Tags archives: open-source

 

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Compilazione del kernel Linux: come e perchè (con una breve introduzione)

Abbiamo già affrontato questo argomento in passato, in questo articolo, in quest’altro l’argomento verrà spiegato in modo più approfondito.

Che cos’è il kernel?
Come detto la scorsa volta, il kernel è un software che gestisce le risorse hardware, i processi di un sistema operativo, ed è il primo programma ad essere lanciato dopo il bootloader e la ramdisk; si occupa di avviare il sistema di init, i servizi e si occupa inoltre di caricare i driver.
Il kernel può essere di diverso tipo: microkernel(Mach), kernel ibrido (Sistemi MS-DOS), monolitico(BSD, Linux), ecc… Ognuno può essere utilizzato per diversi scopi. Per maggiori info… Google!
E’ corretto definire Linux un sistema operativo(OS/SO)?
No, e NO!
Linux è un kernel, che è parte integrante del sistema operativo, uno dei software del sistema operativo, infatti, Linux è parte integrante di GNU, creato da Richard Stallman.
E’ corretto dire che GNU è un sistema operativo, e che si integra con vari kernel, il più diffuso è Linux (GNU/Linux), ma può integrarsi anche con altri kernel come Hurd, kFreeBSD, Darwin.
GNU è un sistema operativo Unix-like (GNU’s Not Unix) ed è composto da vari software:

Editor di testo: GNU Emacs
Fotoritocco: GIMP
Desktop Environment, Window Manager: GNOME
Display Manager: GDM
Visualizzatore di foto, riproduttore musicale: gThumb, Rhythmbox
Un kernel: nel nostro caso Linux
Una shell: Bash, zsh, sh ecc…
Sistema di init: systemd, upstart …

Quindi sarebbe corretto dire che Debian (o Fedora, Ubuntu, RedHat, Arch Linux, Slackware, ecc…) sono sistemi operativi basati su sistema operativi GNU con kernel Linux, anche se ci sono distribuzioni che utilizzano kernel Hurd come il progetto Debian GNU/HURD.
Dopo questa spiegazione, passiamo al secondo punto

Linux da chi è sviluppato, e come?
Linux è stato sviluppato da Linus Torvalds, verso la fine degli anni 80 (se non ricordo male), e prende il nome proprio dal suo main developer. Nel 1991-1992 il sistema operativo GNU era quasi pronto, mancava un componente: il kernel. Ecco che si presenta Linux, che venne rapidamente integrato con GNU.
Ecco che nasce GNU/Linux (la fusione di GNU e Linux), Linux comincia sempre di più ad attirare attenzione grazie anche a RedHat (RHEL), lo sviluppo continua in maniera esponenziale grazie alle mailing list da vari sviluppatori in tutto il mondo, hobbysti e dipendenti di grandi società (tutt’ora molti sviluppatori di RHEL, Debian, Arch contribuiscono allo sviluppo di Linux). GNU/Linux si diffuse in ambiente Server grazie alla sua stabilità e reattività, in ambiente desktop, purtroppo, ancora “regna” Windows, ma perde piano piano terreno, grazie alla diffusione di distribuzioni come Ubuntu o Linux Mint

In che linguaggio di programmazione è sviluppato Linux?
Linux è sviluppato in C, linguaggio derivato dal B e sviluppato da Dennis Ritchie, un fisico e matematico che ha anche sviluppato UNIX, insieme a Ken Thompson. Senza di loro BSD, GNU, e i vari sistemi operativi UNIX (tra i quali MacOS (basato a sua volta su FreeBSD) non esisterebbero, probabilmente addirittura Windows non esisterebbe (è sviluppato in C).
Dennis Ritchie è morto a Ottobre del 2011, poco dopo la morte di Steve Jobs, nonostante questo NON E’ RICORDATO COME STEVE JOBS, [...]

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LibreOffice in arrivo la versione Web

I developer della The Document Foundation in collaborazione con IceWarp e Collabora hanno annunciato l’arrivo della versione web di LibreOffice.

LibreOffice
LibreOffice è suite per l’ufficio open source che sta riscontrando un notevole successo visto anche gli ottimi progressi ottenuti negli ultimi anni. La suite per l’ufficio ad ogni aggiornamento risulta sempre più completa e stabile oltre a fornire il supporto per i più diffusi formati. Gli sviluppatori della The Document Foundation stanno inoltre lavorando nel portare LibreOffice anche su device mobili Android, ed in futuro sarà possibile utilizzarla anche sul web. Dalla collaborazione con IceWarp e Collabora è nato il progetto LibreOffice Online, versione che consentirà agli utenti di poter accedere alla suite per l’ufficio direttamente dal proprio web browser consentendo anche il supporto per diverse piattaforme come Google Chrome OS, Apple iOS e Firefox OS.

