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IBM e Red Hat collaborano per accelerare l’adozione del cloud ibrido con OpenStack


IBM e Red Hat collaborano per accelerare l’adozione del cloud ibrido con OpenStack


Le aziende clienti potranno estendere velocemente e in modo semplice i loro workload on-premise

a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud


Milano, 21 marzo 2017 IBM (NYSE: IBM) e Red Hat, Inc. (NYSE: RHT) hanno annunciato una collaborazione strategica intesa ad aiutare le aziende ad ottenere i benefici economici e di velocità della piattaforma OpenStack, estendendo in modo più semplice i propri workload Red Hat, virtuali e cloud, al Private Cloud di IBM.


Come parte di questa nuova collaborazione, IBM è diventata Red Hat Certified Cloud and Service Provider, offrendo così ai clienti una fiducia ancora maggiore di poter usare Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud, nel momento in cui l’offerta sarà generalmente disponibile alla fine di marzo 2017.


Inoltre, sempre nell’ambito dell’accordo, Red Hat Cloud Access sarà disponibile per IBM Cloud entro la fine di Q2 2017, permettendo ai clienti Red Hat di trasferire eventuali sottoscrizioni Red Hat Enterprise Linux non utilizzate dal proprio data center a un ambiente cloud pubblico e virtuale presso i Cloud Data Center di IBM in tutto il mondo. In questo modo, le aziende possono proteggere ed estendere gli investimenti effettuati sul software Red Hat, accedendo all’efficienza e alla portata globale di IBM Cloud.


“La nostra collaborazione con IBM punta ad aiutare le realtà enterprise ad adottare il cloud ibrido in modo semplice e veloce”, spiega Radhesh Balakrishnan, General Manager of OpenStack di Red Hat. “Ora, i clienti che non dispongono di competenze interne sufficienti a gestire un’infrastruttura OpenStack possono accedere con fiducia a Red Hat OpenStack Platform e Red Hat Ceph Storage su IBM Private Cloud.”


Cloudsoft, azienda leader nella gestione di applicazioni per l’hybrid cloud, sta già utilizzando questo servizio in beta ed ha implementato i suoi workload Red Hat Enterprise Linux su IBM Private Cloud.


“Implementare la nostra Cloudsoft Application Management Platform (AMP) su IBM Bluemix Private Cloud con Red Hat è stato praticamente immediato per noi”, racconta Duncan Johnston-Watt. CEO di Cloudsoft Corporation. “Stiamo già ottenendo i vantaggi di costo ed efficienza tipici del cloud pubblico con le caratteristiche aggiuntive di sicurezza, controllo e prestazioni di un avanzato ambiente di cloud privato.”


Tra gli altri importanti vantaggi che le aziende clienti possono attendersi da questa offerta comune:

  • IBM e Red Hat forniranno l’infrastruttura cloud ibrida che aiuterà i clienti ad operare le loro applicazioni cloud in modo più efficiente tramite API di OpenStack.

  • I clienti avranno la possibilità di erogare più velocemente l’infrastruttura cloud e, tramite Red Hat Cloud Access, migrare workload e sottoscrizioni Red Hat esistenti su IBM Cloud, oppure utilizzare il software e l’infrastruttura in modalità pay-as-you-go.

  • La aziende possono avere una portata più estesa, abbinata alla capacità di partire localmente e poi scalare globalmente, con le funzionalità cloud, e di rispettare in modo più semplice normative legate alla collocazione dei dati e di altra tipologia.


IBM e Red Hat prevedono di commercializzare in modo congiunto questa nuova offerta per installazioni private cloud, comprese migrazione di workload, disaster recovery, estensione di capacità e consolidamento del data center.



“Una strategia cloud-first è diventata la normalità per una gran parte di nostri clienti enterprise che sfruttano IBM Cloud come elemento fondamentale per la loro digital transformation”, aggiunge Zane Adams, vice president di IBM Cloud. “La collaborazione strategica tra IBM e Red Hat intende aiutare i clienti ad adottare più semplicemente software cloud OpenStack e prodotti open source, proteggendo gli investimenti già effettuati e creando nuove opportunità di business.”

