Tags archives: pubblica-amministrazione

 

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Hack.Developers: il 7 - 8 Ottobre 2017 miglioriamo la PA italiana


Nel week-end del 7 e 8 ottobre 2017 si svolgerà, in un evento distribuito in tutta Italia, l'Hack.Developers.

Cosa è l'Hack.Developers?
Promosso dal Team per la Trasformazione Digitale in collaborazione con Codemotion, l'evento è rivolto a tutte le tech community italiane e agli sviluppatori che vogliono collaborare per rendere i servizi pubblici a misura di cittadino, perciò più accessibili, più semplici e più efficaci aiutando le PA integrando in modo più efficiente le tecnologie necessarie alla digitalizzazione dell'Italia.

I partecipanti svilupperanno codice open source per realizzare funzionalità per accrescere i progetti centrali per la PA, ospitati nella piattaforma Developers.Italia.it, la community open source lanciata a Marzo proprio dal Team Digitale.

Come contribuire ad Hack.Developers?
1 – Come partecipante:
Se sei uno sviluppatore software o un esperto informatico, iscriviti all’hackathon nella città più vicina  a te.  Controlla le sedi già attive!

2 – Come host:
Se vuoi essere maggiormente coinvolto diventa un host! Gli host sono gli organizzatori locali degli hackathon e avranno un ruolo strategico per la buona riuscita degli eventi.

3 – Come supporter:
Non sei uno sviluppatore ma vuoi anche tu dare un contributo? Aiutaci nella diffusione dell’hackathon!  Seguici su Twitter con l’hashtag ufficiale #hackdev17

 

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Roma Capitale avvia piano di transizione al software libero


Vi ricordate della delibera del Comune di Roma volta alla migrazione verso il software libero? Ebbene, a distanza di quasi un anno dalla stessa il Comune di Roma ha finalmente comunicato l'avvio del piano di transizione al Software Libero.
Ecco il comunicato stampa ufficiale rilasciato dall'Assessora Flavia Marzano:
Roma Capitale ha avviato la transizione dagli attuali sistemi informatici al software libero. In attuazione della delibera di Giunta n.55 del 2016, che impegna il Comune all’uso di software libero o a “codice sorgente aperto”, è stata completata l’analisi delle spese sostenute dalle precedenti amministrazioni per l’acquisto di licenze e per sviluppo e manutenzione del software. “Ad oggi risulta che circa un terzo della spesa informatica sostenuta da Roma Capitale viene distribuita tra soli sei fornitori, alcuni dei quali operanti all’interno dell’Amministrazione da oltre tre decenni”, spiega l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano. “La nostra scelta di adottare software libero risponde alla ferma volontà di porre fine all’oligarchia esistente nel settore. Pur nella consapevolezza che la transizione richiede tempo e gradualità, intendiamo segnare un deciso cambio di paradigma adottando soluzioni libere, aperte e volte a favorire un reale confronto concorrenziale tra gli operatori”. L’obiettivo dei prossimi mesi: liberare gradualmente da software proprietario le postazioni di lavoro dei dipendenti capitolini, dotandole di strumenti di software libero e accompagnando il processo di migrazione con percorsi formativi mirati.

 

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Roma Capitale avvia piano di transizione al software libero


Vi ricordate della delibera del Comune di Roma volta alla migrazione verso il software libero? Ebbene, a distanza di quasi un anno dalla stessa il Comune di Roma ha finalmente comunicato l'avvio del piano di transizione al Software Libero.
Ecco il comunicato stampa ufficiale rilasciato dall'Assessora Flavia Marzano:
Roma Capitale ha avviato la transizione dagli attuali sistemi informatici al software libero. In attuazione della delibera di Giunta n.55 del 2016, che impegna il Comune all’uso di software libero o a “codice sorgente aperto”, è stata completata l’analisi delle spese sostenute dalle precedenti amministrazioni per l’acquisto di licenze e per sviluppo e manutenzione del software. “Ad oggi risulta che circa un terzo della spesa informatica sostenuta da Roma Capitale viene distribuita tra soli sei fornitori, alcuni dei quali operanti all’interno dell’Amministrazione da oltre tre decenni”, spiega l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano. “La nostra scelta di adottare software libero risponde alla ferma volontà di porre fine all’oligarchia esistente nel settore. Pur nella consapevolezza che la transizione richiede tempo e gradualità, intendiamo segnare un deciso cambio di paradigma adottando soluzioni libere, aperte e volte a favorire un reale confronto concorrenziale tra gli operatori”. L’obiettivo dei prossimi mesi: liberare gradualmente da software proprietario le postazioni di lavoro dei dipendenti capitolini, dotandole di strumenti di software libero e accompagnando il processo di migrazione con percorsi formativi mirati.

