Category archives: Red Hat

 

 

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Red Hat offre automazione analytics-driven nella più recente versione di Insights grazie all’integrazione di Ansible


Red Hat offre automazione analytics-driven nella più recente versione di Insights grazie all’integrazione di Ansible


Con l’automazione Ansible, Red Hat abilita una risoluzione più rapida e automatizzata dei rischi per la sicurezza 


Milano, 4 maggio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la più recente versione di Red Hat Insights, portando la potenza dell’automazione Ansible sulla sua piattaforma di intelligence. Allineata con la vision di Red Hat di semplificare drasticamente la gestione IT grazie alle potenti capacità di automation di Ansible, Red Hat Insights offre agli utenti la possibilità di automatizzare la risoluzione di eventi critici tramite Ansible Playbook. Oggi qualunque impresa sarà in grado di creare infrastrutture self-optimizing con Red Hat Insights, traendo vantaggio da notevoli risparmi in termini di lavoro manuali e spese associate. 

Red Hat Insights è un’offerta SaaS che fornisce analisi approfondite continue dell’infrastruttura Red Hat aziendale per identificare in modo proattivo minacce in termini di sicurezza, prestazioni e stabilità in ambienti fisici, virtuali e cloud, così come in implementazioni container. Basata su analisi predittive, Red Hat Insights apprende e diventa ‘più intelligente’ con ogni nuova informazione e dato. E’ in grado di identificare automaticamente insight interessanti, suggerire comportamenti e anche automatizzare attività. Con questa soluzione i clienti possono beneficiare dall’esperienza e dalla conoscenza tecnica dei Red Hat Certified Engineer, facilitando l’identificazione, la prioritizzazione e la risoluzione di problemi prima che impattino le attività di business. 

“Gli ambienti IT moderni impiegano un complesso e dinamico mix di servizi e tecnologie, rendendo l’identificazione e risoluzione continua di problemi di sicurezza e stabilità fondamentali per le attività mission-critical”, commenta Joe Fitzgerlad, vice president Management in Red Hat. “Fatta manualmente questa operazione può essere costosa, impegnativa e soggetta a errore, ed è per questo che abbiamo aggiunto le funzionalità di automazione di Ansible Playbook alla più recente versione di Red Hat Insights. Tramite la deduzione proattiva e la risoluzione automatica le imprese possono meglio gestire sicurezza e stabilità della loro infrastruttura Red Hat, evitando il downtime e permettendo ai team IT di focalizzarsi sugli obiettivi di business”. 

La più recente release di Red Hat Insights comprende: 
  • Risoluzione automatica che riduce il tempo medio di ripristino dei rischi alla sicurezza. Dotata della creazione di Ansible Paybook, la console di Red Hat Insights può tradurre intelligence predittiva in azioni, permettendo agli utenti di rimediare automaticamente gli insight eliminando in modo rapido ed economico i rischi. 
  • Integrazione di Ansible Tower di Red Hat permette agli Ansible Playbook generati dinamicamente di essere implementati rapidamente in modo sicuro e altamente scalabile. Questo facilita la risoluzione e consente di estendere gli Insight ad ambiti di automazione e self-service. 
  • Playbook di configurazione basato su Ansible pensato per semplificare le implementazioni di tutte le dimensioni del client Red Hat Insights per ridurre il tempo di installazione e assicurare scalabilità a mano a mano che l’infrastruttura cresce. 
  • Report più estesi che mostrano trend storici oltre a uno snapshot della salute dell’infrastruttura affinché le imprese possano più facilmente valutare i rischi e quali trend possono impattare il loro IT. 
  • Valutazioni predittive dei rischi mostrare in base alle regole, e poi combinate al fine di produrre una valutazione globale complessiva, aiutando le aziende a focalizzarsi sui problemi che possono ridurre il rischio. 
  • Migliore interfaccia utente che comprende nuovi filtri basati su tipologia di problema. 
  • Categorizzazione degli argomenti pensata per migliorare l’identificazione e la risoluzione dei problemi. Le informazioni possono essere visualizzate per tipologia, ad esempio SAP o Oracle, oltre a il livello di rischio. 
Come offerta SaaS, Red Hat Insights viene aggiornata ed amplia la sua knowledge base in tempo reale per riflettere nuove sfide IT che possono impattare la stabilità di sistemi mission-critical.

Disponibilità
Red Hat Insights è già disponibile via Red Hat Customer Portal, Red Hat Satellite, Red Hat CloudForms, Ansible Tower e tramite la Red Hat Insights API pubblica.