 

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Enter ospita per la prima volta in Italia l’evento OpenStack Ops Mid-Cycle Meetup

Enter ospita per la prima volta in Italia l’evento OpenStack Ops Mid-Cycle Meetup


Si terrà a Milano il 15-16 marzo, negli spazi di coworking Login di Enter, l’appuntamento internazionale OpenStack Ops Midcycle Meetup, un’occasione per gli operatori di condividere best practices e storie di successo (Coworking Login, Milano, 15 – 16 marzo)


Milano, 9marzo 2017 – Per la prima volta in Italia, il 15-16 marzo si terrà a Milano l’evento OpenStack Ops Mid-Cycle Meetup, il forum dedicato agli operatori che usano la nota piattaforma di cloud computing open source OpenStack.

L’appuntamento sarà ospitato da ENTER nei suoi spazi di coworking Login, e vedrà un’agenda ricca di tavole rotonde, gruppi di lavoro e sessioni di discussione, oltre che la partecipazione del Community Manager di OpenStack, Tom Fifield.
Si tratta di un appuntamento rivolto a chi già conosce e opera nel mondo OpenStack: un’occasione per confrontarsi su scala globale sulle nuove sfide, gli sviluppi e le opportunità che derivano dall’utilizzo di OpenStack e del cloud e condividere le best practises con la community.

Mariano Cunietti, CTO di Enter, tra gli organizzatori dell’evento anticipa quelli che saranno i temi caldi. “Tra gli argomenti di maggiore interesse, che emergono dall’agenda di questa due giorni milanese, vi sono tematiche legate alle API in container (Kubernetes, Kolla), aggiornamenti di OpenStack, dibattiti su MQ, Ceph (e CephFS), DBaaS, e gli aspetti legati alla sicurezza. Non da ultimo, mi aspetto un grande interesse anche intorno alla GDPR (General Data Protection Regulation), la nuova legge varata dall’Unione Europea sulla protezione dei dati che diverrà effettiva il 25 maggio 2018. Siamo tutti chiamati a un più alto livello di consapevolezza dei rischi e delle contromisure da adottare. Proprio in quest’ottica, con Enter Cloud Suite abbiamo recentemente sottoscritto il Codice di Condotta CISPE per la protezione dei dati, un nuovo marchio di conformità che stabilirà gli standard e le pratiche per proteggere i dati dei clienti e rispettare le leggi europee sulla protezione dei dati.”


Questo è il nostro secondo Ops Mid-Cycle Meetup che viene organizzato in Europa, il primo si è tenuto a Manchester lo scorso anno” spiega Tom Fifield, Community Manager OpenStack e organizzatore dell’Ops Mid-Cycle Meetup. “Questi eventi hanno una finalità importante che è quella di offrire ai professionisti del cloud un posto dove condividere nuove idee, progetti, best practises e dare un feedback alla comunità degli sviluppatori. La Comunità è grata a Enter per la l’ospitalità e per il supporto dei numerosi sponsor che decreteranno il successo di questo mid-cycle meetup.”


Tra gli sponsor dell’edizione milanese, Enter Cloud Suite, Bloomberg, Intel, CloudBase, SWITCH e Nuage Networks.

15-16 marzo (9.00-18.00)

Coworking Login c/o Enter srl
Via Privata Stefanardo da Vimercate, 28
20128 Milano
Per maggiori informazioni:

 

 

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Red Hat migliora scalabilità e usabilità con la più recente versione di OpenStack


Red Hat migliora scalabilità e usabilità con la più recente versione di OpenStack
Basata sulla release ‘Newton’ della comunità, Red Hat OpenStack Platform 10 rinnova l’interfaccia, offre ruoli personalizzabili e supporto di lunga durata

Milano, 16 dicembre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità generale di Red Hat OpenStack Platform 10, la sua soluzione cloud IaaS (Infrastructure as a Service) estremamente agile e scalabile. Basata sulla release upstream OpenStack ‘Newton’, Red Hat OpenStack Platform 10 offre nuove funzionalità che migliorano scalabilità, gestione dell’infrastruttura e orchestrazione, potenziando al tempo stesso prestazioni di rete e sicurezza della piattaforma. La soluzione introduce inoltre un nuovo ciclo di vita software, con il supporto opzionale fino a 5 anni.

