Tags archives: open-source

 

 

 

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Joomla Scan con Multi Threading (v0.5beta)

Ho  appena rilasciato la Quinta Beta di Joomla Scan, per chi non conoscesse questo mio progetto permette di scansionare un sito internet costruito con il CMS Joomla alla ricerca dei componenti/estensioni installate. La novità principale di questa versione è l’introduzione del Multi Threading, di default lo script esegue 10 analisi contemporanee ma il valore è […]

L'articolo Joomla Scan con Multi Threading (v0.5beta) proviene da Andrea Draghetti.

 

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Diffusione di GNU/Linux: cosa è cambiato in 5 anni?


Nel lontano 2011 scrissi un articolo dal titolo Diffusione di GNU/Linux: di chi è la colpa? dove analizzavo le cause della mancata diffusione dei sistemi operativi GNU/Linux in ambito desktop.
Sono passati ormai cinque anni da quel post e le cose non sono ahimè cambiate e i principali problemi continuano a restare.

Ma andiamo a rianalizzare i problemi che segnalavo nel vecchio articolo.

L'hardware & driver

Il riconoscimento dell'hardware è ancora nel limbo. Se avete un prodotto recente non sarà pienamente supportato, se avete uno troppo vecchio potreste trovarvi nella stessa situazione. 
Continuano poi i problemi con i driver video che spesso non sono all'altezza della controparte Windows e ci si trova a doversi accontentare delle prestazioni non al top. Questo si vede maggiormente nei giochi ma ci sono anche problemi di compatibilità per quanto riguarda la gestione dei windows manager dei principali desktop environment: alzi la mano chi non ha mai avuto problemi di tearing video, sia nella riproduzione di filmati che nel muovere semplicemente una finestra di una qualche applicazioni. I fix per questi problemi ci sono, io ne ho catalogati alcuni per le schede nVidia, ma c'è sempre da dover smanettare. Ci sono poi casi più sfigati come il mio, che mi ritrovo con una scheda video nvidia che ha problemi con GNOME e derivati, problemi che a meno di workaround drastici, mi impediscono di usare i suddetti desktop.

Cambierà mai tutto questo? Difficile dirlo perché dipende sempre dalla volontà dei produttori e dal futuro dei successori di Xorg: si, successori, perché abbiamo sia Mir (portato avanti da Canonical) che Wayland (portato avanti dal resto del mondo). Chi la spunterà? Chi vincerà l'armatura d'oro? Chi ci libererà dai problemi con le schede video?
Chi vivrà... vivrà...


Le killer application

Dal 2011 ad oggi sono arrivati i software professionali? Ni. Dico ni perché l'unica cosa che si è mossa è lato CAD 2D che, grazie all'arrivo di DraftSight (disponibile anche in versione gratuita con alcune limitazioni tipo l'impossibilità di lavorare direttamente con i PDF importati) e BricsCAD (a pagamento ma con costi umanamente sostenibili). 
Il resto dei software ancora latita e, in caso di stringente necessità nell'uso di un software specifico, ci si deve accontentare di usare Wine e sperare di non avere problemi nell'emulazione (e lo sappiamo che shit happens).
Lato killer application possiamo includere i giochi ma Steam, a quanto pare, non riesce ancora a decollare su piattaforma Linux, vuoi per la mancanza di titoli tripla A che per i soliti problemi di prestazioni dei driver video. 

I grandi utenti e la Pubblica Amministrazione

Qui ci sono alti e bassi. Da un lato abbiamo importanti progetti di migrazione sia a livello globale che italiano con LibreItalia sta portando avanti il progetto di migrazione del Ministero della Difesa o la dichiarazione di intenti del Comune di Roma, dall'altro stiamo assistendo ad alcune inversioni di tendenza come quella della Regione Emilia Romagna che è passata ai servizi cloud di Microsoft oppure i passi indietro da alcuni paventati (ma è da verificare) che si stanno avendo nel Comune di Monaco di Baviera (fra i pionieri delle migrazioni nelle pubbliche amministrazioni) alle decisioni di stati come il Brasile che stanno abbandonando la strada intrapresa nelle amministrazioni precedenti. Speriamo soltanto che il piano di migrazione a LibreOffice della Difesa Italiana prosegua senza intoppi dopo la recente decisione di migrare il parco computer della Difesa a Windows 10. Per avere una panoramica di quello che si sta facendo vi invito a cercare sul blog il tag Pubblica Amministrazione.

