Tags archives: pubblica-amministrazione

 

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Online il corso informativo di LibreOffice realizzato da LibreItalia e Ministero della Difesa Italiano


La Difesa Italiana, nel programma di migrazione a LibreOffice, ha realizzato un percorso di eLearning volto a formare i propri dipendenti in maniera autonoma. Il percorso di eLearning è stato realizzato in associazione con LibreItalia che ne ha curato la parte didattica da usare come riferimento per i testi del corso. Il materiale è stato utilizzato dalla Scuola delle Trasmissioni e Informatica dell’Esercito (SCUTI) che ha realizzato un corso che, partendo dalle differenze tra Microsoft Office e LibreOffice, accompagna il discente alla scoperta delle funzioni utili a scrivere documenti, realizzare fogli di calcolo e presentazioni multimediali.
I sorgenti del corso sono stati ora pubblicati su Github liberamente disponibili e scaricabili per tutti gli utenti interessati a formarsi in completa autonomia.
Oltre ai sorgenti su Github è stata realizzata una versione interattiva del corso, disponibile sul wiki di LibreItalia, che è possibile utilizzare tramite un qualsiasi web browser. 
Il corso è articolato su 28 argomenti:

  • 4 per LibreOffice
  • 9 per Writer
  • 6 per Calc
  • 9 per Impress

Ogni argomento è illustrato da una video lezione. Alla fine di ogni argomento è disponibile un test online tramite il quale è possibile verificare le competenze acquisite. Per chi preferisce una versione cartacea per ogni argomento è disponibile la relativa documentazione scaricabile in diversi formati (ODT, PDF ed ePub).

 

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Monaco di Baviera e l'abbandono di Linux: Decisione rimandata per ulteriori studi

 

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Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT

Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT
Red Hat OpenShift Container Platform consente alle FFS di migliorare l’esperienza di viaggio degli utenti, accelerare la realizzazione di nuove applicazioni e ridurre i costi 

Milano, 30 gennaio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia che le Ferrovie Federali Svizzere (FFS), principale operatore ferroviario della Svizzera, hanno implementato Red Hat OpenShift Container Platform come elemento fondamentale del loro programma di modernizzazione dell’IT. Grazie a Red Hat OpenShift Container Platform, le FFS hanno creato una piattaforma scalabile e più agile per lo sviluppo applicativo, e sono in grado di erogare nuovi servizi, tra cui un’applicazione mobile aggiornata, per servire meglio i milioni di passeggeri che ogni anno scelgono di viaggiare con le FFS.

Fondate nel 1902, le FFS non sono solamente la principale azienda di viaggi e trasporti della Svizzera, ma anche uno dei principali datori del lavoro del Paese. Le attività delle FFS si articolano su quattro divisioni operative – viaggiatori, merci, infrastrutture e immobili. Nel corso del 2015, la rete delle FFS composta da quasi 10.500 treni ha trasportato oltre 50 milioni di tonnellate di merci e più di 440 milioni di passeggeri tra 794 stazioni.

Non solo le FFS offrono treni e prestazioni moderne, ma anche altri servizi e sistemi IT in grado di rispondere alle aspettative in continua evoluzione da parte dei clienti. Nonostante questo, i loro sistemi IT tradizionali stavano incontrando difficoltà nel sostenere il ritmo dell’innovazione nel settore, e limitavano le capacità delle FFS di lanciare e modificare nuovi servizi in modo tempestivo, sulla base delle necessità dei clienti. Per le FFS il potenziale dei servizi digitali e della mobilità era chiaro, come erano evidenti le aspettative di nuove applicazioni da parte dei passeggeri, cosa che ha spinto l’azienda ad avviare un progetto per migliorare lo sviluppo applicativo attraverso una piattaforma agile e moderna che non mettesse a rischio stabilità, velocità, flessibilità, performance, sostenibilità economica e capacità di innovazione del sistema – tutti fattori fondamentali per le FFS.