Sono già centinaia i clienti che si affidano a Red Hat OpenStack Platform per i loro cloud ibridi e privati quali BBVA; Cambridge University; FICO; NASA’s Jet Propulsion Laboratory; Paddy Power Betfair; Produban; Swisscom; UKCloud; e Verizon, e svariati i partner certificati che la supportano tra cui Cisco, Dell EMC, Fujitsu, Intel, Lenovo, Rackspace, e NetApp per il businesses enterprise, e Ericsson, Nokia, NEC, Huawei, Cisco e altro per il settore delle telecomunicazioni. 

Red Hat OpenStack Platform 10 rappresenta una piattaforma cloud affidabile basata su Red Hat Enterprise Linux che offre l’agilità necessaria per scalare soddisfare rapidamente le esigenze dei clienti senza compromettere disponibilità, prestazioni o sicurezza. Compresa nella soluzione c’è Red Hat CloudForms, una piattaforma di gestione e monitoraggio hybrid cloud per controllare non solo i componenti dell’infrastruttura OpenStack, ma anche i carichi di lavoro che girano su un determinato cloud OpenStack. Inoltre, 64TB di storage sono resi disponibili con Red Hat Ceph Storage, permettendo agli utenti di valutare al meglio la scalabilità della nota soluzione Ceph in ambienti OpenStack.

I miglioramenti a Red Hat OpenStack Platform 10 sono: 
  • un’esperienza utente semplificata permessa da un’interfaccia grafica più semplice da usare che facilita installazione e gestione. Pensata per la produzione, la GUI Red Hat OpenStack Platform Director offre svariate funzionalità quali gli aggiornamenti automatici (compreso Ceph), la configurazione di rete avanzata, alta disponibilità, e la possibilità di implementare il file sharing attraverso il servizio Manila, avvalendosi dei driver integrati disponibili da NetApp e Red Hat Ceph Storage. 
  • Maggiore flessibilità per una migliore scalabilità grazie ai servizi e ai ruoli amministrativi personalizzabili con Red Hat OpenStack Platform Director. Gli operatori del cloud possono oggi controllare i loro ambienti OpenStack a livello più granulare personalizzando i servizi OpenStack al fine che scalino in maniera indipendente, soddisfacendo così i requisiti workload di ogni azienda. 
  • Una maggiore data assurance attraverso nuovi miglioramenti alla sicurezza come l’alta disponibilità (HA) per le implementazioni su larga scala. Anche la cifratura object storage e i token di sicurezza effimera potenziano le misure di sicurezza e riducono il rischio di accesso ai dati per furto. 
  • Prestazioni ottimizzate per workload network-intensive grazie al componente data plane developer kit (P^DPDK) di Open vSwitch, mentre la virtualizzazione single-root input/output (SR-IOV) offre una velocità di rete paragonabile a quella bare metal. L’indirizzamento è oggi più flessibile e veloce e i clienti possono scegliere tra routing centralizzato o distribuito. 
  • Un nuovo programma di certificazione hardware “ready-state” basato su OpenStack Ironic. Anche se Red Hat già supporta plug-in certificati per diversi componenti OpenStack il nuovo programma amplierà l’ecosistema di opzioni hardware per la configurazione bare-metal automatizzata. Dell EMC è il primo partner ha essere certificato per Red Hat OpenStack Platform 10. 
Red Hat OpenStack Platform 10 introduce distributed continuous integration (DCI) ai partner chiave quali Dell EMC, NEC e Rackspace. Questo approccio collaborativo al testing può aiutare i partner a prepararsi meglio per le nuove release Red Hat OpenStack Platform e fornire ai clienti maggiore stabilità e soluzioni cloud di qualità testate svariate volte.

