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AllTray e KDocker due piccoli programmi che permettono di iconizzare altre applicazioni nella tray-bar.

daisy-dockbar-su-kdeAllTray e KDocker sono due piccoli programmi che permettono di iconizzare altre applicazioni nella tray-bar affianco all’orologio.

Funzionano bene entrambi con Gnome, Xfce e KDE.

Sono molto comodi  con i programmi di posta elettronica.

A dir il vero non esistono grandi differenze tra i due, l’unica cosa è che su alcuni PC funziona meglio uno o l’altro.

Non vi resta che provarli tutte e due e scegliere quello che più vi piace.

AllTray.

alltrayAlltray è un programma per Linux molto comodo, permette di mettere nella tray della barra di sistema qualsiasi applicazione liberando così spazio, tramite l’apposita icona

Per installarlo aprite il terminale e digitate:

sudo apt-get install alltray

Una volta installato per mettere in tray il programma basta aprire il programma che volete mettere in tray, aprire alltray e cliccare sulla finestra del programma, la prima volta che si esegue alltray bisognerà configurarlo, basterà cliccare sulla X del software.

A questo punto se ad esempio volete aprire Thunderbird in tray-icon dovete utilizzare questo comando:

alltray thunderbird %u
 
Alltray1

Per comodità potete cambiare il comando di avvio di Thunderbird (o del programma che desiderate aprire in tray-icon) direttamente nel menu Applicazioni. Per farlo cliccate con il tasto destro su “Applicazioni”, quindi su “Modifica Menu”.

A questo punto selezionate Thunderbird (o un altro programma), premete il tasto destro del mouse e selezionate “Proprietà”. Modificate il comando inserendo “alltray thunderbird %u” senza virgolette come nell’esempio che ho indicato sopra e chiudete.

Se aprite AllTray potete selezionare con il mouse la finestra del programma che volete iconizzare nella tray-bar esattamente come xkill.
alltray gnome

KDocker.

kdockerKDocker è un software più evoluto e che permette più personalizzazione dei programmi che sono stati messi nella system tray.

KDocker è presente nei repository ufficiali delle principali Distribuzioni Linux.

Per installarlo aprite il terminale e digitate:

sudo apt-get install kdocker
kdocker kde

oppure con Ubuntu Software Center cercate la voce” kdocker” -senza virgolette-, cliccate sopra e via all’installazione.

Se aprite KDocker potete selezionare con il mouse la finetra del programma che volete iconizzare nella tray-bar.

Con  KDocker si può anche personalizzare il collegamento.
kdocker gnome

Per il resto vale lo stesso discorso fatto per AllTray.

Scheda completa con tutte le istruzioni per il download e l’installazione in questa pagina

KDocker
 
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PyGTK è un modulo Python per gestire interfacce grafiche usando le librerie GTK+.

pygtk-splashPyGTK è un modulo Python per gestire interfacce grafiche usando le librerie GTK+.

PyGTK è software libero e rilasciato sotto licenza GNU Lesser General Public License (LGPL).

PyGTK è utilizzato in molte applicazioni tra le quali:
    Anaconda, installer di Fedora e altre distribuzioni derivate:

    Deluge, client BitTorrent
    Emesene, client di messaggistica istantanea per il protocollo MSN
Google    Exaile, riproduttore musicale
    Flumotion
    Gwibber, client per vari social network
    OpenERP, sistema ERP e CRM
    PiTiVi, editor video.

Googlesudoku
Un tutorial completo per il download e l’installazione in questa pagina

Screenshots.

 
test-igraph-pygtk-cairo-20
pygtk_screenshot
pygtk-packagemanager
sane-pygtk
platforms-screenshot

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Remember The Task programma open source per tenere traccia delle proprie attivita' e commissioni.

RememberTheTaskIl nome del programma non lascia spazio a dubbi anche per chi l’inglese non lo mastica troppo.