 

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Il Piano Triennale 2017-2019 per l'informatica nella Pubblica Amministrazione è all'insegna dell'open source

Il Governo Gentiloni ha approvato il Piano Triennale 2017-2019 per l'informatica nella Pubblica Amministrazione, un piano all'insegna dell'open source. Scopriamo insieme in cosa consiste.


Cosa è il Piano Triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione?
È il documento di indirizzo strategico ed economico destinato a tutta la Pubblica Amministrazione che accompagna la trasformazione digitale del Paese.
Il Piano definisce:

  • le linee operative di sviluppo dell’informatica pubblica;
  • il Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA;
  • gli investimenti ICT del settore pubblico secondo le linee guida europee e del Governo.
Il nuovo piano consentirà alle pubbliche amministrazioni di realizzare servizi più semplici ed efficaci per cittadini e imprese. I punti fondamentali due sono:
  • approccio mobile first per consentire la fruizione dei servizi in mobilità su smartphone e tablet
  • architetture sicure, inter operabili, scalabili, affidabili basate su API comuni per tutti
L'open source e la collaborazione diventano il cardine di tutto il piano triennale.

A chi è rivolto?
Il documento è pensato per essere letto dai responsabili tecnologici della Pubblica Amministrazione (Comuni, Regioni, Ministeri e tutti gli enti nazionali e locali) come guida al processo di trasformazione digitale. 

I vantaggi
Ma quali sono i vantaggi? Be immaginate di essere il CTO (Chief Technology Officer) del vostro comune e siete alle prese con la trasformazione digitale dei propri servizi. 
In una situazione come questa il CTO dovrà districarsi fra linguaggi, piattaforme, database, aspetti inerenti alla sicurezza etc: consultando il Piano Triennale e le sue linee guida troverà tutto quello che gli serve.
Nel piano troverà, ad esempio, le info sui data center nazionali, identificati da AgID, che per dimensione possono garantire, a costi contenuti, un alto grado di sicurezza e affidabilità.

Se i servizi che deve sviluppare richiedono l'identificazione del cittadino, il CTO consultando il piano e le linee guida, potrà trovare l'SDK dello SPID in modo da poterne integrare i servizi facilmente, anche grazie alla documentazione tecnica e l'ambiente di test disponibile sul sito developers.italia.it. Tutto questo consentirà di ridurre sia ci costi che i tempi di sviluppo.

Se i servizi richiederanno dei pagamenti allora il CTO del Comune potrà connettere facilmente i fornitori di servizi di pagamento attraverso la piattaforma abilitante PagoPA e gli appositi SDK.

In caso di migrazione ad ANPR, l'Anagrafica Nazione della Popolazione Residente, potrà inoltre ricevere il supporto dal Team Digitale.

Grazie alle linee guida e ai kit di design e sviluppo potrà, inoltre, impostare font, layout, pulsanti, grafica, brand e identità del servizio coerenti con quelli di tutte le altre amministrazioni.
Una volta disponibili, troverà anche indicazioni e linee guida su come esporre specifiche API del proprio servizio per consentire in maniera sicura ulteriori integrazioni da parte della comunità degli sviluppatori.

Il CTO avrà, quindi, più tempo a disposizione per concentrarsi sulle attività che contano per i cittadini.

Il Piano Triennale è su GitHub!
Il Piano Triennale 2017-2019 per l'informatica nella Pubblica Amministrazione è interamente disponibile su GitHub all'indirizzo https://github.com/italia/
Grazie a questo il testo è liberamente accessibile e si potranno modificare parti del testo, integrarle, aprire delle pull request che saranno valutate dai maintainer del Piano Triennale (membri di AgID e del Team per la Trasformazione Digitale) che daranno costante supporto alle Pubbliche Amministrazioni.
Si potranno inoltre chiedere chiarimenti riguardanti particolari sezioni aprendo degli issue specifici che verranno gestiti direttamente dai maintainer.

