Category archives: Android

 

 

 

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Perchè Android si e Linux no?


Ho provato diverse volte nel corso della mia esperienza nel settore IT a far adottare Linux, specialmente fra gli amici che abbiano manifestato problemi con Windows o semplicemente la curiosità di provare qualcosa di diverso.

La User Interface è sicuramente fondamentale nella scelta di un programma a maggior ragione se quel programma è un intero sistema operativo, ma ho notato poca coerenza nel ragionamento quando al posto di Linux prendiamo in esame Android.

Per quanto mi sforzassi di spiegare i vantaggi (nel caso specifico) della scelta di Linux, alcuni considerano un punto negativo la grafica e l’esperienza proposta dal DE, sia esso Unity, Gnome o KDE.

Qualche anno fa

Qualche anno fa, complici anche i problemi con i driver, non c’era la cura per l'aspetto estetico che c’è ora. Gnome 2 è sicuramente un progetto caro a tanto utenti ma a livello estetico di sicuro non rappresenta più un’ interfaccia modernissima, cosa che con l’avvento di Gnome 3 possiamo invece affermare.

Pigrizia...tanta pigrizia

Vuoi che per lavoro la pigrizia è un male da estirpare ai primi gemiti, reputo questo atteggiamento frutto della chiusura mentale delle persone davanti al diverso.
Per quale motivo infatti una persona, qualsiasi sia il suo background informatico, adotta Android senza batter ciglio magari cambiando produttore, ma se parla di cambiare sistema operativo storce il naso?
Badate bene che non sto facendo un paragone fra Linux (desktop) e Android, ma sto criticando l’atteggiamento di chi non utilizza Linux (ma possiamo fare lo stesso ragionamento rivolgendoci a macOs) per un’esperienza proposta che non soddisfa appieno le richieste quando cambiando smartphone spesso e volentieri si fa un cambiamento anche più importante nell’utilizzo con interfacce che spesso e volentieri cambiano e non di poco, senza dimenticare un Play Store che è ricco di launcher alternativi con tanto successo.

Gimp non è Photoshop

Critico questo atteggiamento essenzialmente per un motivo:

Non puoi usare un programma pretendendo che faccia le stesse identiche cose di un altro, con la stessa procedura, con la stessa grafica.

Insomma: Linux non è Windows, Gimp non è Photoshop.

Le vostre esperienze

E voi, avete proposto Linux a qualche vostro conoscente scontrandovi col problema della “grafica” o con simili considerazioni?

 

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Decriptare messaggi e database WhatsApp

WhatsApp è fra le app di messaggistica istantanea più utilizzate al mondo, con numeri che dal suo lancio nel lontano 2009 sono in continua ascesa. Dal 5 Aprile 2016 tutti i messaggi che transitano sulla nota applicazione sono crittografati e quindi molto più difficili da intercettare. Insieme ai messaggi sono stati crittografati (quindi codificati con una […]

L'articolo Decriptare messaggi e database WhatsApp appare per la prima volta su ChimeraRevo - Il miglior volto della tecnologia.

 

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Anbox: eseguire nativamente app Android su Linux

Utilizzare le app Android su altri sistemi è un argomento che interessa moltissime persone, noi vi avevamo dedicato un apprezzato approfondimento. Purtroppo, come abbiamo dovuto constatare, su Linux non esistevano soluzioni semplici per eseguire le app create per il robottino verde, come quelle disponibili sugli altri sistemi desktop. Le app Android sono numerosissime, ed alcune […]

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Anbox - Android nativo su Linux


Volete provare applicazioni Android su Linux? Da oggi potrete farlo grazi a Anbox, un nuovo software in grado di far funzionare applicazioni Android su Linux come una qualsiasi applicazione nativa.
L'applicazione fa uso dell'ambiente di virtualizzazione Linux Container (LXC) ed è in grado di permettere l'esecuzione di Android virtualizzato, astraendo l'accesso all'hardware e integrandolo con il sistema GNU/Linux.



Il progetto è ancora in Alpha ed è attualmente compatibile (e testato) solo con Ubuntu 16.04 LTS ma dovrebbe funzionare anche su Ubuntu 14.04 LTS, Ubuntu 16.10 e Ubuntu 17.04.

Se volete provarlo o siete interessati a contribuire al progetto trovate le istruzioni su come installarlo e il codice su GitHub all'indirizzo https://github.com/anbox/anbox

 

 

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Le chiamate voce arrivano su Telegram!