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Addio a Google Code

Google ha annunciato di chiudere Code, famosa piattaforma per lo sviluppo di progetti open source.

Google Code
Google Code è una piattaforma nata nel 2006 per facilitare e migliorare lo sviluppo di nuovi progetti open source. In Google Code troviamo anche numerosi progetti per Linux come ad esempio font-manager software (con interfaccia grafica GTK) che consente di gestire al meglio i caratteri all’interno della nostra distribuzione e molti altri ancora. L’arrivo di molte nuove piattaforme dedicate allo sviluppo di progetti open source come ad esempio GitHub e Bitbucket ha sancito bene o male la fine del servizio di Google, a dichiararlo è Chris DiBona (capo della divisione Open Source di Google) con un recente post su Google Open Source Blog.

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Open Hardware Day 2015: Napoli, Sabato 28 Marzo 2015


Sabato 28 marzo 2015 presso la Casa della Cultura e dei Giovani di Pianura (Strada Comunale Grottole 1, Napoli) si terrà la prima edizione targata NaLUG, in collaborazione con il FabLab Napoli, dell’Open Hardware Day.

L’evento, patrocinato dal Comune di Napoli e dall’Assessorato per le politiche Giovanili, Creatività ed Innovazione, si contraddistinguerà nel panorama degli appuntamenti dedicati all’elettronica, al modding e al hardware libero per la trattazione pluritematica degli argomenti presentati.

Di seguito il programma (possibili variazioni in corso d’opera)

Sessione mattutina: TALKS start ore 10:00

  • Saluti di benvenuto
  • Presentazione delle associazioni NaLUG (Napoli Linux Users Group) e FabLab Napoli
  • Salvatore Merone – Hardware: perchè OPEN
  • Filippo Sessa – Arduino: a small open platform for your interactive world
  • Giovanni Bruno – ALFRED: Automatic Linker For Remote Electrical Devices
  • Andrea Di Dato – IoT: l’invasione del mondo reale
  • Stefano Silvestri, Marcello Marino – Conversione digitale-analogica per la generazioni di segnali sonori con Arduino

Sessione pomeridiana: HANDS ON HW – SPORCHIAMOCI LE MANI start ore 14:30

  • Esposizione, presentazione e realizzazione live di progetti basati su:
  • Arduino
  • mbed
  • Raspberry Pi
  • … ed altre boards!
  • E ancora:
  • Stampanti 3d
  • Arduino for dummies
  • Progetto ALFRED
  • Sistemi di monitoring
  • Hack your modem/router: OpenWRT
  • Automotive
  • Trashware
  • … e tanto altro!

L’evento è gratuito ma è necessario registrarsi su eventbrite in quanto i posti sono limitati.

Per le persone sprovviste di auto è possibile arrivare sul posto con i mezzi pubblici – Autobus R6 da pz.le Tecchio (stazione Campi Flegrei), fermata in Corso Duca D’Aosta,pensilina n°2670, imboccare e percorrere 100m in via Giorgio De Grassi dove troverete la Casa Della Cultura.

Trovate ulteriori informazioni su Google+ nella pagina dedicata all’evento.

 

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Gestisci e leggi gli eBook su Linux con Calibre

Leggere libri è ancora una delle attività preferite da un sacco di gente, e con gli ebooks le cose sono ancora più facili. Tuttavia, se sei un avido lettore vuoi fare in modo che i tuoi libri siano organizzati in modo efficiente, e qui è dove Calibre entra in gioco. Questa applicazione è stata creata con lo scopo principale [...]

 

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Red Hat annuncia il lancio di Red Hat Cloud Innovation Practice

Red Hat lancia una practice Cloud Innovation per favorire l’adozione di cloud e DevOps

