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Come trasformare GNOME Shell in Windows 10

Chi mi segue sa che non amo particolarmente GNOME Shell nudo e crudo perché lo trovo abbastanza scomodo da utilizzare pcr chi come me è è abituato al punta e clicca e odia dover utilizzare le scorciatoie da tastiera, motivo per il quale quando mi trovo a usare GNOME Shell lo riempio sempre di estensioni per renderlo più usabile. 
In questi giorni ho deciso di metter su Ubuntu 18.04 (attualmente in sviluppo) e di dedicarmi alla personalizzazione della sessione GNOME Shell di Ubuntu ed è questo il risultato a cui sono giunto:


Vi piace? Se si sedetevi comodi che vi spiego rapidamente come ho fatto a rendere GNOME Shell così.

Prerequisiti

Il primo prerequisito è ovviamente l'aver installato GNOME Shell. Se avete una qualsiasi distro diversa da Ubuntu 17.10 e superiori il problema non si pone, se avete installato la distro con GNOME avrete già GNOME Shell bello e pronto. Se invece siete su Ubuntu 17.10 e successive dovete aver installato GNOME Shell vanilla così come vi ho spiegato in questo mio vecchio articolo.

Altra cosa fondamentale è l'aver installato il pacchetto chrome-gnome-shell che vi consente di poter installare e abilitare le estensioni per GNOME Shell prelevate dal sito GNOME Shell Extensions. Se siete su Ubuntu potete fare riferimento al mio articolo Ubuntu 17.10: Installare estensioni da GNOME Shell Extensions dove vi spiego come installare il pacchetto su Ubuntu. Per tutte le altre distro fate riferimento alla documentazione ufficiale che trovate a questo indirizzo.

Infine dovrete aver installato il programma gnome-tweak-tool che ci consente di personalizzare le impostazioni di GNOME Shell, dei temi e gestire le estensioni. Se siete su Ubuntu 17.10 e successivi per installarlo vi basterà dare da terminale

sudo apt install gnome-tweak-tool


Le estensioni da installare

Bene. ora che abbiamo tutto pronto non ci resta che installare le estensioni per personalizzare il look di GNOME Shell che andremo a scaricare direttamente dal sito GNOME Shell Extensions. Le estensioni che vi consiglio di attivare sono:
  • User Themes - questa estensione ci consentirà di utilizzare i temi per GNOME Shell che noi andremo a mettere nella nostra directory home. Personalmente ho preferito utilizzare il tema classico di GNOME Shell ma, nel caso vogliate utilizzare altri temi da voi scaricati questa estensione è d'obbligo.
  • Dash to Panel - questa è l'estensione che ci consente di fare il 90% della trasformazione. Grazie a Dash to Panel sarà possibile abilitare il pannello inferiore stile Windows. Più avanti vedremo come ritoccarlo e attivare alcune feature aggiuntive
  • TopIcons Plus - questa utilissima estensione vi consentirà di abilitare gli indicatori nel pannello inferiore di Dash to Panel in modo da poter avere una tray di sistema con tutte le applicazioni che ne fanno uso come Telegram, Transmission, Skype etc.
  • Arc Menu - questa estensione completa l'opera aggiungendo a GNOME Shell un menu applicazioni di tipo tradizionale con le nostre applicazioni divise per categoria e alcune scorciatoie utili.

Come ho configurato le estensioni

Passiamo ora alla fase di personalizzazione che ho potuto compiere grazie a GNOME Tweak Tool. 
Una delle prime personalizzazioni che ho fatto è stata quella di abilitare tutti i pulsanti nella barra del titolo in modo da poter riavere il massimizza e il minimizza.
Andiamo su Finestre e poi Pulsanti barra del titolo. Qui Abilitiamo Massimizzare e Minimizzare.
GNOME Tweak Tool - gestione finestre

Bene. Passiamo ora alle estensioni appena installate. Andiamo su Estensioni.
Iniziamo con Dash to Panel che ho personalizzato come segue:

Le impostazioni di Dash to panel

In pratica ho disattivato Show Applications icon in quanto andremo ad utilizzare Arc Menu per emulare il menu applicazioni. Ho altresì abilitato Show Desktop button che vi aggiunge in basso a destra un pulsante per mostrare il desktop similmente a quanto accade su Windows 10.

Passando a TopIcons Plus ho lasciato i parametri di default di animazioni, contrasto etc e di allineamento su Centro in modo tale da avere le icone di stato delle varie applicazioni direttamente alla sinistra dell'ora.
Le impostazioni di TopIcons Plus

Infine passiamo ad Arc Menu.