 

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La più recente versione di Red Hat Virtualization permette di trasformare l’IT in modo più semplice ed efficace


La più recente versione di Red Hat Virtualization permette di trasformare l’IT in modo più semplice ed efficace
Una maggiore integrazione all’interno del portfolio e miglioramenti a livello di automazione alla piattaforma di virtualizzazione basata su KVM offrono alle aziende una base solida e aperta per una modernizzazione dell’IT senza rischi di lock-in

Milano, 20 aprile 2017
– Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat Virtualization 4.1, più recente release della piattaforma di virtualizzazione enterprise dell’azienda, basata su Kernel-based Virtual Machine (KVM). Fornendo una soluzione infrastrutturale e di gestione centralizzata open source per workstation e server virtuali, e costruita sulla solida backbone enterprise di Red Hat Enterprise Linux, Red Hat Virtualization 4.1 offre funzioni avanzate di automazione grazie all'integrazione con Ansible di Red Hat, mentre nuove funzionalità di networking e storage rappresentano una base sicura e flessibile per l’innovazione IT.

Red Hat Virtualization consente ai clienti di virtualizzare applicazioni tradizionali, che possono ridurre le spese IT grazie al consolidamento dell’infrastruttura, e contribuisce a integrare i workload esistenti con nuove tecnologie, come ad esempio cloud privati e workload container-based. Questo significa che le aziende possono ottimizzare la loro attuale infrastruttura ed al tempo stesso affrontare in modo migliore le future necessità IT, il tutto senza i costi, la complessità ed i rischi di lock-in delle soluzioni proprietarie di virtualizzazione.

Un’innovazione fondamentale in Red Hat Virtualization 4.1 è la maggiore integrazione con l’ampio portfolio Red Hat di tecnologie open hybrid cloud. Questo significa un supporto più esteso a Red Hat CloudForms e Ansible , con la possibilità di un’unica interfaccia di gestione per un’infrastruttura datacenter eterogenea e l’automazione di task amministrativi e operativi role-based. La più stretta integrazione con Red Hat OpenStack Platform aiuta a ridurre ulteriormente il gap tra workload tradizionali e cloud-enabled, ed il costante legame con Red Hat Enterprise Linux 7.3 offre maggiore supporto a workload basati di Windows e consente un hot CPU unplug.

“Una grande quantità di innovazioni IT enterprise nascono da una base tecnologica virtuale, cosa che rende le tecnologie aperte come Red Hat Virtualization davvero fondamentali nel momento in cui le aziende cercando di risparmiare ma al tempo stesso di continuare a soddisfare le richieste da parte di clienti e utenti finali”, spiega Gunnar Hellekson, director, product management Red Hat Enterprise Linux e Red Hat Virtualization di Red Hat. “Red Hat Virtualization 4.1 permette tutto ciò collegando tra loro una grande varietà di tecnologie, dai container Linux al cloud ibrido basato su OpenStack, in uno stack unificato, creando di fatto uno strumento fondamentale per la trasformazione digitale.”

Tra le altre innovazioni e nuove funzionalità presenti nella più recente versione della piattaforma vi sono:
  • Migliore automazione con Ansible, cosa che rende possibile agli utenti finali automatizzare la piattaforma Red Hat Virtualization utilizzando diversi moduli di Ansible 2.3 che permettono di migliorare macchine virtuali, storage, network ed altro.
  • Livelli più elevati di disponibilità senza necessità di power management che permettono di riavviare le macchine virtuali anche quando il power management è disabilitato o non disponibile, caratteristica particolarmente utile in caso di cluster multi-sito. 
  • Prestazioni e scalabilità storage superiori, con lo Storage Pool Manager (SPM) ora in grado di delegare le operazioni storage ad altri host di datacenter, permettendo così di condurre comuni attività storage in parallelo per ottenere un throughput superiore. Inoltre, avanzate prestazioni single storage e una gestione migliorata dello storage a blocchi aiutano gli amministratori a rimuovere le snapshot più velocemente quando una macchina virtuale non è in uso, e a recuperare spazio storage dalla macchina virtuale, rispettivamente.
  • Open Virtual Network (OVN) per Open vSwitch, disponibile in Tech Preview, consente funzionalità software-defined networking (SDN) per implementazioni enterprise. OVN offre la capacità di isolare la gestione di overlay networking e subnet all’interno di Red Hat Virtualization 4.1, per una migliore implementazione del datacente, ed espone una API compatibile con OpenStack Networking (Neutron) per l’utilizzo insieme a un’automazione Neutron esistente.

Disponibilità
Red Hat Virtualization 4.1 è già disponibile tramite il Red Hat Customer Portal.

 

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Red Hat Gluster Storage 3.2 è ancora più interessante per sviluppatori e amministratori che gestiscono workload moderni


Red Hat Gluster Storage 3.2 è ancora più interessante per sviluppatori e amministratori che gestiscono workload moderni

La release comprende funzionalità progettate per migliorare scalabilità di operation metadata-intensive, minori costi di infrastruttura e maggiore integrazione con la piattaforma Red Hat OpenShift Container

Milano, 24 marzo 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat Gluster Storage 3.2. La più recente versione della soluzione storage software-defined di Red Hat include diversi avanzamenti e nuove funzionalità mirate a potenziare le prestazioni di file di piccole dimensioni, fornire integrità dei dati a un costo contenuto e migliorare l’integrazione con Red Hat OpenShift Container Platform.