La nuova divisione aiuterà le imprese ad adottare le best practice DevOps
Milano, 4 marzo 2015Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia il lancio di Red Hat Cloud Innovation Practice, un nuovo team di esperti che aiuterà le aziende ad adottare la modalità cloud tramite la fornitura di soluzioni e servizi quali design validati con architetture di riferimento, consulenza, training e supporto. 
Red Hat Cloud Innovation Practice nasce dall’integrazione di tecnologia ed expertise acquisite dall’azienda nel 2014 con l’ingresso di Inktank, noto fornitore di sistemi Ceph, e di Novance, provider di servizi cloud computing. Entrambe le aziende hanno fornito le competenze, le soluzioni, le metodologie e l’expertise necessarie per lanciare una practice cloud realmente innovativa in grado di aiutare le imprese a gestire le complessità associate con la nuvola. 
Con l’obiettivo di aiutare i clienti a incrementare l’agilità di business e la capacità di adattarsi velocemente ai cambiamenti, Red Hat Cloud Innovation Practice può definire e sviluppare procedure operative standard, metodologie e governance per lo sviluppo e l’implementazione di strategie cloud e DevOps sull’intera gamma di prodotti e servizi Red Hat, compresi Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform, OpenShift di Red Hat, Red Hat CloudForms e Inktank Ceph Enterprise. Red Hat Cloud Innovation Practice è stata pensata per ridurre i rischi, velocizzare la delivery e gestire il ciclo di vita di singole soluzioni. 
Inoltre, Red Hat Cloud Innovation Practice aggregherà il feedback sui prodotti e fornirà leadership tecnologica, evangelizzazione, best practice, ricerca, supporto e servizi di diffusione necessari per creare rilevanti casi d’uso che aumentino l’efficienza nella delivery, velocizzino le implementazioni e assicurino un più rapido ritorno sull’investimento. 
Siamo felici di poter annunciare un’ulteriore integrazione volta a supportare il successo dei nostri clienti nel percorso verso il cloud, afferma John Allessio, vice president Global Services in Red Hat. Associando il nostro approccio unico alla distribuzione e all’implementazione del software con i nostri prodotti e servizi saremo in grado di aiutare i clienti di tutte le dimensioni a realizzare organizzazioni agili e DevOps friendly per soddisfare le esigenze mutevoli delle loro infrastrutture. Confidiamo che Red Hat Cloud Innovation Practice diventi presto punto di riferimento nel settore.

 

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msys2 la shell e Pacman di Linux in Microsoft Windows

Vi presentiamo msys2 tool open source che ci consente di avere le utility a riga di comando di Linux in Microsoft Windows.

msys2 in Microsoft Windows
Sono molti gli utenti che utilizzano quotidianamente il terminale per effettuare svariate operazioni nella distribuzione o server Linux come ad esempio aggiornamenti, installazioni, copia di file, test della connessione ecc. Per gli utenti che amano utilizzare la shell di Linux che si vedono costretti ad usare per svariati motivi Windows è disponibile il tool msys2 interessante progetto open che ci consente di utilizzare i vari comandi come ad esempio dd, curl ecc nel sistema operativo proprietario di Microsoft.

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Sull’Open Source e Linux: è adatto a tutti e a tutto?


L’articolo che andrete a leggere esprime solo ed esclusivamente la mia opinione. Lettore avvisato!

Mi capita sempre più spesso, causa passione per questo mondo, di leggere articoli, richieste sui forum etc etc di persone più o meno disperate con la propria distribuzione GNU/Linux.
Alcuni che hanno problemi di natura hardware dovuti a configurazioni più o meno esotiche, altri per procedure che generano eccezioni dai codici più disparati. In molte di queste discussioni, arriva sempre un personaggio che con spirito di collaborazione (apprezzabilissimo fra le altre cose) emette la sua sentenza: Prova $QUESTA()!

Brividi….

Ragazzi parliamoci chiaro. IO PENSO (e lo scrivo così, per sottolineare la natura puramente soggettiva della riflessione) che ad esempio Archlinux sia una distribuzione fantastica perché in anni di utilizzo mi ha davvero assecondato in ogni mia “elucubrazione” con davvero pochi problemi ma non è la soluzione ad ogni male informatico dell’utente. A dirla tutta (e qui alcuni di voi prenderanno in mano i pomodori per tirarmeli) Linux in generale non è la soluzione per tutti.


Perché?

Faccio un esempio: Fra gli aggiornamenti che Archlinux  una volta mi propose mi capitò di avere dei problemi relativi all’upgrade di un pacchetto di cui ora non mi ricordo il nome. Tralasciando il caso specifico la soluzione era presente all’interno del portale di ArchLinux Italia e ha richiesto pochi passaggi.
Dove voglio arrivare? Che un nuovo utente deve essere formato e prendere coscienza dello strumento che si ritrova fra le mani. Non si può andare a suggerire a chi non riesce ad installare Debian di installare Archlinux perché è tecnicamente impreparato allo strumento , avrà problemi già semplicemente dalla sua installazione (alcuni ne avevano con AIF e mi ricordo ancora le discussioni per la sua eliminazione, se volete dare un ripasso ci pensa Marco’s Box – Il Caso Archlinux), ma non perché una sia tecnicamente più semplice dall’altra o migliore dall’altra ma semplicemente perché hanno target e mission (oltre che filosofia e approccio)diversi, e noi  da una semplice richiesta di aiuto su una distribuzione non sappiamo ne che tipo di utente ci troviamo davanti ne qual è la sua preparazione: insomma SPAM ragazzi!