Le impostazioni di Arc Menu

Qui ho impostato la scorciatoia da tastiera con il tasto super sinistro ovvero il tasto Windows. Così facendo, al premere del tasto Windows si aprirà Arc Menu. Come potete vedere è presente anche la voce disabilita hot corner che va a disattivare, se spuntata, la l'hotcorner presente nell'angolo alto sinistro su GNOME che apre la visuale con le varie finestre aperte. Ho preferito mantenerla attiva.
Su Aspetto, Scegli un'icona per il pulsante, è possibile modificare l'icona del lanciatore di Arc Menu. Io ho lasciato le impostazioni di default ma voi, se volete, potete mettere una icona personalizzata.

 

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Come ho Plasmato il mio KDE

In questo pigro sabato prima dell’Escalade, vi voglio presentare la mia attuale configurazione di KDE Plasma, dato che per una volta tanto ne sono abbastanza soddisfatto. È un po’ complicata da ricreare, quindi merita una guida.

Scusate lo screenshot largo, ho due monitor

Se ci pensate è lo stesso approccio dell’ormai defunto Unity, che a me non dispiaceva, scelte tecniche a parte.
Dato che sono un fanboy di KDE invece, ho riprodotto un setup simile usando il mio caro Plasma desktop. Un ringraziamento va a u/kingman1234 che ha postato l’idea su reddit.

Per iniziare il setup richiede un paio di plasmoidi e pacchetti non installati di default sulla maggior parte delle distribuzioni:
  • L’ottima Latte Dock per il pannello 
  • Active Window Control per i tasti di controllo delle finestre massimizzate 
  • Kvantum per il tema Qt5 e Qt4 
  • Adapta per il tema GTK 
  • Adapta-KDE per il tema Plasma 
  • Opzionalmente, il tema di icone Papirus
Sulla mia distribuzione (Archlinux o Manjaro) tutti questi pacchetti sono disponibili su AUR (uno l’ho creato addirittura io) se non sono nei repo, su altre distro non dovrebbe essere troppo difficile trovarli.

Il pannello laterale è un tipico pannello di Latte Dock. Potete configurarlo come preferite, con o senza auto hide, mettendoci i plasmoidi che preferite. Una opzione che consiglio di attivare è “Reverse position for lines and dots”, perché altrimenti il menu non si apre se cliccate nell’angolo in alto a sinistra (c’è qualche pixel di margine), che è una cosa odiosa.

Per le decorazioni, la cosa è notevolmente più complessa. Idealmente la soluzione che preferirei sarebbe usare l’opzione nativa di plasma per avere una menubar in alto, includendo Active Window Control sullo stesso pannello. Questo setup funziona bene con applicazioni Qt e Chrome, ma è una tragedia con tutte le applicazioni GTK (grazie mille, Gnome!) che non supportano i global menu. L’idea è quindi di creare una configurazione simile, ma senza usare una menubar. Almeno ufficialmente.
In alto a destra, su ogni monitor, ho creato un’altra istanza di Latte Dock, che occupa meno della larghezza dello schermo. Non è importante essere precisi sulla larghezza, tanto il plasmoide che inseriremo avrà la propria regolazione. È importante invece che l’altezza sia più o meno quella della decorazione delle finestre, meglio se un po’ meno. Il pannello va impostato con “Windows can go below” e con questi tweaks:



Tolti tutti gli applet dal pannello, va aggiunta una singola istanza di Active Window Control con queste opzioni:


La larghezza del plasmoide e la dimensione dei tasti può essere configurata a piacimento, ma se usate Chrome vorrete renderla larga quanto il tasto per il cambio utente, in modo da coprirlo perfettamente.
Cosa si ottiene con questo? In pratica le finestre massimizzate perdono la loro decorazione e il plasmoide contenente i tasti di controllo appare solo per loro. Praticamente si crea una finta menubar, solo per le finestre massimizzate:



In mancanza di una finestra massimizzata, il pannello sarà completamente trasparente.

