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Gli utenti Linux prestano attenzione alle autorizzazioni su Android?


Si sa, non starò certamente qua a ripetere quanto gli utilizzatori di Linux sono mediamente più interessati a ciò che riguarda la sicurezza del loro sistema operativo e dei pacchetti che installano sulla propria distribuzione.
C’è però una curiosità che, da questo lato del blog, nasce. Avete presente quel progetto che ha un pizzico di Linux all'interno, chiamato Android?

Le applicazioni sul Play Store infatti esplicitano le autorizzazioni di cui necessitano per poter funzionare, ma non finisce qui, ti spiego in maniera più dettagliata come funzionano le autorizzazioni su Android.
Abbastanza comodo non trovi?
Eppure capita spesso di vedere applicazioni che magari sfruttano solo la fotocamera avere anche la possibilità di accedere al telefono e ai contatti senza alcun motivo, oppure la lettura dell’id del dispositivo.

Da Marshmallow in poi abbiamo la possibilità di autorizzare solo determinate funzioni a scapito di altre (consapevoli però che certe funzioni dell’app non funzioneranno, se non l’intera applicazione stessa), per chi ha ancora un versione più vecchia di Android ( e parliamo di Lollipop) invece non c'è molta scelta: accettare e installare oppure no.

La vostra opinione

Ecco, la stessa attenzione che mettete nell’installare i pacchetti, magari evitando PPA esotici (abbiamo già parlato qualche settimana fa di Sicurezza e PPA ), la riponete anche nella scelta delle applicazioni del vostro smartphone?

Avete mai prestato attenzione a tutte le autorizzazioni richieste oppure siete abbastanza fiduciosi nel prossimo e saltate questa verifica? Cosa ne pensate della gestione dei permessi e della sicurezza in Android? Prestate la stessa attenzione che prestate alla vostra distribuzione?

 

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Un unico software center può portare Linux al successo?


Vi ricordate quando qualche settimana fa vi chiesi se fosse possibile avere un a sola distribuzione?
Qualche giorno fa Jono Bacon, ex dipendente Canonical, ha scritto un articolo intitolato
Consolidating the Linux Desktop App Story: An Idea all’interno del quale si auspica l’aggiunta nel core delle distribuzioni GNU/Linux di un solo software center. Ha identificato gli elementi di partenza in Wayland, GNOME Software per una nuova idea di software center centralizzato, multidistribuzione, multifilosofico, basato su Flatpack.

Free/no free software center

Un unico repository di app che verranno filtrate per Desktop Environment, per free / non-free software aperto anche ai pagamenti.

Insomma un idea che fa pensare ad un mega centro per le applicazioni, in modo da rendere semplice all’utente cercare applicazioni, ma soprattutto invogliare i developer a sviluppare le applicazioni in uno store che si affaccia a tutte le distribuzioni, con statistiche quindi rivolte ad una userbase decisamente più allettante rispetto all’utenza di una singola distribuzione.

La scelta di Bacon su GNOME Software è comprensibile: GNOME, che piaccia o meno è il DE di riferimento con un pur ottimo KDE, di conseguenza propone Wayland, ormai considerato il successore di X con Mir sullo sfondo, non c'è quindi bisogno di reinventare qualcosa che già esiste a livello tecnico.

Spazio alla vostra opinione

Questa proposta può avere successo e di conseguenza rendere al panorama IT Linux una realtà meno frammentata di ora e più appetibile per i produttori e i grandi team? Vi auspicate un futuro simile oppure no?
Come sempre lo spazio per i commenti è tutto vostro e delle vostre opinioni.

 

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Sicurezza su GNU/Linux: cosa ne pensate?


La sicurezza è un argomento caro a tante persone, specialmente in ambito informatico. Tra i tanti motivi per l’utilizzo di GNU/Linux molti utenti mettono la privacy davanti a tutto.

Il perché è facile da indovinare: Essendo il sistema open, posso sapere cosa fa la mia macchina in qualsiasi momento. E’ un utilizzo trasparente, se conosco cosa fa ogni singolo processo so anche quanto la mia privacy possa essere tutelata e mi sento più sicuro.

Ma è davvero così?

In realtà, per quanto open possa essere un os la possibilità di compromettere la nostra sicurezza è direttamente proporzionale all’attenzione che mettiamo noi nelle operazioni di tutti i giorni. Meno attenzione prestiamo durante il nostro uso del computer, meno la nostra privacy è al sicuro.

Perché si?