Red Hat Gluster Storage 3.2 indirizza il problema legato alla scalabilità di operazioni metadata-intensive _ soprattutto con file di dimensioni inferiori a pochi megabyte – se si utilizza network attached storage (NAS). Questi miglioramenti potenziano lo storage di registrazioni Red Hat OpenShift Container Platform. Queste ultime – cuore della piattaforma container – sono fondamentali per le applicazioni residenti e necessitano di storage duraturo estremamente elastico. Inoltre, più rapide attività metadata-intensive possono migliorare l’operatività fino a 8 volte secondo dati Red Hat, incrementando la responsività del sistema storage in termini di scalabilità e l’esperienza utente nel suo complesso.

Red Hat Gluster Storage 3.2 introduce nuove funzionalità:

Maggiore integrazione con la piattaforma Red Hat OpenShift Container,
aggiungendo il supporto nativo per avanzati servizi storage quali geo-replica e cifratura in-flight per applicazioni implementate nei container. Questi miglioramenti, integrati nella nuova immagine docker container disponibile con l’ultima release del prodotto, consente di triplicare i volumi persistenti (PV) per cluster secondo test di quality engineering svolti da Red Hat.

Minore footprint hardware tramite arbiter volume che possono ridurre i costi infrastrutturali, pur mantenendo lo stesso livello di integrità dei dati. Questi volumi sono in grado di risolvere conflitti in caso di disallineamento di dati tra due nodi senza richiederne una terza copia. I clienti che utilizzano i NAS per attività tradizionali come backup/ripristino possono ottenere l’integrità di dati offerta da una replica a tre vie senza incorrere nei costi hardware, di spazio datacenter ed energia associati. Questa proposta può essere particolarmente vantaggiosa per i clienti che dispongono di configurazioni iperconvergenti in ambienti ROBO.

Auto-riparazione più rapida di volumi erasure coded riduce l’impatto sulle prestazioni in fase di ripristino. Inoltre, questi miglioramenti possono beneficiare i clienti che hanno implementato Red Hat Gluster Storage con Red Hat Virtualization per archiviare immagini di macchine virtuali.

Avanzate capacità di monitoraggio abilitate tramite notifiche native e asincrone potenziano la gestione quotidiana dello storage. Inoltre, Red Hat Gluster Storage offre estensibilità tramite il framework di monitoraggio open source Nagios per ottimizzare la gestione dello storage.

“Le imprese moderne pensano allo storage software-defined per abilitare le loro iniziative di business tramite la trasformazione digitale”, commenta Ranga Rangachari, vice president e general manager Storage in Red Hat. “E’ un abilitatore chiave nel viaggio verso il cloud aperto ibrido. Red Hat Gluster Storage 3.2 segna una pietra miliare nella vita del prodotto e riunisce svariate innovazioni interessanti per il CTO moderno”.

“Questa nuova release di Red Hat Gluster Storage arriva in un momento in cui il settore dello storage software-defined è a un punto di flessione in termini di di come lo storage viene consumato dalle aziende data-driven”, aggiunge Laura DuBois, group vice president Enterprise Storage, Server and Infrastructure Software in IDC. “La flessibilità di poter implementare su macchine virtuali, container e public cloud offre a Red Hat Gluster Storage qualcosa in più rispetto alle tradizionali appliance storage monolitiche”.

 

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IBM e Red Hat collaborano per accelerare l’adozione del cloud ibrido con OpenStack


IBM e Red Hat collaborano per accelerare l’adozione del cloud ibrido con OpenStack


Le aziende clienti potranno estendere velocemente e in modo semplice i loro workload on-premise

a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud


Milano, 21 marzo 2017 IBM (NYSE: IBM) e Red Hat, Inc. (NYSE: RHT) hanno annunciato una collaborazione strategica intesa ad aiutare le aziende ad ottenere i benefici economici e di velocità della piattaforma OpenStack, estendendo in modo più semplice i propri workload Red Hat, virtuali e cloud, al Private Cloud di IBM.


Come parte di questa nuova collaborazione, IBM è diventata Red Hat Certified Cloud and Service Provider, offrendo così ai clienti una fiducia ancora maggiore di poter usare Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud, nel momento in cui l’offerta sarà generalmente disponibile alla fine di marzo 2017.


Inoltre, sempre nell’ambito dell’accordo, Red Hat Cloud Access sarà disponibile per IBM Cloud entro la fine di Q2 2017, permettendo ai clienti Red Hat di trasferire eventuali sottoscrizioni Red Hat Enterprise Linux non utilizzate dal proprio data center a un ambiente cloud pubblico e virtuale presso i Cloud Data Center di IBM in tutto il mondo. In questo modo, le aziende possono proteggere ed estendere gli investimenti effettuati sul software Red Hat, accedendo all’efficienza e alla portata globale di IBM Cloud.


“La nostra collaborazione con IBM punta ad aiutare le realtà enterprise ad adottare il cloud ibrido in modo semplice e veloce”, spiega Radhesh Balakrishnan, General Manager of OpenStack di Red Hat. “Ora, i clienti che non dispongono di competenze interne sufficienti a gestire un’infrastruttura OpenStack possono accedere con fiducia a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud.”