Per rendere il tutto più invisibile possibile, uniformiamo i temi per fare in modo da rendere lo sfondo del pannello dello stesso colore della barra dei menu. Per farlo possiamo impostare i temi in questo modo:
Kvantum deve essere configurato attraverso la sua apposita utility “Kvantum Manager”, da lì si può selezionare il tema KvAdapta. Come decorazione ho lasciato Breeze, ma ho tolto i bordi delle finestre per evitare qualche glitch grafico.
Personalmente non uso firefox, ma è possibile configurarlo per lasciare lo spazio per i tasti in alto a destra usando un css custom, che potete trovare qui: https://gist.github.com/kennethso168/ec921920540f903a26daf5c04159df41

Ovviamente questa soluzione non è perfetta. Il pannello non è completamente invisibile se c’è una finestra massimizzata in background e un’altra finestra nell’angolo in alto a destra. Inoltre ci sarà sempre qualche applicazione che non rispetta i temi di sistema o non ha una menubar, per cui se massimizzata i tasti non si integreranno alla perfezione dal punto di vista visivo.

Sto parlando di te, Steam


Tutto sommato però questi casi sono estremamente rari, almeno per le applicazioni che utilizzo io.
Fatemi sapere se vi piace, e se avete problemi nel replicare il setup.
Alla prossima e happy ricing!

 

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SalentOS 2.0 Nerìton rilasciato

SalentOS 2.0 Nerìton

Il team di SalentOS ha annunciato il rilascio di SalentOS 2.0 nome in codice Nerìton.
Per chi non la conoscesse SalentOS è basata su Debian Stable (Stretch) e fa uso di Openbox come window manager. Ma vediamo quali sono le novità di questo rilascio:

  • Base Debian Stretch (Stable)
  • Kernel alla versione 4.9.0-4
  • Compatibilità con il nuovo standard UEFI – no secure boot
  • Aggiornati ed ottimizzati tutti i tool di gestione del sistema (Styler, Yanima)
  • Introdotta la Dockbar (tint2)
  • Nuovo sistema di verifica wallpapers online
  • Ottimizzato il wizard di prima installazione
  • Ottimizzati gli effetti grafici (compton config)
  • Aggiornati tutti i pacchetti principali alle ultime versioni stabili
  • Bugfixes minori

Potete scaricare SalentOS a questo indirizzo.

 

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Linux Mint: Approvate le Beta di Linux Mint 18.3 Xfce e Linux Mint 18.3 KDE

Clement Lefebvre ha dato il via libera al rilascio delle Beta Release di Linux Mint 18.3 Xfce e Linux Mint 18.3 KDE.

Entrambe le edizioni portano con se le novità che abbiamo avuto modo di apprezzare sulle edizioni principali con Cinnamon e MATE ovvero:

  • Timeshift che si affianca a mintBackup
  • Nuovo tool per la gestione dei report di sistema in caso di crash
  • Xed, l'editor di testo, ora offre la funzionalità minimap
  • La barra degli strumenti di Xreader (il lettore PDF) è stata migliorata. I pulsanti della cronologia sono stati sostituiti dai pulsanti di navigazione (la cronologia può sempre essere visualizzata tramite il menu). Aggiunto ai pulsanti di zoom un terzo per resettare il livello di zoom al fine di rendere coerente Xreader con le altre Xapp. Xreader ottiene inoltre il supporto per rilevare le dimensioni dello schermo, in modo che lo zoom del 100% significa che quello che vedi sullo schermo è esattamente la dimensione del documento che avrebbe sulla carta.
  • In Xplayer, il lettore multimediale, la finestra a schermo intero è stata migliorata per sembrare più pulita e per essere più coerente con la modalità finestra del lettore.
  • Miglioramenti nelle impostazioni di personalizzazione della schermata di login
  • Redshift installato per default
  • PIA Manager non richiede più la password di root per essere eseguito
  • Miglioramenti nel Software Manager che ora ha una nuova user interface e risulta più leggero e veloce
  • Supporto Flatpak

Linux Mint 18.3 Xfce beta release

La versione Beta di Linux Mint 18.3 Xfce porta inoltre alcuni miglioramenti in Xfce come:

  • un aspetto migliore delle notifiche che ora sono inoltre maggiormente personalizzabili rispetto al passato con miglioramento dei temi con supporto alle icone simboliche
  • la possibilità di impostare le notifiche su "Non disturbare" in modo da evitare il mostrarsi delle notifiche
  • la possibilità di ignorare le notifiche di specifiche applicazioni e di avere un log con le notifiche perse
  • il task manager è ora in grado di identificare le finestre facendo click su di esse
  • il terminale è stato aggiornato alla versione 0.8.0 e ha ricevuto nuove funzionalità

La versione di Xfce è la 4.12 e il kernel linux 4.10

Linux Mint 18.3 KDE beta release

La versione Beta di Linux Mint 18.3 KDE, che sarà l'ultima versione di Linux Mint ad essere rilasciata con KDE, porta soltanto l'ultima minor release di KDE Plasma 5.8.