Perché ad esempio, il fatto che GNU/Linux chieda spesso la password di amministratore per le operazioni più importanti non mette al riparo da possibili errori, installazioni di pacchetti manipolati etc. Perché per alcuni l’aggiunta indiscriminata di PPA rappresenta una cosa da evitare.
Bisogna sempre capire perché la macchina richiede la nostra attenzione.

Ma poi, la privacy cos’é?

Un insieme di dati che vi descrivono personalmente, una serie di informazioni che rappresentano una parte di voi (cosa vi piace mangiare o che serie tv amate), i vostri documenti o semplicemente un diritto.

E voi, che rapporto avete con la vostra privacy su Linux?

Pensate di vivere in un’isola felice e poco frequentata da malintenzionati oppure pensate che a prescindere un utilizzo consapevole della vostra macchina sia una buona prassi a prescindere? Siete particolarmente affezionati alla vostra privacy o appartenete a quel gruppo di persone che risponde con: “Se vuoi la privacy informatica, spegni il pc”?
Che inizi la discussione!

 

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Gnome 3: Quali sono le vostre extensions preferite?


Amici lettori di Marco’s Box, oggi parliamo delle estensioni di Gnome 3.
Come ben sapete Unity è stato abbandonato da Ubuntu, in favore di Gnome. Subito dopo l’annuncio la community si è buttata sul DE in GTK per iniziare i primi esperimenti per portare l’esperienza utente il più simile possibile a quella proposta dal DE nato in Canonical.
Questo è possibile grazie ad una caratteristica secondo me fondamentale in GNOME 3, ovvero la possibilità di estendere le funzionalità dell’ambiente grazie all'extensions.

Gnome Tweak Tool e Extensions.Gnome.org
Il tutto è possibile sia grazie sia all'utilizzo di gnome-tweak-tool col quale possiamo apportare modifiche avanzate all'ambiente sia al sito delle Extensions che ospita tutte le estensioni per il DE ( non tutte ovviamente compatibili con tutte le versione di Gnome). Recentemente poi in Chrome trovate il plugin che verifica lo stato delle vostre extensions permettendone la gestione e l’installazione, quest’ultima era oltretutto prerogativa di Firefox. Se avete Chrome aggiornato, dovreste trovare il plugin automaticamente installato e attivo.

E poi aggiornavi...
Capitava in passato tuttavia che l’aggiornamento del core di Gnome portasse a problemi con le estensioni che magari smettevano di funzionare, una cosa che nelle ultime versioni sembra andare decisamente migliorando.

Le vostre estensioni preferite
Chiuso questa breve presentazione dell’argomento, utile magari a chi non conosce perfettamente l’ambiente o è alle prime prove con Gnome, vi chiedo: Quali sono le vostre estensioni preferite? Avete mai avuto problemi con il loro aggiornamento o di conflitti tra loro? Aspetto la vostra esperienza nei commenti!

 

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Distribuzioni Linux: Sarà possibile averne una soltanto?


...insomma, siamo utenti Linux, lo siamo più o meno tutti con una storia che riguarda probabilmente il passaggio per diverse distribuzioni.
Nel corso degli anni si sono susseguiti tanti progetti che con un certo successo hanno portato Linux alla ribalta di cui Ubuntu è solo la più recente.

Da tanto tempo, probabilmente dal giorno successivo alla nascita di Linux , si è parlato di frammentazione e si è cercato di aggirare il problema proponendo di volta in volta una distribuzione piuttosto che un’altra per svariati motivi ma senza che una sola riuscisse mai a diventare di adozione comune, che rappresentasse le idee di tutti.

Ora mi chiedo: Con l’arrivo di progetti come Snap e Flatpack riusciremo ad aggirare il problema della frammentazione delle distribuzioni e adottarne una soltanto?

So benissimo che il discorso è particolarmente complesso, entrano in gioco tutta una serie di aspetti come filosofia, package-manager, versioni dei DE etc etc.

Ma mi chiedo: Avete qualcosa da proporre? Magari una distribuzione compatibile con i deb che possa essere sia a rilasci stable che rolling a seconda dell’uso di un repository specifico? Oppure preferite avere più progetti perché pensate che non si potrà mai giungere ad una visione unica, quindi meglio avere più idee e progetti possibili così da spingersi a migliorare?

Aspetto le vostre opinioni nei commenti!