‘Remember the Task’ (in versione beta) e’ l’ennesimo task manager – programma per tenere traccia delle proprie attivita’ e commissioni – che permette l’integrazione oltre che con i palmari BlackBerry RIM anche con Gmail, Google Calendar, Twitter e l’Apple iPhone.

Gestisci gli impegni velocemente e con facilità.

Una interfaccia intuitiva rende divertente la gestione delle attività. Imposta la data di scadenza con frasi come Venerdì prossimo o fra 2 settimane. Inoltre un uso intensivo delle scorciatoie di tastiera rende la gestione delle attività ancora più veloce.

Sempre aggiornato, ovunque.

Ricevi promemoria via email, SMS, messaggi istantanei (AIM, Gadu-Gadu, Google Talk, ICQ, Jabber, MSN, Skype e Yahoo! sono tutti supportati).

Organizzati come vuoi.

Sei un amante delle liste? Crea tutte le liste di cui hai bisogno. Ti interessano i tag? Usa la task cloud per vedere facilmente cosa hai da fare. Vuoi conservare i tuoi appunti insieme alle attività? Puoi fare anche questo.
Google
GoogleLocalizza le tue attività.

Usa la mappa per vedere dove sono fisicamente localizzate le tue attività. Controlla cosa c’è vicino o lungo il percorso, e individua il modo migliore per fare ciò che devi fare.

Un utile strumento con il quale finire i lavori.

Pubblica, invia e condividi attività e liste con i tuoi contatti in tutto il mondo… e ricorda alla tua dolce metà di sbrigare i lavori di casa!

Aggiungi impegni ovunque tu sei.

Aggiungere impegni è facile quanto cancellare una email (anche dal tuo telefono). Hai visto un appuntamento importante sul web? Aggiungilo alla tua lista con Aggiunta Veloce (Quick Add).

Screenshots.

remember-the-task-1-0-2

remember-the-task-1-0-3
remember_the_milk1
remember-the-task-1-0-1
repository

rememberthetask1
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Hamster utility che ci aiuta a tenere traccia del tempo su Unity.

GNOME Shell Extension HamsterHamster ha finalmente trovato la propria collocazione su GNOME Shell.

L’applet per il calcolo del tempo da dedicare ai vari task torna installabile a partire da GNOME 3.2.0 come previsto dagli sviluppatori.

Inaccessibile dall’uscita di GNOME Shell, è stata “riposizionata” sul pannello di GNOME: sposterà il calendario sulla destra.

Jānis Jansons aveva concepito un mockup di Hamster, trasformando l’applet in un’icona nella tray: gli sviluppatori di GNOME hanno optato per una soluzione diversa. Quando Hamster è attiva, il calendario (e quindi l’orologio) si sposta sulla destra per lasciarle spazio al centro. Chiudendola, il pannello ritorna all’aspetto normale.

In un primo momento, Hamster doveva essere posizionata direttamente sulla destra del monitor: l’opzione centrale è stata scelta a seguito di un breve sondaggio tra gli utenti. Hamster può essere installata come indicatore per Unity, grazie al progetto di Alberto Milone.

Le modifiche all’applet sono, invece, opera di Jérôme Oufella.

Installazione:

1.- Basta andare in questa pagina:

http://www.getdeb.net/software/hamster-applet

Installato Hamster, riavviare e digitare da terminale:

sudo killall gnome-panel

Google2.- Oppure aggiungendo il repository GetDeb.