Per maggiori informazioni su questo rilascio e per scaricare le ISO vi rimando ai rispettivi post sul blog ufficiale di Linux Mint:

 

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Rilasciato deepin 15.5: supporto HiDPI, ai sensori di impronte digitali e a Flatpak



Il team di deepin ha annunciato la disponibilità di deepin 15.5. Questa nuova release di deepin porta alcune interessanti novità che ne migliorano l'usabilità e l'arricchiscono di nuove feature.

Supporto HiDPI


La prima novità di deepin 15.5 è l'arrivo del supporto all'HiDPI con l'identificazione automatica della risoluzione appropriata al nostro schermo. L’interfaccia utente, i fonts e le icone sono ora visivamente più chiare ed armoniose.

Deepin Clone



Deepin Clone è preinstallato, così che tu possa clonare, backuppare e ripristinare sia l’intero disco che le partizioni. I backup di Sistema periodici aiutano a prevenire la perdita di dati. Se non riesci ad entrare nel Sistema per qualche ragione, potrai entrare nella Recovery ed avviare l’interfaccia di riparazione del boot, della partizion, formattare e così via. Nel frattempo, puoi anche backuppare e ripristinare il disco o le partizioni, sempre con l’ausilio della Deepin Recovery.

Wi-Fi Hotspot


Se avete una scheda di rete compatibile potrete utilizzare il computer come un router Wireless condividendo come hotspot la rete ad altri computer o dispositivi mobili con supporto al Wi-Fi SSID, password di sicurezza ed altre funzionalità.

Rilevamento impronta digitale, riconoscimento di gesture multiple


E’ stato aggiunto il supporto ai dispositivi di lettura impronta digitale. Lo sblocco tramite impronta digitale è utilizzato al login e nella lock screen, con un prompt apposito, come anche nel Terminale richiamando l’utenza di Amministratore (sudo) ed altre operatività, senza necessità di inserire la password da tastiera. Le gesture del touchpad sono state migliorate per un riconoscimento migliore.

Dispositivi d’impronta digitale supportati: https://www.freedesktop.org/wiki/Software/fprint/libfprint/Supported_devices/

Aggiustamento automatico della temperatura colore del monitor


Mediante geolocalizzazione è possibile settare l’aggiustamento automatico della temperatura dei colori del monitor, in modo semplice ed accurato, evitando l’affaticamento visivo e proteggendo gli occhi.

Applicazioni deepin


Non manca ovviamente il consueto lavoro di bugfix delle applicazioni sviluppate dal team di deepin come Deepin File Manager, Deepin Image Viewer, Deepin Screenshot, Deepin Screen Recorder, Deepin Terminal e Deepin Movie. Arrivano inoltre le nuove applicazioni Deepin Clone e Deepin Picker.


Ma siccome un video vale più di mille parole vi lascio la video presentazione di deepin 15.5 dove potrete apprezzare tutte le novità di questa release



Potete scaricare deepin 15.5 a 64bit a questo indirizzo (MD5 checksum)

Download alternativi per utenza internazionale (in sincronizzazione):

Baidu Yun, Sourceforge, MEGA, Google Drive, Community ISO Repository

Gli utenti Deepin 15.4.1 possono aggiornare all'ultima versione andando nel Control Center su Informazioni sul sistema.

 

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Comune di Roma: 4000 postazioni migrate a LibreOffice fino ad oggi

Buone notizie per tutti gli amanti del software libero e open source che aspirano a vederlo sempre più diffuso nella Pubblica Amministrazione Italiana.
Come ben saprete il Comune di Roma ha avviato da un anno un piano di studio e migrazione verso il software libero e open source.
In quest'ottica rientra anche la migrazione verso soluzioni office libere. Nell'ultimo domande e risposte pubblicato su Facebook dell'Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano scopriamo che fino ad ora sono state migrare circa 4000 postazioni a LibreOffice. Un ottimo risultato che speriamo si estenda e si consolidi sempre più.
Trovate il video in descrizione

 

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Riflessione serale sul look di Linux Mint...

Non so voi ma io ogni volta che installo Linux Mint perdo un sacco di tempo nel tentativo (spesso vano) di personalizzarne l'aspetto della distro cercando di trovare un tema di icone "neutro", un buon tema gtk e un buon tema per Cinnamon.
Mint X, il tema di default di Linux Mint

Quando dico tema di icone neutro mi riferisco a quei temi di icone che non vanno a mascherare le icone dei vari programmi. A mio avviso i set di icone di default delle distro devono personalizzare solo cartelle e applicativi personalizzati per una questione di rispetto nei confronti degli sviluppatori dei vari programmi che investono tempo e risorse per avere un proprio brand, un look che rende i loro programmi subito riconoscibili.

