Tags archives: open-source

 

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Non lasciate che l'open source sia una battaglia di parte

Il disegno di legge “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, in discussione alla Camera (numero 3098), è in questo momento sotto l’esame della commissione affari costituzionali.

Nel primo articolo si elencano alcune raccomandazioni al governo inerenti il Codice dell’Amministrazione Digitale da “adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge” (ovvero da ciò che uscirà da questo disegno.

Leggiamo il comma g:

g) razionalizzare gli strumenti di coordinamento delle amministrazioni pubbliche al fine di conseguire obiettivi di ottimizzazione della spesa nei processi di digitalizzazione, nonché obiettivi di risparmio energetico;

L’11 Giugno l’onorevole Liuzzi, del Movimento 5 Stelle propone un emendamento approvato il 20 Giugno che modifica il comma come segue
g) razionalizzare gli strumenti di coordinamento delle amministrazioni pubbliche al fine di conseguire obiettivi di ottimizzazione della spesa nei processi di digitalizzazione favorendo l’uso di software Open Source, nonché obiettivi di risparmio energetico;
Una piccola aggiunta per specificare l’uso di open source nella digitalizzazione: potenzialmente si restringe quindi il solo campo di innovazione nel campo digitale al software! Ma ad esempio la telefonia dove la mettiamo? (di queste iniziative ne parlavamo nel 2013)
Stando a sentire la campana appartenente al partito dell’onorevole responsabile si legge:

Si tratta di una rivoluzione culturale che presente nel nostro programma elettorale stiamo portando ad una prima realizzazione pur da forza di opposizione.

Qualcuno evidentemente si sta dimenticando che, nel “lontano” 2012 uno dei decreti del governo Monti ha riformato il sopracitato Codice dell’Amministrazione Digitale, nella fattispecie l’articolo 68 che prescrive di prediligere nei requisiti della valutazione del software per la PA
software libero o a codice sorgente aperto;
Ma come reinventiamo la ruota – potenzialmente in modo sbagliato- e ci vantiamo pure? E l’attribuzione di cui si fa tanto uso nei rimandi a leggi pregresse non ce l’abbiamo messa?
Per concludere, se volete informarvi sull’attività legislativa, verificate sempre le fonti andando su OpenParlamento e seguendo le leggi di vostro interesse.
FATE GIRARE!

 

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Swift 2.0 sarà open source

Uno spettro si aggira fra le grandi aziende dell’informatica americana, lo spettro dell’open source

Fra le novità presentate da Apple al suo WWDC 2015 una ha attirato l’attenzione degli amanti del software open source: Swift, il linguaggio di programmazione sviluppato da Apple per i sistemi iOS e OS X diventerà open source a partire dalla release 2 che verrà rilasciata in forma stabile in autunno.

Gli utenti interessati a provarlo possono già da ora scaricare la versione beta di Swift 2.0 (compilatore e librerie per iOS, OSX e Linux) nella pagina dedicata agli sviluppatori.
Trovate maggiori informazioni al link https://developer.apple.com/swift/blog/?id=29

Per chi si fosse perso il keynote potrete rivederlo al link http://www.apple.com/live/2015-june-event/
La parte inerente Swift è al minuto 72:19

 

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LibreOffice Roadshow TBIZ 2015: Napoli 17-18 Giugno

Le esigenze di spending review e le normative, come l’Art.52 e Art.68 del CAD e la Circolare 6 dicembre 2013 n.63 Linee guida per la valutazione comparativa prevista dall’art. 68 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 “CAD”, richiedono sempre più di scegliere soluzioni Open Source.

LibreOffice Roadshow è un evento che l’Associazione LibreItalia organizza presso le strutture Pubbliche che ne danno disponibilità, per informare sulle novità introdotte nel Codice dell’Amministrazione Digitale per la valutazione di soluzioni Open Source e sull’utilizzo di documenti digitali nel formato standard e aperto.

L’evento itinerante sbarcherà a Napoli i prossimi 17-18 Giugno 2015 presso la Città della Scienza di Napoli sita in via Coroglio, 57.

Dell’argomento ne discuteranno ampiamente Paolo Storti e Italo Vignoli che, nei loro interventi del 17 e 18 giugno, nell’ambito del TBIZ, affronteranno nel dettaglio sia gli aspetti normativi (art. 68 CAD – Circ. 63/2013 Agid) che quelli economici di due settori chiave per la digitalizzazione ed innovazione tecnologica della Pubblica Amministrazione: la gestione della posta elettronica e messaggistica e la produttività individuale.