La piccola utenza

Qui, da quanto vedo in lungo e in largo, si è avuta una flessione nell'adozione di Linux nella piccola utenza. Il motivo principale? Windows 10. Tocca ammetterlo, a parte i problemi legati agli aggiornamenti forzosi e alle accuse legate alla lesa maestà della privacy degli utenti quelli di Microsoft hanno fatto un buon lavoro con Windows 10 e su alcune macchine datate (ho sperimentato in prima persona su diversi PC) Windows 10 gira meglio dei desktop environment più famosi.
Resta poi l'assenza in commercio di computer equipaggiati con sistemi Linux e quindi la piccola utenza si trova, anche nel nuovo, ad abbracciare il sistema operativo di casa Microsoft.


La logica del castello e la frammentazione

Nel vecchio articolo avevo coniato la teoria della logica del castello. In cosa consiste? Be, nella continua presa di posizione da parte di alcuni utenti e programmatori che portano avanti la loro visione a discapito del bene comune, del realizzare qualcosa che va bene per tutti. 
E indovinate un po'? C'è ancora questo atteggiamento. Assistiamo ancora alle solite discussioni su quale sia il desktop migliore, su quale sia il file manager migliore e abbiamo moltiplicato le soluzioni ai problemi. Prendete Xorg dove abbiamo visto la nascita di Mir e Wayland. Stessa considerazione la possiamo fare per quanto riguarda la gestione pacchetti: da un lato abbiamo Canonical con il suo Snap, dall'altro abbiamo il resto del mondo con FlatPak. Come potete ben capire siamo sempre alle solite, anziché portare avanti un progetto con contributi di tutti preferiamo farne due. E chi ci perde in tutto questo? Tutti, sia noi utenti, che chi scrive software e vuole fare il porting del proprio software per Linux.

I Big del mondo GNU/Linux

Negli anni trascorsi Red Hat, Canonical, e Novell si sono buttati su mercati per loro più redditizi come il Cloud e OpenStack. Il desktop? Non pervenuto.
Solo qualche portatile Dell con Ubuntu (l'XPS 13 Developer Edition) che però ha prezzi alti in linea con la categoria degli ultrabook e mercato di nicchia.
Canonical sta anche provando a entrare nel mercato della telefonia mobile con il suo Ubuntu Phone OS ma senza riuscire ad avere risultati, anche perché il mercato mobile è ormai dominato da iOS e Android e non c'è spazio per altri, specie se non si hanno le killer application che la gente vuole sul proprio smartphone senza sentirsi emarginato dal resto del mondo.

E tu che già usi GNU/Linux?

Noi continuiamo, anche se meno numerosi di prima, a portare avanti i principi del software libero e di quello open source ma non possiamo fare poi molto, forse l'unica cosa che possiamo fare è quella di smettere di usare termini come "alternativa a" quando parliamo di software libero e open source ma definiamoli per quel che sono ovvero semplicemente software. Poi lasciamo all'utente la decisione in merito, se sono o meno software validi e utili al loro scopo. 

 

 

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Il Brasile passa al software Microsoft abbandonando l'open source

Il Governo Brasiliano abbandona il modello open source adottato nel 2003 per tornare ad acquistare prodotti Microsoft.


La scelta open source

Nel 2003 il Governo Brasiliano aveva scelto di adottare il modello open source per la realizzazione di software da utilizzare nella pubblica amministrazione e nel campo della ricerca. L'idea iniziale era quella di ridurre i costi di licenza stimolando le imprese locali a sviluppare software.
Questo approccio ha coinvolto un gran numero di studenti e esperti di informatica nella creazione di software libero e consentito di triplicare la domanda di professionisti brasiliani del settore. Allo stesso tempo si è avuto un risparmio di 500 milioni di dollari in costi di license.
Attualmente il Governo Brasiliano finanzia da solo il 66% dei software libero sviluppato nel paese che rappresenta il 4% del mercato delle applicazioni del paese offrendo opportunità di lavoro a migliaia di professionisti qualificati. 