Quando le FFS hanno avviato il loro programma di modernizzazione dell’IT, intendevano implementare una piattaforma IT moderna e flessibile, che potesse mettere l’azienda nella posizione di beneficiare delle opportunità prospettate dalla digitalizzazione e aiutarla a rispondere meglio alle aspettative crescenti dei clienti in queste aree. L’esperienza passata delle FFS nell’utilizzo di soluzioni open source di livello enterprise ha portato alla convinzione che un’architettura open source e basata su container sarebbe stata in grado di soddisfare questi requisiti. Le architetture container-based offrono flessibilità superiore rispetto alle tradizionali infrastrutture monolitiche, perché le applicazioni sono collocate all’interno di container con le sole componenti di sistema operativo necessarie. Questo migliora flessibilità e portabilità all’interno delle architetture e consente anche una maggiore scalabilità man mano che le necessità di business evolvono. Riconoscendo i vantaggi che avrebbe offerto, le FFS hanno scelto Red Hat OpenShift Container Platform come base della loro moderna piattaforma IT.

Red Hat OpenShift Container Platform è la prima e unica soluzione hybrid cloud incentrata sui container, costruita a partire dai progetti upstream Docker, Kubernetes, Project Atomic e OpenShift Origin, e basata sul backbone affidabile della principale piattaforma Linux al mondo, Red Hat Enterprise Linux. Red Hat OpenShift Container Platform offre una piattaforma più stabile e sicura per implementazioni container-based, senza compromessi rispetto agli attuali investimenti IT, che consente la convivenza tra le tradizionali applicazioni mission-critical e le nuove applicazioni basate su container e cloud-native.

Dopo aver scelto Red Hat OpenShift Container Platform ad autunno 2015, le FFS hanno avviato un primo pilota articolato su 15 progetti a gennaio 2016. Dopo il loro avvio, la popolarità di Red Hat OpenShift Container Platform tra sviluppatori e project manager ha esteso la scala del pilota di oltre tre volte in un breve periodo di tempo. Oggi, sono circa 300 gli utilizzatori di Red Hat OpenShift Container Platform presso le FFS, con oltre 900 container già in servizio e circa 400 implementazioni ogni giorno. La Mobile App di FFS è stata scaricata oltre 7,5 milioni di volte da quando è stata resa disponibile nel 2008, e la sua versione più recente lanciata nel 2016 ha attratto oltre 3 milioni di utenti regolari. L’app, costruita su Red Hat OpenShift Container Platform, permette ai clienti di acquistare biglietti ed accedere a un orario in formato touch, accedere ad informazioni in tempo reale sugli orari di partenza e arrivo, ricevere notifiche e alert in modalità push.

Per le FFS, stabilità e fault tolerance sono tra i vantaggi fondamentali della nuova soluzione. Non solo la nuova piattaforma basata su container ha dato alle FFS la moderna piattaforma IT necessaria che creare nuove offerte digitali, ma ha anche portato benefici tangibili sul modo di lavorare degli sviluppatori in azienda. I team operations e di sviluppo di FFS sono ora in grado di operare in modo indipendente, permettendo all’azienda di acquisire ulteriore agilità e velocità nello sviluppo delle applicazioni. Con Red Hat OpenShift Container Platform, possono apportare modifiche ai singoli elementi del sistema in modalità live, senza nessun impatto sulla stabilità e funzionalità del sistema stesso.

“Abbiamo compreso che il rapido ritmo dell’innovazione nel settore ferroviario non poteva più essere gestito da una struttura IT tradizionale, ma richiedeva una piattaforma flessibile e scalabile, in grado di offrirci opzioni di sviluppo veloce senza dover interrompere l’attività dei sistemi”, spiega Baltisar Oswald, software architect delle Ferrovie Federali Svizzere FFS. “Con la sua architettura basata su container, Red Hat OpenShift Container Platform ci ha messo a disposizione il potenziale di innovazione che ci serviva, oltre alla stabilità operative e a una maggiore efficienza sull’intera infrastruttura. Grazie all’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform, abbiamo ridotto i nostri costi operativi della metà circa.”