Il 17 giugno alle ore 11.30 si parlerà di Zimbra Open Source, il software di posta elettronica e messaggistica che Studio Storti propone alle Pubbliche Amministrazioni e che integra con ZeXtras SUITE, la soluzione modulare che consente di espandere Zimbra OS con funzionalità di classe enterprise ad un prezzo assolutamente conveniente.
Verrà descritta la collaborazione con The Document Foundation rivolta alla consulenza e all’assistenza su LibreOffice, ad oggi, il prodotto Open Source di maggior successo, la suite di produttività individuale che può agevolmente sostituire Microsoft Office in ogni postazione di ogni Ente Italiano. Sarà l’occasione per Italo Vignoli di presentare sia l’Associazione LibreItalia sia le migrazioni in essere e quelle in programma in alcuni importanti Enti Pubblici.

L’intervento della mattinata del 18 giugno avrà ad oggetto le esigenze di spending review e le normative, come l’Art.52 e Art.68 del CAD e la Circolare 6 dicembre 2013 n.63 Linee guida per la valutazione comparativa prevista dall’art. 68 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 “CAD”, richiedono sempre più di scegliere soluzioni Open Source.
L’acquisto di licenze di software proprietario per tutte le postazioni dell’Ente comporta un ingente investimento annuo. Tale costo risulta attualmente difficile da giustificare considerando la presenza di programmi come LibreOffice che possono tranquillamente andare in sostituzione di altre suite di Office Automation.
La migrazione a LibreOffice consente il rispetto del Decreto Legge 83 del 22 giugno 2012, che dispone per le PA l’obbligo di preferenza per il software di tipo open source rispetto a quello proprietario.
Nel settore della produttività individuale LibreOffice è il software OpenSource più utilizzato dalle Pubbliche Amministrazioni sia italiane che estere; è utilizzabile da postazioni di lavoro con sistemi operativi come Microsoft Windows, GNU/Linux ed Apple OS X. Mette a disposizione sei applicazioni per la creazione e la gestione dei propri documenti: Writer per elaborare i documenti di testo, Calc per i fogli di calcolo, Impress per le presentazioni, Draw per grafica e disegni, Base per le basi dati e Math per realizzare formule matematiche anche molto complesse.
LibreOffice utilizza il formato aperto ODF (Open Document Format), che assicura accessibilità nel tempo, trasparenza nei dati scambiati agevolando l’interoperabilità tra gli utenti dell’Ente, sia internamente, sia nella quotidiana interazione con altri Enti esterni.

La partecipazione ad entrambi gli eventi è gratuita, è richiesta soltanto una prenotazione all’indirizzo http://libreoffice-roadshow.it/libreoffice_roadshow_napoli.html poiché i posti a sedere sono limitati.

Potete trovare maggiori informazioni ai seguenti indirizzi:
Sito internet TBIZ
Pagina Google+ dedicata all’evento

 

 

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La Debian/Ubuntu Community Conference Italia 2015 arriva a Milano

 

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Il Software Open Source è sempre più diffuso nelle Aziende

Una ricerca del team Black Duck ha indicato come le aziende stiamo puntando molto sul software open source.

The Ninth Annual Future of Open Source Survey
Aziende come ad esempio Google da anni stanno puntando molto sull’open source con progetti come ad esempio Android, il browser Chrome / Chromium, Chrome OS ecc. A puntare sull’open source troviamo anche Microsoft la quale ha deciso di rendere “libera” la piattaforma di sviluppo .NET Framework e altri progetti. Il successo dell’open source è stato riscontrato anche da una recente ricerca effettuata dal team Black Duck il quale ha contattato 1.300 aziende per effettuare un sondaggio riguardante le soluzioni utilizzate per le proprie infrastrutture. Stando a Black Duck il 78% delle aziende utilizza software open source per le proprie infrastrutture, solo il 3% utilizza esclusivamente software proprietari.

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La storia di James Anderson che a 84 anni ripara PC e li converte a Linux per donarli alle scuole africane in difficoltà

Navigando su Google+ mi sono imbattuto in un video realizzato dalla Linux Foundation che ha suscitato subito la mia attenzione.
Il video racconta la storia di James Anderson, un simpatico signore di 84 anni che passa tutti i suoi venerdì a riparare vecchi portatili ThinkPad e a convertirli a Linux. James lo fa assieme ai ragazzi di Free Geek. una organizzazione non-profit americana, che si occupa di dare nuova vita a vecchi PC attraverso l’uso di software libero e open source.

James e i volontari di Free Geek riparano vecchi pc, li convertono a Linux Mint (in precedenza usavano Ubuntu) e li donano alle scuole africane in difficoltà.