Il repository GetDeb è piuttosto conosciuto dagli utenti Debian, da questo repository è infatti possibile ottenere le ultime versioni delle applicazioni prima che queste vengano aggiunte a quello ufficiale.
GooglePer aggiungere GetDeb nella lista dei propri repository in Ubuntu è necessario eseguire le seguenti operazioni:

-Aprire terminale.
-Aprire il file source.list in cui sono indicati i repository con un editor di testo
sudo gedit /etc/apt/sources.list
-Aggiungere la seguente riga al file e salvarlo
deb archive.getdeb.net/ubuntu karmic-getdeb apps
-Aggiungere la chiave GPG del repository usando il seguente comando dal terminale
wget -q -O- archive.getdeb.net/getdeb-archive.key | sudo apt-key add –
-Aggiornare la lista della applicazioni
sudo apt-get update

A questo punto aprire il terminale e digitare:

sudo apt-get install hamster-applet
Screenshots.
 
Main applet window has now input box for tags
 
 
 
Statistics window
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Rtorrent è un ottimo e leggerissimo client torrent a riga di comando, ideale per hardware datato o per un media center.


rTorrent è un client a riga di comando per scaricare file e programmi utilizzando la rete BitTorrent.

Anche se dotato “solo” di interfaccia a riga di comando Rtorrent è comunque semplice da utilizzare anche per i meno esperti.

Rtorrent è un client testuale per il filesharing torrent.

E’ poco esigente e può essere usato con ottimi risultati in macchine datate o poco performanti e soprattutto in sistemi in cui non è presente X.

Rtorrent è un ottimo e leggerissimo client torrent a riga di comando, ideale per hardware datato o per un media center.


Installazione.
Nella homepage del progetto sono presenti i link a numerose versioni già pacchettizzate per le più diffuse distribuzioni linux.

Ma per alcune distribuzioni è comunque possibile una procedura tramite il gestore di pacchetti relativo.

In Debian e derivate rtorrent si trova nei repository e lo si può installare con il comando

# apt-get install rtorrent

Configurazione.
Prima di avviare l’applicazione è bene creare nella propria home, usando l’editor di testo preferito, il file .rtorrent.rc di configurazione che definirà le impostazioni di default
$ vim ~/.rtorrent.rc
Un modello di questo file è il seguente
# Numero di nodi a cui connettersi per ogni torrent in download
min_peers = 40
max_peers = 1000
# Numero di nodi a cui connettersi per ogni torrent completato
# (-1 = stesso valore impostato per i torrent in download)
min_peers_seed = 10
max_peers_seed = 50
# Numero massimo di upload simultanei
max_uploads = 10
# Soglie di download e upload massimo. 0 per nessun limite
download_rate = 0
upload_rate = 16

Downloads.
# Directory per il salvataggio dei file scaricati
directory = /media/torrent/
# Sessione di default.
# session = ./session
# Tiene sotto controllo alcune cartelle per avviare nuovi torrent presenti
# e bloccare quelli che da quella cartella sono stati eliminati
schedule = watch_directory,5,5,load_start=/home/torrent/Torrent_Watch/*.torrent
#schedule = untied_directory,5,5,stop_untied=
# Ferma i torrent se non c’è abbastanza spazio
#schedule = low_diskspace,5,60,close_low_diskspace=100M
# Ferma il download al raggiungimento di determinate soglie quali
# ad esempio la quantità di Byte trasmessi e il rapporto di upload
# esempio: stop con rapporto 2.0 e 200 MB di upload
#schedule = ratio,60,60,stop_on_ratio=200,200M,2000
# ip indicato al traker
#ip = 127.0.0.1
#ip = rakshasa.no
# ip della macchina su cui è attivo rtorrent
#bind = 127.0.0.1
#bind = rakshasa.no
# Intervallo di porte per la comunicazione
port_range = 6890-6999
# Possibilità di usare porte random all’interno dell’intervallo specificato
port_random = yes


# Verifica l’hash per i torrent scaricati
#check_hash = no
# Permetti l’uso di traker udp
use_udp_trackers = yes
Ora si può avviare l’applicazione scrivendo nel terminale il comando:

$ rtorrent

Comandi
L’interfaccia testuale di rtorrent è piuttosto spartana e va governata tramite scorciatoie da tastiera. Eccone un breve elenco, la lista integrale è presente nella man page dell’applicazione:
a/s/d: aumenta l’upload massimo di 1/5/50 KB
z/x/c: diminuisce l’upload massimo di 1/5/50 KB
A/S/D: aumenta il download massimo di 1/5/50 KB
Z/X/C: diminuisce il download massimo di 1/5/50 KB
freccia su/giù: seleziona/deseleziona il file di download oppure le voci di informazione
freccia destra/sinistra: entra/esce nei menu di informazione reletivi al file selezionato
1-7: scorre le tab del programma; nell’ordine main, name, started, stopped, complete, incomplete,

hashing
ctrl+s: avvia un download
ctrl+d: ferma un download oppure rimuovi un download già bloccato
ctrl+r: hash di un torrent
invio: specifica il percorso di un seed da aggiungere alla coda di download
l: tab del log. Barraspazio per uscirne
ctrl+q: Esci

Gestione via ssh con GNU Screen.
Se si volesse gestire rtorrent via ssh è necessaria l’installazione del pacchetto GNU Screen per evitare che alla chiusura della sessione tutte le applicazioni lanciate al suo interno siano terminate.
Con screen sarà possibile aprire una sessione di terminale specifica per rtorrent e metterla in background evitando la chiusura del programma al termine della sessione ssh.
In Debian e derivate screen si trova nei repository

# apt-get install screen

Per avviare rtorrent in una sessione screen si dia il comando:

$ screen rtorrent

Per sganciare la sessione e tornare al prompt senza chiudere il programma si usi la combinazione ctrl+a e poi d: la sessione andrà in background e si ritornerà alla normale sessione ssh che può essere terminata con exit senza influire sul funzionamento di quanto è attivo in screen. Se si volesse recuperare quella sessione, che nel nostro caso contiene rtorrent, si riacceda alla macchina via ssh e si recuperi con:

$ screen -r




Download:

Ultima versione stabile rilasciata:


Screenshots.

–>  

Google
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Come personalizzare Gnome 3 Shell, ecco 15 temi.

 

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Tomahawk ottimo riproduttore audio, totalmente gratuito, dotato di una pratica ed accattivante interfaccia utente.

Tomahawk è un ottimo riproduttore audio,  totalmente gratuito, open source ed utilizzabile quindi su Linux che, mediante una pratica ed accattivante interfaccia utente va a combinare la raccolta locale di musica con quella di diversi popolari servizi disponibili online mediante cui ascoltare in streaming i brani d’interesse.
I servizi supportati sono Spotify, Grooveshark, YouTube, SoundCloud, Jamendo, Official.fm, Last.fm, Ex.fm, Dilandau e OwnCloud e con i file disponibili su 4shared permettendo inoltre di collegare il proprio account Google o Jabber e di riprodurre i file audio presenti nelle raccolte dei propri amici, a patto però che anche loro stiano utilizzando Tomahawk.
Il software consente di ricercare e filtrare i brani musicali preferiti e durante la fase di riproduzione risulterà utilizzabile così come un qualsiasi altro player musicale.
L’applicativo permette anche di ascoltare i brani musicali in cima alle classifiche di diversi servizi musicali, di creare playlist personalizzate o basate sull’umore e, eventualmente, condivisibili anche con gli amici.
Vantaggi:
Il primo vantaggio evidente dell’usare Tomahawk è quello che non avrete più bisogno di diversi player musicali a seconda della fonte delle vostre canzoni.

Il secondo, è che sebbene i servizi di streaming musicali siano enormemente migliorati ultimamente, nessuno ha ancora un metodo di selezione “perfetto”. Combinarli in un solo player per desktop è veramente comodo.