Il nuovo ciclo di vita offre fino a 5 anni di supporto
Per aiutare i clienti a ottenere la stabilità di lungo termine richiesta da determinati workload, Red Hat OpenStack Platform 10 introduce un doppio modello di supporto che offre maggiore flessibilità di sottoscrizione per attività mission-critical. Il nuovo modello offre ai clienti la possibilità di standardizzare su una versione ‘Long Life’ della piattaforma OpenStack con tra anni di ciclo di vita e 2 anni aggiuntivi opzionali (ES – Extended Support). I clienti possono inoltre scegliere di focalizzarsi sull’utilizzo di nuove funzionalità installando gli aggiornamenti alla piattaforma ogni sei mesi.

Le versioni Long Life saranno disponibili ogni tre release, a partire da Red Hat OpenStack Platform 10, e comprenderanno un anno di supporto.

“In pochi anni OpenStack è passato dall’essere un’innovazione per proof of concept e test R&D a costituire la base per implementazioni private cloud mission-critical, adottata da centinaia di imprese e numerosi fornitori di telecomunicazioni per le attività in produzione. Red Hat OpenStack Platform 10 offre una piattaforma stabile, affidabile e aperta per implementazioni cloud, fornendo innovazioni quali i servizi e i ruoli componibili, pur mantenendo il nostro impegno per la stabilità, sottolineato dal modello di supporto Long Life”, conferma Radhesh Balakrishnan, general manager OpenStack Red Hat.

 

 

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Red Hat ed Ericsson annunciano un’estesa alleanza per promuovere l’ampia adozione di soluzioni open source


Red Hat ed Ericsson annunciano un’estesa alleanza per promuovere l’ampia adozione di soluzioni open source
I due leader uniscono forze e competenze per promuovere l’innovazione e sviluppare nuove offerte di prodotto basate su OpenStack, container, NFV, SDN e SDI, sfruttando al meglio IoT, 5G e altre soluzioni di nuova generazione; La collaborazione unisce apertura e libertà di scelta con efficienza, per trasformare il settore delle comunicazioni con soluzioni agili e moderne

Milano, 20 ottobre 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ed Ericsson (NASDAQ: ERIC) sono accomunati dalla convinzione che la forza dell’open source possa trasformare il mercato ICT. Oggi, le due aziende annunciano un’alleanza ad ampio respiro mirata a offrire soluzioni di comunicazione completamente open source e pronte per la produzione, che coprono OpenStack, software-defined networking (SDN) e software-defined infrastructure (SDI). Ericsson e Red Hat stanno collaborando per offrire ai clienti la possibilità di sfruttare le opportunità rappresentate da Internet of Things (IoT), 5G e da altri paradigmi di comunicazione di nuova generazione, con soluzioni agili e moderne.

Ericsson è tra i principali fornitori di hardware, software e servizi per il mercato dei service provider, ed è un leader riconosciuto in campo NFV. Red Hat è all’avanguardia nel mercato della tecnologia, offrendo soluzioni aperte, flessibili e più sicure. E’ leader su OpenStack, che è diventata la piattaforma di riferimento per i progetti cloud telco e di aziende di ogni settore.