Il supporto è anche sul Forum e su Docs
Oltre al repository su GitHub è stato inoltre creato un forum di discussione sui servizi pubblici realizzato per far si che argomenti specifici possano essere trattati e condivisi direttamente all'interno della community. 
Si affianca Docs, il nuovo sistema di gestione dei documenti pubblici che raccoglie e rende disponibile la documentazione sul Piano Triennale che permette una lettura chiara e agevole dei contenuti su ogni dispositivo. Tutti i suggerimenti che verranno accettati saranno incorporati nella versione successiva del Piano. Il Piano Triennale verrà, infatti, aggiornato a settembre di ogni anno.

 

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A Bolzano nasce lo "Sportello Open & Linux"


Nel quartiere Europa-Novacella di Bolzano è nato lo Sportello Open & Linux, un nuovo servizio rivolto ai cittadini organizzato dalla Circoscrizione in collaborazione con il Linux User Group di Bolzano.
Un gruppo di volontari amanti del software libero e open source sarà a disposizione dei cittadini per:

  • installare e configurare il sistema operativo GNU/Linux
  • utilizzare software libero come avviene nelle scuole grazie al progetto FUSS www.fuss.bz.it
  • configurare il lettore di smartcard per accedere ai servizi di eGovernment

Il servizio sarà attivo per un anno con due appuntamenti mensili (il 1° e il 3° mercoledì di ogni mese) dalle 17:30 alle 19:30 presso la "Sala Fronza" in via Dalmazia 30/B.
Per maggiori informazioni sul servizio gratuito e su come iscriversi è possibile visitare il sito https://fuss.bz.it/open-linux-desk

 

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Online il corso informativo di LibreOffice realizzato da LibreItalia e Ministero della Difesa Italiano


La Difesa Italiana, nel programma di migrazione a LibreOffice, ha realizzato un percorso di eLearning volto a formare i propri dipendenti in maniera autonoma. Il percorso di eLearning è stato realizzato in associazione con LibreItalia che ne ha curato la parte didattica da usare come riferimento per i testi del corso. Il materiale è stato utilizzato dalla Scuola delle Trasmissioni e Informatica dell’Esercito (SCUTI) che ha realizzato un corso che, partendo dalle differenze tra Microsoft Office e LibreOffice, accompagna il discente alla scoperta delle funzioni utili a scrivere documenti, realizzare fogli di calcolo e presentazioni multimediali.
I sorgenti del corso sono stati ora pubblicati su Github liberamente disponibili e scaricabili per tutti gli utenti interessati a formarsi in completa autonomia.
Oltre ai sorgenti su Github è stata realizzata una versione interattiva del corso, disponibile sul wiki di LibreItalia, che è possibile utilizzare tramite un qualsiasi web browser. 
Il corso è articolato su 28 argomenti:

  • 4 per LibreOffice
  • 9 per Writer
  • 6 per Calc
  • 9 per Impress

Ogni argomento è illustrato da una video lezione. Alla fine di ogni argomento è disponibile un test online tramite il quale è possibile verificare le competenze acquisite. Per chi preferisce una versione cartacea per ogni argomento è disponibile la relativa documentazione scaricabile in diversi formati (ODT, PDF ed ePub).

 

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Monaco di Baviera e l'abbandono di Linux: Decisione rimandata per ulteriori studi

 

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Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT

Le Ferrovie Federali Svizzere scelgono Red Hat OpenShift Container Platform per modernizzare l’IT
Red Hat OpenShift Container Platform consente alle FFS di migliorare l’esperienza di viaggio degli utenti, accelerare la realizzazione di nuove applicazioni e ridurre i costi 

Milano, 30 gennaio 2017 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia che le Ferrovie Federali Svizzere (FFS), principale operatore ferroviario della Svizzera, hanno implementato Red Hat OpenShift Container Platform come elemento fondamentale del loro programma di modernizzazione dell’IT. Grazie a Red Hat OpenShift Container Platform, le FFS hanno creato una piattaforma scalabile e più agile per lo sviluppo applicativo, e sono in grado di erogare nuovi servizi, tra cui un’applicazione mobile aggiornata, per servire meglio i milioni di passeggeri che ogni anno scelgono di viaggiare con le FFS.

Fondate nel 1902, le FFS non sono solamente la principale azienda di viaggi e trasporti della Svizzera, ma anche uno dei principali datori del lavoro del Paese. Le attività delle FFS si articolano su quattro divisioni operative – viaggiatori, merci, infrastrutture e immobili. Nel corso del 2015, la rete delle FFS composta da quasi 10.500 treni ha trasportato oltre 50 milioni di tonnellate di merci e più di 440 milioni di passeggeri tra 794 stazioni.