“Il progetto realizzato da FFS è una conferma significativa delle alte prestazioni che Red Hat OpenShift Container Platform è in grado di offrire quando viene chiamata a sostituire vecchie piattaforme IT non più in grado di sostenere requisiti moderni”, aggiunge Ashesh Badani, vice president and general manager OpenShift di Red Hat. “Con il ritmo incredibile di innovazione intrinseco nell’open source, l’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform offre agli utenti maggiore fiducia che le loro soluzioni possano rispondere alle necessità non solo attuali, ma anche in ottica futura. Ed è un piacere accompagnare FFS nel loro percorso verso questa nuova economia applicativa.”

 

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L'Emilia Romagna adotta il cloud di Microsoft e abbandona OpenOffice in favore di Microsoft Office

La Regione Emilia Romagna passa al cloud di Microsoft e abbandona OpenOffice in favore di Microsoft Office.

Questa è la conseguenza del Piano per la digitalizzazione interna 2017-2019, approvato su iniziativa dell’assessore all’Agenda digitale, Raffaele Donini.
Il piano di migrazione prevede il trasferimento di tutti sul cloud, la revisione del processo di stampa dei documenti con l'introduzione di punti di stampa centralizzati ed eliminazione delle stampanti ad uso singolo che andrà a regime nell'arco di dodici mesi e che porterà un risparmio di 700 mila euro l'anno e infine l'abbandono di OpenOffice in favore dei prodotti Microsoft.

L'annuncio arriva a distanza di più di un anno dal completamento della migrazione a Apache OpenOffice avvenuto nell'Aprile del 2015, migrazione che ha compreso l'adozione dello standard Open Document Format (ODF) come default per tutti i documenti prodotti sulle 4200 postazioni di lavoro della Regione. La migrazione aveva fra fatto discutere la comunità italiana per via della scelta di usare Apache OpenOffice anziché LibreOffice.

Cosa prevede il piano

Il Piano di sviluppo 2017-2019 prevede la standardizzazione di tutti i dispositivi fissi e mobili, anche personali, adottando come unico strumento la suite da ufficio Microsoft Office Pro Plus integrato con le piattaforme di Office Cloud Solution offerte da Office 365 e Sharepoint regionale con un aumento dello spazio di posta e disco cloud personale ad un minimo di 5 TB. 
Oltre a questo è previsto il superamento, ove possibile, con soluzioni Web, di tutti i pacchetti di utilità regionale presenti sui dispositivi regionali. 
Ad ogni utente sarà consentita l'installazione di Office Pro Plus su cinque dispositivi fissi e mobili compresi eventuali dotazioni personali per facilitare il lavoro in mobilità e a domicilio.
Il piano prevede altresì l'avvio del progetto di Social Collaboration con Office 365 che prevede la realizzazione di due componenti centrali nel sistema informativo regionale: il Digital Workspace (portale unico d'accesso individuale a tutti i servizi e ai documenti del sistema informativo regionale) e gli ambienti collaborativi flessibili, decentrati e dinamici sulla piattaforma Sharepont On Premise/Sharepoint 365 con funzioni di ricerca avanzate su i documenti e accesso in mobilità.


Maggiori informazioni
Testo integrale in PDF "Indirizzi per la governance dell’ICT regionale e piano di sviluppo 2017- 2019"
Emilia-Romagna ends its use of OpenOffice

 

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Monaco di Baviera discute se abbandonare Linux

Il futuro del software libero e open source nel comune di Monaco di Baviera è nuovamente a rischio.


Il Comune di Monaco di Baviera ha commissionato ad Accenture uno studio sullo stato dell'infrastruttura informatica comunale e per determinarne gli sviluppi futuri. Da questo studio ne è scaturita una relazione che è attualmente in discussione presso il consiglio comunale della città tedesca e che suggerisce il ritorno a Microsoft, sia per quanto riguarda il sistema operativo con Windows 10, sia per quanto riguarda la suite da ufficio con Microsoft Office lasciando però al personale la scelta sul fatto di passare a Windows o continuare ad usare LiMux.
In caso di prevalenza di richieste di passaggio a Windows il rapporto prevede di indagare se ha senso o meno dal punto di vista economico continuare ad usare Linux.