Le aziende hanno collaborato a lungo per portare Red Hat Enterprise Linux e Red Hat JBoss Middleware ai clienti Ericsson, e oggi estendono questa loro collaborazione per focalizzarsi su OpenStack, NFV infrastructure (NFVi), SDN, SDI e container, e contribuire a definire la nuova generazione di tecnologia per il mercato delle telecomunicazioni, tra cui:
  • Collaborazione upstream: le aziende stanno prendendo un approccio “upstream first” alla collaborazione su comunità e progetti open source – tra cui OPNFV, OpenStack e OpenDaylight – per rispondere alle preoccupazioni dei clienti sul lock-in derivante da vincoli proprietari, differenziando così la partnership rispetto ad altri provider. Team di ingegnerizzazione di entrambe le aziende collaboreranno per rispondere alle necessità dei clienti nei progetti open source upstream, aiutando così ad accelerare l’innovazione tecnologica in vista di implementazioni cloud scalabili.
  • Certificazione delle soluzioni e nuove offerte comuni: Red Hat ed Ericsson stanno collaborando su roadmap hardware e software e su un esteso programma di certificazione, dedicato allo sviluppo di nuove offerte comuni su infrastrutture NFV, SDN e DSI. Attraverso questa collaborazione, le aziende intendono lavorare insieme per certificare la piattaforma ed il portfolio di soluzioni Ericsson, che comprende Ericsson Cloud Execution Environment, la soluzione Ericsson Cloud SDN, e le applicazioni Hyperscvale Datacenter System 8000 e Ericsson Virtual Network Functions (VNF), su Red Hat Enterprise Linux e Red Hat OpenStack Platform, con il supporto di laboratori e architetture di riferimento. 
  • Ericsson sta facendo crescere la sua soluzione NFV includendo anche Red Hat OpenStack Platform per rispondere alle necessità dei service provider di tutto il mondo, che richiedono un’infrastruttura agile e completamente aperta. Per le loro soluzioni comuni NFV, SDN e SDI, le aziende intendono operare insieme per offrire soluzioni di facile implementazione, comprensive di installazione e gestione automatiche.
  • Allineamento tecnologico per spingere innovazione e adozione dei container: sia Red Hat che Ericsson considerano i container come una componente importante nell’evoluzione della piattaforma e collaboreranno su attività upstream, ad esempio nelle comunità CNCF e OCI.
  • Supporto da parte dei leader di mercato: i workload Ericsson basati su Red Hat Enterprise Linux parteciperanno al programma di certificazione Red Hat per le applicazioni che operano su Red hat OpenStack Platform. Le soluzioni congiunte saranno accompagnate da service-level agreemeent offerti da Ericsson.
  • Servizi professionali: i clienti che intendono far evolvere le loro attività verso NFV, modernizzazione dell’IT e del data center possono accedere alle competenze Red Hat in tema di consulenza e formazione per comprendere al meglio open source e tecnologie emergenti, e alle competenze Ericsson in tema di consulenza end-to-end, systems integration, servizi gestiti e supporto. L’offerta combinata di tecnologie, servizi, training e certificazioni di Red Hat ed Ericsson è pensata per consentire ai clienti di trasformare il loro business in tema di NFV, IT e modernizzazione del data canter. Con queste capacità combinate, i clienti possono accedere a un team globale, che può aiutarli a posizionarsi per il successo in un mercato dinamico quale quello ICT odierno.  

“Red Hat crede fermamente che il futuro del mondo delle telecomunicazioni sarà definito da architetture moderne e soluzioni open source in grado di coprire hybrid cloud, container, infrastrutture software-defined e NFV”, spiega Paul Cormier, president Products and Technologies di Red Hat. “Ericsson condivide questa vision, e insieme possiamo portare questo settore nel futuro grazie a soluzioni aperte, più sicure e scalabili, che permettono ai clienti di trasformare il loro business e ottenere il meglio da IoT, 5G ed altro ancora”

“Il futuro è aperto e software defined”, afferma Jason Hoffman, head of Product Area Cloud Infrastructure di Ericsson. “Unire Red Hat, primo fornitore mondiale di open source, con Ericsson, leader globale nella trasformazione delle telecom basata su NFV, offre ai clienti velocità e libertà di scelta, spingendoli a scegliere con fiducia l’open source. Il nostro compito è mettere i clienti in condizione di crescere più rapidamente in uno scenario molto dinamico, e la nostra alleanza va proprio in questa direzione.”

 

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Uno sguardo al corso LFS252: OpenStack Administration Fundamentals realizzato dalla The Linux Foundation

Cosa sono il cloud computing e OpenStack

Il mondo dell'informatica è in continua crescita e di pari passo aumenta la richiesta di figure professionali specializzate in grado di lavorare con le più recenti tecnologie.
Uno dei settori a più rapida crescita è quello legato al cloud computing.

In informatica con il termine inglese cloud computing (in italiano nuvola informatica) si indica un paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili.