Non solo le FFS offrono treni e prestazioni moderne, ma anche altri servizi e sistemi IT in grado di rispondere alle aspettative in continua evoluzione da parte dei clienti. Nonostante questo, i loro sistemi IT tradizionali stavano incontrando difficoltà nel sostenere il ritmo dell’innovazione nel settore, e limitavano le capacità delle FFS di lanciare e modificare nuovi servizi in modo tempestivo, sulla base delle necessità dei clienti. Per le FFS il potenziale dei servizi digitali e della mobilità era chiaro, come erano evidenti le aspettative di nuove applicazioni da parte dei passeggeri, cosa che ha spinto l’azienda ad avviare un progetto per migliorare lo sviluppo applicativo attraverso una piattaforma agile e moderna che non mettesse a rischio stabilità, velocità, flessibilità, performance, sostenibilità economica e capacità di innovazione del sistema – tutti fattori fondamentali per le FFS.

Quando le FFS hanno avviato il loro programma di modernizzazione dell’IT, intendevano implementare una piattaforma IT moderna e flessibile, che potesse mettere l’azienda nella posizione di beneficiare delle opportunità prospettate dalla digitalizzazione e aiutarla a rispondere meglio alle aspettative crescenti dei clienti in queste aree. L’esperienza passata delle FFS nell’utilizzo di soluzioni open source di livello enterprise ha portato alla convinzione che un’architettura open source e basata su container sarebbe stata in grado di soddisfare questi requisiti. Le architetture container-based offrono flessibilità superiore rispetto alle tradizionali infrastrutture monolitiche, perché le applicazioni sono collocate all’interno di container con le sole componenti di sistema operativo necessarie. Questo migliora flessibilità e portabilità all’interno delle architetture e consente anche una maggiore scalabilità man mano che le necessità di business evolvono. Riconoscendo i vantaggi che avrebbe offerto, le FFS hanno scelto Red Hat OpenShift Container Platform come base della loro moderna piattaforma IT.

Red Hat OpenShift Container Platform è la prima e unica soluzione hybrid cloud incentrata sui container, costruita a partire dai progetti upstream Docker, Kubernetes, Project Atomic e OpenShift Origin, e basata sul backbone affidabile della principale piattaforma Linux al mondo, Red Hat Enterprise Linux. Red Hat OpenShift Container Platform offre una piattaforma più stabile e sicura per implementazioni container-based, senza compromessi rispetto agli attuali investimenti IT, che consente la convivenza tra le tradizionali applicazioni mission-critical e le nuove applicazioni basate su container e cloud-native.

Dopo aver scelto Red Hat OpenShift Container Platform ad autunno 2015, le FFS hanno avviato un primo pilota articolato su 15 progetti a gennaio 2016. Dopo il loro avvio, la popolarità di Red Hat OpenShift Container Platform tra sviluppatori e project manager ha esteso la scala del pilota di oltre tre volte in un breve periodo di tempo. Oggi, sono circa 300 gli utilizzatori di Red Hat OpenShift Container Platform presso le FFS, con oltre 900 container già in servizio e circa 400 implementazioni ogni giorno. La Mobile App di FFS è stata scaricata oltre 7,5 milioni di volte da quando è stata resa disponibile nel 2008, e la sua versione più recente lanciata nel 2016 ha attratto oltre 3 milioni di utenti regolari. L’app, costruita su Red Hat OpenShift Container Platform, permette ai clienti di acquistare biglietti ed accedere a un orario in formato touch, accedere ad informazioni in tempo reale sugli orari di partenza e arrivo, ricevere notifiche e alert in modalità push.

Per le FFS, stabilità e fault tolerance sono tra i vantaggi fondamentali della nuova soluzione. Non solo la nuova piattaforma basata su container ha dato alle FFS la moderna piattaforma IT necessaria che creare nuove offerte digitali, ma ha anche portato benefici tangibili sul modo di lavorare degli sviluppatori in azienda. I team operations e di sviluppo di FFS sono ora in grado di operare in modo indipendente, permettendo all’azienda di acquisire ulteriore agilità e velocità nello sviluppo delle applicazioni. Con Red Hat OpenShift Container Platform, possono apportare modifiche ai singoli elementi del sistema in modalità live, senza nessun impatto sulla stabilità e funzionalità del sistema stesso.