L'accordo con Microsoft

Ora tutto sta per cambiare lasciando migliaia di professionisti senza un lavoro e consegnando tutto nelle mani della Microsoft.
Il Governo Brasiliano guidato da Michel Temer ha annunciato lo scorso 28 Ottobre un bando che prevede la possibilità per tutte le agenzie del governo federale che ne facciano richiesta entro l'11 novembre 2016, di poter acquistare, attraverso licenze perpetue e abbonamenti, software Microsoft ad un prezzo precedentemente concordato. Questo accordo, secondo le intenzioni del Governo, consentirà di ridurre la spesa nel lungo periodo.
L'accordo comprende Microsoft Office, Windows Professional, Windows Server e Client Access License.
Nel documento pubblicato dal SISP ci sono tre possibili casi di adesione:
  • ll primo è per le licenze perpetue di Windows Pro 10, Windows Server Standard 2012 R2, Windows Server Datacenter 2012 R2, Office Standard (Word, Excel, PowerPoint, OneNote, Outlook, Publisher) e Client Access License.
  • Il secondo riguarda la possibilità di abbonamento mensile a Windows Enterprise 10 Upgrade, Office Pro Plus 2016 (Office Standard, Access, Skype for Business), Office 365 Plus, Core CAL (Windows Server CAL, SharePoint Server Standard CAL, Exchange Server Standard CAL, System Center Configuration Manager Client Management License, System Center Endopoint Protection e Lync Server Standard CAL), Windows Server Standard 2012 R2 e Windows Server Datacenter 2012 R2.
  • Il terzo tipo è invece destinato a istituzioni educative e comprende sia licenze perpetue che licenze in abbonamento degli stessi software sopra descritti.

Secondo il Ministro della Scienza Gilberto Kassab e suoi segretari Maximiliano Martinhão e Marcelo Pagotti la migrazione al software Microsoft consentirà di proteggere i sistemi nazionali dagli attacchi hacker. Questa visione è però particolarmente contestata da parte degli esperti di sicurezza informatica che invece sottolineano come sia l'esatto opposto e che la via della sicurezza passa dal software libero.


Ma il processo era già iniziato

Questa migrazione al software Microsoft non arriva però come un fulmine a ciel sereno. Stando al SISP, l'organo del Governo Brasiliano che si occupa di gestire l'IT, il processo di transizione sarebbe iniziato già a Maggio 2015 con un sondaggio svolto su oltre 200 agenzie federali. Di queste agenzie 48 hanno risposto e fra queste 20 hanno manifestato la necessità di dotarsi di prodotti Microsoft (NDR: alcune fonti riportano che le agenzie che hanno risposto sono 30 e di queste 12 hanno manifestato la necessità di dotarsi di software proprietario).
A queste agenzie va aggiunto il caso della Caixa Econômica Federal che era già passata a soluzioni Microsoft lo scorso anno. La Banca al momento del passaggio si era giustificando asserendo che, nonostante gli sforzi compiuti investendo in supporto e consulenze, il risultato finale ottenuto con le soluzioni open source non era soddisfacente.



Per approfondire l'argomento:

Immagine via Wikipedia con aggiunta dello sfondo di Windows 10.