Buone notizie per tutti gli utenti Telegram! Il team di sviluppo ha annunciato il rilascio di Telegram 3.18 che introduce le chiamate voce.
La nuova funzionalità sarà rilasciata a partire da oggi in Europa e nei prossimi giorni arriverà nel resto del mondo.
L'interfaccia per le chiamate voce è simile a quella di altre applicazioni simili ed è di facile utilizzo.

Sicurezza

Come tradizione di Telegram molta attenzione è stata messa per rendere sicuro il sistema. Le chiamate voce di Telegram offrono una crittografia time-tested end-to-end encryption, la stessa delle Chat Segrete di Telegram.
L'interfaccia utente adottata per la verifica delle chiavi segrete prevede l'uso di semplici emoji. Per assicurarsi che la chiamata è sicura al 100%, voi e il vostro destinatario avrete soltanto bisogno di confrontare le quattro emoji che appariranno sui rispettivi schermi: se uguali la chiamata è sicura al 100% e non siete intercettati da nessuno


Qualità delle chiamate

Quando possibile, le chiamate utilizzeranno una connessione peer-to-peer sfruttando i più recenti codec audio per garantire un consumo dati ridotto e al contempo una qualità audio cristallina.
Se non è possibile stabilire una connessione peer-to-peer, Telegram utilizzerà il server più vicino al chiamante per collegarsi con la persona che si sta chiamando e consentire una chiamata il più veloce possibile, utilizzando gli stessi server che attualmente vengono utilizzati per l'invio di messaggi.
Telegram si occuperà inoltre di regolare le impostazioni di chiamata in modo da adattarsi al tipo di rete (WiFi o rete dati).
Nelle impostazioni è comunque possibile ridurre il traffico dati delle chiamate vocali di un 25-30% (a discapito però della qualità audio) spuntando la relativa opzione.



Privacy

Ovviamente è possibile modificare le impostazioni di Telegram per consentire di ricevere chiamate da tutti, solo dai nostri contatti, da nessuno o di personalizzare gli utenti bloccando quelli che non vogliamo sentire.

 

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Miglioriamo OpenStreetMap con StreetComplete


Per tutti gli utenti di OpenStreetMap c'è ora un nuovo strumento per poter collaborare e migliorare le mappe. Questo strumento si chiama StreetComplete. 
StreetComplete è una applicazione, sviluppata per ora solo per Android, che consente a tutti gli utenti di OpenStreetMap di arricchire le mappe aggiungendo informazioni utili come il numero dei piani di un edificio, il tipo di rivestimento della pavimentazione stradake o le informazioni sull'orario di apertura di attività commerciali o uffici.

Ogni marcatore corrisponde ad un parametro mancante che potete inserire

Il funzionamento è semplice. Una volta installato il programma sulla mappa appariranno dei marcatori laddove le informazioni non sono presenti. Cliccando sui marcatori sarà possibile interagire con essa e rispondere alle domande sulle informazioni mancanti.

Per le strade basterà cliccare sul marcatore e si aprirà una finestra di dialogo che, tramite delle immagini esemplificative, ci aiuterà a inserire le informazioni corrette sul tipo di manto stradale.
 

Per quanto riguarda le attività commerciali e gli uffici ci verranno chieste le informazioni sull'orario di apertura


Infine per gli edifici ci verrà chiesto di aggiungere le informazioni sul numero dei piani dell'edificio


Una volta fatte le modifiche sarà possibile caricarle in automatico (o manualmente, come preferite) sui server di OpenStreetMap (ovviamente dovrete loggarvi nell'app con il vostro nome utente).

Personalmente trovo questa applicazione davvero ben fatta, intuitiva e divertente da usare.

 

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Miglioriamo OpenStreetMap con StreetComplete


Per tutti gli utenti di OpenStreetMap c'è ora un nuovo strumento per poter collaborare e migliorare le mappe. Questo strumento si chiama StreetComplete. 
StreetComplete è una applicazione, sviluppata per ora solo per Android, che consente a tutti gli utenti di OpenStreetMap di arricchire le mappe aggiungendo informazioni utili come il numero dei piani di un edificio, il tipo di rivestimento della pavimentazione stradake o le informazioni sull'orario di apertura di attività commerciali o uffici.

Ogni marcatore corrisponde ad un parametro mancante che potete inserire

Il funzionamento è semplice. Una volta installato il programma sulla mappa appariranno dei marcatori laddove le informazioni non sono presenti. Cliccando sui marcatori sarà possibile interagire con essa e rispondere alle domande sulle informazioni mancanti.