“Abbiamo compreso che il rapido ritmo dell’innovazione nel settore ferroviario non poteva più essere gestito da una struttura IT tradizionale, ma richiedeva una piattaforma flessibile e scalabile, in grado di offrirci opzioni di sviluppo veloce senza dover interrompere l’attività dei sistemi”, spiega Baltisar Oswald, software architect delle Ferrovie Federali Svizzere FFS. “Con la sua architettura basata su container, Red Hat OpenShift Container Platform ci ha messo a disposizione il potenziale di innovazione che ci serviva, oltre alla stabilità operative e a una maggiore efficienza sull’intera infrastruttura. Grazie all’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform, abbiamo ridotto i nostri costi operativi della metà circa.”

“Il progetto realizzato da FFS è una conferma significativa delle alte prestazioni che Red Hat OpenShift Container Platform è in grado di offrire quando viene chiamata a sostituire vecchie piattaforme IT non più in grado di sostenere requisiti moderni”, aggiunge Ashesh Badani, vice president and general manager OpenShift di Red Hat. “Con il ritmo incredibile di innovazione intrinseco nell’open source, l’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform offre agli utenti maggiore fiducia che le loro soluzioni possano rispondere alle necessità non solo attuali, ma anche in ottica futura. Ed è un piacere accompagnare FFS nel loro percorso verso questa nuova economia applicativa.”

 

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L'Emilia Romagna adotta il cloud di Microsoft e abbandona OpenOffice in favore di Microsoft Office

La Regione Emilia Romagna passa al cloud di Microsoft e abbandona OpenOffice in favore di Microsoft Office.

Questa è la conseguenza del Piano per la digitalizzazione interna 2017-2019, approvato su iniziativa dell’assessore all’Agenda digitale, Raffaele Donini.
Il piano di migrazione prevede il trasferimento di tutti sul cloud, la revisione del processo di stampa dei documenti con l'introduzione di punti di stampa centralizzati ed eliminazione delle stampanti ad uso singolo che andrà a regime nell'arco di dodici mesi e che porterà un risparmio di 700 mila euro l'anno e infine l'abbandono di OpenOffice in favore dei prodotti Microsoft.

L'annuncio arriva a distanza di più di un anno dal completamento della migrazione a Apache OpenOffice avvenuto nell'Aprile del 2015, migrazione che ha compreso l'adozione dello standard Open Document Format (ODF) come default per tutti i documenti prodotti sulle 4200 postazioni di lavoro della Regione. La migrazione aveva fra fatto discutere la comunità italiana per via della scelta di usare Apache OpenOffice anziché LibreOffice.

Cosa prevede il piano

Il Piano di sviluppo 2017-2019 prevede la standardizzazione di tutti i dispositivi fissi e mobili, anche personali, adottando come unico strumento la suite da ufficio Microsoft Office Pro Plus integrato con le piattaforme di Office Cloud Solution offerte da Office 365 e Sharepoint regionale con un aumento dello spazio di posta e disco cloud personale ad un minimo di 5 TB. 
Oltre a questo è previsto il superamento, ove possibile, con soluzioni Web, di tutti i pacchetti di utilità regionale presenti sui dispositivi regionali. 
Ad ogni utente sarà consentita l'installazione di Office Pro Plus su cinque dispositivi fissi e mobili compresi eventuali dotazioni personali per facilitare il lavoro in mobilità e a domicilio.
Il piano prevede altresì l'avvio del progetto di Social Collaboration con Office 365 che prevede la realizzazione di due componenti centrali nel sistema informativo regionale: il Digital Workspace (portale unico d'accesso individuale a tutti i servizi e ai documenti del sistema informativo regionale) e gli ambienti collaborativi flessibili, decentrati e dinamici sulla piattaforma Sharepont On Premise/Sharepoint 365 con funzioni di ricerca avanzate su i documenti e accesso in mobilità.


Maggiori informazioni
Testo integrale in PDF "Indirizzi per la governance dell’ICT regionale e piano di sviluppo 2017- 2019"
Emilia-Romagna ends its use of OpenOffice

 

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Monaco di Baviera discute se abbandonare Linux

Il futuro del software libero e open source nel comune di Monaco di Baviera è nuovamente a rischio.