Deve entrare nella testa delle persone che non esiste il prodotto migliore in senso assoluto, esiste il miglior prodotto per lo scopo che abbiamo in mente.
Perché che ci crediate o no, per alcune persone Windows è effettivamente la soluzione migliore, per altri OSX per tutta una serie di ragione che a priori noi non possiamo conoscere. Ma anziché puntare il dito sul perché gli altri in alcune circostanze possano risultare migliori, fermiamoci un momento a riflettere.


Troppa scelta
Altra cosa impopolare che andrò a dire: Nel mondo Open Source c’è troppa scelta! Troppi progetti, troppa frammentazione di risorse al punto da far diventare paradossalmente la libertà, una limitazione. Ad esempio limiti l’utente infatti se proponi due DE che condividono la stessa base, solo perché tu devi integrare poi due applicazioni tue e inserire un menù diverso ma il tutto senza innovare nulla.
Purtroppo o per fortuna in questo senso non si può far nulla: Ognuno è libero di fare quello che vuole e certamente la libertà non deve mai venire meno…ma “che spreco di risorse”!


Ogni anno sarà l’anno di Linux ma…

Siamo spinti a consigliarlo e a testarlo nelle situazioni più svariate, ma credo che ci sia una questione sulla quale dovremmo riflettere. Più successo porta più visibilità e attenzione, più attenzione porta più supporto da parte dei produttori e programmatori, più supporto dai produttori e programmatori porta ad un prodotto migliore. Siamo quindi portati a suggerire Linux nella stragrande maggioranza dei casi se quest’ultimo è sempre più curato e valido, quindi conviene a tutti che Linux abbia un successo sempre maggiore . Ma è davvero necessario che abbia questo successo tanto sperato da molti o le applicazioni (inteso come casi d’uso) di Linux d’oggi rappresentano già il migliore dei successi?
Può Linux avere successo puntando solo ed esclusivamente sull’Open Source? Siamo sicuri che per alcuni l’adozione di Linux non sia altro che una questione di risparmio economico, una maniera per levarsi dalle scatole i costi delle licenze e nient’altro fregandosene dei sorgenti aperti e balle varie?

Se per assurdo esistesse una sola distribuzione che poggiasse su Kernel GNU/Linux che impedisse (totalmente) l’uso di software proprietario, staremo ancora qua a parlarne, oppure per raggiungere un certo successo e supporto dalle case produttrici convivere con il software proprietario è necessario?

Android sarebbe diventato quello che è oggi se ad esempio Google non ci avesse puntato su e non avesse creato un ecosistema di applicazioni e servizi?

A me GNU/Linux piace, lo amo e lo utilizzo, ma perché ho fatto una scelta consapevole, quella che se decidessi di basarmi su una workstation Linux-based potrei avere qualche piccolo fastidio e dovrei armarmi di pazienza, tempo e preparazione, cedere dal punto di vista della filosofia e della libertà in termini di programmi e driver.
Non sto dicendo che la colpa sia di Linux, non sto dicendo che sia dei produttori di hardware o dei competitors ma che secondo me bisogna prendere coscienza del fatto che Linux non è per tutti e per tutto.

Libertà o pragmatismo? A voi la scelta.


E’ un doppio errore

Già, perché oltre ad avere poi dei problemi noi che lo consigliamo senza una minima analisi dell’utente a cui lo suggeriamo, senza ascoltare le sue necessità (l’uso di programmi come Microsoft OfficeAutoCAD o Photoshop giusto per citarne alcuni non sempre per l’utente possono essere sostituiti dai software Open Source che abbiamo disposizione), che dobbiamo fornire assistenza ai nostri amici, colleghi o eventuali clienti (perché non possiamo dar loro uno strumento e poi fregarcene dei problemi di tutti i giorni) , diamo l’opportunità ad ognuno di questi di definire Linux un prodotto scadente.

E voi come la pensate?

 

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Cancellare i file creati dall’apertura di un archivio

unpkg.sh: Un piccolo ma molto utile script Quante volte ci è capitato di estrarre archivi e ritrovarci con centinaia di files e directories sparsi ovunque. Questo accade quando gli archivi sono sono creati senza includere la cartella di lavoro. Quello che potevate fare fino a ieri è di cancellare tutti i file nuovi facendo molta…

 

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Conta il tempo trascorso con Arduino

Cercate un regalo nerd per il vostro anniversario? Questo può essere una buona idea, conta il tempo felice trascorso insieme. Appena si accende compare un messaggio che potrete personalizzare, poi inizierà a contare il tempo da una data iniziale impostata nel codice. Per la realizzazione è stato utilizzato arduino, Un display lcd 16×2 e un…