 

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Installiamo SAMBA su Ubuntu


Samba, recentemente salito alla ribalta per una vulnerabilità scovata al suo interno, è il server per la condivisione delle risorse che permette di accedere a cartelle e stampanti condivise di un altro (o più) computer nella stessa rete locale sfruttando il protocollo SMB, e cosa ancora più importante di far sì che ciò accada fra reti miste Linux-Windows.
La versione disponibile oggi nei repository di Ubuntu è la 4.3.

Installarlo è semplice, basta installare i pacchetti di samba e smbfs oppure possiamo appoggiarci a tasksel.

Se hai seguito la mia precedente guida sull’installazione e la gestione di un Web Server, ecco che oggi riutilizziamo l’utility tasksel per installare un nuovo gruppo di pacchetti.

Avviamo tasksel
sudo tasksel

Selezioniamo la voce Samba File Server e attendiamo l’installazione.

Gestiamo Samba

La configurazione di samba è contenuta all’interno del file in /etc/samba/smb.conf mentre invece la gestione del servizio è simile a quella di apache 2: Ogni modifica ad un file di configurazione richiede il riavvio del server.

sudo /etc/init.d/smbd restart

Oppure possiamo riavviare il suo servizio

sudo service smbd restart

 

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Perché è così importante superare l'1%?


La community che in diverse maniere e forme sta dietro a GNU/Linux vive da anni con un dato da alcuni anche più volte messo in discussione a dire la verità:
L’1% di adozione di GNU/Linux su Desktop.

Succede spessissimo infatti che nelle discussioni che sfiorano l’argomento adozione, che parlano di futuro e di “anno di Linux”, più di una persona tiri fuori quel dato, rimarcando il fatto che questa percentuale è la stessa da anni e che non succederà mai di superarla.

Ma….perché è così importante?

Perché è così importante superare quella percentuale? Per il supporto dei produttori? Perché sarebbe la vittoria di una filosofia, quella open? Perché da quando avete visto Madagascar vi piacciono i pinguini carini e coccolosi, carini e coccolosi (cit.)?

Perché stiamo bene così?

Ma non tutti sono/sarebbero contenti di superare questa percentuale di adozione. Ci sono tantissimi che considerano GNU/Linux qualcosa per una nicchiaper chi non ha intenzione di giocare, ma di ottenere il massimo dalla propria macchina e del proprio software, meglio se lato Server.

Perché una maggior diffusione indica anche un maggior interesse per i malintenzionati? Perché non abbiamo bisogno di un’adozione di massa per essere sicuri della bontà della nostra scelta personale?

La vostra opinione.

E voi, in che barca state e quali sono le motivazioni alla base del vostro pensiero? Perché ritenete che chi la pensa in maniera opposta a voi stia sbagliando?

 

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Installiamo e gestiamo un Web Server su Ubuntu


Linux è notoriamente un sistema operativo utilizzato in ambito Server.
Quando sviluppi per il web però hai la necessità di essere il più veloce e sicuro possibile e per evitare possibili errori conviene sempre sviluppare in locale per poi andare successivamente in produzione.

Oggi andiamo quindi ad installare all’interno della nostra Ubuntu (o derivata), sia essa un'installazione reale o su macchina virtuale, tutto il necessario per mettere in piedi un web server.

Utilizzeremo la utility tasksel.

Tasksel è un programma a riga di comando che ci permette di installare tutta una serie di pacchetti per il task desiderato. Nel corso dell’articolo vedremo la sua schermata principale di selezione e le alternative proposte.

Avviamo tasksel
sudo tasksel

A seguire ci verrà restituita questa schermata di selezione

Selezioniamo il servizio LAMP Server.


Durante l’installazione dobbiamo fornire una password per l’amministrazione di MySQL (ovviamente è importantissima, ci servirà anche per l’accesso tramite phpmyadmin e per la prima gestione del web server).

Completata la procedura automatica, verifichiamo che tutto sia andato a buon fine andando a digitare sulla barra degli indirizzi del nostro browser: localhost.

Ci verrà resituito un “It works” se tutto è andato per il verso giusto.

Installiamo PhpMyAdmin

Gestire i db tramite la riga di comando è affascinante, ma diciamocela tutta, abbastanza noioso in alcuni aspetti. Ci viene in soccorso Phpmyadmin.

Phpmyadmin è un famoso software che ci propone una interfaccia web per la gestione di database, è un must have per ogni sviluppatore web per la sua chiarezza e semplicità di utilizzo.

sudo apt install phpmyadmin
Selezioniamo il web server installato (apache2) in questo caso.