Cloudsoft, azienda leader nella gestione di applicazioni per l’hybrid cloud, sta già utilizzando questo servizio in beta ed ha implementato i suoi workload Red Hat Enterprise Linux su IBM Private Cloud.


“Implementare la nostra Cloudsoft Application Management Platform (AMP) su IBM Bluemix Private Cloud con Red Hat è stato praticamente immediato per noi”, racconta Duncan Johnston-Watt. CEO di Cloudsoft Corporation. “Stiamo già ottenendo i vantaggi di costo ed efficienza tipici del cloud pubblico con le caratteristiche aggiuntive di sicurezza, controllo e prestazioni di un avanzato ambiente di cloud privato.”


Tra gli altri importanti vantaggi che le aziende clienti possono attendersi da questa offerta comune:

  • IBM e Red Hat forniranno l’infrastruttura cloud ibrida che aiuterà i clienti ad operare le loro applicazioni cloud in modo più efficiente tramite API di OpenStack.

  • I clienti avranno la possibilità di erogare più velocemente l’infrastruttura cloud e, tramite Red Hat Cloud Access, migrare workload e sottoscrizioni Red Hat esistenti su IBM Cloud, oppure utilizzare il software e l’infrastruttura in modalità pay-as-you-go.

  • La aziende possono avere una portata più estesa, abbinata alla capacità di partire localmente e poi scalare globalmente, con le funzionalità cloud, e di rispettare in modo più semplice normative legate alla collocazione dei dati e di altra tipologia.


IBM e Red Hat prevedono di commercializzare in modo congiunto questa nuova offerta per installazioni private cloud, comprese migrazione di workload, disaster recovery, estensione di capacità e consolidamento del data center.



“Una strategia cloud-first è diventata la normalità per una gran parte di nostri clienti enterprise che sfruttano IBM Cloud come elemento fondamentale per la loro digital transformation”, aggiunge Zane Adams, vice president di IBM Cloud. “La collaborazione strategica tra IBM e Red Hat intende aiutare i clienti ad adottare più semplicemente software cloud OpenStack e prodotti open source, proteggendo gli investimenti già effettuati e creando nuove opportunità di business.”

 

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Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT

Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT
Red Hat OpenShift Container Platform consente alle FFS di migliorare l’esperienza di viaggio degli utenti, accelerare la realizzazione di nuove applicazioni e ridurre i costi 

Milano, 30 gennaio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia che le Ferrovie Federali Svizzere (FFS), principale operatore ferroviario della Svizzera, hanno implementato Red Hat OpenShift Container Platform come elemento fondamentale del loro programma di modernizzazione dell’IT. Grazie a Red Hat OpenShift Container Platform, le FFS hanno creato una piattaforma scalabile e più agile per lo sviluppo applicativo, e sono in grado di erogare nuovi servizi, tra cui un’applicazione mobile aggiornata, per servire meglio i milioni di passeggeri che ogni anno scelgono di viaggiare con le FFS.

Fondate nel 1902, le FFS non sono solamente la principale azienda di viaggi e trasporti della Svizzera, ma anche uno dei principali datori del lavoro del Paese. Le attività delle FFS si articolano su quattro divisioni operative – viaggiatori, merci, infrastrutture e immobili. Nel corso del 2015, la rete delle FFS composta da quasi 10.500 treni ha trasportato oltre 50 milioni di tonnellate di merci e più di 440 milioni di passeggeri tra 794 stazioni.

Non solo le FFS offrono treni e prestazioni moderne, ma anche altri servizi e sistemi IT in grado di rispondere alle aspettative in continua evoluzione da parte dei clienti. Nonostante questo, i loro sistemi IT tradizionali stavano incontrando difficoltà nel sostenere il ritmo dell’innovazione nel settore, e limitavano le capacità delle FFS di lanciare e modificare nuovi servizi in modo tempestivo, sulla base delle necessità dei clienti. Per le FFS il potenziale dei servizi digitali e della mobilità era chiaro, come erano evidenti le aspettative di nuove applicazioni da parte dei passeggeri, cosa che ha spinto l’azienda ad avviare un progetto per migliorare lo sviluppo applicativo attraverso una piattaforma agile e moderna che non mettesse a rischio stabilità, velocità, flessibilità, performance, sostenibilità economica e capacità di innovazione del sistema – tutti fattori fondamentali per le FFS.

Quando le FFS hanno avviato il loro programma di modernizzazione dell’IT, intendevano implementare una piattaforma IT moderna e flessibile, che potesse mettere l’azienda nella posizione di beneficiare delle opportunità prospettate dalla digitalizzazione e aiutarla a rispondere meglio alle aspettative crescenti dei clienti in queste aree. L’esperienza passata delle FFS nell’utilizzo di soluzioni open source di livello enterprise ha portato alla convinzione che un’architettura open source e basata su container sarebbe stata in grado di soddisfare questi requisiti. Le architetture container-based offrono flessibilità superiore rispetto alle tradizionali infrastrutture monolitiche, perché le applicazioni sono collocate all’interno di container con le sole componenti di sistema operativo necessarie. Questo migliora flessibilità e portabilità all’interno delle architetture e consente anche una maggiore scalabilità man mano che le necessità di business evolvono. Riconoscendo i vantaggi che avrebbe offerto, le FFS hanno scelto Red Hat OpenShift Container Platform come base della loro moderna piattaforma IT.