I dati della relazione di Accenture e i problemi emersi

Secondo la relazione realizzata da Accenture dal 2006, data in cui il dipartimento si è iniziato ad usare LiMux (la distro fork di Ubuntu 12.04 che è attualmente usata a Monaco) e OpenOffice (successivamente sono passati a LibreOffice) l'efficienza e la produttività dei luoghi di lavoro è diminuita e anche ora, dopo 10 anni dalla migrazione e nonostante gli aggiornamenti che si sono succeduti nel tempo, i dipendenti sono insoddisfatti. 
La richiesta arriva anche dai dipendenti comunali. Nel mese di settembre il reparto Risorse umane (POR) del comune di Monaco di Baviera si era lamentato di LibreOffice giudicandolo arretrato rispetto agli standard di altre applicazioni e non compatibili con le varie applicazioni specializzate necessarie all'attività lavorativa.
C'è da sottolineare come, nonostante la migrazione a LiMux e suite da ufficio libere, la città di Monaco di Baviera è ancora dipendente da soluzioni proprietarie di Microsoft, Oracle e SAP che non possono essere soddisfatte da altri produttori.
Oltre a questo secondo gli impiegati ci sono dei problemi di compatibilità con la visualizzazione di file PDF con software open source, problemi con la stampa di file e la modifica di documenti specie se scambiati con l'esterno.
Sempre secondo quanto riportato dalla relazione ci sarebbero problemi per quanto riguarda l'aggiornamento delle macchine. Al momento della stesura del rapporto su una base di 20000 PC equipaggiati con LiMux troviamo LiMux 5.x sul 45% delle macchine, il 32% è fermo a LiMux 4.1 mentre il restante 23 è fermo a LiMux 4.0.
Lato Microsoft abbiamo un parco macchine di 4163 PC di cui il 77% delle macchine aggiornato a Windows 7, il 9% dotato di Windows XP/ Windows Vista e il restante 14% con Windows 2000.


Gli scenari futuri

Secondo il rapporto, anche se il Consiglio Comunale dovesse accogliere i suggerimenti proposti nessun cambiamento sarebbe fatto nel breve periodo. Il rapporto raccomanda che LiMux e Windows debbano essere usati side.by-side per almeno i prossimi due anni.
Nella relazione c'è però una ulteriore parte riguardante gli alti costi di gestione e di complessità nel mantenere un sistema duale basato su Linux e Windows che di fatto va a sconsigliare questo scenario. 


Le critiche della Free Software Foundation Europe

Matthias Kirschner, presidente della Free Software Foundation Europe (FSFE), ha messo in dubbio l'imparzialità di Accenture, società che attualmente gestisce una join venture con Microsoft chiamata Avenade che ha lo scopo di aiutare le aziende a implementare le tecnologie Microsoft.
Sempre secondo Kirschner quello che spesso blocca le migrazioni è la presenza di software specifici utilizzati dalle amministrazioni pubbliche che obbligano gli utenti a restare su Microsoft Windows e spesso su versioni specifiche di esso.
Questo blocca il passaggio non sono verso software libero ma anche verso versioni più recenti di Microsoft Windows o alternative commerciali come macOS o Chrome OS.

I tempi di discussione

Il rapporto presentato da Accenture è di ben 450 pagine ed è così complesso che molto probabilmente i consiglieri potranno richiedere ulteriori uno o due mesi di tempo per prendere in considerazioni le sue conclusioni. 
Il partito dei Verdi ha comunque assicurato che continuerà a sostenere l'uso di software open source all'interno del Comune di Monaco di Baviera.

Per approfondimenti
Open-source pioneer Munich debates report that suggests abandoning Linux for Windows 10
Gutachter empfehlen München Abkehr von Linux
Gutachterempfehlung für Münchner Behörden: Das Ende von LiMux?

 

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Il Brasile passa al software Microsoft abbandonando l'open source

Il Governo Brasiliano abbandona il modello open source adottato nel 2003 per tornare ad acquistare prodotti Microsoft.