Per le strade basterà cliccare sul marcatore e si aprirà una finestra di dialogo che, tramite delle immagini esemplificative, ci aiuterà a inserire le informazioni corrette sul tipo di manto stradale.
 

Per quanto riguarda le attività commerciali e gli uffici ci verranno chieste le informazioni sull'orario di apertura


Infine per gli edifici ci verrà chiesto di aggiungere le informazioni sul numero dei piani dell'edificio


Una volta fatte le modifiche sarà possibile caricarle in automatico (o manualmente, come preferite) sui server di OpenStreetMap (ovviamente dovrete loggarvi nell'app con il vostro nome utente).

Personalmente trovo questa applicazione davvero ben fatta, intuitiva e divertente da usare.

 

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La corsa agli aggiornamenti


Lo scorso articolo vi ho parlato di una corsa all’ultima versione, ricordate? (In caso contrario vi consiglio di prendervi 5 minuti nel tempo libero e di leggerlo.)


E’ notizia della scorsa settimana del rilascio (chiaramente in pre mega iper ultra beta) della versione di Android O come comunque chiaramente previsto (personalmente mi aspettavo qualche informazione al I/O del prossimo Maggio, sono stati più veloci!).
Mi sono chiaramente informato sulle novità (per lavoro e curiosità nerd), ma ovunque leggessi mi è capitato di leggere tante persone chiedersi:

“C’era la necessità di passare già ad una nuova versione alla luce della limitata adozione di Nougat attuale?”

Sempre la scorsa settimana poi, in ambito Gnu/Linux e Open Source è stato annunciato Gnome 3.24 (tra le altre cose tantissime novità), l’ultima versione del Desktop Environment di casa Gnome, progetto sul quale si basano tantissimi altri nel panorama Open.

Ho quindi fatto una riflessione, del tutto personale, considerando tutto e mi/vi chiedo:

“Stiamo davvero correndo troppo?”

Confusione

Parliamoci chiaro, non si è più in grado di proporre una guida univoca, non ci si può più riferire ad un percorso o ad una funzione perché anche una virgola diversa e salta tutto!
La nascita di progetti derivati si trovano davanti al dubbio se continuare a seguire il progetto di riferimento oppure prendere una strada diversa. All’interno di Ubuntu ad esempio capita di trovare pacchetti di Gnome ad una versione differente rispetto all’ultima disponibile al momento del rilascio, uno dei motivi per i quali tante volte in passato ci si è chiesto se non fosse eccessivo un rilascio semestrale a tutti i costi (discorso diverso per le rolling release, come ArchLinux).
In ambito mobile poi,questi rilasci continui non fanno altro che creare una corsa anche al rilascio da parte dei produttori (o peggio ancora, l’abbandono del device) di aggiornamenti che possono causare involontariamente bug (come un consumo anomalo della batteria o un certa funzionalità che lavora diversamente dopo l’aggiornamento come ad esempio Il suono assente in Firefox nelle distribuzioni che non usano PulseAudio).

Frammentazione, chi ha parlato di frammentazione?

E quindi..? Tanti dispositivi con tante versioni dello stesso sistema operativo non fanno altro che mettere uno sviluppatore in difficoltà. Sia in fase di sviluppo che in fase di debug perchè magari un nostro programma o una nostra app funziona con una certa gamma di dispositivi, mentre su altri ha comportamenti imprevisti. Tantissimi fork di fork che aggiungono poco o nulla (tantissimi altri invece sono davvero fantastici) ma la cui esistenza è possibile proprio grazie alla libertà garantita dall’open source stesso, fa parte del gioco insomma.

Tanti aggiornamenti,ma anche tanta sicurezza..

Non potevo considerare questa corsa all’ultima versione solo come una cosa negativa, infatti lato sicurezza aggiornamenti costanti sono sempre positivi: La scorsa settimana Google ha pubblicato il report relativo alla sicurezza in Android per il 2016 che mostra i passi fatti avanti in ambito sicurezza, qui il video ufficiale sul canale Youtube.


Infatti, specie per quanto riguarda Android ma vale in generale ovviamente, avere aggiornamenti rapidi, costanti, veloci garantisce anche un livello di sicurezza maggiore in quanto tutti i bug noti e meno noti possono essere chiusi.

E ora la vostra opinione.

Quindi come la pensate voi? Meglio essere sempre proiettati in avanti, anche col rischio di avere qualche problemino di gioventù/incompatibilità di qualche software in nome della sicurezza e dell'innovazione, oppure pensate che la libertà di poter fare mille fork o rilasciare versioni su versioni in tempi rapidi non faccia altro che aumentare la frammentazione?