Red Hat OpenShift Container Platform è la prima e unica soluzione hybrid cloud incentrata sui container, costruita a partire dai progetti upstream Docker, Kubernetes, Project Atomic e OpenShift Origin, e basata sul backbone affidabile della principale piattaforma Linux al mondo, Red Hat Enterprise Linux. Red Hat OpenShift Container Platform offre una piattaforma più stabile e sicura per implementazioni container-based, senza compromessi rispetto agli attuali investimenti IT, che consente la convivenza tra le tradizionali applicazioni mission-critical e le nuove applicazioni basate su container e cloud-native.

Dopo aver scelto Red Hat OpenShift Container Platform ad autunno 2015, le FFS hanno avviato un primo pilota articolato su 15 progetti a gennaio 2016. Dopo il loro avvio, la popolarità di Red Hat OpenShift Container Platform tra sviluppatori e project manager ha esteso la scala del pilota di oltre tre volte in un breve periodo di tempo. Oggi, sono circa 300 gli utilizzatori di Red Hat OpenShift Container Platform presso le FFS, con oltre 900 container già in servizio e circa 400 implementazioni ogni giorno. La Mobile App di FFS è stata scaricata oltre 7,5 milioni di volte da quando è stata resa disponibile nel 2008, e la sua versione più recente lanciata nel 2016 ha attratto oltre 3 milioni di utenti regolari. L’app, costruita su Red Hat OpenShift Container Platform, permette ai clienti di acquistare biglietti ed accedere a un orario in formato touch, accedere ad informazioni in tempo reale sugli orari di partenza e arrivo, ricevere notifiche e alert in modalità push.

Per le FFS, stabilità e fault tolerance sono tra i vantaggi fondamentali della nuova soluzione. Non solo la nuova piattaforma basata su container ha dato alle FFS la moderna piattaforma IT necessaria che creare nuove offerte digitali, ma ha anche portato benefici tangibili sul modo di lavorare degli sviluppatori in azienda. I team operations e di sviluppo di FFS sono ora in grado di operare in modo indipendente, permettendo all’azienda di acquisire ulteriore agilità e velocità nello sviluppo delle applicazioni. Con Red Hat OpenShift Container Platform, possono apportare modifiche ai singoli elementi del sistema in modalità live, senza nessun impatto sulla stabilità e funzionalità del sistema stesso.

“Abbiamo compreso che il rapido ritmo dell’innovazione nel settore ferroviario non poteva più essere gestito da una struttura IT tradizionale, ma richiedeva una piattaforma flessibile e scalabile, in grado di offrirci opzioni di sviluppo veloce senza dover interrompere l’attività dei sistemi”, spiega Baltisar Oswald, software architect delle Ferrovie Federali Svizzere FFS. “Con la sua architettura basata su container, Red Hat OpenShift Container Platform ci ha messo a disposizione il potenziale di innovazione che ci serviva, oltre alla stabilità operative e a una maggiore efficienza sull’intera infrastruttura. Grazie all’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform, abbiamo ridotto i nostri costi operativi della metà circa.”

“Il progetto realizzato da FFS è una conferma significativa delle alte prestazioni che Red Hat OpenShift Container Platform è in grado di offrire quando viene chiamata a sostituire vecchie piattaforme IT non più in grado di sostenere requisiti moderni”, aggiunge Ashesh Badani, vice president and general manager OpenShift di Red Hat. “Con il ritmo incredibile di innovazione intrinseco nell’open source, l’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform offre agli utenti maggiore fiducia che le loro soluzioni possano rispondere alle necessità non solo attuali, ma anche in ottica futura. Ed è un piacere accompagnare FFS nel loro percorso verso questa nuova economia applicativa.”

 

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La più recente versione di Red Hat CloudForms migliora la gestione dell’Open Hybrid Cloud su aree geografiche e settori differenti


La più recente versione di Red Hat CloudForms migliora la gestione dell’Open Hybrid Cloud su aree geografiche e settori differenti
Centinaia di grandi aziende fanno già uso di Red Hat CloudForms per gestione e provisioning dei propri ambienti IT, on-premise e basati su cloud pubblico

Milano, 10 gennaio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat CloudForms 4.2, più recente versione della sua apprezzata soluzione di open hybrid cloud management. I team di IT operations si trovano spesso ad affrontare processi lenti e manuali per l’erogazione di servizi internamente, cosa che costa tempo, denaro e competitività. Per risolvere questo problema, i team IT possono fare uso di Red Hat CloudForms per migliorare l’erogazione dei servizi, consentendo ai team stessi di concentrarsi su questioni più critiche e legate al business.