A voi il video, buona visione :)

 

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Fast Boot time su ArchLinux con SSD

Tempi di boot da record grazie ad ArchLinux ed un buon SSD

Ho deciso di scrivere come mio primo articolo su InTheBit, qualche trick sul come ottenere soddisfazioni nei tempi di boot, come anche consigliato da molti amici che spesso mi chiedono consigli a riguardo.. Bene non c’è nessuna magia, solo qualche “segreto”…

Si parla tanto di ArchLinux come una distribuzione leggera e veloce, ed in effetti dicono bene!

Arch è disegnata per l’eleganza del sistema, per la semplicità di gestione, e per le sue doti di performance.

Il motore che permette al kernel Linux di far andare così bene Arch è systemd, ormai molte distribuzioni stanno passando a systemd, ma cosa rende Arch più performante delle altre distro?

Semplice! Il fatto che i demoni all’avvio li scegliamo noi, faremo partire solo lo stretto necessario.. in fondo se abbiamo scelto questa distro lo abbiamo fatto per crearci un ambiente ottimizzato in tutto e per tutto per noi.

Io con Arch mi diverto un sacco, sempre a modificare qualcosa, o provare le ultime novità, e sempre con la fissa di avere un boot da record (devo ancora trovare qualcuno che mi si avvicini realmente.. quindi la competizione è aperta )

Questo è il mio tempo:

Startup finished in 1.144s (kernel) + 568ms (userspace) = 1.713s

Direte voi.. sì facile, non avrai nulla in avvio automatico, invece no! C’è tutto ciò che serve

133ms wicd.service
65ms nmbd.service
54ms systemd-timesyncd.service
45ms home.mount
30ms systemd-binfmt.service
29ms systemd-journald.service
24ms avahi-daemon.service
24ms systemd-logind.service
24ms systemd-vconsole-setup.service
18ms systemd-udevd.service
16ms sys-kernel-debug.mount
15ms systemd-remount-fs.service
15ms systemd-modules-load.service
14ms dev-mqueue.mount
11ms kmod-static-nodes.service
10ms systemd-udev-trigger.service
9ms dev-hugepages.mount
8ms tmp.mount
7ms user@1000.service
6ms systemd-tmpfiles-setup-dev.service
5ms var-tmp.mount
5ms systemd-sysctl.service
4ms var-log.mount
4ms systemd-random-seed.service
3ms systemd-journal-flush.service
3ms systemd-tmpfiles-setup.service
2ms systemd-update-utmp.service
2ms proc-sys-fs-binfmt_misc.mount
2ms alsa-restore.service
2ms sys-kernel-config.mount
1ms systemd-rfkill@rfkill0.service
1ms systemd-user-sessions.service
1ms systemd-backlight@backlight:acpi_video0.service
1ms sys-fs-fuse-connections.mount
1ms home-simoarch-.mozilla-firefox-default-Cache.mount

Un secondo e sette!

Ora spiegherò brevemente qualche trick per ottenere dei tempi del genere.

Per prima cosa abbiamo bisogno di un buon SSD, io uso un Crucial M550 da 128Gb, ormai si trovano ad un prezzo di circa 50 centesimi a gigabyte, anzi sono più convenienti quelli da 256 Gb.

La seconda cosa è il partizionamento del disco, io ho scelto un partizionamento GPT, usando però il mio UEFI in legacy mode, (perciò usando una procedura di partizionamento un po’ diversa per permettere il corretto funzionamento della tabella GPT su BIOS o UEFI in modalità legacy) come filesystem ho usato BTRFS. (magari in futuro scriverò un articolo sulla procedura completa)

BTRFS è un filesystem di nuova concezione, molto performante, e studiato per i dischi a stato solido, offre molteplici opzioni di mount, ed inoltre possiede la capacità di creare degli snapshot del filesystem, utilissimi per avere dei backup ripristinabili del proprio sistema, o anche dei propri dati.

Comunque tornando al filesystem, ho usato queste opzioni di mount nel mio file etc/fstab:

rw,noatime,ssd_spread,discard,compress=lzo,space_cache,inode_cache 0 0

La prima opzione che ho aggiunto è noatime

Essa serve a prevenire l’aggiornamento degli inode con i tempi d’accesso al filesystem, utile quindi su memorie a stato solido, inoltre noatime è conosciuta per aumentare le prestazioni. L’opzione di default usata è relatime.

Fast Boot time su ArchLinux con SSD è stato pubblicato su InTheBit – Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!.

 

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Compilazione del kernel Linux: come e perchè (con una breve introduzione)

Abbiamo già affrontato questo argomento in passato, in questo articolo, in quest’altro l’argomento verrà spiegato in modo più approfondito.