 

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VLC: trucchi e guide per sfruttarlo al meglio

 

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Migliori estensioni per Mozilla Firefox

 

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Red Hat ed Ericsson annunciano un’estesa alleanza per promuovere l’ampia adozione di soluzioni open source


Red Hat ed Ericsson annunciano un’estesa alleanza per promuovere l’ampia adozione di soluzioni open source
I due leader uniscono forze e competenze per promuovere l’innovazione e sviluppare nuove offerte di prodotto basate su OpenStack, container, NFV, SDN e SDI, sfruttando al meglio IoT, 5G e altre soluzioni di nuova generazione; La collaborazione unisce apertura e libertà di scelta con efficienza, per trasformare il settore delle comunicazioni con soluzioni agili e moderne

Milano, 20 ottobre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ed Ericsson (NASDAQ: ERIC) sono accomunati dalla convinzione che la forza dell’open source possa trasformare il mercato ICT. Oggi, le due aziende annunciano un’alleanza ad ampio respiro mirata a offrire soluzioni di comunicazione completamente open source e pronte per la produzione, che coprono OpenStack, software-defined networking (SDN) e software-defined infrastructure (SDI). Ericsson e Red Hat stanno collaborando per offrire ai clienti la possibilità di sfruttare le opportunità rappresentate da Internet of Things (IoT), 5G e da altri paradigmi di comunicazione di nuova generazione, con soluzioni agili e moderne.

Ericsson è tra i principali fornitori di hardware, software e servizi per il mercato dei service provider, ed è un leader riconosciuto in campo NFV. Red Hat è all’avanguardia nel mercato della tecnologia, offrendo soluzioni aperte, flessibili e più sicure. E’ leader su OpenStack, che è diventata la piattaforma di riferimento per i progetti cloud telco e di aziende di ogni settore.

Le aziende hanno collaborato a lungo per portare Red Hat Enterprise Linux e Red Hat JBoss Middleware ai clienti Ericsson, e oggi estendono questa loro collaborazione per focalizzarsi su OpenStack, NFV infrastructure (NFVi), SDN, SDI e container, e contribuire a definire la nuova generazione di tecnologia per il mercato delle telecomunicazioni, tra cui:
  • Collaborazione upstream: le aziende stanno prendendo un approccio “upstream first” alla collaborazione su comunità e progetti open source – tra cui OPNFV, OpenStack e OpenDaylight – per rispondere alle preoccupazioni dei clienti sul lock-in derivante da vincoli proprietari, differenziando così la partnership rispetto ad altri provider. Team di ingegnerizzazione di entrambe le aziende collaboreranno per rispondere alle necessità dei clienti nei progetti open source upstream, aiutando così ad accelerare l’innovazione tecnologica in vista di implementazioni cloud scalabili.
  • Certificazione delle soluzioni e nuove offerte comuni: Red Hat ed Ericsson stanno collaborando su roadmap hardware e software e su un esteso programma di certificazione, dedicato allo sviluppo di nuove offerte comuni su infrastrutture NFV, SDN e DSI. Attraverso questa collaborazione, le aziende intendono lavorare insieme per certificare la piattaforma ed il portfolio di soluzioni Ericsson, che comprende Ericsson Cloud Execution Environment, la soluzione Ericsson Cloud SDN, e le applicazioni Hyperscvale Datacenter System 8000 e Ericsson Virtual Network Functions (VNF), su Red Hat Enterprise Linux e Red Hat OpenStack Platform, con il supporto di laboratori e architetture di riferimento. 
  • Ericsson sta facendo crescere la sua soluzione NFV includendo anche Red Hat OpenStack Platform per rispondere alle necessità dei service provider di tutto il mondo, che richiedono un’infrastruttura agile e completamente aperta. Per le loro soluzioni comuni NFV, SDN e SDI, le aziende intendono operare insieme per offrire soluzioni di facile implementazione, comprensive di installazione e gestione automatiche.
  • Allineamento tecnologico per spingere innovazione e adozione dei container: sia Red Hat che Ericsson considerano i container come una componente importante nell’evoluzione della piattaforma e collaboreranno su attività upstream, ad esempio nelle comunità CNCF e OCI.
  • Supporto da parte dei leader di mercato: i workload Ericsson basati su Red Hat Enterprise Linux parteciperanno al programma di certificazione Red Hat per le applicazioni che operano su Red hat OpenStack Platform. Le soluzioni congiunte saranno accompagnate da service-level agreemeent offerti da Ericsson.
  • Servizi professionali: i clienti che intendono far evolvere le loro attività verso NFV, modernizzazione dell’IT e del data center possono accedere alle competenze Red Hat in tema di consulenza e formazione per comprendere al meglio open source e tecnologie emergenti, e alle competenze Ericsson in tema di consulenza end-to-end, systems integration, servizi gestiti e supporto. L’offerta combinata di tecnologie, servizi, training e certificazioni di Red Hat ed Ericsson è pensata per consentire ai clienti di trasformare il loro business in tema di NFV, IT e modernizzazione del data canter. Con queste capacità combinate, i clienti possono accedere a un team globale, che può aiutarli a posizionarsi per il successo in un mercato dinamico quale quello ICT odierno.  