Mint Y, quello che dovrebbe essere il restyling di Linux Mint

Non so come fanno in Linux Mint a non curare minimamente questo aspetto. I temi di default mascherano pesantemente le icone dei vari programmi. Veramente c'è qualcuno a cui piacciono questi temi?

PS: io questa sera ho trovato il mio equilibrio con questa combinazione. Come tema di icone ho utilizzato le icone Adwaita 3.26 che sono le uniche che sono decenti che sono riuscito a trovare.
Tema GTK è Adapta mentre il tema Cinnamon è Adapta-Nokto. Il wallpaper è questo

Il mio tentativo di rendere il tutto più carino


PPS: e comunque ancora non sono convinto del risultato finale
PPPS: vengo da un tour su elementary, li si che sanno come fare i set di icone e personalizzare il look globale della distro (scrollbar a parte) ma questa è un'altra storia...

 

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Come aggiornare a Linux Mint 18.3

Stamane è stato ufficialmente annunciato il rilascio delle ISO di Linux Mint 18.3 utili per chi installa per la prima volta Linux Mint.
Per gli utenti che provengono da Linux Mint 18.2 (o release 18.x precedenti) è comunque possibile aggiornare il sistema fin da subito grazie al Gestore Aggiornamenti.
Vediamo come fare.


Creare uno snapshot con Timeshift

Uno dei programmi che troviamo preinstallati su Linux Mint 18.3 è Timeshift, un programma che ci consente di creare degli snapshot di sistema da poter usare per ripristinare il nostro computer in caso di problemi.
Siccome la prudenza non è mai troppa il team di Linux Mint consiglia di usarlo anche su Linux Mint 18.2 prima dell'aggiornamento a Linux Mint 18.3. Per farlo da terminale diamo

sudo apt update && sudo apt install timeshift


Una volta installato Timeshift non ci resta che avviarlo e seguire le istruzioni a video per poter creare il nostro snapshot prima dell'upgrade.


Preparare il sistema per l'upgrade

Prima di procedere all'upgrade disattivate il Salvaschermo dalle impostazioni di sistema.
Altra cosa fondamentale è, se avete installato appletes, desklets, estensioni e temi per Cinnamon verificate la presenza di aggiornamenti degli stessi dalle impostazioni di sistema.


Aggiornare a Linux Mint 18.3

Bene, dopo aver fatto i suddetti passaggi possiamo passare alla fase di aggiornamento vero e proprio. Avviate il Gestore Aggiornamenti, cliccate su Menu e poi Cerca Aggiornamenti (potete farlo anche dal tasto presente nella schermata principale del Gestore Aggiornamenti.

Cliccate ora su Modifica e selezionate la voce Aggiorna a "Linux Mint 18.3 Sylvia" (gli screen sono in inglese perché ho utilizzato quelli del sito di Linux Mint visto che io ho reinstallato perché provenivo da una distro diversa)


A questo punto non ci resta che seguire le istruzioni a schermo e attendere il completamento della procedura di upgrade


Durante l'aggiornamento vi dovrebbe chiedere di mantenere o sostituire i file di configurazione. Voi scegliete di sostituirli.

Al termine dell'aggiornamento riavviate il computer e gustatevi Linux Mint 18.3


Info aggiuntive

Sebbene Linux Mint 18.3 abbia un kernel più recente la procedura di upgrade non cambierà in automatico la versione del kernel precedentemente installata. Starà a voi aggiornare o meno il kernel dal Gestore Aggiornamenti.
La stessa cosa accade per la scelta del display manager e della selezione di software preinstallato. Le applicazioni da voi installate non verranno rimosse così come non verranno aggiunte applicazioni aggiuntive.
Nel caso vogliate provare le nuove applicazioni che vengono preinstallate con Linux Mint 18.3 come Redshift e mintreport potrete installarle manualmente da terminale dando

sudo apt install redshift-gtk

e

sudo apt install mintreport

Se stai utilizzando Cinnamon o MATE e l'upgrade non è ancora disponibile controlla di aver installate le ultime versioni di mintupdate e mint-upgrade-info. Se le versioni più recenti dei tool di aggiornamento non sono installate cambiare mirror e passate a quello principale di Linux Mint.