La scelta open source

Nel 2003 il Governo Brasiliano aveva scelto di adottare il modello open source per la realizzazione di software da utilizzare nella pubblica amministrazione e nel campo della ricerca. L'idea iniziale era quella di ridurre i costi di licenza stimolando le imprese locali a sviluppare software.
Questo approccio ha coinvolto un gran numero di studenti e esperti di informatica nella creazione di software libero e consentito di triplicare la domanda di professionisti brasiliani del settore. Allo stesso tempo si è avuto un risparmio di 500 milioni di dollari in costi di license.
Attualmente il Governo Brasiliano finanzia da solo il 66% dei software libero sviluppato nel paese che rappresenta il 4% del mercato delle applicazioni del paese offrendo opportunità di lavoro a migliaia di professionisti qualificati. 


L'accordo con Microsoft

Ora tutto sta per cambiare lasciando migliaia di professionisti senza un lavoro e consegnando tutto nelle mani della Microsoft.
Il Governo Brasiliano guidato da Michel Temer ha annunciato lo scorso 28 Ottobre un bando che prevede la possibilità per tutte le agenzie del governo federale che ne facciano richiesta entro l'11 novembre 2016, di poter acquistare, attraverso licenze perpetue e abbonamenti, software Microsoft ad un prezzo precedentemente concordato. Questo accordo, secondo le intenzioni del Governo, consentirà di ridurre la spesa nel lungo periodo.
L'accordo comprende Microsoft Office, Windows Professional, Windows Server e Client Access License.
Nel documento pubblicato dal SISP ci sono tre possibili casi di adesione:
  • ll primo è per le licenze perpetue di Windows Pro 10, Windows Server Standard 2012 R2, Windows Server Datacenter 2012 R2, Office Standard (Word, Excel, PowerPoint, OneNote, Outlook, Publisher) e Client Access License.
  • Il secondo riguarda la possibilità di abbonamento mensile a Windows Enterprise 10 Upgrade, Office Pro Plus 2016 (Office Standard, Access, Skype for Business), Office 365 Plus, Core CAL (Windows Server CAL, SharePoint Server Standard CAL, Exchange Server Standard CAL, System Center Configuration Manager Client Management License, System Center Endopoint Protection e Lync Server Standard CAL), Windows Server Standard 2012 R2 e Windows Server Datacenter 2012 R2.
  • Il terzo tipo è invece destinato a istituzioni educative e comprende sia licenze perpetue che licenze in abbonamento degli stessi software sopra descritti.

Secondo il Ministro della Scienza Gilberto Kassab e suoi segretari Maximiliano Martinhão e Marcelo Pagotti la migrazione al software Microsoft consentirà di proteggere i sistemi nazionali dagli attacchi hacker. Questa visione è però particolarmente contestata da parte degli esperti di sicurezza informatica che invece sottolineano come sia l'esatto opposto e che la via della sicurezza passa dal software libero.


Ma il processo era già iniziato

Questa migrazione al software Microsoft non arriva però come un fulmine a ciel sereno. Stando al SISP, l'organo del Governo Brasiliano che si occupa di gestire l'IT, il processo di transizione sarebbe iniziato già a Maggio 2015 con un sondaggio svolto su oltre 200 agenzie federali. Di queste agenzie 48 hanno risposto e fra queste 20 hanno manifestato la necessità di dotarsi di prodotti Microsoft (NDR: alcune fonti riportano che le agenzie che hanno risposto sono 30 e di queste 12 hanno manifestato la necessità di dotarsi di software proprietario).
A queste agenzie va aggiunto il caso della Caixa Econômica Federal che era già passata a soluzioni Microsoft lo scorso anno. La Banca al momento del passaggio si era giustificando asserendo che, nonostante gli sforzi compiuti investendo in supporto e consulenze, il risultato finale ottenuto con le soluzioni open source non era soddisfacente.



Per approfondire l'argomento:

Immagine via Wikipedia con aggiunta dello sfondo di Windows 10.

 

 

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10 cose errate sulle migrazioni a software libero

Sonia Montegiove, l'attuale presidente di LibreItalia, ci illustra in questo video quali sono le dieci cose sbagliate che si pensano sulle migrazioni a software libero.
Vi invito a guardare attentamente il video perché vengono analizzate molte cose che spesso i sostenitori del software libero e le pubbliche amministrazioni tendono a sottovalutare e che sono spesso causa di fallimenti.