Basato sul progetto open source ManageIQ, Red Hat CloudForms offre un’avanzata piattaforma open source per la gestione di ambienti IT fisici, virtuali e cloud, compresi i container Linux. CloudForms aiuta le organizzazioni IT a offrire servizi modulari attraverso un portale self-service, gestendo l’intero ciclo di vita del servizio, dal suo iniziale provisioning fino al ritiro. Può anche definire e applicare avanzate policy di compliance per ambienti IT nuovi e già esistenti, permettendo così agli operatori di ottimizzare i costi di uno specifico ambiente o sistema.

Red Hat CloudForms 4.2
Red Hat CloudForms 4.2 porta una serie di miglioramenti alle piattaforme basate su public cloud, private cloud e container, migliorando metriche ed eventi per Microsoft Azure e Google Cloud Platform, e aggiungendo un’immagine Amazon EC2, permettendo così ai clienti di operare CloudForms all’interno di Amazon Web Services (AWS). La nuova versione aggiorna anche le funzionalità OpenStack, migliorando il tenant management e introducendo lor storage management per i servizi object e block storage di OpenStack, Swift e Cinder. Infine, CloudForms 4.2 migliora le capacità di chargeback per i container che operano su Red Hat OpenShift Container Platform.

“Non esiste più un ambiente IT universale, perché la gran parte delle organizzazioni cerca di sfruttare le migliori caratteristiche offerte dalle tecnologie fisiche, virtuali e cloud”, spiega Joe Fitzgerald, vice president Management di Red Hat. “Abbinati ai container Linux, la gestione di singoli aspetti di questi ambienti ibridi può portare downtime o rallentamenti. Red Hat CloudForms offre una piattaforma di gestione aperta e flessibile, in grado di supervisionare queste risorse differenti, e ci consente di aiutare le aziende globali a farne uso per gestire le complessità crescenti dei loro ambienti.”

Le aziende globali vanno verso la gestione dell’hybrid cloud
Se gli ambienti enterprise IT diventano sempre più complessi, con l’aggiunta graduale di ambienti fisici, virtuali e cloud-based assieme a container Linux e microservizi, le soluzioni tradizionali di IT management possono rivelarsi non più adeguate. La scarsa flessibilità di molte soluzioni proprietarie di gestione può non rispondere più alla richiesta da parte delle grandi organizzazioni di avere servizi cloud-based o comunque cloud-like, cosa che può spingere queste organizzazioni a cercare soluzioni più flessibili e service-agnostic, come Red Hat CloudForms.

Ad oggi, molti clienti Red Hat – fornitori globali di telecomunicazioni e aziende manifatturiere, fino a istituzioni di ricerca e università – hanno implementato Red Hat CloudForms per gestire i loro ambienti IT ibridi. CloudForms ha permesso a queste realtà di ottimizzare tempi e costi, rendendo le loro strutture IT più efficienti e i loro processi IT più reattivi. Costruito a partire da un framework open source flessibile, Red Hat CloudForms può coprire un’ampia varietà di piattaforme infrastrutturali e può essere adattato alle specifiche necessità di un determinato settore o tipologia organizzativa.

Disponibilità
Red Hat CloudForms 4.2 è già disponibile per il download dal Red Hat Customer Portal

 

 

 

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Red Hat migliora scalabilità e usabilità con la più recente versione di OpenStack


Red Hat migliora scalabilità e usabilità con la più recente versione di OpenStack
Basata sulla release ‘Newton’ della comunità, Red Hat OpenStack Platform 10 rinnova l’interfaccia, offre ruoli personalizzabili e supporto di lunga durata

Milano, 16 dicembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità generale di Red Hat OpenStack Platform 10, la sua soluzione cloud IaaS (Infrastructure as a Service) estremamente agile e scalabile. Basata sulla release upstream OpenStack ‘Newton’, Red Hat OpenStack Platform 10 offre nuove funzionalità che migliorano scalabilità, gestione dell’infrastruttura e orchestrazione, potenziando al tempo stesso prestazioni di rete e sicurezza della piattaforma. La soluzione introduce inoltre un nuovo ciclo di vita software, con il supporto opzionale fino a 5 anni.

Sono già centinaia i clienti che si affidano a Red Hat OpenStack Platform per i loro cloud ibridi e privati quali BBVA; Cambridge University; FICO; NASA’s Jet Propulsion Laboratory; Paddy Power Betfair; Produban; Swisscom; UKCloud; e Verizon, e svariati i partner certificati che la supportano tra cui Cisco, Dell EMC, Fujitsu, Intel, Lenovo, Rackspace, e NetApp per il businesses enterprise, e Ericsson, Nokia, NEC, Huawei, Cisco e altro per il settore delle telecomunicazioni. 