Durante la sua intallazione ci verrà richiesta la password di MySQL, quella che avete precedentemente scelto. Ditigiamola e andiamo avanti.

Una volta completata l’installazione apriamo il nostro browser e digitiamo sulla barra degli indirizzi:
localhost/phpmyadmin

E accediamo alla dashboard inserendo nome utente (root) e la password scelta in precedenza.

Fatto! Adesso abbiamo la possibilità di aggiungere nuovi utenti ( per una maggiore sicurezza ), creare db etc.

E per finire

Nelle ultime installazioni abbiamo di default l’installazione di Php 7, ma se volessimo usare anche la versione 5.6? Basta installare le versioni di PHP che ci servono e dare in pasto questi due comandi:

sudo a2dismod phpX.X
sudo a2enmod phpX.X

Nel dettaglio a2dismod va a disabilitare il modulo della versione X.X di Php, mentre a2enmod lo attiva.

Infine, per quanto riguarda la gestione del nostro web server, ricordate che molto probabilmente (per non dire sempre) qualsiasi modifica effettuata ai file di configurazione richiede il riavvio del web server:

sudo /etc/init.d/apache2 restart

Con questo comando, in pochi secondi il nostro web server verrà riavviato.

Spazio alle tue considerazioni

Hai domande, vuoi fare qualche osservazione? La sezione commenti è tutta tua!

 

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Il futuro di Linux è sui Desktop Windows?


Questa primavera è piena di sorprese. Facciamo un passo indietro: L’anno scorso venne annunciata l’integrazione di bash di Ubuntu all’interno di Windows 10, quest’anno invece dopo l’annuncio di Canonical relativo a Unity, ecco che Microsoft annuncia una novità e quest’anno non abbiamo il dubbio del pesce d’aprile.

Entro qualche mese avremo infatti la possibilità di installare Ubuntu, Fedora e SUSE dal Windows Store. Tutte le info del caso le trovate nel post della scorsa settimana..

Perchè?

Perchè non permettere direttamente una installazione in dual boot senza reinstallare Grub?
Esattamente come per l’anno scorso, viene da chiedersi come questa mossa possa cambiare lo scenario, come possa (e se possa) conquistare l’utenza professionale che si trova bene su Linux ( programmatori, amministratori di sistema etc) e se ciò possa in un qualche modo mettere a rischio l’esistenza stessa di Linux su Desktop viste le ultime novità (magari a fronte di una maggiore impegno nell'IoT o lato server).

Diteci la vostra

Cosa ne pensate? Siete preoccupati o pensate che ciò possa solo essere un bene avvicinando tante persone al mondo Linux?

 

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Linux è per vecchi?


Quando sei ragazzino superi le nottate come un cerbiatto! Sei giovane, fissi l’orizzonte dallo spigolo del balcone e fiero prendi a morsi la vita!
Quando sei meno ragazzino superi le nottate come un koala, attaccato al cuscino come lui alla pianta.

Quando hai 16 anni hai tanta voglia di sperimentare, probabilmente anche la voglia di provare le cose che sai già non andranno solo per il gusto di farle andare.
Negli ultimi mesi, opinione personale, ho visto un certo calo di movimento attorno al mondo Linux, un torpore dal quale ci si è risvegliati solo grazie alla notizia dell’abbandono di Canonical di Unity e confermato anche da voi lettori di Marco’s Box grazie ai tanti commenti che avete lasciato nei vari articoli.

Così, ho pensato: Linux è per vecchi? O avvicinandosi alla 30ina si tende a perdere la voglia di sperimentare col sistema operativo per concentrarsi sul proprio lavoro e sulle novità ad esso collegate?

Quando inizi a valutare il tempo che richiederà l’ottimizzazione del sistema operativo, la compatibilità del tuo hardware, a risolvere qualche incompatibilità che si crea con aggiornamenti, quando non testi più qualche soluzione esotica e magari preferisci qualcosa di già pronto out of the box che lasci la possibilità di dedicarti unicamente al lavoro, all’usare il sistema operativo più che a smontarlo e rimontarlo, ecco, in quel momento sei probabilmente arrivato alla “maturità” informatica.
Linux è ancora una scelta valida o altri sistemi operativi offrono più certezze in questo senso, che possono convincere un utente meno giovane e propenso a sperimentare?

La vostra opinione.

Pensate che Linux significhi principalmente “smanettare”, avere una mente giovane e sempre aperta a testare la novità? Oppure grazie a tanti progetti a lungo supporto resta una scelta solida e valida?