 

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Roma passa al Software Libero, ecco alcuni dettagli aggiuntivi sulla migrazione


Negli scorsi giorni vi ho segnalato la notizia della delibera recentemente approvata dal Comune di Roma che prevede l'impegno all'utilizzo di software libero o a codice sorgente aperto nell'Amministrazione Capitolina.
A seguito della notizia in molti si sono posti interrogativi su come sarà gestito il passaggio, la formazione e quali software verranno sostituiti. Per questo motivo ho provveduto a contattare l'Assessorato Roma Semplice che mi ha prontamente risposto nella persona dell'Avv. Marco Scialdone.

La migrazione si limiterà alla suite da ufficio o coinvolgerà anche i sistemi operativi?
La migrazione avverrà sulla base di un piano graduale e progressivo che interesserà dapprima la suite da ufficio. In un secondo momento, si valuterà la possibilità di procedere alla migrazione verso sistemi operativi FLOSS.

Nell'intervista a Radio Popolare Roma si parla della collaborazione con LibreItalia. Come avverrà questa collaborazione? Verrà fatta una formazione generica del personale con dei corsi base o è prevista la formazione di personale interno?
Oltre a LibreItalia ci saranno altre associazioni esperte di software libero che verranno coinvolte nel progetto di migrazione? Se si quali?
LibreItalia ci ha offerto la sua collaborazione ma al momento non sono stati definiti i dettagli o le modalità anche perché procederemo con apposito avviso pubblico per l'individuazione dei soggetti che vogliano supportare l'amministrazione nell'attuazione della delibera. Si può ipotizzare che il meccanismo di formazione di LibreOffice sarà come quello a cascata usato già in Umbria e al dipartimento della Difesa.

Siete orientati ad un bando di assunzione per personale tecnico interno o in futuro la formazione e lo sviluppo verrà affidato a tecnici esterni con procedura d'appalto?
Sicuramente opereremo prima una ricognizione dell'esistente sia in termini di dotazioni che di personale e all'esito valuteremo come intervenire.

Immagine via Wikipedia

 

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Addio licenze software proprietarie, Roma passa al Software Libero



La giunta capitolina ha approvato una delibera che prevede l’utilizzo del software libero. D’ora in poi, l’amministrazione capitolina valuterà la migrazione dagli attuali sistemi informatici a software liberi.

Il software proprietario mette l’amministrazione in condizione di essere ricattabile dal fornitore; il software libero permette di eseguire il programma come si desidera, di modificarlo e di distribuire copie in modo da aiutare la comunità.

Con questa Delibera si segna una svolta nell’approccio di Roma Capitale all’acquisizione di software. Niente più scelte che vincolino l’amministrazione a un solo fornitore, ma soluzioni aperte e modulabili nel tempo che permettano un confronto concorrenziale tra diversi operatori. Obiettivo di questo provvedimento, e di questa Giunta, è quello di favorire il pluralismo informatico e la diffusione del software libero nell’amministrazione capitolina come strumento di maggiore efficienza, trasparenza, sostenibilità e indipendenza nell'esercizio delle proprie funzioni.

L’adozione del software libero non va inquadrata come una scelta per ridurre i costi ma per le sue capacità di generare valore economico e sociale.
Oggi sono disponibili ottime soluzioni di software libero: poter contare su quanto producono le comunità di sviluppatori e poter accedere al codice sorgente diventano opportunità importanti anche per il progresso e la modernizzazione dell’Amministrazione capitolina.

Al via anche l’analisi delle spese affrontate per l’acquisto di licenze per software di tipo proprietario, necessaria a identificare le aree di sostituibilità con software libero. In questo modo si potrà definire la roadmap per la transizione al software libero già per i mesi a venire.

Il software libero è in grado di garantire all’amministrazione comunale il pieno controllo sulle scelte operate in ambito informatico ed è uno strumento importante per la diffusione della conoscenza e del libero sapere.

Uno dei pilastri dell'Assessorato Roma Semplice è il principio di condivisione della conoscenza.
Il software è conoscenza, impariamo a condividere anche questo.

Trovate il testo completo della delibera al seguente indirizzo.