Le risorse non vengono pienamente configurate e messe in opera dal fornitore apposta per l'utente, ma gli sono assegnate, rapidamente e convenientemente, grazie a procedure automatizzate, a partire da un insieme di risorse condivise con altri utenti lasciando all'utente parte dell'onere della configurazione. Quando l'utente rilascia la risorsa, essa viene similmente riconfigurata nello stato iniziale e rimessa a disposizione nel pool condiviso delle risorse, con altrettanta velocità ed economia per il fornitore. 
Fra le soluzioni cloud computing la più interessante e attiva è senza ombra di dubbio OpenStack.
OpenStack è una piattaforma di software libero e open source per la gestione di datacenter destinati al cloud computing. La piattaforma software è costituita da diversi componenti interconnessi fra loro che controllano pool di computazione, storage e risorse di rete. Il tutto è gestibile da una CLI (interfaccia a riga di comando) o tramite interfaccia web. Il sistema operativo su cui si basa è Linux.
L'architettura di Openstack è suddivisa nei seguenti moduli:

  • OpenStack Compute (nome in codice Nova), un controller per il cloud computing (la parte principale di un sistema IaaS)
  • OpenStack Object Storage (nome in codice Swift), un sistema di storage scalabile e ridondante
  • OpenStack Image Service (nome in codice Glance), un servizio dove gli utenti possono caricare i dati
  • OpenStack Identity (nome in codice Keystone), un servizio che fonisce le API di autenticazione
  • OpenStack Dashboard (nome in codice Horizon), fornisce una interfaccia grafica, sia per gli amministratori che per gli utenti, per l'accesso e la gestione delle risorse fornite dal cloud
  • OpenStack Networking (nome in codice Neutron, precedentemente Quantum), un sistema per la gestione delle reti e degli indirizzi IP
  • OpenStack Block Storage (nome in codice Cinder), fornisce uno storage persistente a livello di dispositivi a blocchi per il loro utilizzo da parte delle istanze di OpenStack compute

Il corso della Linux Foundation

Un professionista o un utente che vuole specializzarsi in questo settore deve avere dunque diverse competenze.
Diversi sono gli enti certificatori. Uno di questi è The Linux Foundation che anni propone diversi corsi online grazie ai quali gli utenti possono formarsi a distanza con un metodo di apprendimento facile, incentrato sulla pratica e flessibile.

Nelle scorse settimane sono stato contattato da un responsabile che lavora per la Linux Foundation che mi ha offerto la possibilità di provare uno di questi corsi. Sono stato selezionato grazie ad una iniziativa della The Linux Foundation indirizzata ad utenti e bloggers tramite la quale viene offerta la possibilità di provare un corso Linux online per fornire un feedback riguardo la metodologia del corso al fine di migliorarlo.

Il corso in questione è l'LFS252: OpenStack Administration Fundamentals che prepara gli utenti insegnando tutto quello che c'è da sapere per creare e gestire cloud pubblici e privati con OpenStack.
Il corso è pensato per gli amministratori di sistema che sono responsabili dell'infrastruttura cloud OpenStack. Oltre a questi può rivelarsi utile per sviluppatori di applicazioni per l'infrastruttura OpenStack.

Il corso insegna come amministrare e utilizzare i servizi di base di OpenStack. Nel corso imparerete ad utilizzare la gamma completa dei servizi OpenStack, gestire distribuzioini e macchine virtuali OpenStack, creare Infrastructure-as-a-Service enterprise, come eseguire e risolvere problemi con Neutron, Ceph e Nova e tanto altro.

Il programma del corso

Il programma del corso LFS252: OpenStack Administration Fundamentals è il seguente:

  • Course Introduction
  • Cloud Fundamentals
  • Managing Guest Virtual Machines with OpenStack Compute
  • Components of an OpenStack Cloud (Part One)
  • Components of an OpenStack Cloud (Part Two)
  • Reference Architecture
  • Deploying Prerequisite Services
  • Deploying Services Overview
  • Advanced Software Defined Networking with Neutron (Part One)
  • Advanced Software Defined Networking with Neutron (Part Two)
  • Distributed Cloud Storage with Ceph
  • OpenStack Object Storage with Swift
  • High Availability in the Cloud
  • Cloud Security with OpenStack
  • Monitoring and Metering
  • Cloud Automation
  • Course Summary