Il Comune di Monaco di Baviera ha commissionato ad Accenture uno studio sullo stato dell'infrastruttura informatica comunale e per determinarne gli sviluppi futuri. Da questo studio ne è scaturita una relazione che è attualmente in discussione presso il consiglio comunale della città tedesca e che suggerisce il ritorno a Microsoft, sia per quanto riguarda il sistema operativo con Windows 10, sia per quanto riguarda la suite da ufficio con Microsoft Office lasciando però al personale la scelta sul fatto di passare a Windows o continuare ad usare LiMux.
In caso di prevalenza di richieste di passaggio a Windows il rapporto prevede di indagare se ha senso o meno dal punto di vista economico continuare ad usare Linux.


I dati della relazione di Accenture e i problemi emersi

Secondo la relazione realizzata da Accenture dal 2006, data in cui il dipartimento si è iniziato ad usare LiMux (la distro fork di Ubuntu 12.04 che è attualmente usata a Monaco) e OpenOffice (successivamente sono passati a LibreOffice) l'efficienza e la produttività dei luoghi di lavoro è diminuita e anche ora, dopo 10 anni dalla migrazione e nonostante gli aggiornamenti che si sono succeduti nel tempo, i dipendenti sono insoddisfatti. 
La richiesta arriva anche dai dipendenti comunali. Nel mese di settembre il reparto Risorse umane (POR) del comune di Monaco di Baviera si era lamentato di LibreOffice giudicandolo arretrato rispetto agli standard di altre applicazioni e non compatibili con le varie applicazioni specializzate necessarie all'attività lavorativa.
C'è da sottolineare come, nonostante la migrazione a LiMux e suite da ufficio libere, la città di Monaco di Baviera è ancora dipendente da soluzioni proprietarie di Microsoft, Oracle e SAP che non possono essere soddisfatte da altri produttori.
Oltre a questo secondo gli impiegati ci sono dei problemi di compatibilità con la visualizzazione di file PDF con software open source, problemi con la stampa di file e la modifica di documenti specie se scambiati con l'esterno.
Sempre secondo quanto riportato dalla relazione ci sarebbero problemi per quanto riguarda l'aggiornamento delle macchine. Al momento della stesura del rapporto su una base di 20000 PC equipaggiati con LiMux troviamo LiMux 5.x sul 45% delle macchine, il 32% è fermo a LiMux 4.1 mentre il restante 23 è fermo a LiMux 4.0.
Lato Microsoft abbiamo un parco macchine di 4163 PC di cui il 77% delle macchine aggiornato a Windows 7, il 9% dotato di Windows XP/ Windows Vista e il restante 14% con Windows 2000.


Gli scenari futuri

Secondo il rapporto, anche se il Consiglio Comunale dovesse accogliere i suggerimenti proposti nessun cambiamento sarebbe fatto nel breve periodo. Il rapporto raccomanda che LiMux e Windows debbano essere usati side.by-side per almeno i prossimi due anni.
Nella relazione c'è però una ulteriore parte riguardante gli alti costi di gestione e di complessità nel mantenere un sistema duale basato su Linux e Windows che di fatto va a sconsigliare questo scenario. 


Le critiche della Free Software Foundation Europe

Matthias Kirschner, presidente della Free Software Foundation Europe (FSFE), ha messo in dubbio l'imparzialità di Accenture, società che attualmente gestisce una join venture con Microsoft chiamata Avenade che ha lo scopo di aiutare le aziende a implementare le tecnologie Microsoft.
Sempre secondo Kirschner quello che spesso blocca le migrazioni è la presenza di software specifici utilizzati dalle amministrazioni pubbliche che obbligano gli utenti a restare su Microsoft Windows e spesso su versioni specifiche di esso.
Questo blocca il passaggio non sono verso software libero ma anche verso versioni più recenti di Microsoft Windows o alternative commerciali come macOS o Chrome OS.

I tempi di discussione

Il rapporto presentato da Accenture è di ben 450 pagine ed è così complesso che molto probabilmente i consiglieri potranno richiedere ulteriori uno o due mesi di tempo per prendere in considerazioni le sue conclusioni. 
Il partito dei Verdi ha comunque assicurato che continuerà a sostenere l'uso di software open source all'interno del Comune di Monaco di Baviera.

Per approfondimenti
Open-source pioneer Munich debates report that suggests abandoning Linux for Windows 10
Gutachter empfehlen München Abkehr von Linux
Gutachterempfehlung für Münchner Behörden: Das Ende von LiMux?