“Red Hat crede fermamente che il futuro del mondo delle telecomunicazioni sarà definito da architetture moderne e soluzioni open source in grado di coprire hybrid cloud, container, infrastrutture software-defined e NFV”, spiega Paul Cormier, president Products and Technologies di Red Hat. “Ericsson condivide questa vision, e insieme possiamo portare questo settore nel futuro grazie a soluzioni aperte, più sicure e scalabili, che permettono ai clienti di trasformare il loro business e ottenere il meglio da IoT, 5G ed altro ancora”

“Il futuro è aperto e software defined”, afferma Jason Hoffman, head of Product Area Cloud Infrastructure di Ericsson. “Unire Red Hat, primo fornitore mondiale di open source, con Ericsson, leader globale nella trasformazione delle telecom basata su NFV, offre ai clienti velocità e libertà di scelta, spingendoli a scegliere con fiducia l’open source. Il nostro compito è mettere i clienti in condizione di crescere più rapidamente in uno scenario molto dinamico, e la nostra alleanza va proprio in questa direzione.”

 

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Red Hat lancia la prima versione open source di Ansible Galaxy

Red Hat lancia la prima versione open source di Ansible Galaxy
La decisione di rendere open source la nota piattaforma intende migliorare l’automazione e consentire agli utenti Ansible di impostare server Galaxy privati

Milano, 12 ottobre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato il lancio del progetto Ansible Galaxy con la piena disponibilità del code-repository open-source della piattaforma. Ansible Galaxy rappresenta l’hub ufficiale della comunità Ansible per la condivisione degli Ansible Role. Con la trasformazione di Ansible Galaxy a piattaforma open-source, Red Hat mostra ulteriormente il suo impegno verso un’innovazione guidata dalle community e introduce il meglio nella tecnologia di automazione open source.

Ansible è originariamente uno dei più popolari progetti di automazione open source su GitHub, e vanta una comunità attiva e molto vivace, che conta oltre 2200 collaboratori. Il numero delle aziende Fortune 100 che utilizza Ansible per automatizzare ambienti grandi e complessi di cloud privato è notevolmente cresciuto nel tempo.

Gli Ansible Role sono directory di contenuti strutturati in modo convenzionale per consentire un riutilizzo semplice, il refactoring e la condivisione dei processi in modi altamente portabili tra team, organizzazioni e ambienti. Gli Ansible Role operano come un “linguaggio comune” di funzionalità Ansible, e possono includere variabili, handler, file, modelli, task e moduli. 

Man mano che gli Ansible Role vengono maggiormente utilizzati dalle aziende, il progetto Ansible Galaxy è emerso come il modo migliore per organizzarli, cercarli e condividerli. Grazie al progetto Ansible Galaxy open source, le organizzazioni possono impostare un server Galaxy privato, utilizzando il client nativo di Ansible Galaxy, reindirizzato alla propria repository privata Galaxy. Inoltre, utenti e organizzazioni possono ora sottoporre nuove funzionalità e miglioramenti direttamente alla codebase di Ansible Galaxy.

“Le community open source rappresentano il luogo dove l’innovazione prende realmente forma. La comunità Ansible è particolarmente vivace, e Red Hat conta che rendere open source il code repository di Ansible Galaxy ci consentirà di apportare avanzamenti nella tecnologia di automazione open source, ed in particolare ad Ansible Galaxy, in modi nuovi e interessanti”, spiega Tim Cramer, head of engineering di Ansible in Red Hat.