Installazione.
Ubuntu
Tomahawk 0.5.5
Aprite il terminale e digitate:
  • sudo add-apt-repository ppa:tomahawk/ppa
  • sudo apt-get update
  • sudo apt-get install tomahawk
Aggiungere i PPA in Ubuntu:
ppa repository
ppa repository1
ppa repository3
Screenshots.
tomahawk
Tomahawk 0.3 resolver 1
Tomahawk Linux music player
tomahawk
tomahawk1
tomahawk2
tomahawk4
tomahawk5
tomahawk6
tomahawk9
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Legends of Aethereus ha annunciato una serie di aggiornamenti per la sua nuova versione.

Legend of Aethereus LogoThree Gates ha annunciato una serie di aggiornamenti per la sua campagna di lancio di Legends of Aethereus.

Infatti, per rispondere alle richieste della community del gioco, questo imminente hack’n slash RPG d’azione non solo sarà rilasciato anche in versione Mac, ma la versione PC sarà libera da qualsiasi DRM.

La casa di sviluppo ha lavorato duramente per più di un anno per confezionare un titolo che risponda realmente alle esigenze della community, ed è addirittura in cantiere la possibilità di rilasciarlo anche in versione Linux.

Legends of Aethereus è un RPG action che può essere giocato in modo cooperativo fino a 4 giocatori e fortemente improntato al player versus player: partecipa alle spedizioni cooperative online come Inventore, Astrografo o Ufficiale, avventurati nelle terre selvagge di Aethereus in cerca di fama, gloria, e ricchezze innominabili.

Invita i tuoi amici nella tua Città-Stato personalizzata per combattere nell’arena o semplicemente per mostrar loro quanto sei riuscito a personalizzare la tua città con il crea-statue, il creatore di banner o gli altri mezzi di customizzazione disponibili.

Caratteristiche fondamentali di gioco sono:
1) Un sistema di combattimento basato sulla fisica, con trappole, armi ed interazione con gli oggetti dell’ambiente circostante;
2) Un sistema di spedizioni che combina livelli predisposti manualmente a livelli generati invece automaticamente in modo che la longevità di gioco sia infinita;
3) Il Crea-Statue, il Creatore di Banner e tutti gli altri mezzi di customizzazione che consentono di personalizzare l’ambiente della tua città;
4) Combattimenti PvP, in modalità cooperativa e in single player nell’arena della tua Città-Stato;
5) Un sistema di materiali e di artigianato che consente personalizzazione di oggetti senza limiti.

Un tutorial completo con il trailer del gioco e tutte le F.A.Q. in questa pagina

Screenshots.

–>

legends-of-aethereus_001
legends-of-aethereus_002
legends-of-aethereus_003
legends-of-aethereus_004
legends-of-aethereus_005
legends-of-aethereus_006
legends-of-aethereus_007
legends-of-aethereus_008
legends-of-aethereus_009
legends-of-aethereus_010

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Marlin incarna in parte il concetto di browser moderno, che tanto manca ad Ubuntu e GNOME in generale.

marlin logoMarlin è il file manager dell’Elementary Team (nato dalle ceneri di Nautilus Elementary, il celebre fork di Nautilus) ispirato a Thunar, scritto in C e Vala ed utilizzante le librerie GTK3, di cui avevamo già parlato qualche tempo fa.

Dall’ultima volta che ce ne siamo occupati, il file manager è cresciuto ed ha acquistato funzionalità aggiuntive: chi fosse interessato potrà seguire i passi di seguito discussi per provarlo in prima persona oppure guardare le immagini di cui in galleria.

Marlin incarna in parte il concetto di browser moderno, che tanto manca ad Ubuntu e GNOME in generale dato che Nautilus, nonostante svolga il suo lavoro in modo eccellente risulta essere ormai troppo datato. Se Nautilus non dovesse essere aggiornato e modernizzato a dovere per GNOME 3.4 o al massimo per la versione 3.6, valutare Marlin sarebbe una buona idea.