Red Hat OpenStack Platform 10 rappresenta una piattaforma cloud affidabile basata su Red Hat Enterprise Linux che offre l’agilità necessaria per scalare soddisfare rapidamente le esigenze dei clienti senza compromettere disponibilità, prestazioni o sicurezza. Compresa nella soluzione c’è Red Hat CloudForms, una piattaforma di gestione e monitoraggio hybrid cloud per controllare non solo i componenti dell’infrastruttura OpenStack, ma anche i carichi di lavoro che girano su un determinato cloud OpenStack. Inoltre, 64TB di storage sono resi disponibili con Red Hat Ceph Storage, permettendo agli utenti di valutare al meglio la scalabilità della nota soluzione Ceph in ambienti OpenStack.

I miglioramenti a Red Hat OpenStack Platform 10 sono: 
  • un’esperienza utente semplificata permessa da un’interfaccia grafica più semplice da usare che facilita installazione e gestione. Pensata per la produzione, la GUI Red Hat OpenStack Platform Director offre svariate funzionalità quali gli aggiornamenti automatici (compreso Ceph), la configurazione di rete avanzata, alta disponibilità, e la possibilità di implementare il file sharing attraverso il servizio Manila, avvalendosi dei driver integrati disponibili da NetApp e Red Hat Ceph Storage. 
  • Maggiore flessibilità per una migliore scalabilità grazie ai servizi e ai ruoli amministrativi personalizzabili con Red Hat OpenStack Platform Director. Gli operatori del cloud possono oggi controllare i loro ambienti OpenStack a livello più granulare personalizzando i servizi OpenStack al fine che scalino in maniera indipendente, soddisfacendo così i requisiti workload di ogni azienda. 
  • Una maggiore data assurance attraverso nuovi miglioramenti alla sicurezza come l’alta disponibilità (HA) per le implementazioni su larga scala. Anche la cifratura object storage e i token di sicurezza effimera potenziano le misure di sicurezza e riducono il rischio di accesso ai dati per furto. 
  • Prestazioni ottimizzate per workload network-intensive grazie al componente data plane developer kit (P^DPDK) di Open vSwitch, mentre la virtualizzazione single-root input/output (SR-IOV) offre una velocità di rete paragonabile a quella bare metal. L’indirizzamento è oggi più flessibile e veloce e i clienti possono scegliere tra routing centralizzato o distribuito. 
  • Un nuovo programma di certificazione hardware “ready-state” basato su OpenStack Ironic. Anche se Red Hat già supporta plug-in certificati per diversi componenti OpenStack il nuovo programma amplierà l’ecosistema di opzioni hardware per la configurazione bare-metal automatizzata. Dell EMC è il primo partner ha essere certificato per Red Hat OpenStack Platform 10. 
Red Hat OpenStack Platform 10 introduce distributed continuous integration (DCI) ai partner chiave quali Dell EMC, NEC e Rackspace. Questo approccio collaborativo al testing può aiutare i partner a prepararsi meglio per le nuove release Red Hat OpenStack Platform e fornire ai clienti maggiore stabilità e soluzioni cloud di qualità testate svariate volte.

Il nuovo ciclo di vita offre fino a 5 anni di supporto
Per aiutare i clienti a ottenere la stabilità di lungo termine richiesta da determinati workload, Red Hat OpenStack Platform 10 introduce un doppio modello di supporto che offre maggiore flessibilità di sottoscrizione per attività mission-critical. Il nuovo modello offre ai clienti la possibilità di standardizzare su una versione ‘Long Life’ della piattaforma OpenStack con tra anni di ciclo di vita e 2 anni aggiuntivi opzionali (ES – Extended Support). I clienti possono inoltre scegliere di focalizzarsi sull’utilizzo di nuove funzionalità installando gli aggiornamenti alla piattaforma ogni sei mesi.

Le versioni Long Life saranno disponibili ogni tre release, a partire da Red Hat OpenStack Platform 10, e comprenderanno un anno di supporto.

“In pochi anni OpenStack è passato dall’essere un’innovazione per proof of concept e test R&D a costituire la base per implementazioni private cloud mission-critical, adottata da centinaia di imprese e numerosi fornitori di telecomunicazioni per le attività in produzione. Red Hat OpenStack Platform 10 offre una piattaforma stabile, affidabile e aperta per implementazioni cloud, fornendo innovazioni quali i servizi e i ruoli componibili, pur mantenendo il nostro impegno per la stabilità, sottolineato dal modello di supporto Long Life”, conferma Radhesh Balakrishnan, general manager OpenStack Red Hat.

 

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Red Hat lancia OpenShift Dedicated su piattaforma Google Cloud


Red Hat lancia OpenShift Dedicated su piattaforma Google Cloud
OpenShift Dedicated combina la solida esperienza enterprise di Red Hat con l’infrastruttura ottimizzata per container, i data analytics e i servizi di machine learning di Google

Milano, 12 dicembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità generale di OpenShift Dedicated su piattaforma Google Cloud. La nuova proposta offre la piattaforma container di Red Hat come servizio gestito per i clienti aziendali che vogliono realizzare, lanciare e gestire le loro applicazioni su OpenShift Dedicated con Google Cloud Platform come infrastruttura cloud sottostante. Gli utenti potranno così velocizzare l’adozione di container, Kubernetes e schemi applicativi cloud-native, traendo vantaggio dalla profonda esperienza enterprise di Red Hat e dall’infrastruttura globale ottimizzata per i container di Google, potenziando facilmente le loro applicazioni con l’ecosistema di servizi big data, machine learning, compute, network e storage di Google.