Che cos’è il kernel?
Come detto la scorsa volta, il kernel è un software che gestisce le risorse hardware, i processi di un sistema operativo, ed è il primo programma ad essere lanciato dopo il bootloader e la ramdisk; si occupa di avviare il sistema di init, i servizi e si occupa inoltre di caricare i driver.
Il kernel può essere di diverso tipo: microkernel(Mach), kernel ibrido (Sistemi MS-DOS), monolitico(BSD, Linux), ecc… Ognuno può essere utilizzato per diversi scopi. Per maggiori info… Google!
E’ corretto definire Linux un sistema operativo(OS/SO)?
No, e NO!
Linux è un kernel, che è parte integrante del sistema operativo, uno dei software del sistema operativo, infatti, Linux è parte integrante di GNU, creato da Richard Stallman.
E’ corretto dire che GNU è un sistema operativo, e che si integra con vari kernel, il più diffuso è Linux (GNU/Linux), ma può integrarsi anche con altri kernel come Hurd, kFreeBSD, Darwin.
GNU è un sistema operativo Unix-like (GNU’s Not Unix) ed è composto da vari software:

Editor di testo: GNU Emacs
Fotoritocco: GIMP
Desktop Environment, Window Manager: GNOME
Display Manager: GDM
Visualizzatore di foto, riproduttore musicale: gThumb, Rhythmbox
Un kernel: nel nostro caso Linux
Una shell: Bash, zsh, sh ecc…
Sistema di init: systemd, upstart …

Quindi sarebbe corretto dire che Debian (o Fedora, Ubuntu, RedHat, Arch Linux, Slackware, ecc…) sono sistemi operativi basati su sistema operativi GNU con kernel Linux, anche se ci sono distribuzioni che utilizzano kernel Hurd come il progetto Debian GNU/HURD.
Dopo questa spiegazione, passiamo al secondo punto

Linux da chi è sviluppato, e come?
Linux è stato sviluppato da Linus Torvalds, verso la fine degli anni 80 (se non ricordo male), e prende il nome proprio dal suo main developer. Nel 1991-1992 il sistema operativo GNU era quasi pronto, mancava un componente: il kernel. Ecco che si presenta Linux, che venne rapidamente integrato con GNU.
Ecco che nasce GNU/Linux (la fusione di GNU e Linux), Linux comincia sempre di più ad attirare attenzione grazie anche a RedHat (RHEL), lo sviluppo continua in maniera esponenziale grazie alle mailing list da vari sviluppatori in tutto il mondo, hobbysti e dipendenti di grandi società (tutt’ora molti sviluppatori di RHEL, Debian, Arch contribuiscono allo sviluppo di Linux). GNU/Linux si diffuse in ambiente Server grazie alla sua stabilità e reattività, in ambiente desktop, purtroppo, ancora “regna” Windows, ma perde piano piano terreno, grazie alla diffusione di distribuzioni come Ubuntu o Linux Mint

In che linguaggio di programmazione è sviluppato Linux?
Linux è sviluppato in C, linguaggio derivato dal B e sviluppato da Dennis Ritchie, un fisico e matematico che ha anche sviluppato UNIX, insieme a Ken Thompson. Senza di loro BSD, GNU, e i vari sistemi operativi UNIX (tra i quali MacOS (basato a sua volta su FreeBSD) non esisterebbero, probabilmente addirittura Windows non esisterebbe (è sviluppato in C).
Dennis Ritchie è morto a Ottobre del 2011, poco dopo la morte di Steve Jobs, nonostante questo NON E’ RICORDATO COME STEVE JOBS, […]

Il post Compilazione del kernel Linux: come e perchè (con una breve introduzione) è stato pubblicato su InTheBit – Il Blog sulla Tecnologia che alimenta le tue passioni!.

 

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LibreOffice in arrivo la versione Web

I developer della The Document Foundation in collaborazione con IceWarp e Collabora hanno annunciato l’arrivo della versione web di LibreOffice.

LibreOffice
LibreOffice è suite per l’ufficio open source che sta riscontrando un notevole successo visto anche gli ottimi progressi ottenuti negli ultimi anni. La suite per l’ufficio ad ogni aggiornamento risulta sempre più completa e stabile oltre a fornire il supporto per i più diffusi formati. Gli sviluppatori della The Document Foundation stanno inoltre lavorando nel portare LibreOffice anche su device mobili Android, ed in futuro sarà possibile utilizzarla anche sul web. Dalla collaborazione con IceWarp e Collabora è nato il progetto LibreOffice Online, versione che consentirà agli utenti di poter accedere alla suite per l’ufficio direttamente dal proprio web browser consentendo anche il supporto per diverse piattaforme come Google Chrome OS, Apple iOS e Firefox OS.

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