La sua installazione su Ubuntu e distribuzioni derivate come Linux Mint è resa semplice da un nuovo PPA dedicato, tramite il quale possiamo appunto installare il programma da emulatore di terminale con le istruzioni che seguono:

sudo add-apt-repository ppa:marlin-devs/marlin-daily
sudo apt-get update
sudo apt-get install marlin marlin-plugin-*
sudo apt-get clean
marlinfilebrowser

Le novità introdotte nella build in questione danno a Marlin l’immagine e le funzionalità di file manager moderno. È possibile infatti comprimere i file direttamente da Marlin, questo non dipende più da Contractor e l’opzione “Apri nel terminale” è ora funzionante al 100%. Altra feature degna di nota è sicuramente la visualizzazione delle informazioni dei file, che con uno stile minimalistico ci mostra tutto quello che c’è da sapere in una unica finestra.

Marlin non sostituisce Nautilus (a meno che non si scelga ciò a mezzo delle sue preferenze), e per lanciarlo è sufficiente, da shell o GUI, digitare:

Nelle immagini sono mostrate le viste a icona, lista e colonne; nelle prime due i file vengono di default aperti con singolo click, mentre nell’ultima con due click, essendo il singolo click riservato all’apertura dell’anteprima sulla destra.

Possiamo inoltre aggiungere il supporto per Dropbox e Ubuntu One il quale ci permette di esportare i nostri file nei famosi servizi online attraverso il nostro menu contestuale, per aggiungere queste funzionalità basta da terminale digitare:

sudo apt-get install marlin-plugin-dropbox marlin-plugin-ubuntuone

Screenshots.


marlin fm
marlin-dropbox
marlin1
Marlin-1
marlin2
marlin3
marlin4
marlin5

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Google
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ROX-Filer file manager grafico, facile da usare, una valida alternativa al più famoso XFCE.

Rox_logo ROX-Filer è un file manager grafico, facile da usare, per X11, il sistema a finestre usato dai sistemi operativi *nix. È anche il componente principale del desktop ROX [ROX]. Le caratteristiche principali del filer sono ispirate a RISC OS [RISC OS]. «ROX» sta per «Risc os On X».

ROX Desktop è un ambiente desktop costruito intorno al file manager ROX, il suo componente principale.
/
Originariamente pensato per portare su piattaforme Unix-like le innovazioni nell’usabilità introdotte dall’interfaccia del RISC OS, il progetto si è evoluto sino a diventare un ambiente a se stante, custodendo l’intento originale solo nel nome (ROX è l’acronimo di RiscOS On X).

L’interfaccia grafica, basata solamente sulle librerie GTK+, è pensata per essere leggera e, in quanto tale, si rivela come una valida alternativa al più famoso XFCE. A differenza di quest’ultimo, i componenti principali del ROX Desktop non usano un pool di librerie condivise: ciò consente una modularità maggiore perché non vengono favoriti i componenti basati su queste librerie.

Le caratteristiche principali del ROX Desktop sono:

    uso estensivo della tecnica del drag and drop anche in contesti piuttosto inusuali per gli altri desktop, tipo il salvataggio di un documento;
    modularità: i componenti sono indipendenti tra di loro e possono venir utilizzati indipendentemente;
    supporto delle application directory che consente di trattare le applicazioni ROX come delle directory (possono essere spostate, copiate, eliminate ed eseguite come fossero una normale cartella);
    Zero Install, un sistema di installazione dei pacchetti col drag and drop, basato sulle application directory;
    estensibilità (opzionale) tramite linguaggio Python.

ROXFiler

Il ROX Desktop è disponibile in italiano, basco, ceco, cinese, danese, estone, finlandese, francese, galiziano, giapponese, norvegese, olandese, polacco, portoghese, portoghese brasiliano, rumeno, russo, slovacco, spagnolo, tedesco, ucraino, ungherese e vietnamita.

Sebbene totalmente indipendenti, gli sviluppatori mantengono una serie di componenti considerati come il nucleo del ROX Desktop.