Red Hat aveva introdotto OpenShift Dedicated già nel dicembre 2015 per aiutare i clienti che desideravano accelerare l’adozione di container e applicazioni native cloud, spostando però il focus dalle attività di gestione e amministrazione allo sviluppo e all’implementazione applicativa. Con OpenShift Dedicated, Red Hat funge da service provider, gestendo il servizio, offrendo supporto di livello elevato, riducendo il time to value e liberando tempo e risorse dei clienti.

“Con OpenShift Dedicated, OpenShift opera come layer di astrazione in grado di operare su più cloud differenti”, commenta Ashesh Badani, vice president e general manager OpenShift in Red Hat. Espandendo OpenShift Dedicated ad includere la piattaforma Google Cloud, le app dei nostri clienti che operano su OpenShift Dedicated possono sfruttare anche i servizi Google Cloud, rendendo ancor più concreto il nostro progetto di una piattaforma realmente portabile tra le tante e diverse piattaforme cloud e infrastrutturali.” 

“I clienti ci dicono costantemente che sono alla ricerca di soluzioni aperte che li mettano in grado di utilizzare infrastrutture pubbliche e private; vogliono libertà di scelta”, aggiunge Nan Boden, head of Technology Partners di Google Cloud. “Red Hat si è rivelata un partner fondamentale nel rendere Kubernetes disponibile alle aziende che cercavano il supporto e la flessibilità nella gestione di un cloud ibrido, ed è a partner del genere che rivogliamo il nostro continuo impegno teso ad aiutare i clienti ad operare in un mondo digitale.”

OpenShift Dedicated si basa sullo stesso codice di Red Hat OpenShift Container Platform – piattaforma di livello enterprise, che può essere gestita direttamente dal cliente - permettendo agli utenti di spostare facilmente workload tra cloud pubblici e privati. Per aiutare i clienti a utilizzare al meglio i container, OpenShift Dedicated – assieme al resto dell’offerta OpenShift - offre una piattaforma più sicura basata su Red Hat Enterprise Linux, la nota ed apprezzata piattaforma Linux enterprise di Red Hat. 

OpenShift Dedicated su Google Cloud Platform offre: 
  • Isolamento single-tenant di un pool di risorse di storage persistente basato su SSD di 100GB, 48TB di iops di rete e 9 nodi per implementare applicazioni container. 
  • Controlli amministrativi e di sicurezza, abilitando i clienti a personalizzare e accedere ai loro ambienti cloud con funzionalità VPN e Google Virtual Private Cloud (VPC). 
  • Accesso ai servizi container, all’integrazione e alle capacità di business process di Red Hat JBoss Middleware da applicazioni sviluppare e implementate su OpenShift. 
  • Disponibilità in tutte e cinque le regioni Google. 
  • Integrazione con i servizi Google Cloud tra cui Google PubSub, Big Query e Big Table. 

Oltre a queste funzionalità, Red Hat offre servizi professionali per aiutare i clienti a migrare workload container, adottare processi di DevOps e di delivery continua e realizzare applicazioni basate su micro-servizi con OpenShift Dedicated su Google Cloud Platform. E, con i Red Hat Open Innovation Labs e i workshop Red Hat Consulting, Red Hat permette ai clienti di disegnare una mappa per le iniziative di digital transformation, supportati da un team di consulenti.

Collaborazione upstream Kubernetes: Red Hat + Google
Red Hat è il secondo contributor al progetto open source upstream Kubernetes, collaborando con Google per ottimizzare l’orchestrazione dei container e la gestione dei cluster. Entrambe le aziende stanno lavorando per potenziare scalabilità, disponibilità e multi-tenancy di Kubernetes, alla base di OpenShift. Quest’ultimo offre il livello di affidabilità di Kubernetes e docker container runtime che gli sviluppatori si aspettano, offrendo al contempo maggiore controllo sulla realizzazione e il processo di isolamento per le loro applicazioni. Negli ultimi 4 anni, Red Hat ha ospitato quasi 3 milioni di applicazioni e 4 miliardi di richieste al giorno attraverso le sue piattaforme public cloud OpenShift, OpenShift Dedicated e OpenShift Online.

Valore di business di OpenShift
Un recente studio di IDC sul valore di OpenShift, commissionato da Red Hat, conferma che la piattaforma permette di rispondere in maniera più tempestiva ai requisiti di mercato fornendo più rapidamente applicazioni business-critical basate su microservizi con processi DevOps. Questi vantaggi comprendono un miglioramento del 66% nei tempi di delivery, benefici economici pari a 1,29 milioni di dollari per 100 sviluppatori di applicazioni e un ROI medio del 531% su cinque anni. Con OpenShift Dedicated, i clienti possono beneficiare di tutto ciò con un servizio gestito basato su cloud, operato da Red Hat su Google Cloud Platform.