sottoscrizioni legate a sviluppo applicativo e altre tecnologie emergenti a $98 milioni nel trimestre, in aumento del 39% anno su anno
  • Fatturato differito a fine anno pari a $1,69 miliardi, in aumento del 18% 

Milano, 24 giugno 2016 - Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato i risultati finanziari relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2017, terminato il 31 maggio 2016. 

“Digital transformation e cloud computing stanno modificando il modo in cui la aziende competono in ogni settore. Le imprese che rapidamente adottano tecnologie agili hanno successo in un ambiente che innova. Le nostre tecnologie open source aiutano i clienti a cogliere i benefici di business associati a questi rapidi cambiamenti”, commenta Jim Whitehurst, President e Chief Executive Officer di Red Hat. “La crescente adozione delle nostre tecnologie si riflette nell’aumento di fatturato, compresa la crescita del 18% anno su anno in Q1 trainata in parte da un aumento del 39% delle nostre tecnologie emergenti e di sviluppo applicativo”.

“Il primo trimestre ha inaugurato molto positivamente l’anno”, aggiunge Frank Calderoni, Executive Vice President Operations e Chief Financial Officer di Red Hat. “Il momento particolarmente positivo del nostro business e l’execution dei nostri commerciali sono evidenziati da un numero record di contratti per un valore superiore al miliardo di dollari, in aumento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

Fatturato:
Il fatturato totale del trimestre è stato di $568 milioni, in crescita del 18% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (a valuta costante). Il fatturato legato alle sottoscrizioni di $502 milioni, in aumento del 18% rispetto al primo trimestre dello scorso anno (a valuta costante). Il fatturato legato alle sottoscrizioni ha rappresentato l’88% del fatturato complessivo.

Analisi del fatturato derivante dalle sottoscrizioni:
Il fatturato legato all’offerta di infrastruttura è stato di $403 milioni nel corso del trimestre, in aumento del 14% rispetto allo scorso anno (del 13% a valuta costante). Il fatturato derivante dallo sviluppo applicativo e altre tecnologie emergenti è stato di $98 milioni, in aumento del 39% (a valuta costante).

Utile di esercizio:
L’utile d’esercizio GAAP per il primo trimestre è stato di $75 milioni, in crescita del 6% rispetto all’anno passato. Dopo compensazioni azionarie e ammortamenti e costi di transazione relativi a combinazioni di business, l’utile d’esercizio non-GAAP per il trimestre è stato di $124 milioni, in aumento del 9%. Nel trimestre, il margine operativo GAAP è stato del 13,3%, il margine operativo non-GAAP del 21,8%.

Utile netto:
L’utile netto GAAP per il trimestre è stato di $61 milioni, pari a $0,33 per azione, rispetto ai $48 milioni, pari a $0,26 per azione, registrati nel trimestre precedente. L’utile netto e compensato non-GAAP per il trimestre è stato di $92 milioni, pari a $0,50 per azione, dopo compensazioni azionarie e ammortamenti. Questo dato si rapporta a un utile netto compensato non-GAAP di $81 milioni, pari a $0,44 per azione, registrato nello stesso trimestre dell’anno passato.

Flusso e disponibilità di cassa:
Il flusso di cassa operativo ha raggiunto i $232 milioni nel trimestre, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Tra contanti ed investimenti convertibili l’azienda vantava al 31 maggio 2016 una liquidità di $2,12 miliardi.

Fatturato differito e backlog:

Alla fine del trimestre, il fatturato differito complessivo dell’azienda è stato di $1,69 miliardi, in aumento del 18% rispetto allo scorso anno.