    ROX-Filer — file manager e componente principale. Consente la navigazione nel file system, la gestione della scrivania con le icone e, opzionalmente, può fornire delle toolbar personalizzabili per l’esecuzione dei comandi più comuni.
    OroboROX — un window manager basato su Oroborus, progettato specificatamente per il ROX. Molto leggero ma limitato nelle funzioni.
    Archive — consente di gestire (sempre tramite drag and drop) i file compressi, tra cui zip, tar, gz and bz.
    ROX-Session — un semplice gestore della sessione grafica.
    Edit — editor di testo con funzioni base.
    AddApp — gestore di installazione applicazioni usato da zeroinstall.
    ROX-Lib — Libreria python di supporto per lo sviluppo di plugin aggiuntivi.
Oltre ai componenti del nucleo è disponibile una innumerevole serie di plugin che svolgono le funzioni più disparate. Una collezione piuttosto fornita può essere consultata direttamente sul sito ufficiale.

I pannelli.

I pannelli funzionano come la bacheca, ma vengono visualizzati sui bordi dello schermo. Per creare un pannello:

$ rox -b=MioPannello

Il pannello viene visualizzato in una finestra senza la barra del titolo. Se questo non succede, consultare le note per i window manager. Trascinare i file sul pannello per aggiungerli ad esso. Le icone possono essere riposizionate trascinandole col tasto centrale del mouse. Le modifiche al pannello sono automaticamente salvate in `~/.config/rox.sourceforge.net/ROX-Filer/pan_MioPannello’. Come per la bacheca, è possibile passare a diverse configurazioni eseguendo di nuovo «rox» con un altro nome di pannello.

$ rox -b=AltroPannello

Con un menù a comparsa si può impostare su quale bordo dello schermo deve apparire il pannello, oppure si può specificare il nome del bordo al posto di -b (ad es. –bottom). Lasciare vuoto il campo del nome per rimuovere il pannello:

$ rox –bottom=

Esecuzione come «root»

Se si avvia il filer come utente «root», viene mostrato un messaggio in alto su ciascuna finestra. L’utente «root» infatti ha i permessi di accesso e di modifica su ogni file del sistema, quindi bisogna stare molto attenti. Normalmente, si dovrebbe accedere al sistema come utente normale e passare a «root» solo quando è assolutamente necessario. Se sudo è installato e configurato, allora si può avviare il filer in questo modo:

$ sudo rox

Attenzione: ogni operazione su file e ogni programma avviato da questa finestra viene eseguito come utente «root».

Può accadere che il server X non permetta a «root» (o ad altri utenti) di connettersi. Leggere le pagine di manuale dei comandi xauth e xhost può aiutare a risolvere il problema, ma molte cose cambiano da sistema a sistema (ecco perché questa caratteristica non è stata inserita nel filer).
Nota: gnomesu può essere usato per eseguire il filer come root, ma è necessario usare setsid per eseguirlo in una nuova sessione, altrimenti gnomesu termina senza aprire alcuna finestra. Per esempio:
gnomesu -c ‘setsid /usr/local/bin/rox /’

Per avviare il filer, si deve eseguire il comando rox, per esempio digitandolo in un terminale.
Normalmente ROX-Filer mostra la directory attuale, ma se ne possono visualizzare altre semplicemente elencandole dopo il comando:

$ rox /home /usr /usr/local

Lo si può anche usare per aprire i file, come ad esempio:

$ rox README

Il filer supporta diverse opzioni: usare -h per avere un elenco. Tutte le opzioni possono essere lunghe o corte (es. -h e –help), anche se su alcuni sistemi è possibile usare solo quelle corte.
Notare che se la stessa versione del filer è già in esecuzione sulla macchina, di norma, per aprire le directory, viene usata quella già in esecuzione.

Screenshots.

rox desktop file manager3
rox desktop file manager2
rox desktop file manager6
rox desktop file manager
rox desktop file manager4
rox desktop file manager1
Google
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