Il livello di difficoltà

Il corso è caratterizzato da un livello di difficoltà intermedio e necessità di competenze di base nell'uso della riga di comando di Linux. Due sono le distribuzioni utilizzate durante il corso ovvero Ubuntu per la parte inerente DevStack e CentOS per RDO. Di conseguenza dovrete avere dimestichezza con i comandi base delle suddette distro.
Oltre a questo è richiesta una conoscenza nell'amministrazione di sistemi Linux, e concetti come l'amministrazione di rete, lo storage e i sistemi virtuali. Se non avete dimestichezza con questi concetti potete approfondirli nel corso LFS201 Essentials of System Administration.
Altro requisito, che non viene pubblicizzato nel corso per ovvi motivi, è la conoscenza della lingua inglese in quanto tutto il corso e il materiale fornito sarà in inglese. 

Struttura del corso e durata

A tutti gli utenti verrà fornito un anno di accesso online al corso (a partire dalla data di acquisto), a tutti i laboratori online e ai contenuti scritti. Il corso è al 100% online quindi per poterlo seguire vi basterà avere un PC, un browser web e una connessione ad internet.

Il corso è pensato per essere completato in 40/50 ore ma, essendo un corso di tipo autodidattico, ognuno è libero completarlo secondo i propri ritmi di apprendimento, tanto il corso è comunque disponibile per un anno dalla data di acquisto.


Le lezioni

Il corso è suddiviso in capitoli illustrati tramite slide nelle quali verranno proposti i vari concetti da apprendere. Le slide sono chiare e semplici e sono spesso accompagnate da audio descrizioni o video (sottotitolati in inglese che non fa mai male).

Un esempio di slide con video
Alla fine di ogni capitolo verranno proposte una serie di semplici domande sui concetti principali appena appresi. 

Un esempio delle domande che troveremo alla fine di ogni capitolo
Le domande, al pari dei laboratori che più avanti vedremo, hanno lo scopo di migliore l'apprendimento dei concetti. Non ci verrà assegnato un voto e non ci sarà un esame finale per completare il corso quindi non fatevi prendere dall'ansia da prestazione :).

I laboratori on demand

La parte più interessante del corso è quella dei laboratori online on demand. Il corso prevede più di 40 laboratori nei quali potremo impratichirci con i comandi e i concetti di base. Qui sotto potete vedere una demo di un laboratorio on demand



Come potete vedere alla fine di ogni capitolo verranno proposti dei laboratori virtuali grazie ai quali potremo mettere in pratica i concetti esposti.
Per guidare l'utente nello svolgimento degli esercizi viene fornita una guida che ci illustrerà passo passo i comandi da utilizzare. Al termine di ogni laboratorio troveremo una serie di domande sugli esercizi appena svolti. Potremo controllare autonomamente i nostri risultati grazie alle soluzioni ai quesiti che troveremo alla fine di ogni laboratorio.

Le mie considerazioni sul corso

Sono ancora agli inizi del corso ma mi sento ugualmente in grado di dare un giudizio allo stesso. Da quanto ho avuto modo di vedere le slide sono sono incisive e di facile lettura e offrono i giusti concetti di base. I video che accompagnano alcune slide sono anche essei chiari e, grazie ai sottotitoli, è possibile seguirli con più facilità anche da chi non è tanto pratico nell'inglese parlato.
Il materiale didattico dei laboratori è invece impeccabile in quanto fornisce istruzioni passo passo accompagnate da immagini che aiutano ulteriormente l'utente nello svolgimento dei laboratori.
Il mio unico consiglio, prima di frequentare questo corso, è quello di esercitarvi con lingua inglese, in questo modo eviterete di dover fare la doppia fatica di tradurre i concetti per poi metabolizzarli.

Nei prossimi mesi vi terrò aggiornati sui miei progressi e a fine corso vi proporrò un articolo con le considerazioni finali sul corso.

Trovate maggiori informazioni sul corso, il programma e il costo all'indirizzo Essentials of OpenStack Administration (LFS252)